Validato da Elena Garoni
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Medico Veterinario comportamentalista

Il Mastino Tibetano, o Tibetan Mastiff, un maestoso cane di taglia gigante dalle antiche origini, è conosciuto nella sua terra natale come Do-Khyi, ovvero “cane da legare”, come riferimento al compito di difensore delle tribù nomadi del Tibet, dove viene appunto tenuto legato alle porte del villaggio. La sua testa massiccia circondata da una folta criniera ed il suo lungo e folto pelo lo rendono un cane imponente dall’aspetto fiero.

Da sempre allevato come guardiano e difensore di uomini e bestiame, non è una razza per tutti: le sue motivazioni rispecchiano i compiti a cui è stato abituato e non lo rendono un cane socievole che ama il contatto fisico e le interazioni. Per potergli dunque garantire una vita serena è necessario dimenticare i preconcetti che si hanno sui cani e imparare a conoscere la sua personalità schiva ma estremamente affettuosa.

Origine

Tibet

Standard

Standard N° 230 / 24.06.2015

Gruppo 2 Cani di tipo Pinscher e Schnauzer Molossoidi – Cani da montagna e Bovari Svizzeri Sez. 2.2 Molossoidi, tipo Montagna

Aspetto

Il Mastino Tibetano è un cane di taglia molto grande, dall’aspetto imponente e fiero. Ha una corporatura massiccia, la testa è possente con tartufo ampio, occhi di forma ovale e orecchie triangolari portate ripiegate in avanti. Gli arti sono muscolosi e forti e la coda, di media lunghezza, è coperta da una folta pelliccia e portata arrotolata sul dorso.

Il pelo è di media lunghezza, duro e fitto, con foltissimo sottopelo, intorno al collo forma una specie di criniera. I colori sono: nero intenso, con o senza focature; blu, con o senza focature; oro, dal fulvo intenso al rosso profondo, zibellino, esistono anche alcuni rari esemplari bianchi o crema.

Le dimensioni sono per i maschi altezza cm. minimo 66, per le femmine cm. 61.

Motivazioni

Protettiva, territoriale, possessiva, affiliativa, comunicativa, epimeletica.

Amante di

Fare la guardia, difendere il suo gruppo familiare, stare in spazi aperti sorvegliando lo spazio, avere una relazione profonda con i suoi umani di riferimento.

Alimentazione, cura e mantenimento

Il Mastino Tibetano è un cane rustico e robusto ma, a causa della selezione di razza, può presentare alcune patologie genetiche.

Prime fra tutte la displasia dell’anca e del gomito, malformazioni delle articolazioni che richiedono terapie specifiche e, nei casi più gravi, intervento chirurgico. Può essere colpito inoltre da ipotiroidismo e malattie oculari.

Il mantello del Mastino Tibetano necessita di particolare cura, soprattutto durante il periodo della muta quando perde una grande quantità di pelo. Inoltre va fatta attenzione all’alimentazione, in quanto questa razza tende ad alimentarsi in modo discontinuo ed i pasti devono essere equilibrati ed adeguati all’attività fisica.

Origine e storia

Il Mastino Tibetano è probabilmente una delle razze più antiche del mondo. Discende dai primi molossoidi, i grandi cani da montagna impiegati nell’antichità come difensori delle greggi e delle proprietà, che dal Medio Oriente si diffusero rapidamente in tutto il continente eurasiatico, dagli sconfinati altipiani del Caucaso alle aspre e impervie montagne dell’Himalaya, ed è proprio qui, nella leggendaria terra del Tibet, che il Mastino Tibetano vide la luce migliaia di anni fa.

Queste remote montagne erano abitate da numerose tribù seminomadi di pastori e allevatori che vivevano in remoti villaggi, protetti proprio da questi enormi guardiani, il cui compito era principalmente vigilare sulle tende e, saltuariamente, proteggere le greggi. Erano cani rustici, duri, abituati a mangiare quel poco che il territorio offriva, che vivevano a stretto contatto con l’uomo e si riparavano dal freddo grazie alla loro foltissima pelliccia.

In Tibet il mastino veniva chiamato Do-khyi, ovvero “cane legato” o “cane da legare” ed era il nome che veniva usato per identificare i grandi cani da guardia del territorio che si suddividevano in due tipologie morfologiche: Brog-khyi, più agile e leggero, che viveva con le popolazioni nomadi custodendo i villaggi, ed il Rong-khyi, che veniva allevato come cane da guardia dei monasteri e aveva un aspetto più massiccio e tipicamente molossoide.

