Il Cane da Montagna dei Pirenei è un cane di taglia grande di origine francese che da secoli accompagna i pastori delle montagne nel sud della Francia. Chiamati anche patou, sui Pirenei questi cani garantiscono in solitudine la protezione degli animali su cui vegliano dai predatori. La loro selezione infatti è avvenuta basandosi sulle attitudini alla guardia e sulla tendenza a dimostrare attaccamento verso il gregge.

Non si tratta di un cane molto diffuso al di fuori della Francia meridionale e gli individui odierni mantengono ancora oggi le attitudini originarie, abbinate ad un aspetto rustico e adatto a sopportare le intemperie tipiche dei climi montani.

La sua storia lo rende un cane estremamente autonomo dal punto di vista decisionale che necessita di spazi ampi e di convivere con una famiglia sufficientemente sicura da poter conquistare la sua fiducia. L’umano che vive con lui deve essere capace di stabilire regole chiare e far comprendere al cane le situazioni in cui può assumere il controllo senza che ciò diventi un rischio per le persone che cercano di avvicinarsi.

Questa razza è una delle più grandi al mondo e non va confusa con il più piccolo Cane da Pastore dei Pirenei, che invece si occupa della conduzione delle greggi o con il Mastino dei Pirenei, diffuso invece sul versante spagnolo della stessa catena montuosa.

Origine

Francia

Standard

Standard  N° 137/ 31.03.2005

Gruppo 2: cani di tipo Pinscher e Schnauzer Molossoidi e cani bovari svizzeri

Aspetto

Il Cane da Montagna dei Pirenei è di taglia grande e ha un aspetto solido e rustico. Il mantello generalmente è bianco, ma può avere anche macchie grigie, giallo pallido o arancione.

La lunghezza del pelo è leggermente superiore sul collo, sul posteriore e sulla coda.

I maschi possono raggiungere anche gli 80 centimetri di altezza e i 45 chilogrammi di peso, le femmine invece non superano i 75 centimetri e generalmente raggiungono i 42-45 kg.

Motivazioni

Possessiva, territoriale, protettiva, competitiva, affiliativa, comunicativa, epimeletica.

Amante di 

Proteggere il suo gruppo e le sue risorse, fare la guardia e sorvegliare ampi spazi dall’alto delle montagne.

Alimentazione, cura e mantenimento

Si tratta di una razza molto robusta, selezionata per affrontare all’aperto anche le peggiori intemperie. Come tutti i cani di taglia grande però può essere soggetto a displasie dell'anca e dei gomiti e a torsioni dello stomaco.

Il Cane da Montagna dei Pirenei inoltre può soffrire di patologie cardiache ma la sua longevità è comunque superiore rispetto ad altre razze della stessa taglia.

Origine e storia

Il Cane da Montagna dei Pirenei, esattamente come i Pastori Maremmani Abruzzesi e le altre razze di guardiani degli armenti dell’Europa centrale, molto probabilmente discende dai cani da gregge dell’Asia Minore.  Secondo gli appassionati della razza, infatti, questi cani hanno raggiunto i Pirenei tra il 3000 a.C. e il 2000 a.C. insieme ai pastori che si sono poi stanziati in questa zona montuosa del Sud della Francia.

Nel Medioevo questi grandi ed affidabili cani da guardia venivano utilizzati anche come sorveglianti dei castelli e divennero infatti i custodi della reggia di Lourdes, la cittadina situata appunto sul versante settentrionale dei Pirenei. Nei secoli successivi divennero cani apprezzati e ricercati anche dalla nobiltà francese e infatti proprio i Cani da Montagna dei Pirenei vissero alla corte di Re Luigi XIV dove si diceva che la guardia effettuata da ognuno di loro sostituiva il lavoro di almeno due uomini.

Ai cani appartenenti a questa razza, amichevolmente chiamati “patou” dai francesi, veniva inoltre riconosciuta la fama di compagni fedeli ed affidabili che non avrebbero abbandonato la propria famiglia per nulla al mondo. Nel 1662 ebbe inizio una migrazione dei pescatori dei territori baschi francesi verso l’isola di Terranova in Canada e in questo periodo i Cani da Montagna dei Pirenei raggiunsero anche il Nuovo Mondo. L’incrocio tra i questa razza e i grandi cani di Terranova diede vita alla variante Terranova Landseer, dal caratteristico mantello bicolore bianco e nero.

