Validato da Elena Garoni
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Medico Veterinario comportamentalista

Il Pitbull è un cane dalle mille sfaccettature, che nel corso degli anni ha assunto i ruoli più disparati: da antico combattente è diventato cane da lavoro e poi da compagnia. È il frutto dell'unione tra molossi e terrier e racchiude in sé tutte le caratteristiche di questi cani. Per questo, come si può capire leggendo a seguire le sue motivazioni e la sua storia, se si decide di adottarne uno bisogna assolutamente conoscerlo a fondo. Il mix di energia, forza, passione, tenerezza e testardaggine rende il Pitbull un cane dall'enorme potenziale: può essere un fedele compagno di vita, a patto che abbiate la consapevolezza e una forza tali da saper affrontare la vita insieme a questo amorevole gladiatore.

Origine

Europa

Standard

Attualmente l'ENCI e la FCI non riconoscono il Pitbull come razza, per cui non è presente uno standard preciso.

Aspetto 

In mancanza di uno standard italiano non possiamo dare indicazioni precise sulle "caratteristiche ufficiali", si tratta di un cane generalmente forte e con muscolatura molto sviluppata, testa squadrata e orecchie piccole portate ripiegate, corpo agile e coda media. Il pelo è corto e fitto e può presentare tutte le combinazioni di colore. Le dimensioni generalmente sono altezza cm.45-53 cm per i maschi e 41-50 per le femmine, con un peso  dai 16 ai 27 kg per gli esemplari maschili e dai 14 ai 23 per quelli femminili.

Motivazioni

Predatoria, cinestesica, competitiva, possessiva, protettiva, affiliativa, epimeletica, collaborativa.

Amante di

Fare movimento, saltare, correre e inseguire prede, fare giochi di contatto fisico e “tira-e-molla”, contatto con i membri stretti della famiglia.

Alimentazione, cura e mantenimento

Il Pitbull è un cane forte e resistente e di solito gode di buona salute. Tra le patologie genetiche più ricorrenti troviamo la displasia dell'anca, la lussazione della rotula, il labbro leporino, l'ipotiroidismo. Il Pitbull è inoltre particolarmente soggetto a problemi cutanei e dermatiti.

L'alimentazione è molto importante, in particolare per la crescita del cucciolo, e deve essere equilibrata e adatta all'intensità di attività fisica svolta.

Origine e storia

La storia del Pitbull è antica e travagliata, la razza infatti ha origine nell'Inghilterra del 1600 per poi affermarsi, così come la conosciamo ora, negli Stati Uniti. Tra il XVII e XVIII secolo in nord Europa, soprattutto nelle isole britanniche, erano in voga i barbari combattimenti tra animali, in particolare tori e cani. In principio venivano impiegati grandi mastini che, con la loro possanza, potessero resistere alla furia cieca dei bovini terrorizzati che cercavano di salvarsi scalciando e incornando. Questa agghiacciante pratica considerata sportiva, il bull baiting, prese campo sia negli ambienti nobiliari che in quelli più umili.

La popolazione contadina, oltre ai mastini, spesso viveva anche con i piccoli terrier cacciatori di ratti ed è proprio dall'incrocio da queste due tipologie di cane che ne nasce uno nuovo: più leggero e agile, capace di sorprendere in velocità e tenacia il toro che si divincola circondato da queste schegge fortissime e iper reattive. Questi cani vennero chiamati proprio Half and half, letteralmente “metà e metà”, per definire la fusione perfetta tra molosso e terrier, ed iniziarono a combattere non più con i tori ma tra di loro, per puro e folle divertimento di umani privi di coscienza. Erano cani altamente reattivi ma selezionati per avere una maggiore socialità nei confronti delle persone.

Nel 1835, fortunatamente, la Gran Bretagna rese illegali i combattimenti tra animali ma questa pratica proseguì nella clandestinità in arene (in inglese pit) nascoste e addirittura solcò l'oceano per approdare negli Stati Uniti, dove trovò immediatamente un grande seguito. Ma in America questo cane non fu considerato solo per la triste attività del combattimento: venne impiegato anche come cane da spettacolo e da lavoro, tanto che alla fine del XIX era probabilmente la razza più diffusa degli Stati Uniti. Ed è proprio agli Usa che dobbiamo una nuova selezione: intorno al 1845 alcuni allevatori diedero vita a nuovi esemplari, maggiormente adattati all'uomo, incrociati anche con i Bull terrier irlandesi immigrati in quel periodo.

