Molti di voi probabilmente convivono con un animale e, se siete finiti su questa pagina e state leggendo queste righe, potreste averne uno accanto proprio in questo momento. Magari sta cercando di farvi staccare gli occhi dallo schermo per andare a fare una passeggiata, per ricevere qualche carezza o semplicemente vi sta chiedendo di giocare un po' con lui. Questa relazione così stretta è possibile oggi, grazie a un processo, avvenuto molto tempo fa, che ha reso alcuni animali domestici. Ma cosa vuol dire di preciso "domestico"?

Il processo di domesticazione

Gli animali domestici comprendono tutte le specie che per qualche motivo, in passato, sono entrati in relazione con l’uomo e sono state protagoniste di un processo di domesticazione. Ma com'è avvenuto il primo incontro uomo-animale? Nel caso del gatto, ad esempio, potrebbe essere successo che circa 6000 anni fa che un individuo particolarmente docile si è avvicinato all’uomo alla ricerca di cibo. L’uomo si è pian piano reso conto di quanto il gatto fosse bravo nell’allontanare i roditori e i due hanno quindi cominciato a collaborare in una sorta di relazione del tipo do ut des: il gatto scacciava topi e uccelli, mangiandoseli, mentre l’uomo gli assicurava protezione, riproduzione e cure garantite. Quest’interazione ha fatto sì che i gatti siano diventati sempre più docili e dipendenti all’uomo, fino a staccarsi dal loro antenato selvatico e diventando una sottospecie domestica. Ovvero il gatto che conosciamo oggi, seduto sul nostro divano, in giro nella sua quanto nostra casa.

Le caratteristiche degli animali domestici

Un esemplare di volpe argentata domestica
in foto: Un esemplare di volpe argentata domestica

Avete presente le orecchie pendule di alcuni cani e maiali? O i comportamenti infantili che hanno cani e gatti anche quando sono adulti? E quanto sono desiderosi di entrare in relazione con noi?

Bene, queste peculiarità sembrano essere comuni a molte specie domestiche e li differenziano dalle specie selvatiche da cui derivano. Già Darwin, nel lontano 1868, se ne rese conto e le inserì tra le caratteristiche della cosiddetta “sindrome da domesticazione” insieme a tante altre, tra cui le macchie bianche nel pelo, il periodo riproduttivo più esteso, la riduzione della taglia dei denti, l'alterazioni della morfologia del cranio e delle orecchie, la coda arricciata. E soprattutto un’elevata docilità che fa sì che gli animali siano più propensi ad avere un' interazione con l’uomo.

Per capire meglio la "sindrome da domesticazione" dobbiamo spostarci nell’allora Unione Sovietica, dove il genetista Dmitry Belyaev nel 1959 ha fatto un esperimento sulla volpe argentata (Vulpes vulpes): ha valutato quali individui mostravano comportamenti meno aggressivi nei confronti dell’uomo, ed erano quindi i più mansueti, e dopo averli selezionati li ha fatti accoppiare tra loro. Dopo sole poche generazioni le volpi già cominciavano a scodinzolare fino ad arrivare a leccare addirittura la faccia dei ricercatori. Ma non solo: hanno cominciato anche a emergere delle macchie bianche sul pelo, la coda si è arricciata, e le orecchie sono diventate pendule. Un risultato sorprendente: in solo poco più di 50 anni, Belyaev è riuscito a domesticare una specie selvatica selezionandone esclusivamente la docilità. Ha quindi, di fatto, riprodotto il processo di domesticazione generando nuove caratteristiche che non erano presenti nella specie selvatica né che aveva volontariamente selezionato.

Proprio recentemente è stata scoperta la probabile causa della sindrome da domesticazione, che si ritiene essere dovuta a un’alterazione delle cellule della cresta neurale, comune a tutte le specie domestiche. Queste infatti sono delle cellule embrionali ancora non specializzate che migrano attraverso il corpo, dando vita a altre cellule che formeranno poi i tessuti. Una riduzione nel numero o nella migrazione di queste cellule porta quindi a un'alterazione di cui sono responsabili. Ad esempio, i denti delle specie domestiche sono più piccoli perché arrivano meno cellule della cresta neurale nella zona dei denti; stessa cosa avviene per le orecchie pendule, che sono probabilmente dovute a meno cellule che arrivano per formare la cartilagine.