Verso la fine dell’800 il Patou venne utilizzato insieme ad altre razze di grandi dimensioni nella selezione del Cane di San Bernardo che, prima del recupero per mano di alcuni appassionati, era ormai quasi scomparso. La prima descrizione dettagliata del loro aspetto risale al 1897 e si trova all’interno di un testo scritto dal politico olandese Frederik Pieter van Bylandt.  Solo 10 anni più tardi nacquero i primi club di razza e nel 1923, su iniziativa di Bernard Senac – Lagrage, venne organizzato il primo incontro di appassionati delle razze pirenaiche, dove venne descritto lo standard ufficiale che è rimasto quasi totalmente invariato fino ai giorni nostri.

La sua diffusione in Italia è molto ridotta e, secondo i dati dell’ENCI, nel 2020 nel nostro Paese ne sono presenti meno di 140. Sono invece più facili da osservare nella Francia meridionale, dove ancora oggi svolgono un ruolo simile a quello che sugli Appennini viene riservato ai Pastori Maremmani Abruzzesi.

Motivazioni (desideri e bisogni)

I Cani da Montagna dei Pirenei sono stati selezionati nei secoli sulla base della loro resistenza e del desiderio di proteggere e sorvegliare i pascoli e ciò che si muoveva al loro interno. Ancora oggi, infatti, mantengono invariata questa passione e sono quindi individui che non temono il freddo, la pioggia o la neve e, anzi, preferiscono nettamente le intemperie alla vita di città dove gli ambienti ristretti, il rapido passaggio di persone, gli altri cani e gli stimoli in movimento potrebbero infastidirli.

Il Cane da Montagna dei Pirenei non abbaia molto ma, nel caso in cui vi sia un motivo per cui lanciare l’allarme, si attiva immediatamente. Considerando la sua mole, del resto basta uno scatto improvviso e qualche abbaio per spaventare chiunque e costringerlo ad una rapida fuga. Ha bisogno di spazio, certo, ma anche di un gruppo sociale su cui fare affidamento perché il Cane da Montagna dei Pirenei ha una spiccata motivazione affiliativa e quindi ama avere una famiglia a cui appartenere.

I suoi umani però, devono essere affidabili, solidi e coerenti nelle decisioni, perché se il Patou non trova queste predisposizioni negli individui con cui si relaziona ha l’attitudine naturale a prendere le decisioni in autonomia. E a nessuno fa piacere vivere con un Cane da Montagna dei Pirenei che decide chi può attraversare l’uscio e chi no…

Dobbiamo ricordare però che siamo stati proprio noi, di fatto, a selezionare per secoli gli individui più sicuri e autosufficienti in modo da poterli lasciare da soli a controllare le greggi sui pascoli montani della Francia. Proprio per questo motivo, se nonostante tutto davvero credete che il Cane da Montagna dei Pirenei sia adatto alla vostra quotidianità, ricordate che non basterà riempirgli la ciotola per venire riconosciuti come figure di riferimento.

Bisogna invece trascorrere molto tempo insieme all’aria aperta, guidarlo nella conoscenza del mondo e dimostrargli che chi si avvicina non rappresenta un problema e che non è necessario controllare tutte le porte e tutti i prati. Insomma, aiutarlo a capire che non serve fare il pastore 24 ore al giorno.

La sua motivazione territoriale e quella protettiva però potrebbero diventare scomode da gestire e per questo motivo il consiglio è quello di permettergli fin da cucciolo, guidati da voi, di conoscere persone, cani e animali di altre specie.

Dategli il buon esempio quindi: mostrandogli che voi per primi all’arrivo di persone e cani siete socievoli e accoglienti. I cani di questa razza cercano una famiglia che sappia anche giocare e divertirsi con loro, perché la motivazione competitiva può diventare facilmente un pregio, a patto che gli venga mostrato da subito e magari attraverso il gioco come, dove e quando metterla in pratica. Divertirsi insieme e far divertire il vostro cane è sempre un plus nella relazione.

