Validato da David Morettini
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Istruttore cinofilo CZ

L’evoluzione ha fatto sì che i cuccioli di animale, così come anche quelli umani, sviluppassero delle caratteristiche che infondono tenerezza: occhi grandi e tondi, faccia paffuta, forme arrotondate. È una semplice strategia della natura che ci induce a provare empatia nei loro confronti e a non poter fare a meno di provare un’irrefrenabile voglia di prendercene cura. L’adozione di un animale parte proprio da questo istinto: infatti sono sicuramente i cuccioli quelli più richiesti ma, per quanto adottare un cucciolo di cane sia un gesto altruistico, deve essere prima di tutto una scelta per un’adozione consapevole.

Adozione consapevole: tempo di qualità e spazio necessario

Uno dei fattori principali da considerare prima di un'adozione è il tempo. Inteso non come numero di ore da passare con un cane ma focalizzando l’attenzione su quanto valore ha lo stare insieme: semplicemente la differenza che passa tra “quantità” e “qualità”. Significa impegnarsi per costruire una relazione, per coinvolgerlo in attività da svolgere insieme per rafforzare il rapporto, per permettergli di esplorare il mondo e anche per lasciarlo libero di avere i suoi spazi e il suo diritto alla tranquillità.

Perché quando si adotta non bisogna cadere in un tranello, frutto di un luogo comune che vede sempre il cane come un soggetto in movimento che deve essere iper stimolato: passare del tempo insieme non vuol dire sempre interagire ma anche solo condividere uno spazio comune, dedicandosi ognuno alle proprie attività. Se interagiamo continuamente con il cane è come se gli dicessimo: «ogni volta che mi vedi dobbiamo fare delle cose insieme» e questo può creare problemi quando, ad esempio, viene lasciato solo. Il cane ha bisogno di molto riposo e bisogna rispettare questa necessità, rendendosi conto che anche la non attività è una condivisione. Servirà ad entrambi, rendendo la relazione più forte nel rispetto delle singole autonomie: due soggetti, appunto, che non dipendono continuamente da un’interazione.

A differenza di quanto si pensi, poi, non c’è bisogno di avere una casa grande o un ampio giardino per ospitare un cane. Il cane, in quanto specie sociale, è interessato infatti principalmente a partecipare alla nostra vita come parte della famiglia e sentirsi un componente del gruppo. Noi, inoltre, dobbiamo essere disposti a imparare nuove forme di comunicazione che non si basino esclusivamente sulla capacità verbale. Significa essere predisposti all’osservazione del suo relazionarsi, comprendere le sue posture, il suono dell’abbaio, distinguere di volta in volta cosa ci sta comunicando. Una relazione sana tra uomo e cane si può creare soltanto se consideriamo l’animale in quanto tale e non come un nostro surrogato, accettando e rispettando la sua diversità. In questo modo daremo davvero la possibilità al nostro compagno di farci entrare nel suo mondo.

Di che cosa ha bisogno un cane? Il superamento della piramide di Maslow

La gerarchia dei bisogni di Maslow
in foto: La gerarchia dei bisogni di Maslow

Convivere con un cane vuol dire anche farsi carico di molte responsabilità. Prima di prendere qualsiasi decisione bisogna essere certi di poter soddisfare tutti i suoi bisogni, da quelli più elementari a quelli più complessi per garantire il suo benessere. Da una parte vi sono le necessità di base come cibo, acqua, riposo e le cure necessarie. Ma questo non basta: il cane deve anche avere la possibilità di esprimersi liberamente, fare nuove esperienze, esplorare il mondo e partecipare alle attività familiari per sentirsi realizzato. Bisogna partire e superare la cosiddetta Piramide di Maslow. Si tratta di una gerarchia dei bisogni umani codificata dallo psicologo statunitense Abraham Maslow e pubblicata nel 1954 nel libro “Motivation and Personality”. La piramide consta di cinque livelli che rappresentano i bisogni dell’uomo, via via più complessi, che devono essere progressivamente appagati. In ordine crescente vi sono:

  • i bisogni fisiologici, come fame e sete;
  • i bisogni di sicurezza come protezione e tranquillità;
  • i bisogni di appartenenza, come sentirsi parte di un gruppo e cooperare;
  • i bisogni di stima, come sentirsi approvato e rispettato;
  • i bisogni della realizzazione di sé, come l’appagamento delle aspirazioni personali;

La soddisfazione delle necessità di base, però, è solo la conditio sine qua non per arrivare alla soddisfazione di esigenze di ordine superiore. Perché solo una volta compensati i primi livelli di natura fisiologica l’uomo può raggiungere gli ultimi, di natura immateriale, come il bisogno di stima e di ruolo sociale, e quindi autorealizzarsi. In questo caso però invece che all’uomo questo lungo e importante percorso di vita lo applichiamo al cane. Garantire queste necessità farà dunque sì che sia davvero felice e abbia una vita “degna di essere vissuta”.

