Intervista a Dott.ssa Filomena Marinaro
Presidente dell'Associazione Abeta Onlus di Portici

A Portici, in Provincia di Napoli, è nato un importante progetto che rivoluziona in maniera positiva il concetto di "socializzazione nelle aree cani". È stata infatti inaugurata il 5 maggio un'area di sgambamento dove i cani possono essere lasciati in libertà, possono comunicare tra loro e conoscersi in maniera guidata e consapevole. La "dog area" è gestita dall'Associazione Abeta Onlus che opera dal 2009 sul territorio attraverso varie attività dedicate al benessere dei cani tra cui la prevenzione al randagismo e la promozione delle adozioni.

La novità sta nel fatto che gli operatori e gli educatori della Onlus regolano l'accesso dei cani nell'area, valutandone l'assetto motivazionale per capire se è possibile l'inserimento del nuovo elemento in un gruppo già consolidato. In questo modo viene favorita una socializzazione corretta del cane , evitando possibili incidenti o disagi. Il Comune di Portici mostra così un'attenzione particolare nei confronti del benessere e della tutela degli animali, sostenendo la gestione degli operatori della Onlus. A parlarci della dog area e di come viene monitorata e gestita è la presidente dell'Associazione Abeta Onlus di Portici, Filomena Marinaro.

Di cosa si occupa l'Associazione Abeta Onlus?

L'Associazione è stata fondata nel 2009 ed è composta da diverse personalità: educatori cinofili, ragazzi che si sono formati come operatori, dog sitter, personale legale che ci da una mano nella ricerca delle leggi per la tutela degli animali. Svogliamo varie attività che vanno dalle campagne di sterilizzazione per la prevenzione al randagismo alla promozione delle adozioni dei randagi e la valutazione del loro benessere. Inoltre ci occupiamo anche di attività di divulgazione per la microchippatura, tutela della relazione nel binomio uomo-animale e attività di accoglienza. Disponiamo anche di un piccolo rifugio con soli cinque posti dove ospitiamo i cani con problemi di salute o caratteriali. È una sorta di casa famiglia per cani recuperati dalla strada o dal canile convenzionato che possono qui essere maggiormente seguiti rispetto alle altre strutture. Infine abbiamo anche dei momenti di condivisione tra ragazzi con disabilità e randagi, per far vivere loro un momento diverso e unico.

Com'è nata l'idea della dog area?

In realtà il regolamento comunale per la Tutela ed il Benessere del Comune di Portici del 2010 già prevedeva aree destinate allo sgambamento, ma per un po' di tempo non se n'è fatto nulla. Nel 2018 abbiamo incalzato la richiesta, vista la forte esigenza dei cittadini, e abbiamo chiesto la disposizione di una zona destinata esclusivamente ai cani. Il Comune ha quindi predisposto la bonifica di un'area dismessa e, dopo essere stata sistemata, ha indetto una manifestazione d'interesse a cui abbiamo partecipato e ci è stata così affidata la gestione. Volevamo però che quest'area fosse diversa dalle altre presenti sul territorio di Napoli mettendo in evidenza la necessità di renderla il più possibile piacevole per i cani, dai più "timidi" ai più "esuberanti". Generalmente infatti le aree di sgambamento sono di esclusiva fruizione del pet mate, che può non rendersi conto che il cane porta con sé le sue esperienze e le sue motivazioni che non sempre vanno "incontro" al gruppo che si trova nell'area, rendendo la situazione poco piacevole per i fruitori. Il nostro ruolo nella dog area è quello di porci da filtro, modulando l'ingresso dei cani attraverso la valutazione del cane.

Come vengono valutati i cani?

Quando arriva il cane con il proprio umano di riferimento ci assicuriamo prima di tutto che abbia il microchip e le vaccinazioni necessarie per garantire il benessere di tutti gli animali. Poi valutiamo l'assetto motivazionale del cane, ossia la predisposizione del cane in quel momento e capiamo se in quel gruppo ci sono i giusti presupposti per inserire il nuovo elemento. Se la valutazione è negativa, quindi il cane ad esempio ha qualche difficoltà, chiediamo ai presenti di concedere al cane una mezz'ora di godimento in solitaria, per correre e esprimersi. Nessuno infatti viene mandato a casa ma al contrario vogliamo che l'aria sia utilizzabile da tutti, al massimo con un pochino di attesa. Anche i cani fortemente problematici hanno accesso alla dog area, e ritagliamo per loro dei momenti in chiusura o in apertura.

I cani vengono monitorati durante il tempo in cui si trovano nella dog area?

Certo, monitoriamo che tutto vada per il verso giusto, aiutiamo i pet mate a far entrare i cani nel gruppo già consolidato e valorizziamo la presenza della persona di riferimento. Questo infatti deve essere presente nell'area perché vogliamo che rivolga l'attenzione verso il cane e che sia un momento di condivisione per il binomio. Per quanto possibile diamo consigli sulla relazione e facciamo anche qualche attività: se ci sono le condizioni per sganciare la pettorina approfittiamo nell'aiutare la persona a lavorare sul richiamo del cane e sulla calma. Cerchiamo infatti di spronare a mettere in pratica ciò che magari stanno già facendo in un percorso educativo.

Quanto è importante un'area di sgambamento per cani nel contesto urbano?

Il valore dell'area di sgambamento in città è molto alto e rappresenta un importante scappatoia per uscire dal tran tran quotidiano, ma deve essere inserito in una corretta condivisione di vita con il cane. È infatti un momento da vivere insieme, ma è solo uno degli elementi della relazione. Non si può pensare infatti che basti avere a disposizione questo luogo per rinunciare ad altri tipi di attività che valorizzano la relazione con il cane con cui conviviamo.

Le aree cani sono il luogo giusto per la socializzazione?

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