Aspetto fisico

Nonostante la sua imponenza, tipica dei guardiani delle greggi, il Cane da Montagna dei Pirenei mantiene una sorta di eleganza e un andamento sciolto ed elastico. Questa razza, tra le più grandi al mondo, può raggiungere gli 80 centimetri di altezza e i maschi possono anche arrivare a superare i 45 chilogrammi di peso.

Il muso è ampio e si restringe progressivamente verso l’estremità. Il tartufo è sempre nero e anche gli occhi sono scuri, piuttosto piccoli e a mandorla. Le orecchie sono posizionate al livello degli occhi e, come molti cani selezionati per sopportare le intemperie, sono piccole (in modo da evitare congelamenti).

Per lo stesso motivo, anche le zampe non sono troppo lunghe ma sono solide, dritte e forti.

Il collo è spesso e molto corto, mentre la coda è lunga e scende fino oltre al garretto. Quando il cane è in allerta viene portata alta sul dorso formando un cerchio. Il pelo, in questa zona del corpo, è particolarmente lungo. Il mantello, bianco, talvolta con alcune macchie dai colori chiari, è dotato di un fitto sottopelo e nella parte posteriore del corpo è particolarmente lanoso.

Cura e salute

Il Cane da Montagna dei Pirenei è abituato a vivere all’aria aperta ed è quindi robusto e solido, ciò nonostante come tutte le razze, può soffrire di alcune patologie anche gravi.

Innanzitutto è soggetto alla displasia dell’anca e del gomito, una malformazione delle articolazioni che può essere dolorosa e richiedere anche interventi chirurgici. Per questo motivo è importante affidarsi ad allevatori esperti che abbiano a cuore la salute dei propri cani e che verifichino l’assenza di questa patologia negli individui selezionati.

Il mantello è folto e lungo ed quindi necessario sciogliere regolarmente i nodi ed eliminare il pelo morto. Soprattutto per gli individui che trascorrono molto tempo nei prati e nei pascoli di montagna è importante controllare periodicamente l’assenza di parassiti come le zecche, che potrebbero trovare nel Cane da Montagna dei Pirenei l’ospite adatto.

Come per ogni cane, anche per il Patou l’alimentazione deve essere equilibrata ed adeguata in base all'attività svolta, in particolare durante le fasi della crescita, che in questa razza è particolarmente rapida.

Cosa fare con un Cane da Montagna dei Pirenei

Se il vostro Cane da Montagna dei Pirenei non è interessato a giocare, non stupitevi perché questi cani sono abituati a prendere molto seriamente il loro mestiere. Per renderli davvero felici potete però prendere una coperta da stendere al suolo e qualcosa da mangiare, mettervi gli scarponi e andare in montagna.

Cercate un posto isolato, preferibilmente con un’ottima visibilità, magari in cima ad una collina e sdraiatevi al sole. In questo momento, senza nemmeno accorgervene state facendo ciò che più ama un cane di questa razza: osservare il mondo e controllare i paraggi.

Nei primi mesi dopo l’adozione, accompagnatelo a conoscere altri cani, preferibilmente in contesti di libertà e che non richiedano la presenza del guinzaglio.

In questo modo potrete fin dall’inizio dargli le competenze necessarie per comportarsi in maniera socievole ed equilibrata con i suoi simili: un fattore importante per convivere con un cane di queste dimensioni.

Relazione e contesto ideale

Il Cane da Montagna dei Pirenei cerca un ambiente familiare in cui vi siano regole chiare e compagni umani che sappiano guidarlo con serenità e sicurezza nel mondo. Inutile nascondere il fatto che si tratta di un cane che necessita di spazi ampi e di sufficiente movimento.

La famiglia adatta a lui è composta da persone che non cercano un cane a cui stare appiccicati tutto il tempo. Per quanto ami la presenza dei suoi umani e talvolta sia proprio lui a chiedere qualche energica grattata alla schiena ciò non significa che ami il contatto fisico continuo.

Anche per questo motivo, sebbene sia un cane affettuoso e tendenzialmente tranquillo, non è adatto per trascorrere il tempo insieme ai bambini: come molti altri guardiani anche il Cane da Montagna dei Pirenei rischia di perdere la pazienza e, nel migliore dei casi, allontanarsi.