Tanti vogliono adottare un cucciolo, ma un cane adulto è un maestro di vita

Adottare un cucciolo è senza dubbio una possibilità allettante, ma bisogna chiedersi se si hanno davvero le possibilità per dedicargli le attenzioni necessarie. Il cucciolo possiede un importante repertorio di esperienze e insegnamenti che gli sono stati tramandati dalla madre, ma una volta arrivato in famiglia il ruolo di educatore e base sicura passa a voi che dovrete dimostrare di esserne all’altezza. Se avete modo di poterlo seguire e accompagnare durante tutte le fasi della sua crescita, cercando sempre di sforzarvi di interpretare e comprendere i suoi comportamenti, facendovi eventualmente anche aiutare da un educatore, allora adottare un cucciolo potrebbe essere la scelta giusta.

Se invece il lavoro vi occupa molto tempo e non siete sicuri di riuscire a seguirlo in tutte le tappe fondamentali della sua vita, adottare un cane adulto o anziano potrebbe fare maggiormente al caso vostro. Un cane adulto infatti è un vero maestro di vita: probabilmente più maturo, meno irruento, più indipendente ed equilibrato e con un bagaglio di esperienze e di componenti caratteriali più definite. Non c’è niente di più sbagliato nel credere che cominciare un’esperienza con un cane adulto sia meno appagante: la relazione che potete instaurare con lui potrà essere altrettanto solida e forte.

Meticcio o di razza, importante capire la personalità del cane

Un aspetto fondamentale da prendere in considerazione è il carattere del cane. Ogni cane ha ovviamente una sua propria personalità, ma anche delle caratteristiche che sono specifiche di ogni razza, quindi bisogna scegliere con coscienza quella più adatta al vostro stile di vita. Se adottiamo un Beagle che, da bravo cane da caccia, ha sempre voglia di esplorare e non riusciamo a soddisfare questa esigenza, non meravigliamoci se perlustrerà tutta la casa arrivando probabilmente anche a distruggere il nostro divano preferito. Allo stesso modo non ci dovremmo aspettare che quando lanciamo la pallina a un molosso, come un Boxer o un Corso, ce la riporterà o la lascerà al pari di un Golden Retriever, data l’alta motivazione possessiva.

Ma non ci sono solo i cani di razza e le motivazioni, appunto, servono a comprendere con chi si avrà a che fare. Un’avventura meravigliosa è quella di addentrarsi senza remore nel mondo della variabilità e della diversità grazie ai meticci. Le loro motivazioni infatti derivano dall’incrocio di varie razze con caratteristiche differenti, il che li rende assolutamente unici. L’amicizia con un meticcio sarà quindi una continua scoperta e conoscenza che ci arricchirà immensamente.

Perché adottare da un canile

Ultimo ma non ultimo, piuttosto che comprare un cane sarebbe meglio adottarlo all’interno di un canile. I canili, spesso affollati e non gestiti in modo corretto, non sono di certo il posto migliore dove un cane può crescere e ce ne sono davvero tanti che aspettano da tempo di avere una famiglia. Adottare da un canile presenta inoltre dei vantaggi mirati proprio al far sì che questa scelta di vita sia reciproca: concede la possibilità di stabilire con calma quale sia il cane più adatto a voi e a lui di farvi capire se si troverebbe bene con voi. Andare in un rifugio più volte prima di portare un cane a casa, consente di conoscervi meglio e di inserirlo gradualmente all’interno della famiglia, meglio se con l’aiuto di educatori e operatori del posto che potranno seguirvi e consigliarvi prima e dopo l’adozione. In questo modo potrete capire se siete davvero pronti a iniziare questo percorso.
Se dopo questa lettura siete ancora convinti della vostra scelta, considerate un ultimo consiglio: non sarà un percorso sempre facile ma se imparerete a rispettare il cane in quanto tale e a comprenderlo, nessuna altra relazione potrà mai darvi tanto.