video suggerito
video suggerito
scheda razza
28 Dicembre 2021
11:12

American Bully, un compagno di vita pieno di energia

  • Origine: Stati Uniti
  • Standard: ENCI e FCI non riconoscono l’American Bully come razza, per cui non esiste uno standard preciso
  • Taglia: media
  • Altezza: 48 cm. per le femmine, 43-51 cm. per i maschi
  • Peso: 20-50 Kg
  • Pelo: raso
  • Vita media: 10-13 anni
178 condivisioni
Validato da Elena Garoni
Membro del comitato scientifico di Kodami
American Bully

L’American Bully è un cane di origine americana, nato tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90 dall’incrocio tra razze appartenenti alla categoria dei molossi e dei Terrier di tipo Bull, di cui mantiene alcuni aspetti caratteriali oltre che le evidenti somiglianze estetiche.

socialità

  • Rapporto con la famiglia umana3
  • Rapporto con altri umani3
  • Rapporto con altri cani1
  • Rapporto con altri animali in casa1

attività

  • Attività fisica3
  • Giocosità3
  • Ricerca0
  • Riporto0
  • Guardia0

adattabilità

  • Vita in città3
  • Adatto come primo cane1
  • Adattabilità ai viaggi3
  • Tolleranza alle temperature calde0
  • Tolleranza alle temperature fredde0

cure e salute

  • Cura del pelo1
  • Predisposizione alle malattie2
  • Attenzione all'alimentazione2

motivazioni

  • Epimeletica3
  • Affiliativa3
  • Comunicativa0
  • Et epimeletica2
  • Somestesica2
  • Sociale2
  • Protettiva0
  • Territoriale0
  • Possessiva3
  • Competitiva3
  • Perlustrativa1
  • Predatoria3
  • Sillegica0
  • Esplorativa1
  • Di ricerca0
  • Cinestesica3
  • Collaborativa3
Che cosa sono le motivazioni?Scopri tutti i desideri e i bisogni dei cani

La razza, chiamata anche semplicemente “Bully”, ha un aspetto molto solido e muscoloso e una personalità attiva e sensibile che lo porta a sviluppare relazioni anche molto profonde con i propri compagni umani.

La selezione, avvenuta per mano dell’uomo, ha conferito a questo cane un aspetto facilmente riconoscibile e, purtroppo, proprio a causa dell’eccentricità della sua morfologia viene spesso scelto unicamente per l’aspetto esteriore piuttosto che per le caratteristiche legate alla sua personalità.

In realtà si tratta di un cane con cui è bello condividere momenti di gioco e attimi di calma, un cane da non trattare come un trofeo, ma come un compagno di vita che zampetta fiero accanto a voi.

L’American Bully viene riconosciuto come razza ufficiale unicamente dall’American Dog Breeders Association (ADBA), dall’American Bully Kennel Club (ABKC) e dalla United Kennel Club (UKC). La Fédération Cynologique Internationale e l’Enci, al contrario, ancora non hanno aggiunto questa razza alle proprie liste e, di conseguenza, non esiste un vero e proprio standard ufficiale.

Secondo alcuni esperti della razza, ne esistono quattro diverse tipologie distinguibili unicamente per le dimensioni: Standard, Pocket, XL e Classic, ma queste non vengono sempre riconosciute.

Origine

Stati Uniti

Standard

Attualmente ENCI e FCI non riconoscono l’American Bully come razza, per cui non esiste uno standard preciso.

Aspetto

La mancanza di uno standard ufficiale impedisce di dare indicazioni precise riguardo l’aspetto dell’American Bully, anche perché le associazioni che invece riconoscono ufficialmente la razza esprimono opinioni contrastanti, soprattutto riguardo le dimensioni.

In generale si tratta di un cane dall’aspetto estremamente solido con un ampio petto muscoloso, pelo raso e ossa robuste.

