13 Gennaio 2021
8:05

Il cane (Canis lupus familiaris)

Il cane che oggi conosciamo è frutto di un processo di coevoluzione con l'uomo, iniziato circa 30.000 anni fa. Ma quali sono le caratteristiche e le abitudini di questo animale, così presente oggi nelle nostre case?

Entra nel nuovo canale WhatsApp di Kodami
474 condivisioni
Immagine

Circa 30.000 anni fa la storia del cane si incrocia con quella dell’uomo per non separarsi mai più. Si suppone che gli individui più docili di lupi, al tempo, si siano avvicinati all’uomo dando vita a un percorso di coevoluzione, in cui ciascuna delle due le specie traeva beneficio dalla presenza dell’altra. Inizialmente l’uomo veniva aiutato dagli antenati del cane nella caccia e nella protezione del territorio, mentre i nuovi compagni dell’essere umano potevano nutrirsi dei loro scarti.

L’animale che conosciamo oggi è un mammifero con il pelo più o meno folto e di vari colori, dimensioni e caratteristiche, a seconda delle numerosissime razze prodotte dalla selezione umana.

Le dimensioni delle razze si suddividono in: gigante, grande, media o standard, nano e toy o mini.

Le razze di più piccole dimensioni possono avere un peso massimo di circa 3-4 kg, parliamo, ad esempio, dei chihuahua. Le razze più grandi, come ad esempio l’alano, raggiungono, invece, un’altezza di circa 80 cm al garrese per circa 75/80 kg di peso.

Le abilità olfattive del cane sono da10.000 a 100.000 volte più sviluppate di quelle umane. Sono talmente potenti da essere utilizzata nella ricerca medica per lo screening di tumori e di altre patologie.

La lunga convivenza con gli esseri umani ha permesso al cane di imparare a riconoscere le nostre emozioni a partire dalle espressioni del nostro viso. La capacità di riconoscere le emozioni di un’altra specie è fondamentale per un animale che vive spesso all’interno di gruppi formati da individui di specie diverse.

Le razze di cani

Esistono diversi modi per classificare le centinaia di razze, il più utilizzato è quello della Federation Cynologique Internationale (F.C.I.) il quale le suddivide in 10 gruppi:

  1. Cani da pastore e bovari (esclusi bovari svizzeri)
  2. Cani di tipo Pintscher e Schnautzer, molossoidi e cani bovari svizzeri
  3. Terrier
  4. Bassotti
  5. Cani di tipi Spitz e primitivo
  6. Segugi e cani per pista di sangue
  7. Cani da ferma
  8. Cani da riporto – da cerca – cani da acqua
  9. Cani da compagnia
  10. Levrieri

Segni particolari

La coda del cane può comunicare una grande varietà di stati emozionali. Il cane che scodinzola, infatti, non è necessariamente un cane felice. Uno studio ha dimostrato che i cani sono in grado di riconoscere l’asimmetria nello scodinzolio dei loro simili.
I ricercatori hanno posizionato i cani di fronte a immagini in movimento di conspecifici che scodinzolavano di più verso sinistra oppure verso destra, rilevando nel cane “osservatore” un aumento del battito cardiaco e dei comportamenti legati all’ansia nel momento in cui lo scodinzolio si rivolgeva verso sinistra.

Questi studi hanno permesso di approfondire la conoscenza della comunicazione intraspecifica del cane, ampliando inoltre le possibilità di studio e tutela del benessere di questo animale così vicino all’uomo.

Alimentazione del cane

Immagine

Il cane è stato modificato dalla coevoluzione con l’uomo, anche riguardo all’alimentazione. Nella maggior parte dei casi, infatti, è in grado di digerire e assimilare una quota di amidi. Per questo viene attualmente definito un carnivoro opportunista.

Al contrario del gatto, per il cane è difficile, quindi, stabilire una dieta ideale. Alcuni soggetti potrebbero rispondere meglio a un’alimentazione cotta, con carboidrati complessi, mentre altri potrebbero rimanere in salute solo con una dieta cruda, composta solo di alimenti di origine animale. Certamente dobbiamo rispettare comunque alcuni fabbisogni particolari, diversi da quelli della specie umana, fornendogli un’alimentazione ricca di proteine di alto valore biologico.

Distribuzione del cane

In Europa sono presenti approssimativamente 68 milioni di cani, sebbene si tratti unicamente di stime, in quanto non esiste un istituto che si occupi di quantificare questi animali a livello locale, nazionale e sovranazionale.

Dei 68 milioni di cani in Europa, approssimativamente 7 milioni vivono in Italia, anche se non esiste ancora un’anagrafe nazionale dei cani e i pet non sono inseriti nel censimento Istat.

Habitat del cane

La grande varietà di razze permette alla specie di essere presenti a tutte le latitudini. Molte razze presentano ancora oggi caratteristiche che possono permetterci di risalire al clima di provenienza (lunghezza del pelo, presenza di sottopelo, dimensione).

Anche riguardo all’alimentazione, è interessante notare come la convivenza con l’uomo lasci i suoi segni profondi nel cane. Razze di cani originarie di regioni geografiche in cui l’alimentazione umana è prevalentemente di origine vegetale hanno, infatti, maggiori capacità di digerire gli amidi. Al contrario, nelle razze che provengono da regioni di caccia e pesca, le capacità enzimatiche di digestione degli amidi sono assai scarse.

Interazione con l’uomo

Il contesto di vita del cane è fortemente mutato negli ultimi anni, modificando così anche il nostro immaginario della vita insieme al cane.

Fino agli anni ‘60, il cane veniva utilizzato per eseguire un compito, fosse esso la caccia, la guardia o la conduzione di un gregge. Nella società moderna, però, questo compito viene spesso sostituito da ruoli e compiti nuovi, talvolta legati ad aspetti di immagine e di riconoscimento sociale degli esseri umani.

Ancora oggi, sono poche le persone che, prima di adottare un cane, seguono un percorso di reale conoscenza dell’individuo con cui condivideranno parte della vita. Risulta, invece, necessario aumentare la consapevolezza nella fase dell’adozione, per far sì che il cane viva serenamente all’interno di un ambiente in grado di rispecchiare le necessità di tutto il gruppo famigliare, comprese le sue.

La decisione di adottare un cane basandosi solo sull’aspetto estetico aumenta la probabilità che l’adozione non rispetti le necessità e le aspettative della famiglia, e fallisca. Difatti, questo fenomeno porta spesso a conflitti tra i componenti della famiglia e il cane, il quale, talvolta proprio per questo, viene abbandonato o ceduto, alimentando il problema degli abbandoni.

La vita con il cane dona, inoltre, benefici dal punto di vista della salute, diminuendo, ad esempio, il rischio di patologie cardiovascolari e favorendo l’abitudine all’attività fisica.

Avatar utente
Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social