A cura di Elena Garoni
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Medico Veterinario comportamentalista

Vi sono persone al mondo così fortunate da poter affermare di aver vissuto con decine di cani. Chi lavora con i cani – che faccia il veterinario, l’istruttore, l’operatore di canile o il dog sitter – nella sua vita ne conosce centinaia.
Anche chi non ha cani o non li frequenta, però, può incontrarne decine al parchetto sotto casa. E ognuno di noi, forse, può concordare su un punto osservandoli: i cani sono tutti diversi fra loro, anche se sono della stessa razza, anche se vengono dalla stessa cucciolata, anche se vivono tutti nella stessa famiglia e frequentano lo stesso quartiere. Le differenze di comportamento sono innegabili, a fronte di aspetti fisici anche molto simili. Questa è la bellezza di vivere con i cani: la loro affascinante personalità.

Una storia personale da conoscere prima dell’adozione

Tutto comincia da cuccioli, e anche prima di nascere: sappiamo che alcuni aspetti, legati al temperamento, sono ereditati dai genitori. Dunque, insieme alla morfologia, i cuccioli possono assomigliare ai genitori anche per la vivacità, per la socievolezza, per la diffidenza o per la timidezza. Può essere una buona idea, se proprio vogliamo adottare un cucciolo, conoscere almeno la sua mamma e il suo papà.

Poi la vita inizia ed è fatta di sfide, di opportunità, di traumi e di incontri. Tutto quello che succede durante l’esistenza di un cane influisce sulla sua personalità che cambia insieme al corpo per adattarsi e sopravvivere. Non significa necessariamente che i cani migliorano con l’età. Spesso diventano più irritabili e più intransigenti, come nel caso di patologie del comportamento vere e proprie. Capita, ad esempio, che soffrano anche di stati ansiosi che, se non vengono seguiti e curati, con l’età adulta si acuiscono e diventano più renitenti alle terapie.

La personalità dei cani può cambiare nel tempo

È indubbio però che i cani cambiano e questo ci porta ad alcune considerazioni. La prima è che “personalità” è una parola che cela una costellazione di contenuti diversi che sono oggetto di studio sia in ambito umano che animale. L’Università di Medicina Veterinaria di Milano, per esempio, in collaborazione con l’Università di Lincoln, sta studiando una nuova scala per descrivere la personalità del cane. Tutti noi che viviamo con un cane possiamo dare il nostro contributo attraverso un questionario che verrà rielaborato e che produrrà senz'altro nuove conoscenze.
Tutto questo serve per capire perché i cani si comportano in maniera diversa di fronte a situazioni simili e può essere molto utile per aiutarli quando sono in difficoltà. Imparare a osservare gli elementi della personalità, inoltre, ci potrà essere di grande aiuto quando ci apprestiamo a intraprendere la grande avventura di vivere con un cane: sapere chi ci portiamo sul divano, vi assicuro, è un buon modo per fare la felicità di tutti.

Il ruolo della selezione genetica e delle razze sulla personalità

Quando si tratta di cani osservare e comprenderne il comportamento porta a ulteriori difficoltà. Dobbiamo mettere insieme le nostre conoscenze sul cane come specie, quindi ciò che accomuna tutti i cani su questa terra, con le differenze operate dall'uomo con la selezione genetica. Gli esseri umani, infatti, hanno modificato i cani sia per quanto riguarda l’aspetto fisico che per gli aspetti comportamentali. Così sono state create delle varietà che appunto chiamiamo razze.

Possiamo definire le razze dei sottogruppi di individui che sanno fare meglio una particolare attività: difendere con determinazione un territorio, raggruppare un gregge con destrezza, riportare un’anatra senza mangiarla. La nostra specie ha ottenuto queste differenze prima scegliendo tra i nuovi nati chi doveva sopravvivere e chi doveva essere lasciato a se stesso, con un processo chiamato “mortalità selettiva”. Poi, con il progredire delle conoscenze, abbiamo iniziato a selezionare i riproduttori: scegliendo i genitori è stato possibile far nascere cani che si assomigliassero fra loro sia per l’aspetto sia per le scelte comportamentali. Questa è tuttora la tecnica utilizzata dagli allevatori.

Chi è il cane che vive con te? Per capirlo, lascialo esprimere

L’ultimo salto, forse quello più affascinante, è provare a mettere insieme tutto e tentare di capire chi è davvero il cane che vive accanto a noi. L’unico modo per riuscirci, sappiatelo, è lasciare che sia libero di esprimersi. Intanto noi possiamo stare a guardarlo, farci un mucchio di domande e affermare, senza ombra di dubbio, che il nostro è il cane più bello del mondo.