Il Bulldog Americano è un molossoide che è stato selezionato negli Stati Uniti ed in Italia la razza non è riconosciuta ufficialmente. Pur avendo origini comuni con il Bulldog inglese, non confondiamoli: il cane d’oltreoceano è tutt’oggi un fiero animale che vive ancora nei ranch per proteggere il bestiame ed è molto più massiccio del “cugino” britannico”.

Razza non ancora riconosciuta in Italia, e fortunatamente poco diffusa, ha la coraggiosa indole di guardiano e cacciatore, racchiusa in un corpo massiccio e muscoloso dall’aspetto potente e fiero. Nato da una fusione quasi perfetta tra il molosso e il Pitbull, il Bulldog Americano non è affatto il cane per tutti.

Ha precise esigenze e forti motivazioni: chi decide di adottarne uno deve avere consapevolezza, conoscenza del comportamento del cane e tanto senso di responsabilità.

Origine

USA

Standard

Attualmente né FCI né ENCI riconoscono la razza, pertanto non esiste uno standard ufficiale. Possiamo identificarlo come molossoide.

Aspetto

Il Bulldog Americano è un cane di taglia medio-grande, dall’aspetto possente e atletico. Il corpo è robusto, con testa quadrata e larga. Le orecchie sono di grandezza media a forma di bottone e inclinate e gli occhi a mandorla o tondeggianti e scuri. Gli arti sono muscolosi e la coda viene portata a mezza altezza. Il pelo è corto e può essere di vari colori: tigrato, marrone chiaro o scuro e rosso. Esistono due tipi di Bulldog Americano: standard (più piccolo e simile al Pitbull) e classic (più grande e simile ad un mastino).

Le dimensioni variano molto e sono: per i maschi altezza cm. 58/69 per kg. 40/55; per le femmine altezza cm. 53/63 per kg. 32/45.

Motivazioni

Protettiva, competitiva, possessiva, predatoria, affiliativa, epimeletica, collaborativa, cinestesica.

Amante di

Proteggere la famiglia e le risorse, fare la guardia, fare movimento, passare il tempo con i suoi umani di riferimento.

Alimentazione, cura e mantenimento

Il Bulldog Americano, come tutti i cani selezionati dall’uomo, può soffrire di patologie genetiche e non.

Tra le più comuni troviamo la displasia dell’anca, alcune cardiopatie, in particolare la stenosi aortica di natura ereditaria, ed alcuni tumori. Data la grande mole può essere inoltre soggetto a problemi dello sviluppo e alla torsione gastrica, grave condizione anche fatale.

Il Bulldog necessita di fare attività fisica e di un’alimentazione equilibrata ed adeguata al suo stile di vita.

Origine e storia

La storia del Bulldog Americano va di pari passo con quella del suo “cugino” inglese, le origini infatti sono le medesime e risalgono a tempi remoti quando i primi mastini furono introdotti nelle isole britanniche dagli antichi Romani.

Inizialmente questi cani, di grandi dimensioni e notevole coraggio, furono impiegati dalle popolazioni autoctone per la guardia e la difesa delle proprietà ma anche del bestiame e degli uomini stessi che, in seguito, diedero vita al feroce “Pugnace Britanni”, un molossoide nato dall’incrocio tra i mastini introdotti e alcuni cani indigeni, che fu destinato a combattere a fianco dei soldati nelle sanguinose guerre contro le invasioni romane.

Nel Medioevo questi mastini erano sempre fidati guardiani, compagni e difensori, in particolare dei macellai, i quali facevano aggredire dai cani i bovini, in modo da mostrare ai clienti la qualità della carne.

Un giorno avvenne un fatto: mentre due tori si stavano battendo per una femmina, i cani di un macellaio si precipitarono a dividerli, abbattendone uno dopo una lotta estenuante. A questa terribile scena assistette un nobile, Lord Stanford, che, affascinato da tanta violenza, ordinò ai macellai di ripetere ogni anno un combattimento come quello.

È in quel momento che nacque il “bull-baiting”, l’atroce pratica del combattimento tra tori e cani, che si diffuse rapidamente in tutta l’Inghilterra, dalla nobiltà alle classi più povere. I cani iniziarono ad essere allevati e selezionati secondo determinate caratteristiche: coraggio, forza fisica, resistenza al dolore e altissima reattività.

Non è difficile immaginare quanto questi cani fossero una vera e propria macchina da guerra, praticamente inarrestabile: erano i Bondogge, gli antenati del Bulldog. Intorno al 1600 iniziò la prima grande migrazione inglese verso il continente americano ed i coloni portarono alcuni esemplari di Bulldog oltreoceano; è da qui che inizia la vera e propria storia del Bulldog Americano.

Il Bulldog era infatti una delle razze importate dagli immigrati negli Stati Uniti durante il XIX secolo. Infatti, erano moltissimi gli inglesi che arrivavano ad Ellis Island portandosi al seguito i proprio animali domestici. Quando si stabilirono nel sud del paese, gli immigrati e gli abitanti della regione iniziarono ad usare questa razza come cane da guardia.

