Membro del Comitato Scientifico di kodami
Istruttore cinofilo CZ

La situazione dei canili italiani è critica: la maggior parte delle strutture è sovraffollata. Il numero degli abbandoni supera il numero delle adozioni e migliaia di cani vivono da anni senza una famiglia. Quando una persona decide di prendere con sé un cane ha di fronte diverse possibilità, tra le quali quella di fare visita al canile o rifugio di zona. Sebbene negli ultimi anni sono sempre più le persone che fanno questa scelta, non sono ancora sufficienti. E, probabilmente, vi sono ancora convinzioni e pregiudizi errati e ben radicati sui cani che vivono in strutture d'accoglienza e sui quali è bene riflettere. Perché i preconcetti e i luoghi comuni negativi, alla fine, fanno male tanto ai cani che meriterebbero una vita serena e lontana dai box che a famiglie che possono invece incontrare dei compagni di vita meravigliosi andando appunto a conoscerli di persona.

"Lo cresco come dico io!"

Quando si decide di prendere un cane immediatamente si pensa ad un cucciolo. È naturale: siamo fortemente attratti da queste piccole creature indifese, goffe, buffe, bisognose di attenzioni, eccetera. Non è detto però che un cucciolo sia la scelta migliore per noi. Poche persone – soprattutto chi è alla prima esperienza – sono consapevoli di quanto impegno sia necessario non solo per prendersi cura di un cucciolo ma soprattutto per farlo crescere sano ed equilibrato, in grado di amalgamarsi con il contesto nel migliore dei modi. Spesso mi sono sentito dire: «Prendo un cucciolo così lo cresco come dico io!». Una bella frase, senza dubbio, che però spesso non si regge su qualcosa di realistico, e quando, dopo aver annuito, chiedo: «Sì? E come è che dice lei?» Ecco che allora vedo dell’imbarazzo disegnarsi sul volto del mio interlocutore, fino ad un attimo prima sicuro di sé. Solitamente continuano con un categorico: «Obbediente!», come se questo fosse una peculiarità dei cuccioli. «Beh, vede tutti questi cani nei box? L’unica cosa certa è: tutti questi cani, un tempo, erano cuccioli…», rispondo per aprire una conversazione che spesso, per fortuna, sfocia in un cambio di mentalità da parte dell'interlocutore che scopre un mondo meraviglioso fatto di cani in attesa dell'adozione giusta.

"Un cane adulto non si affeziona!"

Ecco un’altra convinzione che spesso tiene lontane le persone dal canile. Si pensa che il legame affettivo con un cane possa nascere esclusivamente se quest’ultimo sia cresciuto in seno alla famiglia. Sarebbe un po’ come dire che io sia destinato ad amare esclusivamente le persone presenti alla mia nascita, che mi hanno accudito e cresciuto, e non altre, per tutta la mia vita. Il legame affettivo e di amicizia è un processo che si sviluppa con la conoscenza tra individui, con la scoperta di affinità e la voglia, e il piacere, di condivisione con l’altro. Per animali così sociali come gli uomini e i cani, la costruzione di nuovi legami affettivi è qualcosa di possibile – quasi inevitabile – in tutte le stagioni della vita.

Canile: un’opportunità impagabile

Vediamo una delle tante ragioni per cui rivolgersi ad un canile, o rifugio, quando si è deciso di prendere con sé un cane, soprattutto se adolescente o adulto. Ognuno di noi ha un suo stile di vita, in un particolare contesto. Ognuno ha un suo carattere e una sua personalità e non sempre questa base di partenza favorisce l’integrazione con qualunque cane. Comprendere quale soggetto potrebbe meglio integrarsi nella nostra sfera intima, quale possa veramente soddisfare le nostre aspettative di vita insieme ad un cane, è qualcosa che richiede tempo. Il canile ci offre l’opportunità di stringere amicizia con un cane prima dell’inserimento nel nostro contesto di vita. Un’amicizia che porta in sé fiducia e comprensione, elementi di grande importanza quando ci si troverà – inevitabilmente – di fronte a difficoltà, che siano esse di facile soluzioni o più complesse.

Conoscere un cane adulto ci consente di comprendere prima quali siano gli aspetti peculiari del suo carattere, le sue opinioni sulle cose del mondo, capire se c’è affinità con noi e con i membri della famiglia.

Si può fare un buon lavoro insieme a qualunque età

Va da sé che il percorso di conoscenza con il nostro futuro cane dipende anche dalle capacità e dalla preparazione degli operatori della struttura alla quale ci siamo rivolti. Ci vuole molta sensibilità e molte conoscenze per trovare il cane giusto per la persona giusta, e la persona giusta per il cane giusto. Alle volte sono sufficienti pochissimi incontri, anche solo un paio, perché si possa comprendere se quell’abbinamento porterà ad una vita felice insieme, altre volte servirà più tempo. In fondo stiamo parlando di individui, persone e cani, ossia individui della massima complessità e dalle mille sfaccettature. Non è affatto banale riuscire a fare un buon lavoro. Da entrambe le parti vi possono essere convinzioni, opinioni, paure, reticenze che solo con la conoscenza e con il tempo condiviso, posso emergere. Nodi che si scioglieranno nel crescendo del legame affettivo. Non si parla qui né della persona perfetta né del cane perfetto. Non esiste nulla del genere. Si tratta di iniziare una nuova strada con qualcuno accanto che chissà dove ci porterà, e questo è un atto di fiducia sia da parte della persona che del cane.

La disposizione ad accettare i cambiamenti

A prescindere da dove si vada a prendere il nuovo compagno di vita una cosa è certa, ossia la disposizione ad accettare cambiamenti nella nostra vita. Non è possibile che la nostra vita non cambi nel momento in cui entriamo in stretta relazione con qualcun altro, sia esso un cane che una persona. Il punto è riflettere prima su quanto siamo disposti a cambiare analizzando la nostra vita, i nostri impegni, i nostri svaghi, le nostre frequentazioni usuali. Se pensiamo di poter inserire nella nostra vita un cane e nel contempo vogliamo che nulla cambi, in modo categorico, forse dovremmo prenderci del tempo per ripensarci. Ma se questo è indubbiamente vero, quello che so, quello che ho visto decine e decine di volte, è che se c’è uno spiraglio di cambiamento, una possibile flessibilità, magari nascosta anche a noi, un cane lo saprà scovare e mettere in discussione. Riuscirà a far breccia nelle nostre convinzioni e rigidità, perché è questo che le relazioni fanno, mettono in discussione, abbattono i muri e svelano nuove strade che da soli non avremmo nemmeno mai sospettato esistere. Ecco perché credo che sia così importante quel tempo, che il canile ci offre, per costruire una nuova amicizia che durerà molti anni.

Quando entrate in un canile siete all’inizio di un nuovo percorso in terre sconosciute. Non mi resta che augurarvi, con tutto il cuore: “Buon viaggio!”.

Dieci milioni di euro per i canili, ma è solo la punta dell'iceberg

Cos'è la realtà? Dipende, se sei un uomo o un cane