Membro del Comitato Scientifico di kodami
Istruttore cinofilo CZ

Negli ultimi quaranta anni, specialmente nelle zone ricche del mondo, il cane ha assunto la forma sociale del pet, ovvero animale da compagnia e come simbolo dell’amore puro è arrivato ad occupare il cuore della relazione con l’essere umano. Condivide con noi lo spazio privato ed i luoghi di riposo. Aspettando, tutti i giorni con pazienza, il nostro rientro a casa interpreta il ruolo moderno della vestale domestica, tiene acceso simbolicamente il “focolare” dell’affetto che lega i membri della famiglia umana con cui abita. Proprio mentre viviamo questa condizione di estrema vicinanza, mai raggiunta prima nella storia della domesticazione, l’essere umano è assalito da dubbi e domande sul come relazionarsi in modo corretto con il suo “migliore amico” a quattro zampe.

Come dare al mio cane la libertà di cui ha bisogno?

Alcune delle domande più frequenti sono: «Cosa faccio con il cane quando esco in passeggiata? Lo libero? Se poi scappa e finisce sotto una macchina? Se poi non torna? Se fa del male a qualcuno? Se viene aggredito da un altro cane?» Per uscire da questa nebulosa di dubbi amletici proviamo a lasciarci guidare da un sano spirito di semplificazione senza banalizzare. Tutti noi abbiamo poco tempo da dedicare al cane quindi non possiamo fare altro che investire, quello che ci rimane, in qualità. Cosa significa però, ad esempio, fare delle uscite di qualità? Semplice, trovare luoghi non recitanti ed ambienti adeguati dove poter sciogliere il nostro cane. La legge ci obbliga all’uso del guinzaglio ma allo stesso tempo la maggior parte delle aree cani urbane sono per lui molto stressanti da frequentare quotidianamente. Allora cosa facciamo? Come diceva qualcuno, la libertà non si paga, si strappa! Si guadagna attraverso la costruzione di un rapporto con il nostro cane basato sulla fiducia e sulla sua considerazione come soggetto affidabile. Sicuramente avrete sentito pronunciare da qualcuno con il cane al guinzaglio la frase: «…Non lo libero altrimenti scappa…». Ho sempre sostenuto, pur non negando le difficoltà oggettive che alcuni incontrano nello sganciare il guinzaglio, che il cane non scappa ma si allontana.

Quando iniziare nel rapporto col cane a stabilire un rapporto di fiducia

In molti si chiederanno a questo punto quale sia l’età giusta per iniziare a dare fiducia e concedere la libertà al cane. La risposta forse vi sorprenderà ma il momento migliore è quando è cucciolo. In questa fascia d’età è ancora sotto gli effetti dell’attaccamento, quel processo, tipico dei mammiferi, che attraverso il rapporto con la mamma costruisce la matrice sociale che verrà replicata in tutte le sue relazioni future. Il cane entra a far parte della dimensione sociale di pet perlopiù tra i due ed i quattro mesi, attraverso quella versione particolare dell’attaccamento chiamata “a staffetta”. Lo definiamo così perché dal momento in cui viene adottato il cane vive un passaggio di testimone referenziale tra la sua mamma biologica  e l’essere umano. All’interno di questo importantissimo processo di attaccamento in grado di tracciare tratti importanti della personalità del cane, la libertà sarà un fattore di crescita estremamente importante. La libertà all’interno dell’attaccamento gioca un ruolo cruciale perché  il soggetto ricerca la sua autonomia mediando costantemente con l’istinto di riferirsi alla figura di riferimento per garantirsi sussistenza, sicurezza e stabilità emozionale. Il cucciolo non si allontanerà mai troppo da noi perché, pur avendo la necessità di andare ad esplorare il mondo, percepisce la sua vulnerabilità nel farlo. A distanza di qualche giorno dall’avvenuta adozione il cane capisce che la sua vita dipende dal legame che instaura con la base sicura secondaria, (nel caso del pet, noi) con cui si legata dopo essersi staccato dalla mamma e dai suoi fratelli e sorelle di cucciolata. Forti di assecondare una base biologica ed etologica di estrema importanza trovate dunque il coraggio di liberare il cane appena potete, in luogo sicuro, lontano da strade trafficate e pericoli.

Non esiste la sicurezza che nulla accada al 100% ma non richiamatelo in continuazione

Sappiate anche una cosa, non esisterà mai una situazione ideale per farlo che vi garantirà la sicurezza al 100%, perché la libertà non è mai scindibile dal concetto di responsabilità ed esposizione al rischio. Dategli fiducia e potete stare certi che ne verrete ripagati. Se decidete di sganciare il guinzaglio e concedere al cane la libertà è davvero importante che non lo richiamiate in continuazione ma che anzi, lasciate che si muova il più possibile e si allontani orbitando intorno a voi esplorando in autonomia. Camminate percorrendo una direzione senza esitazione, non giratevi troppo a guardare cosa fa e vedrete che il vostro cane, come per magia, senza richiamarlo, vi raggiungerà di corsa. All’inizio della relazione solo dopo che il cane sarà tornato da voi spontaneamente o a seguito di un richiamo, potrete dargli dei premi alimentari per gratificarlo dell’azione di ricongiungimento. Cercate, però, di abbandonare questa pratica quanto prima, perché il soggetto evolve rapidamente, in una relazione di fiducia, e il nostro obiettivo è che acquisti sicurezza.

Può servire “convincerlo” con del cibo a tornare al richiamo?

L’uso del cibo come incentivo per tornare al richiamo, a lungo andare, potrebbe essere percepito come un inganno. Sarebbe un vero peccato rovinare il valore positivo che il cane ha del cibo, utilizzandolo come adescamento per farlo avvicinare e rimetterlo al guinzaglio. Troppe volte al parco sento pronunciare una frase che suona sinistra: «Vieniiii… torna qui! Guarda un po' che c’è qui!». Concedere la libertà al cane troppo tardi significa creare frustrazione, aspettativa eccessiva e non coltivare le competenze al momento giusto. Creeremo nel cane una lacuna che richiederà molto lavoro per poter essere colmata e non credo che lo vogliate.

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