Il Bulldog fu in seguito incrociato con diverse razze tra cui Pointer, Boxer e Dogo Argentino, dando vita a due varianti: il Classic (o Bully) selezionato dall’appassionato cinofilo JD Johnson (versione più massiccia e simile ad un mastino) e lo Standard, o Scott, sviluppato appunto dall’allevatore Alan Scott (versione più agile e leggera).

Si sviluppò inoltre una linea particolare di Bulldog bianchi del sud (Old Southern White) che pare sia stata selezionata con l’incrocio tra Bulldog americano standard e Pitbull, per creare una linea di cani più resistenti e adatti alla caccia. Esiste inoltre un’altra versione di razza, detta Hybrid, selezionata a partire dagli Scott, caratterizzata dalla grande reattività.

Attualmente la razza è riconosciuta e piuttosto popolare negli Stati Uniti, dove viene impiegata ancora anche come cane da guardia e lavoro mentre non è riconosciuta dalla FCI.

Motivazioni (desideri e bisogni)

Analizzando la storia del Bulldog americano non è difficile capire quanto questo non sia un cane “semplice” e quanto sia ampio il suo ventaglio di motivazioni.

Prime fra tutte la protettiva e possessiva, da buon discendente di molosso ed abituato a fare la guardia e a difendere le persone, ha queste due motivazioni alle stelle: non esiterà un minuto a proteggere le sue risorse, la sua casa, il suo giardino; è opportuno dunque tutelare gli ospiti ma anche e soprattutto il Bulldog, trovate sempre situazioni tranquille in cui il cane può sentirsi al sicuro, senza disagi, magari dedicando una stanza in cui potrà riposare senza essere disturbato quando sono previste visite a casa.

Anche le motivazioni predatoria e cinestesica, più riferibili al Pitbull, sono ben presenti: selezionato anche come cane da caccia nelle sconfinate praterie americane, questa razza ha ancora la forza pulsante del predatore, ha bisogno di muoversi, ama inseguire gli oggetti e, perché no, anche le bici e gli incauti amanti dello jogging!

Avere un Bulldog Americano non è cosa facile, occorre sempre essere molto attenti a quello che accade intorno e pronti ad intervenire per proteggere il cane e le persone.

La motivazione competitiva viene messa in pratica dal Bulldog per misurare situazioni e rapporti: non mettetevi mai in competizione con lui con l’assurda convinzione del “cane dominante”; imparate piuttosto a conoscere il Bulldog e la sua gestione di spazi e oggetti, non cercate di prevaricare o di imporvi su di lui, rispettate le sue esigenze e i suoi spazi.

Il Bulldog Americano è un cane che si lega estremamente alla famiglia, ha un’alta motivazione epilemetica che lo rende un compagno fedele, affettuoso, amante del contatto fisico e delle attenzioni dei suoi umani, è inoltre piuttosto collaborativo.

Avere a che fare con questa razza può essere piuttosto complicato, considerando inoltre il fatto che in Italia non è riconosciuta perciò non si possono avere linee guida omogenee sulla selezione. Pensateci bene prima di decidere di adottare un cane che discende dai molossi da combattimento, allevato come cacciatore e guardiano e cresciuto in sconfinati territori selvaggi che nulla hanno a che vedere con le nostre claustrofobiche città.

Vivere con un Bulldog Americano è una grande responsabilità, occorrono competenze e gestione corretta, magari con il supporto di un buon educatore; non è ovviamente un cane pericoloso oaggressivo, però ha bisogno di essere compreso e inserito nel contesto adatto per evitare situazioni spiacevoli che possono sfociare in reazioni con conseguenze sgradite.

Aspetto Fisico

Il Bulldog Americano è un cane di dimensioni medio-grandi, molto possente, atletico e muscoloso. Il corpo è robusto, con testa quadrata e larga, con stop pronunciato e muso massiccio. Le orecchie sono inserite alte, di grandezza media a forma di bottone e gli occhi sono a mandorla o tondeggianti, scuri e ben distanziati tra loro. Gli arti sono muscolosi e la coda viene portata a mezza altezza. Il pelo è corto, ruvido o soffice, e può essere di vari colori: tigrato, marrone chiaro o scuro e rosso.

Esistono due tipi di Bulldog Americano: standard o Scott (più piccolo e simile al Pitbull) con corpo più leggero e atletico, e classic (più grande e simile ad un mastino), massiccio e meno slanciato; c’è anche la versione Hybrid, meno comune e più reattiva.

Il Bulldog standard è molto simile al Pitbull, più longilineo, con testa affusolata e muscolatura agile, mentre il classic conserva nella sua linea di sangue il Bulldog inglese, di conseguenza è più massiccio e compatto.

Infine, l’Hybrid, derivante dallo Scott, è quello più “performante” e reattivo, dal fisico agile e massiccio. Le dimensioni variano molto tra i vari esemplari e sono: per i maschi altezza cm. 58/69 per kg. 40/55; per le femmine altezza cm. 53/63 per kg. 32/45.