C’è inoltre una versione, molto rara, chiamata Apso Do-khyi, che presentava pelo duro ed era diffuso nella zona del Tibet confinante con la Cina.

Nel 1271 durante il suo lungo viaggio alla scoperta dell’Asia, Marco Polo giunse in Tibet e documentò la bellezza e la possanza di questi cani definendoli “alti come un asino” e “potenti come un leone per fattezze e voce”, rimase letteralmente colpito dal Mastino Tibetano. Con la graduale apertura dell’Asia verso l’Occidente i primi rari esemplari di questa razza giunsero in Europa ma furono trattati come animali selvatici, esponendoli tristemente negli zoo delle più grandi città europee.

Agli inizi del 1900 si tentò una selezione di razza con alcuni esemplari ma non andò a buon fine, fu solo negli anni ’70 che alcuni allevatori francesi e olandesi iniziarono a selezionare con impegno il Mastino Tibetano fino al riconoscimento dello standard da parte della FCI.

Purtroppo, a causa della scarsa reperibilità di esemplari, l’allevamento europeo ha spesso mischiato le diverse linee di sangue, creando una razza che non corrisponde appieno alle caratteristiche fisiche e caratteriali del Do-khyi originale; solo ultimamente alcuni amatori si stanno impegnando per riportare alla luce le reali peculiarità di questo maestoso cane.

Fortunatamente in Europa rimane una razza poco diffusa, mentre in Tibet è ancora impiegato nei suoi antichi compiti, allevato dalle donne della tribù, per sorvegliare e vegliare sul villaggio, gli abitanti e i loro animali. Una curiosa ed affascinante tradizione legata al Mastino Tibetano è quella del tipico collare che i pastori mettevano (e lo fanno tutt’ora) ai loro cani: una sorta di criniera di peli di Yak o lembi di tessuto, dipinti di rosso intenso o di altri colori accesi. Questi collari, in tibetano “ske’kor”, hanno funzione sia protettiva che estetica, ma anche esoterica: i colori con cui sono dipinti hanno un grande significato simbolico e danno l’impressione che, quando il cane è in movimento, la sua testa sia circondata da uno spettacolare cerchio di fiamme, atte a proteggere la casa e a scoraggiare il nemico.

Motivazioni (desideri e bisogni)

Il millenario Mastino Tibetano è un cane da sempre abituato a vivere negli sconfinati altipiani del Tibet, legato ad una catena di giorno per sorvegliare il villaggio, libero di notte per difendere uomini e animali. Non è difficile quindi immaginare di che pasta sia fatto e quali siano le motivazioni che racchiude sotto quella folta pelliccia.

Senz’altro le prime che vengono in mente sono la protettiva e la territoriale. Il compito di questa razza è principalmente quello di sorvegliare la famiglia e il luogo in cui vivono, sia che si tratti di uno sperduto villaggio di tende, sia che abiti in una casa con un bel giardino cintato: per lui tutto ciò che è territorio e gruppo sociale è da difendere ad ogni costo, nessun estraneo può avvicinarsi, nessun animale può entrare. I vicini di casa, gli amici, il postino, che venivano in visita quando il Mastino era un adorabile batuffolo di morbidezza, si trasformano presto in nemici senza distinzione appena il cane raggiunge l’età adulta.

È di fondamentale importanza che voi conosciate a fondo il vostro cane e soprattutto siate in grado di gestire le interazioni e le visite domestiche, di qualunque natura siano; non pensiate sia possibile che il vostro Mastino Tibetano sia accogliente con gli ospiti, piuttosto prevenite le situazioni spiacevoli e tutelatelo riservandogli un luogo sicuro e personale dove potrà stare tranquillo durante i vostri momenti di socialità.

La motivazione possessiva è molto alta in questa razza ed è dovuta al fatto che in territori così aspri e inospitali ogni risorsa è un tesoro prezioso da difendere per non morire di fame; lui non sa che nella sua casa accogliente ogni cosa è presente in abbondanza e continuerà a proteggere ogni risorsa in modo deciso, che sia la ciotola, la cuccia, il divano o un semplice giocattolo. Bisogna assolutamente conoscere a fondo questo aspetto e rispettare gli spazi del cane, per evitare conflitti e brutti incidenti.

Il Mastino Tibetano ha una motivazione comunicativa molto essenziale, concisa, estremamente precisa, fatta di posture immobili, movimenti impercettibili e sguardi fieri e diretti senza timore all’interlocutore che, se è furbo, non penserà due volte ad allontanarsi per evitare di ricevere un bel morso!