Nacque così l'American Pitbull Terrier, riconosciuto ufficialmente la prima volta nel 1898 dal UKC (United Kennel Club). Nel 1909 fu fondata l'ADBA (Americam Dog Breeder Association) che riconobbe anch'essa il Pitbull. Curioso il fatto che ogni Club ha redatto uno standard diverso: esistono pertanto Pitbull con caratteristiche molto differenti tra loro. Infine l'AKC (American Kennel Club) preferì seguire una strada diversa: nel 1935 stilò lo standard dell'Amstaff,  distinguendolo dal Pitbull, che ancora adesso non è riconosciuto, selezionando mano a mano esemplari meno reattivi e con caratteristiche fisiche più “fini”.

Attualmente la Federazione Cinologica Internazionale (FCI) e quindi l'ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) non riconosce il Pitbull come una razza: non possiede uno standard, non ci sono allevatori riconosciuti, non ha pedigree. Quindi come tale non può essere né venduto né comprato. Nonostante questo, negli anni 80 iniziò a diffondersi nel nostro paese fino a diventare uno dei cani più amati, e purtroppo abbandonati, d'Italia.

Motivazioni (desideri e bisogni)

Se ci guardiamo intorno noteremo senz'altro la massiccia presenza di Pitbull nelle nostre città. E’ un cane diventato purtroppo “di moda” e tantissime persone lo scelgono come status symbol e non come compagno di vita: la conseguenza è un continuo e inesorabile aumento degli abbandoni. Sono centinaia, migliaia i Pitbull che, infatti, ogni anno entrano in canile perché la famiglia non riesce più a gestire quello che un tempo era per loro un “adorabile batuffolo” ma che, una volta cresciuto, si è trasformato in un fascio di nervi e muscoli, pronto a saltare addosso e rincorrere chiunque, con un livello di eccitazione altissimo e la propensione ad utilizzare la bocca (e i denti) per farsi capire. E tutto ciò perché, ripetiamo, non è stato creato con lui un rapporto sano nel quale si sono tenute in giusta considerazione la sua storia e la sua personalità.

Naturalmente tutto ciò non perché il Pitbull sia un mostro ma semplicemente perché noi umani lo abbiamo selezionato e allevato per combattere, fondendo molossi e terrier affinché diventasse un piccolo e compatto gladiatore pronto a partire all’attacco e, in passato, a uccidere altri animali. Con il tempo i combattimenti sono diventati finalmente illegali e si è cercato di rendere il Pitbull più mansueto, ma non bisogna certo scordarsi che in lui convivono la potenza del mastino e la determinazione del terrier. Proprio grazie alla presenza nei spuoi geni di quest'ultima razza, le sue motivazioni predatoria e cinestesica sono altissime: ha una capacità incredibile di movimento, è agilissimo e pronto allo scatto in qualunque momento, soprattutto quando vicino a lui si muove qualcosa che fa scattare un incontrollabile impulso all'inseguimento, che nella maggior parte dei casi viene represso e manifestato scaricando la grande frustrazione anche mordendo e tirando il guinzaglio o, in casi estremi, direttamente la persona che è accanto a lui.

Anche le motivazioni possessiva, protettiva e competitiva sono altamente presenti nel Pitbull: è il cane che ama di più fare giochi basati sulla competizione ed è sempre e comunque intenzionato a vincere. La competizione accende nel Pit un fuoco tale quasi da fargli perdere il controllo: per poter affrontare queste situazioni bisogna conoscere a fondo il comportamento della razza e avere le competenze necessarie per gestirlo al meglio. Non sarebbe affatto piacevole vedere il proprio Pitbull che si diverte come un matto correndo all'impazzata dietro ad un cane o ancor peggio ad un bambino che scappano terrorizzati!

La motivazione comunicativa, di contro, è molto bassa: il Pitbull sembra ignorare tutto ciò che lo circonda per poi reagire con velocità sorprendente. Inoltre, spesso la sua comunicazione ci appare contraddittoria: scodinzola, freme, spalanca la bocca in un sorriso, si piega sulle zampe anteriori come a invitare al gioco. In verità, sta chiedendo all'altro di muoversi, di scappare, per rincorrerlo fino ad atterrarlo.

Il molosso ha donato al Pitbull le motivazioni affiliativa e collaborativa che, unite a quella epimeletica lo rendono un ottimo compagno di coccole: a dispetto della sua eccitabilità è tendenzialmente un pigro, che ama trascorrere i momenti di relax accanto ai propri umani, anche bambini che accudisce con amore. Naturalmente mai affidarsi al caso: non lasciate il vostro Pitbull da solo con i piccoli umani, evitate possibili situazioni pericolose.