Cura e salute

Il Bulldog Americano, seppur meno modificati rispetto al Bulldog Inglese, è un cane di razza selezionata dall’uomo e perciò può incorrere in alcune patologie di diversa natura e origine.

Tra le più comuni troviamo la displasia dell’anca, una malformazione genetica o ambientale a carico dell’articolazione che può essere anche grave e deve essere trattata con fisioterapia, terapia farmacologica o con intervento chirurgico. Può soffrire inoltre di alcune cardiopatie, in particolare la stenosi aortica, quasi sempre di natura ereditaria, che va trattata con farmaci, ed alcuni tumori.

Data la grande mole può essere inoltre soggetto a problemi dello sviluppo e alla torsione gastrica, grave condizione anche fatale. Il Bulldog necessita di fare un’adeguata attività fisica e di un’alimentazione equilibrata in base alla crescita e al suo stile di vita.

Cosa fare con un Bulldog Americano

Se immaginiamo i verdi pascoli o le brulle praterie americane in cui il Bulldog corre per proteggere e radunare il bestiame è facile intuire quale sia la cosa ideale da fare con lui: muoversi.

Andate a fare lunghe camminate sui prati, sui monti, portatelo in spiaggia, al fiume, al lago a bagnarsi le zampe e a fiutare tracce, addentratevi insieme nei boschi alla ricerca di qualche traccia lasciata dal selvatico.

Potete anche proporgli attività di ricerca olfattiva, piste e ricerca persone, naturalmente tutto in sicurezza e supervisionato da educatori professionisti che sapranno indirizzarvi su quello che è più adatto a voi e al vostro Bulldog americano.

Per quanto riguarda la vita mondana, è meglio evitare di portare il Bulldog ad eventi, aperitivi e luoghi con molta confusione, non si sentirebbe a suo agio e potrebbe reagire non nel più delicato dei modi.

Relazione e contesto ideale 

Il Bulldog Americano è un cane che ama vivere in famiglia, a cui piace condividere il tempo insieme ai suoi umani passando piacevoli momenti. Nonostante ciò, non è un cane per tutti: è adatto a persone con competenze e soprattutto un alto senso di responsabilità, non pensiate sia il tenero orsacchiotto da portare in giro sfoggiandolo con gli amici.

Il suo contesto ideale è dunque una famiglia, possibilmente giovane e dinamica, con tempo a disposizione, amante della natura e non della vita mondana. Può vivere anche con dei bambini (meglio di no con altri cani) a patto che i piccoli umani siano responsabilizzati e ben istruiti e soprattutto non vanno mai lasciati da soli durante le interazioni col cane, sia nelgioco che nelle semplici attività quotidiane.

Può vivere in città ma senza dubbio sarebbe meglio farlo crescere in ambienti meno urbanizzati, non dimentichiamo che negli USA è ancora impiegato nei ranch e nelle fattorie come cane da lavoro, nei nostri piccoli centri pieni di cemento e confusione non starebbe molto a proprio agio.

Una giornata con un Bulldog Americano

Suona la sveglia e aprite gli occhi e accanto a voi c’è un testone che vi osserva felice pronto a darvi il buongiorno; appena vi alzate salta giù dal letto e vi scorta felice in cucina per la colazione.

Abitate fuori città, per voi ma soprattutto per il vostro cane è molto meglio vivere nella tranquillità della provincia, senza rumori, traffico e persone urlanti, inoltre avete un bel giardino in cui il Bulldog si gode il fresco e non perde d’occhio la soglia, controllando che tutto fili liscio!

Appena usciti per la passeggiata vi recate verso una zona verde cintata dove avete la possibilità di lasciarlo un po' libero così che possa sgranchirsi le zampe, fare qualche corsa ed annusare le tracce lasciate durante la notte da qualche topino. Naturalmente uscite molto presto, quando non c'è ancora nessuno, il vostro Bulldog non va molto d’accordo con gli altri cani e preferite concludere la camminata in serenità.

Al rientro lo lasciate in casa in compagnia di un buon masticativo e una parte di giardino a disposizione che avete opportunamente cintato proteggendo il cane dai passanti ed i passanti da lui, che non esiterebbe a fermare con un bel morso l’impavido postino che vi consegna le lettere!

Nel pomeriggio riunite tutta la famiglia e decidere di andare poco fuori città, in un bel sentiero tra gli alberi dove potete godere di libertà e aria fresca. In quel momento il Bulldog Americano dà il meglio: corre come un pazzo, segue le tracce dei numerosi animali selvatici, insegue le foglie e si diverte a giocare con i bambini, fino allo sfinimento.

Verso sera rientrate a casa, voi preparate la cena e i piccoli umani continuano a giocare in giardino insieme al cane, che voi non perdete un attimo di vista. Finita la cena vi sistemate davanti a un bel film e lui si fa piccolo piccolo per infilarsi tra di voi sul divano fino all’ora di andare a letto quando, stanco ma felice, si addormenta vicino a voi sereno e fiero di poter vegliare sulla sua famiglia.

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