Una caratteristica che contraddistingue tutti gli individui appartenenti a questa razza è la dimensione del cranio che è molto grande e ricorda la forma di quello di altri molossoidi.

Gli occhi sono ovali e non molto grandi e le orecchie, che purtroppo negli Stati Uniti vengono talvolta ancora tagliate, sono piccole e triangolari.

I colori più diffusi sono il fulvo e il blu e, secondo lo standard proposto dalla UKC (che riconosce solo la varietà Standard) i maschi dovrebbero avere dimensioni tra i 43 e i 51 centimetri, mentre le femmine non dovrebbero superare i 48 centimetri.

L’ABKC riconosce invece altre 3 tipologie di cui la più popolare è la Pocket, la quale non supera i 43 centimetri di altezza. La varietà Classic, invece, ha un aspetto che ricorda quello degli American Staffordshire Terrier. La XL, infine, può raggiungere addirittura i 57 centimetri di altezza ed è, tra tutte, la più rara.

Il peso, ovviamente, dipende dalla varietà e può variare dai 20 ai 50 chilogrammi.

Motivazioni

Cinestesica, epimeletica, predatoria, collaborativa, competitiva, sociale (interspecifica), affiliativa, possessiva.

Amante di

Ama trascorrere il tempo all’aperto in compagnia dei suoi umani di riferimento, svolgendo attività che gli permettano di dimostrare la sua infinita energia e la voglia di interagire con le persone. Ama i giochi di contatto e il “tira e molla”.

Alimentazione, cura e mantenimento

L’American Bully è un cane che ha vissuto, negli ultimi 20 anni, un’importante selezione della razza. Se siete interessati a vivere con un cane di questo tipo è particolarmente importante riconoscere allevatori attenti al benessere degli animali e che evitino quindi di dare vita ad individui bianchi o merle, i quali rischiano maggiormente di sviluppare sordità o cecità.

Alcuni soggetti vengono ancora sottoposti alla crudele pratica del taglio delle orecchie, soprattutto negli Stati Uniti dove questa abitudine non è illegale. Si tratta di un’azione crudele ed estremamente dolorosa che è vietata in molti stati europei.

American Bully

L’American Bully è un cane a pelo raso e per questo motivo potrebbe soffrire di problemi cutanei e dermatiti. La sua alimentazione è molto importante, in particolare nella fase di crescita del cucciolo, e deve essere equilibrata e adatta all'intensità di attività fisica svolta.

Origine e storia

La storia di questa razza ha avuto inizio non più di 30 anni fa. David Wilson, un appassionato di Pitbull e Amstaff iniziò l’allevamento di cani di questa razza usando alcuni individui che divennero poi famosi per la robustezza del loro corpo e per la testa larga, ottenendo il soprannome di “Bully style Pitbull”.

Nello stesso periodo, sempre negli Stati Uniti, apparvero anche altre due linee di sangue con forti somiglianze a quella creata da Wilson. La prima è stata chiamata Gotti, perché il primo individuo si chiamava Juan Gotty. La seconda invece venne chiamata Greyline. Tutte e tre le linee avevano in comune la grande dimensione della testa, l’ampiezza e la muscolosità del busto.

Da questo momento in poi, però, vi sono opinioni discordanti riguardo i successivi incroci che hanno portato poi alla razza così come si conosce oggi. Secondo la ADBA non vi sono stati altri mix se non con Amstaff e Pitbull, mentre la UKC ritiene che nell’odierno American Bully vi siano tracce anche del Bulldog Americano, dell’English Bulldog e dell’antica ed estinta razza chiamata Olde English Bulldogge.

L’American Bully è stato riconosciuto come razza dalle tre associazioni tra il 2003 e il 2004.