Il Mastino Tibetano non è un cane che ama la socialità e la compagnia di altri esseri viventi che non facciano parte del suo gruppo familiare, a cui si lega fortemente grazie alla motivazione affiliativa. Per lui la famiglia è il cardine fondamentale su cui basa la sua vita e le sue scelte, la convivenza con questa razza può dare grandi soddisfazioni a patto che vengano rispettate le sue esigenze: rispetto di spazi e risorse, dignità, discrezione e distanze.

Alla luce di tutto ciò, è importante ribadire che il Mastino Tibetano, come tanti altri cani simili, non è un cane aggressivo né pericoloso, ma è la sua scorretta gestione che potrebbe provocare gravi incidenti e situazioni a rischio. Se si vive con un antico guardiano bisogna assumersi la totale responsabilità delle azioni e l’assoluta consapevolezza di come si devono gestire interazioni e il contesto.

Aspetto Fisico

Il Mastino Tibetano è un cane di taglia molto grande, si suppone addirittura che grazie alla sua mole sia il cane più grande al mondo.

È un tipico mastino dall’aspetto altero e imponente con corporatura massiccia. La testa è grande e possente, leonina, con tartufo ampio di colore scuro, occhi di forma ovale dallo sguardo fiero e orecchie triangolari portate ripiegate in avanti. Gli arti sono forti e muscolosi e la coda è coperta da una folta pelliccia e portata arrotolata sul dorso.

Il pelo, di media lunghezza, è duro, fitto e ondulato, forma intorno al collo una sorta di criniera ed è molto più abbondante nei soggetti maschili; il sottopelo è foltissimo e lo ripara dalle intemperie. Il mantello può essere nero intenso, con o senza focature; blu, con o senza focature; oro, dal fulvo intenso al rosso profondo, zibellino. Esistono inoltre dei rari esemplari bianchi o color crema.

Le dimensioni sono: per i maschi altezza minimo 66 cm, per le femmine minimo 61 cm. Il peso non è indicato dallo standard anche se naturalmente è proporzionato all’altezza ed alcuni esemplari possono arrivare fino a 80 kg.

Cura e salute

Il Mastino Tibetano è un cane rustico, robusto e piuttosto longevo nonostante la mole, da secoli abituato a resistere alle intemperie e alla dura vita da guardiano. Nonostante ciò, la selezione di razza, lo ha reso comunque soggetto a presentare alcune patologie genetiche.In particolare, troviamo la displasia dell’anca e del gomito, malformazioni delle articolazioni che richiedono terapie specifiche e, nei casi più gravi, intervento chirurgico, che possono essere di natura ereditaria o traumatica.

È soggetto, inoltre, ad ipotiroidismo autoimmune e alcune malattie oculari, tra cui entropion ed ectropion, malformazioni della palpebra che è, nel primo caso, ripiegata verso l'interno mentre nel secondo, verso l’esterno.

Il mantello del Mastino Tibetano necessita di particolare cura, soprattutto durante il periodo della muta quando perde una grande quantità di pelo, va spazzolato periodicamente e mantenuto pulito per evitare formazione di nodi e cattivi odori.

Inoltre va fatta molta attenzione all’alimentazione: questa razza tende ad alimentarsi in modo discontinuo ed i pasti devono essere equilibrati ed adeguati all’attività fisica.

Cosa fare con un Mastino Tibetano

Se siete così coraggiosi da scegliere un Mastino Tibetano come compagno di vita, dovete assolutamente essere consapevoli che condividerete la vostra quotidianità con un guardiano coraggioso e fiero, temprato da millenni trascorsi su altipiani inospitali.

Non pensate dunque di poterlo portare con voi agli appuntamenti mondani (probabilmente la sua mole non gli permetterebbe nemmeno di potersi accomodare sotto uno scomodo tavolino di un bar) o di “sfoggiarlo” con gli amici.

Un guardiano degli armenti non è fatto per la vita cittadina, è felice quando si gode la natura insieme al suo gruppo famigliare, che proteggerà da ogni possibile minaccia incontrata sul cammino.

Sdraiatevi vicino a lui su una collina ad ascoltare il vento, ad osservare l’erba che ondeggia: avrete il privilegio di riscoprire una vita autentica, fatta di attese, silenzi e uno smisurato affetto discreto e rispettoso.

