A cura di Elena Garoni
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Medico Veterinario comportamentalista

Sono ragionevolmente certa che visto che state leggendo un articolo sui cani li amate e il vostro desiderio è di farli felici. Tutti noi abbiamo una lista di cose che i nostri cani amano che abbiamo stilato con l'osservazione e l’esperienza. Sappiamo per esempio che il nostro Bobi preferisce i biscotti friabili agli ossi di bufalo e che Fufi è felicissimo se viene qualcuno a trovarci a differenza di Bobi che siamo costretti a chiudere di là altrimenti fa tutti a pezzi. Sappiamo che tutti i cani sono animali sociali e collaborativi e che hanno delle strategie per sopravvivere, anche se nei Paesi occidentali sono gli umani a garantire loro il cibo, il riparo, il gruppo famigliare e che quasi sempre decidono come, quando e con chi permetterne la riproduzione.

Ma a dispetto dei nostri sforzi e delle nostre idee per renderli appagati, i cani restano cani e hanno dei desideri e dei bisogni che li caratterizzano come specie, ovvero li differenziano dal gatto, dal pesce rosso e dall’essere umano. Per cercare di far felici tutti coloro di cui abbiamo assunto la responsabilità prendendoli in casa con noi è dunque utile conoscere le loro motivazioni, termine con il quale indichiamo una parte importante della loro personalità.

Che cosa sono le motivazioni?

La definizione di motivazione è: cosa l’individuo si aspetta e cosa ricerca nel mondo per raggiungere la gratificazione e sfuggire alla frustrazione. È un concetto che unisce strettamente due termini, desiderio e bisogno, fondamentali per raggiungere la felicità. Sapere che i cani hanno delle loro proprie motivazioni ci serve, dunque, per capire i loro comportamenti, per approntare le occasioni quotidiane e per proporre le situazioni nelle quali i cani possano esprimersi. Gli studi sul comportamento del cane hanno portato a stilare un elenco delle motivazioni, che si arricchisce e si declina continuamente e ci porta dentro il loro mondo meraviglioso.

“La legge della personalità”: ogni cane ha le sue motivazioni

Queste motivazioni sono comuni a tutti i cani, ma, per la “legge della personalità”, ogni individuo le realizza in volume e frequenza diversi, a seconda della razza e delle esperienze che ha affrontato. È indubbio infatti che un pastore maremmano abruzzese, grande guardiano delle greggi dalle origini molto antiche, abbia il bisogno e il desiderio di tenere al sicuro le proprie pecore anche se abita al decimo piano di un palazzo e non ha mai visto una pecora. Avrà quindi una motivazione protettiva e territoriale molto più alta di un Levriero afgano, selezionato per cacciare i conigli selvatici sull’altopiano dell’Hindu Kush, al quale saranno più utili le motivazioni predatoria e cinestesica che indicano, rispettivamente, il desiderio di rincorrere e di fare movimento.

Dunque, secondo la “legge della motivazione”, un maremmano non troverà la felicità rincorrendo una pallina e sarà molto scontento se non gli permetteremo di fare un po’ di guardia. Il Levriero afgano, di contro, non ci proteggerà dai ladri (è probabile che non scenderà nemmeno dal divano) ma rischierà la depressione se lo terremo sempre al guinzaglio a passeggiare con noi lungo i viali del centro. Conoscere le motivazioni è un bell’esercizio sui desideri dei cani. Visto che i cani ci assomigliano (in fondo abbiamo passato con loro trentamila anni di evoluzione), è un ottimo spunto per guardare anche ai nostri desideri e, forse, per decidere di perseguirli.

Quali sono le motivazioni? 

Le motivazioni dei cani sono diciassette. È un elenco parziale e in via di definizione in quanto, sebbene umani e cani abbiano passato in stretto contatto un lungo periodo della loro evoluzione, molte cose sono ancora da scoprire. E forse, come in molti matrimoni riusciti, questo è il segreto per vivere insieme senza soluzione di continuità.

Il cane è un animale sociale: usa dunque alcune motivazioni per aumentare la coesione del suo gruppo

  • La motivazione epimeletica è il bisogno di prendersi cura di un essere vivente.
    La motivazione epimeletica

  • La motivazione affiliativa è l’espressione del desiderio di appartenere a un gruppo ristretto: la famiglia.
  • La motivazione comunicativa è il desiderio di comprendere l’altro e di far sapere le proprie intenzioni.
  • La motivazione et epimeletica è la ricerca attiva di attenzioni e cure da parte di un individuo del gruppo.
  • La motivazione somestesica è il bisogno di esplorare e curare il proprio corpo.
  • La motivazione sociale è la ricerca di individui fuori dal ristretto gruppo famigliare.

Il cane è un animale che ha grande considerazione della sicurezza del suo gruppo famigliare e dei suoi spazi:  ama l’ordine e  la definizione dei ruoli di ciascuno.

  • La motivazione protettiva è il desiderio di difendere il proprio gruppo sociale.
La motivazione protettiva
  • La motivazione territoriale è il bisogno di salvaguardare la sicurezza dei propri spazi.
  • La motivazione possessiva è il desiderio tenere per sé un oggetto di valore.
  • La motivazione competitiva è il desiderio di contendere un oggetto.

Il cane è un animale attivo sempre pronto a nuove sfide.

  • La motivazione perlustrativa è il bisogno di mappare un territorio.
La motivazione perlustrativa
  • La motivazione predatoria è il desiderio di inseguire oggetti in movimento.
La motivazione predatoria
  • La motivazione sillegica è di portare al sicuro un oggetto di valore.
La motivazione sillegica
  • La motivazione esplorativa è il desiderio di percepire tutti i particolari di ciò che si sta osservando.
  • La motivazione di ricerca è andare a cercare qualcosa di interessante.
  • La motivazione cinestesica è il puro piacere di fare movimento.
  • La motivazione collaborativa è il bisogno e il desiderio di partecipare alle iniziative del gruppo e di chiedere al gruppo di aiutarlo nelle imprese.

Posso cambiare le motivazioni del cane?

Non ci sono motivazioni buone e motivazioni cattive. Tutte servono per la sopravvivenza e per sostenere i comportamenti del cane, anche se per la vita in famiglia ve ne sono alcune più comode (la sillegica per portarci le ciabatte, per esempio) e altre più ingombranti (la protettiva che allontana tutti gli aspiranti fidanzati, purtroppo). Non possiamo eliminarle, e nemmeno sarebbe giusto, ma possiamo equilibrarle. Significa che possiamo dare al cane la possibilità di esprimerle nei giusti contesti e con la giusta variabilità.

Certo, se il cane vive solo in giardino e non esce mai per una bella passeggiata nel bosco, è molto probabile che avrà una motivazione territoriale altissima ed è probabile anche che avremo discrete difficoltà a far entrare gli ospiti in buone condizioni di salute. Invece di arrabbiarci possiamo puntare sull’equilibrio. Se sta meno tempo da solo in giardino diminuirà la motivazione territoriale e, di contro, aumenterà la motivazione affiliativa perché sta in famiglia. Inoltre daremo spazio alla motivazione collaborativa se troveremo il tempo per coinvolgerlo nelle nostre attività. Se usciamo in passeggiata insieme daremo spazio alla sua motivazione perlustrativa, predatoria e sociale. È probabile che dovremo comunque avvertire gli ospiti di non arrivare di sorpresa, ma senz’altro avremo un cane più felice.