Motivazioni (desideri e bisogni)

L’American Bully mantiene alcune motivazioni che ricordano quelle dei suoi antenati, ma la sua personalità si è in un certo senso ammorbidita attraverso una selezione che ha favorito individui con una motivazione predatoria che, pur rimanendo presente, è meno sviluppata. Gli American Bully più diffusi in Italia sono quelli di piccole dimensioni, i quali sono tendenzialmente socievoli e aperti alla relazione con le persone. Si tratta di cani molto attivi che hanno la necessità di condurre una vita ricca di proposte dal punto di vista del movimento: giornate all’aperto, lunghe passeggiate e, laddove sia possibile, momenti di libertà dal guinzaglio.

La motivazione affiliativa di questi cani li rende desiderosi di avere un ruolo attivo all’interno della famiglia: l’American Bully ama accompagnare i suoi umani a fare le commissioni o andare a prendere i bambini a scuola.

È un cane che ha ancora alcuni tratti della personalità che ricordano i suoi antenati Pitbull e AmstaffSi tratta purtroppo di soggetti che spesso vengono adottati solo per via del loro caratteristico aspetto, sottovalutando le loro necessità. In realtà, se lasciati a sé stessi e se non messi in grado di sviluppare relazioni positive in contesti ricchi di opportunità e di esperienze, i Bully rischiano di tirare fuori proprio la loro storia, amplificando, ad esempio, la possessività o la competitività.

Una vita ricca di emozioni positive insieme ai proprio umani di riferimento e una relazione profonda che non sia basata solo sul desiderio di mostrare i suoi muscoli, però, permette di evitare facilmente questo rischio.

Aspetto fisico

American Bully

Come abbiamo visto, il Bully è un cane caratterizzato dai muscoli evidenti e dalle dimensioni del cranio piuttosto grandi. Le orecchie sono triangolari e gli occhi non sono molto grandi e hanno una forma ovale. Il muso non è troppo allungato e termina con un grande tartufo caratterizzato dalle narici molto aperte. Il colore del naso può essere sia nero, che marrone o rosso.

La bocca, come quella di tutti i molossi, è molto grande e ha mascelle ben definite. La coda ha una lunghezza media e termina con una parte più fina, mentre le zampe sono solide, dritte e conferiscono un’andatura fiera e sicura.

Cura e salute

Come ogni razza, anche l’American Bully può presentare alcune patologie di origine genetica. Tra le più comuni vi sono quelle ereditate dai Pitbull, ovvero le malattie delle articolazioni come la displasia dell'anca, una malformazione articolare che può essere di natura congenita o traumatica.

Come abbiamo visto, inoltre, si tratta di una razza particolarmente delicata dal punto di vista della cute, la quale è coperta da pelo raso.

Infine, una malattia genetica che gli American Bully hanno in comune con gli Amstaff è l’atassia cerebellare, una malattia che colpisce il cervelletto e crea problematiche di deambulazione anche gravi.

Tutte le associazioni che riconoscono questa razza raccomandano infine di non acquistare individui bianchi o merle, in modo da non diffondere le disabilità sensoriali che sono più diffuse negli individui di questi colori.

Cosa fare con un American Bully

Se vi siete convinti che sia proprio questa la razza che fa per voi, sappiate che insieme a lui potete svolgere molte attività motorie a partire dalla lotta sul letto appena svegli, fino al classico gioco del riporto con il frisbee, la pallina o anche solo con un legnetto.

Ricordatevi però di trovare il posto adatto per voi due, ovvero un luogo in cui la presenza del vostro molosso libero dal guinzaglio, intento a rincorrere gli oggetti che gli lanciate non spaventi le persone di passaggio.

Questo cane è inoltre un ottimo compagno di scampagnate, perché la sua vitalità è davvero infinita e non dimenticate che è un grande appassionato della competizione. Ciò significa che se dopo una passeggiata decidete di tirare fuori una treccia e provate chiedergli di giocare al tira e molla, difficilmente si mostra disinteressato.