Sfatiamo però il mito del cane cattivo: non esistono cani aggressivi “di default”, nemmeno il Pitbull lo è. Troppo spesso sono gli esseri umani che mettono i cani nelle strette condizioni di reagire in malo modo. Sono animali spesso incompresi che per potersi esprimere o difendere devono ricorrere a reazioni anche estreme e molto violente, talvolta letali. Per poi finire, ingiustamente, il resto dei loro giorni nella fredda gabbia di un canile. A dispetto del suo aspetto e della sua fama, il pitbull è un cane sensibile: è facile che venga travolto dalle conseguenze di stress eccessivo, con conseguenze importanti sia sul lato fisico che psichico. Comprenderlo, e non metterlo in condizioni pericolose è fondamentale per vivere felici con lui.

Aspetto fisico

In Italia la razza Pitbull non è ufficialmente riconosciuta, perciò non c'è uno standard che ne designa precisamente le caratteristiche, possiamo ricondurci agli standard americani dello UKC (United Kennel Club) e dell'ADBA (America Dog Breeder Association), per stilare una descrizione, seppure tra le due federazioni si possono notare differenze (lo UKC descrive soggetti più massicci simili al molosso, mentre l'ADBA predilige il fisico più asciutto e tipicamente da combattente).

Si tratta di un cane di taglia media, di costituzione forte e massiccia, con corpo tonico e muscoli in evidenza e appiombi ben piantati. La testa è squadrata e robusta con mascella forte, occhi tondeggianti, vispi e attenti e orecchie piccole attaccate in alto.

Il pelo è corto e fitto per mettere in evidenza la muscolatura e la varietà di colori è ampia: dal tinta unita, al bicolore o tricolore al tigrato. Spesso si sente parlare di Rednose e Bluenose, pensando si tratti di due tipologie di Pitbull diversi; in realtà si tratta della colorazione del naso che può essere rossa o grigia. Le dimensioni variano in base al sesso e sono: altezza cm.45-53 cm., con un peso dai 16 ai 27 kg per i maschi e 41-50 cm. con un peso dai 14 ai 23 kg. per le femmine.

Cura e salute

Il Pitbull è un cane robusto che generalmente gode di buona salute ma, come ogni razza (seppur il Pit non lo è ufficialmente), può presentare alcune patologie di origine genetica. Tra le più ricorrenti troviamo malattie delle articolazioni come la displasia dell'anca, una malformazione articolare che può essere di natura congenita o traumatica, e la lussazione della rotula.

Il Pitbull può nascere affetto da labbro leporino, una malformazione della parte superiore delle labbra che può recare disagio al cucciolo, generalmente è risolvibile con intervento chirurgico. Ricordiamo inoltre l'ipotiroidismo, che comporta il malfunzionamento della tiroide che può insorgere alla nascita o in età adulta e si manifesta sintomi più o meno gravi, e le malattie dermatologiche come la dermatite atopica e la demodicosi.

L'alimentazione deve essere sana ed equilibrata, in proporzione all'attività svolta. Un altro problema che affligge i pitbull è la presenza sempre più numerosa di sedicenti allevatori, o di proprietari irresponsabili che fanno riprodurre i loro cani di casa: non fidatevi e disincentivate il commercio e lo sfruttamento che ogni anno miete migliaia di vittime. Fate un giro tra le gabbie dei rifugi, senz'altro riuscirete a trovare un piccolo e muscoloso principe che vi aspetta.

Cosa fare insieme a un Pitbull

Vivere con un Pitbull è come stare sulle montagne russe: si alternano momenti di tranquillità e pace ad attimi di pura adrenalina. Sicuramente la cosa migliore che possiate fare con lui è l'attività fisica: andate a correre, a camminare nella natura, se siete in città divertitevi a fare percorsi ad ostacoli improvvisati tra le panchine e i pali della luce; oppure iscrivetevi insieme ad un corso di agility o meglio mobility, che può diventare un modo intelligente per dar sfogo a tutta l'energia racchiusa in questo piccolo lottatore.

Il Pitbull ama moltissimo i giochi basati sulla competizioni, come il tira-e-molla, che si possono fare con lui a patto che siano ben strutturati e contestualizzati. Nei momenti ludici particolarmente eccitanti questo cane potrebbe “perdere il controllo” e far salire il suo livello emozionale alle stelle, con il rischio che, pur di vincere, diventi impossibile da fermare. Prestate attenzione se decidete di portarlo in aree frequentate da altri cani: se la presenza umana non lo disturba, quella dei propri simili non la apprezza particolarmente e può far scattare la molla da terrier creando situazioni potenzialmente pericolose. Non dimentichiamoci che l'uomo lo ha selezionato per combattere contro i propri simili fino alla fine. Meglio tenerli al guinzaglio in contesti non protetti e sicuri.