Fate lunghe camminate in montagna, il Mastino Tibetano vi scorterà paziente e sereno, sempre pronto a cogliere ogni potenziale “intruso”: se siete su un sentiero su cui potreste incontrare altri persone o animali tenetelo al guinzaglio, lui non si farebbe alcun problema a fermare il malcapitato che osa avvicinarsi troppo e, in quel caso, non è difficile immaginare quali potrebbero essere le conseguenze.

Con un Mastino Tibetano dimenticate il centro città, i negozi, la folla e la mondanità: è un cane schivo e diffidente, per lui tutto questo equivale ad una condanna e ad un grande disagio.

Relazione e contesto ideale

Compiere la coraggiosa scelta di vivere con un Mastino Tibetano, vi porterà a distruggere tutto ciò che è l’idea comune del cane: coccole, giochi, corse forsennate, uscite in centro e palline lanciate lasciatele a chi non riesce ad apprezzare la maestosità di un guardiano degli armenti.

Il suo contesto ideale è una casa che gli dia la possibilità di godere anche di uno spazio esterno, ampio e protetto, preferibilmente fuori dai rumori e dalla confusione della città.

Sicuramente sarebbe meglio che vivesse con persone adulte; nel caso ci fossero dei bambini è assolutamente necessario istruirli su come comportarsi con il cane: il Mastino Tibetano non ama giocare né essere importunato o manipolato eccessivamente; inoltre è necessario un totale rispetto degli spazi e delle risorse che lui non avrà alcun problema a difendere nel caso si sentisse minacciato, con conseguenti spiacevoli incidenti.

Se siete persone sociali o amate la vita mondana, dimenticatevi del Mastino Tibetano, questa razza non tollera la confusione, non ha bisogno di fare nuove conoscenze e soprattutto non gradisce avere ospiti a casa che per lui rappresentano solo una minaccia.

Perciò, per quanto sia affascinante e bellissimo, è un cane davvero per pochi; per garantirgli una vita serena occorre essere persone consapevoli, disposte a mettersi in gioco e a dedicare moltissimo tempo alla costruzione di una relazione solida, basata su fiducia, rispetto e amore incondizionato.

Una giornata con un Mastino Tibetano

È mattino presto quando vi alzate e vedete il vostro Mastino Tibetano che vi attende sulla soglia della stanza, scodinzolando affettuosamente. Appena lo raggiungete vi scorta in cucina e voi gli aprite la porta, finalmente può uscire in giardino a controllare che tutto sia tranquillo.

Voi e il vostro partner siete persone solitarie, che preferiscono una gita nel bosco piuttosto che un aperitivo, per questo avete colto la possibilità di trasferivi in collina, in una vecchia casa contadina con un ampio terreno che garantisse a voi e al vostro cane una vita serena.

Dopo colazione chiamate il vostro Mastino Tibetano e gli mettete pettorina e guinzaglio, non ama molto sentirsi legato ma durante la passeggiata del mattino siete più sicuri così. Uscite presto, quando il resto del paese poco lontano dorme, vi piace camminare insieme, nel silenzio delle prime ore del giorno.

Tornati a casa, voi andate a lavoro e lasciate il Mastino Tibetano a casa, non patisce qualche ora in solitudine, soprattutto perché ha a disposizione un masticativo da proteggere, una parte di giardino cintata da sorvegliare e la casa da difendere!

Nel pomeriggio, voi e il vostro partner vi organizzate per una bella gita in montagna, caricate il Mastino in macchina e partite. Scegliete una zona isolata e tranquilla e, certi che a quell’ora non incontrerete nessuno, lasciate il cane libero: lui è felice, affonda le zampe nella terra e sente il profumo del vento fresco che porta con sé gli odori del selvatico, degli alberi e di qualche gregge lontano.

Iniziate a camminare insieme, in silenzio, fino ad arrivare su un alto prato dove sistemate una coperta per una breve sosta. Voi vi rilassate e rimanete affascinati osservando il Mastino Tibetano che, sdraiato poco lontano, sorveglia il “vostro” territorio con aria austera e imponente, come fosse davvero insieme ai suoi avi nelle fredde terre tibetane.

Dopo qualche ora, è tempo di tornare a casa e cenare; dopodiché vi rilassate davanti a un film per poi andare a dormire, sereni e pieni di affetto per il vostro Mastino, a cui dedicate ogni momento libero possibile. Lui si sdraia ai piedi del letto, ricambiando l’amore e proteggendovi da ogni minaccia.

Il Samoiedo, il candido e affettuoso cane che viene dal profondo nord

Akita Inu, nobile e riservato guardiano giapponese