Animali domestici e da compagnia

Sono davvero tantissimi gli animali da compagnia che al giorno d’oggi possiamo tenere in casa, ma non tutti hanno subìto un processo di domesticazione e quindi non possono essere definiti propriamente docili o desiderosi di entrare in relazione con noi, come ad esempio molti rettili, anfibi, pesci o uccelli. Qualsiasi animale decidiate di adottare, o abbiate già adottato, ricordate che richiede molta cura e responsabilità, e che deve essere quindi una scelta consapevole.

Ecco una lista degli animali da compagnia più comuni:

Cane: È un mammifero sociale e in quanto tale vuole sentirsi parte del gruppo e essere coinvolto nelle attività familiari. Ogni cane è diverso dall’altro in quanto ha una propria personalità e , rispetto alla razza, anche diverse motivazioni. I canili ospitano anche tantissimi meticci che si riveleranno, dato gli incroci che ci sono stati nel tempo, una continua e meravigliosa scoperta. E’ bene ricordare che il cane ha bisogno di molte cure e anche di tempo a disposizione per esprimersi e sentirsi realizzato.

Gatto: È l’animale domestico più diffuso in Europa. E’ considerato generalmente un "mammifero sociale facoltativo", ossia la sua propensione a stringere legami varia rispetto al soggetto. Data la sua domesticazione piuttosto recente, i gatti sono più simili alla specie selvatica d’appartenenza e presentano quindi esigenze specifiche soprattutto nell’alimentazione. Come per il cane, anche i gatti si dividono in diverse razze e meticci, ognuna con le sue motivazioni e la sua personalità.

Il coniglio domestico (Oryctolagus cuniculus domesticus): a differenza di quanto si pensi il coniglio non è un roditore ma appartiene invece all’ordine dei Lagomorfi. E’ un animale molto docile e socievole e con una spiccata intelligenza. E’ una specie erbivora e richiede quindi un’ alimentazione corretta, costituita soprattutto da fieno necessario per limare i denti che sono a crescita continua. Se siete alla prima esperienza è preferibile farsi consigliare da un veterinario. Una buona abitudine sarebbe quella di non tenerlo chiuso in gabbia ma dargli la possibilità di muoversi in alcune zone confinate della casa.

Il criceto: È un piccolo roditore dal carattere docile e dall’aspetto tenero e per questo motivo è spesso molto amato; è però anche molto delicato e ha quindi bisogno di molte attenzioni e cure. Gli piace molto scavare e spostarsi, soprattutto di notte, e non ama particolarmente essere continuamente maneggiato. L’alimentazione è generalmente composta da un mix di semi e verdure, e richiede particolare attenzione in quanto gli incisivi sono a crescita continua. Ne esistono molte specie diverse, come il criceto Campbell e il criceto dorato, ognuna con le sue proprie caratteristiche.

Uccelli: a questa categoria prendono parte moltissime specie, dagli aspetti e i comportamenti più vari. Il tipo di alimentazione e le cure da dedicare a questi animali sono diverse e specifiche rispetto alla specie. Tra i più amati troviamo sicuramente il gruppo dei pappagalli inseparabili, intelligenti e molto sociali, chiamati così per la loro tendenza a creare forti legami di coppia.

Rettili: questa categoria comprende moltissimi animali diversi, sia acquatici che terrestri, dalle tartarughe ai serpenti. Hanno tutti però una  caratteristica in comune: sono animali a sangue freddo, ossia la loro temperatura corporea è regolata dalla temperatura esterna. Non è facile  allevare un rettile in casa, sia per le particolari abitudini alimentari, sia per le svariate accortezze che bisogna tenere in considerazione. Questi animali infatti devono essere generalmente tenuti in un terrario con un sistema di illuminazione e riscaldamento. Tra i più comuni possiamo annoverare le tartarughe di terra (Testudo hermanni e Testudo graeca) e il drago barbuto (Pogona vitticeps).

Prima di vivere con un animale esotico è fondamentale accertarsi che la specie in questione non sia a rischio estinzione. A tal proposito è possibile consultare l’elenco delle specie in CITES (Convention on International Trade of Endangered Species).

Per alcune infatti il commercio è illegale, mentre per altre è permesso, come per la tartaruga di terra Testudo hermanni, solo previa certificazione rilasciata dalla CITES.