Il Pitbull ha anche un lato molto dolce, dopo tutto quel movimento amerà molto mettersi accoccolato vicino a voi sul divano per godersi un dolce e meritato riposo.

Relazione e contesto ideale

Il Pitbull non è un cane per tutti. A prescindere dal contesto, che può essere un appartamento di un single o una coppia o una grande casa piena di bambini, la cosa fondamentale sono le persone che decidono di adottarlo. Mai come in questo caso e come per l’Amstaff, bisognerebbe fare una scheda al contrario: descrivere chi è adatto al Pitbull e non viceversa.

Si tratta di un cane dolce, capace di affezionarsi molto alla sua famiglia con cui condividerà volentieri la quotidianità. Però non dimentichiamoci che si tratta di un terrier di tipo bull: l'umano che deciderà di adottarlo dovrà avere una ferrea volontà di conoscere a fondo la razza e di assumersi in modo assoluto le competenze e le responsabilità necessarie.

Il Pitbull ha bisogno di persone dinamiche, sveglie e pronte alla sfida, che abbiano voglia di fare molto movimento e che abbiano sufficiente tempo da dedicargli. E’ un cane vivace che non ama stare solo per troppo tempo. La scelta ideale è senza dubbio quella di affidarsi ad un buon educatore affinché possa affiancare la famiglia in un percorso educativo che aiuti cane e umani a conoscersi profondamente, migliorando la relazione.

Se compreso e accettato in tutte le sue sfaccettature, il Pitbull può diventare un compagno amorevole e divertente con cui condividere la vita. Purtroppo, troppo spesso, le persone si innamorano del suo affascinante aspetto senza conoscerne le caratteristiche ed è così che quell'adorabile cucciolo si trasforma in un teppista troppo agitato: il salto dal divano al canile è breve e, per un Pitbull, finire in gabbia può rappresentare una triste, ingiusta ed eterna condanna. Siate responsabili se decidete di adottare uno di questi splendidi mini gladiatori, consapevoli che tutto l'impegno che impiegherete per crescerlo e far sì che sia un cane sereno sarà ampiamente compensato da un amore incondizionato.

Una giornata con un Pitbull

È mattino presto e il vostro Pitbull è già carico a molla, appena vi alzate vi saltella intorno facendo volare e roteare una bella treccia di corda, il suo gioco preferito. Andate in cucina per la colazione e poi vi preparate in fretta: è l'ora di uscire. Gli avete regalato una bella pettorina e un guinzaglio robusti in modo che lui stia comodo e voi tranquilli. Vi dirigete verso il parco, a quest'ora siete tranquilli perché è quasi deserto, non ci sono bambini urlanti, anziani insicuri e soprattutto altri cani che possono renderlo nervoso. Una volta assicurati della situazione, lo liberate nella zona recintata in modo che possa perlustrare l'area, seguire le tracce olfattive e divertirsi inseguendo la pallina.

Al rientro a casa, lo lasciate a riposare sul divano consapevoli di rientrare per l'uscita pomeridiana, fortunatamente avete un orario lavorativo flessibile che vi lascia molto tempo libero da dedicare al vostro Pitbull. Come passatempo, gli lasciate un bel masticativo, perchè lui adora rosicchiare e strappare, e così ha imparato a non esercitarsi sui cuscini e sul divano.

Nel pomeriggio, al vostro rientro, vi accoglie con un entusiasmo immenso, siete felici di rivedervi e vi preparate in fretta per uscire di nuovo! Oggi è il giorno dell'incontro con l'educatore: piace molto a voi e al vostro Pitbull avere uno spazio dedicato e protetto dove si può correre, giocare e imparare cose nuove! Sapete che la vita con lui è impegnativa ma siete riusciti a trovare la giusta chiave d'equilibrio per la serenità di tutta la famiglia.

Dopo la lezione concludete il pomeriggio con una bella passeggiata nel verde, dopo tutto quel movimento vi rilassate prima di rientrare. A casa vi aspettano i bambini, il vostro Pitbull adora stare con loro ma voi non li perdete mai d'occhio: spesso i piccoli umani esagerano e il cane potrebbe agitarsi troppo. Meglio fare giochi di fiuto insieme e poi vedersi un bel film sul divano.

Arriva l'ora di cena e poi quella di dormire, il vostro Pitbull è un vero coccolone a casa, vi segue sul letto e  vi addormentate abbracciati in attesa di una nuova giornata.

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