17 Febbraio 2021
8:27

Benessere animale, cosa dicono le leggi italiane e internazionali?

L'Unione europea sostiene il benessere degli animali da oltre 40 anni ed è riconosciuta come leader mondiale. Gli standard di benessere vengono stabiliti dalle normative comunitaria, poi recepite a livello nazionale. Riguardano principalmente gli animali d'allevamento ma anche animali selvatici, animali da laboratorio e animali da compagnia.

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Allevamento, leggi nazionali e internazionali

Il benessere animale è un concetto universalmente riconosciuto e si basa sul principio per cui tutti gli animali sono essere senzienti e tutti meritano di vivere una vita che valga la pena essere vissuta. Ma da cosa dipende quindi l'applicazione di gestione, metodi, tecnologie e installazioni che garantiscano il benessere animale? Il benessere di uno stesso animale può variare largamente da paese a paese, nonostante sappiamo che non dovrebbe essere così. Prendiamo ad esempio una vacca da latte, gli standard di benessere non saranno gli stessi in Europa, in Cina, o negli Stati Uniti.

Garante degli standard elevati è quindi l'applicazione delle normative specifiche. In Europa, dagli anni '80 ad oggi, le politiche ambientali hanno contribuito al miglioramento del benessere degli animali tramite l'emanazione di norme che garantiscono la loro protezione. Nell'ottica dell'armonizzazione del mercato unico, nel 2007, la Politica Agricola Comune (PAC) ha inserito anche il benessere animale tra i criteri obbligatori da rispettare per tutti i paesi dell'Unione Europea.

Tale decisione politica nasce dalla profonda trasformazione culturale in tema di benessere animale che abbiamo analizzato su Kodami: il riconoscimento degli animali come esseri senzienti e l'aumento dell'attenzione dell'opinione pubblica in materia di protezione degli animali. Sono sempre più numerosi, infatti, i cittadini che optano per il consumo di prodotti che provengono da animali allevati con metodi più rispettosi delle loro naturali esigenze, come ad esempio da allevamenti estensivi, all'aperto o biologici.

La normativa che gestisce il settore della protezione degli animali è particolarmente dettagliata all'interno dell'Unione Europea, con lo sviluppo di standard tra i più alti a livello mondiale. La legislazione permette di proteggere gli animali d'allevamento, la fauna selvatica, gli animali da sperimentazione e, in parte, gli animali da compagnia. Facciamo adesso una carrellata sulla normativa Europea in materia di benessere degli animali d'allevamento, lasciando per le prossime uscite gli approfondimenti per le altre categorie.

Animali d'allevamento

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Le norme generali per la protezione di tutti gli animali allevati per la produzione di alimenti, lana, pelle, pelliccia o altri fini agricoli, compresi pesci, rettili e anfibi, sono stabilite dalla Direttiva del 1998 sulla protezione degli animali d'allevamento, che si basa sulla Convenzione europea per la protezione degli animali negli allevamenti del 1978.

Vi sono poi norme specifiche sulle condizioni di allevamento per determinate categorie di animali, quali vitelli, suini, galline ovaiole e polli da carne. Come si può vedere però, non tutte le specie di animali d’allevamento sono tutelate da norme specifiche, rimangono fuori numerose specie tra le quali, ad esempio, i conigli per la produzione di carne.

La protezione e il benessere degli animali durante il trasporto

La norma europea si occupa anche della protezione e il benessere degli animali durante il trasporto, tramite il Regolamento 1/2005. Essa stabilisce i criteri per le condizioni generali di trasporto, le caratteristiche dei mezzi e le documentazioni. Il viaggio è una fase estremamente delicata della vita di un animale da produzione. Costituisce un evento particolarmente stressante per gli animali per una serie di motivi, come la movimentazione dall'area d'allevamento ai mezzi di trasporto e il carico su di essi, l'ammassamento con altri animali, spesso appartenenti ad altri gruppi sociali, e le difficoltà del viaggio in quanto tale. Vi sono anche elevate probabilità che gli animali durante i viaggi si possano ferire. Dobbiamo considerare inoltre che i viaggi possono arrivare ad essere davvero lunghi, fino a decine di ore e che i mezzi di trasporto sono disparati: possono essere del resto movimentazioni che avvengono per via terrestre, aerea, marittima e anche tra diversi continenti.

Se ci pensiamo, questa realtà riguarda tutti gli animali allevati, che durante la loro vita, o in dirittura d'arrivo verso la macellazione, devono essere trasportati. È per questo motivo che il trasporto è ormai da anni nel mirino dei controlli. Per questi motivi, con una risoluzione adottata nel 2019, il Parlamento europeo ha chiesto una migliore applicazione, più sanzioni e tempi di viaggio ridotti.

Il benessere animale e le fasi di macellazione e stordimento

Altre norme UE fissano standard sul benessere degli animali durante lo stordimento e la macellazione. Altre fasi estremamente sensibili che portano a numerose riflessioni e che hanno focalizzato molto le attenzioni della scienza del benessere animale. Non solo perché un animale va in contro a morte certa, essa può sopraggiungere senza considerare il dolore e la sofferenza degli individui. Per questo motivo, i controlli sul benessere animale sono indispensabili al macello. Tale tema è estremamente complicato e porta sempre a dibattiti, anche di natura etica: avremo modo di affrontarlo in maniera dettagliata.

La normativa in Italia

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La normativa europea è recepita in Italia da decreti legislativi o ministeriali di attuazione delle Direttive europee. Dobbiamo inoltre citare le “note ministeriali” che entrano in merito a temi più dibattuti, come per esempio del taglio della coda ai suinetti in giovanissima età e senza anestesia o ad esempio anche per la troncatura delle unghie alle tacchine di un giorno di vita.

In Italia è previsto inoltre il Piano Nazionale del Benessere Animale (PNBA), che ha proprio il compito di favorire l'ottemperanza alle normative comunitarie e nazionali, di uniformare i controlli e favorire la formazione rispetto a questa tematica, tanto dei veterinari che degli allevatori stessi. I veterinari pubblici sono infatti responsabili tanto dei controlli effettuati presso le aziende quanto della formazione degli allevatori sulle disposizioni vigenti riguardo gli ormai indiscutibili standard per le pratiche di allevamento. I servizi veterinari locali effettuano quotidianamente i controlli e ne rendicontano i risultati alle Regioni e alle Province autonome, che a loro volta li trasmettono al Ministero della Salute. Congiuntamente a uno specifico gruppo di lavoro e al Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale, istituito presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Brescia, il Ministero della Salute ha inoltre il ruolo di fornire strumenti operativi e standardizzati, per favorire i controlli, come check-list e linee guida.

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Laura Arena
Veterinaria esperta in benessere animale
Sono un medico veterinario esperto in comportamento animale, mi occupo principalmente di gestione del randagismo e delle colonie feline, benessere animale e maltrattamento animale con approccio forense. Attualmente lavoro in Italia, Spagna e Serbia.
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