Per renderlo felice è molto meglio dedicargli il proprio tempo libero attraversando sentieri, boschi e montagne dove può sentirsi a proprio agio senza dover incontrare troppi sconosciuti. Se vivete con altri animali da compagnia, non dovete preoccuparvi perché generalmente questi cani, una volta che li riconoscono come parte del gruppo, non hanno problemi di convivenza.

Sebbene sia un cane autonomo e sicuro di sé, quando si sceglie di accoglierlo nella propria famiglia bisogna però ricordare che i Cani da Montagna dei Pirenei sono dotati di una meravigliosa motivazione affiliativa e sentono quindi la reale necessità di appartenere ad un gruppo.

Non illudetevi perciò che il vostro cane possa essere felice se lasciato regolarmente da solo in giardino. Questo comportamento, al contrario, potrebbe amplificare la sua motivazione territoriale e la sua convinzione di essere l’unico custode in grado di determinare chi ha l’accesso a casa.

Una giornata con un Cane da Montagna dei Pirenei

Il vostro Cane da Montagna dei Pirenei dorme sotto al vostro letto e appena vi svegliate sapete già che vi chiederà di fare subito il primo giro di ricognizione del giardino. Gli aprite la porta e nel frattempo preparate la colazione, consapevoli che sarà lui stesso a tornare quando avrà finito il suo importante compito.

Preparate il caffè e vi trasferite all’aperto, dove lo potete guardare muoversi felice da un angolo all’altro dell’ampio prato sul limitare del bosco. Questo momento della vostra giornata è particolarmente gradevole e vi attardate un po’ per permettere anche al vostro cane di godere del sole primaverile.

Tornate dentro casa per vestirvi e andare al lavoro, ma solo dopo qualche minuto sentite che il vostro Patou è arrivato in soggiorno. Gli preparate quindi la colazione e attendete che abbia finito di mangiare per salutarlo con una carezza e un sorriso che lui ricambia con una scodinzolata e uno sguardo dolce.

Durante le ore della vostra assenza vi attende dentro casa, perfettamente consapevole dei vostri orari. Come ogni giorno, appena tornate cambiate gli abiti e siete pronti per andare insieme nei boschi. Come lui amate gli spazi aperti e la presenza di poche persone e questo è proprio il vostro momento preferito della giornata.

Per la maggior parte del tempo non vi serve mettere il guinzaglio perché il vostro cane non ha alcuna intenzione di allontanarsi troppo da voi, se non per attardarsi ad annusare qualcosa appena fuori dal sentiero. Siete in una zona che ben conoscete e non c’è alcun pericolo per altre specie o per altri cani o persone che potreste incontrare. Avete alcuni posti segreti dove andare infatti e oggi avete scelto la panchina soleggiata sulla cima della collina. Vi sedete, tirate fuori un libro e cominciate a leggere. Accanto a voi il vostro cane si sdraia e annusa l’aria trasportata dal vento fresco.

Dopo qualche minuto arriva sul sentiero un altro abitante del vostro paese e voi ve ne accorgete con largo anticipo perché il vostro cane alza le orecchie e si siede per controllare cosa stia succedendo. Una volta riconosciuta l’identità della persona e accortosi che non ha intenzione di avvicinarsi troppo, mentre voi da lontano salutate l’uomo, lui fa due scodinzolate e si sdraia nuovamente un po’ scocciato. Fortunatamente lo avete abituato da sempre al fatto che per voi la presenza di altre persone non è un problema.

Al tramonto mettete via il vostro libro e ripercorrete il sentiero a ritroso fino a casa, dove preparerete il pasto per voi e per lui, prima di prepararvi ad una serata sul divano, incastrati perfettamente per non disturbarvi. Quando arriva l’ora di andare a letto, il vostro cane si posiziona al suolo a pochi passi da voi, pronto per riposare con un orecchio sempre all’erta, mentre voi dormite sonni davvero tranquilli, perché sapete di avere un amico che farebbe qualunque cosa per evitare l’arrivo di un pericolo.