Relazione e contesto ideale

La relazione ideale per un American Bully è con persone giovani e ricche di iniziativa. Si tratta infatti di un cane che non ama la sedentarietà. Gli individui appartenenti a questa razza, inoltre, sono generalmente molto sensibili e per questo motivo, è importante che abbiano accanto a sé una guida umana preparata e consapevole che abbia deciso con cognizione di causa di adottare un cane di questo tipo, per via della sua personalità e non per i suoi muscoli o per la sua mascella potente.

Affinché la vita del Bully sia davvero soddisfacente, bisogna infatti, saperne riconoscere le debolezze e i talenti, guidandolo con delicatezza attraverso il mondo che lo circonda, in modo da diventare una figura di riferimento coerente ed affidabile ed evitando in ogni modo di ridurli a oggetti da mostrare per la loro bellezza.

Vivere con un molosso può risultare complesso perché si tratta di cani facilmente eccitabili, che potrebbero avere comportamenti particolarmente impulsivi di fronte ad alcuni stimoli. La dimensione della loro bocca, inoltre, potrebbe spaventare le persone che vi circondano. Ancora prima di decidere di vivere con un cane di questa razza, informatevi bene sulla sua personalità e ragionate su voi stessi, sul vostro carattere. Se invece già siete i compagni umani di un Bully e vi sentite insicuri o se alcune sue abitudini vi preoccupano, non esitate a contattare un educatore cinofilo.

Insieme a lui potrete scoprire i veri interessi del vostro cane dandogli la possibilità di esprimersi al meglio senza cadere nelle tendenze di razza che possono renderlo insoddisfatto della sua routine.

Se il Bully ha la possibilità di farsi guidare da una figura affidabile non ha problemi a condividere il tempo e lo spazio anche con bambini, persone sconosciute che sappiano rispettarlo o altri animali.

Una giornata con un American Bully

Vivete con un Bully e la vostra sveglia, sicuramente, sono le sue energiche leccate. Per scendere dal letto dovete fare una divertente lotta con lui e, solo dopo aver riso per un bel po’ di tempo, conquistate la possibilità di uscire dalle coperte. Mentre andate in cucina a preparare la colazione, sentite il ticchettio delle sue zampe che vi segue ovunque finché suona la sveglia degli altri componenti della famiglia. Fate il caffè e preparate la tavola, mentre sentite provenire risate e borbottii dalle altre stanze in cui il cane è andato a salutare gli altri componenti della casa.

Finiti i preparativi per tutta la famiglia, il Bully sale in macchina con voi insieme ai bambini e, dopo averli portati a scuola, andate al parco vestiti con una comoda tuta da ginnastica e soprattutto con un’enorme treccia di stoffa in tasca.

Quando arrivate, alcuni cani si muovono nei paraggi e il vostro Bully sarà inizialmente interessato a comunicare e interagire con loro, ma poi tornerà subito da voi perché sa che è il momento di rubarvi la treccia.

Dopo la passeggiata tornate a casa, gli date da mangiare e vi preparate per andare al lavoro. Dalla sua cuccia il vostro cane vi guarda con gli occhi colmi di tristezza, ma voi negli anni avete imparato a non lasciarvi condizionare dalla sua espressività: se ci cascate, con la sua dolcezza potrebbe convincervi a fare qualunque cosa. Quando tornate a casa dal lavoro è ancora una volta il rumore delle sue zampette sul pavimento ad accogliervi. Aspettate l’arrivo di tutta la famiglia e poi andate insieme nella gelateria del quartiere a fare merenda. Il vostro Bully attende a pochi centimetri da voi l’ultimo boccone del vostro cono e poi, mentre voi chiacchierate al tavolo, gli lasciate un masticativo da mordicchiare prima di tornare a casa.

Una volta tornati, è pronto per le coccole serali da parte di tutti e, con la coda alta, si avvia verso la sua cuccia, attendendo la nuova rissa con voi il mattino successivo.

Avatar utente
Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views