Validato da Elena Garoni
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Medico Veterinario comportamentalista

Alcune razze di cani sono molto simili tra loro e distinguerle non è per niente facile. Tra queste vi sono sicuramente due razze terrier di tipo bull: il Pitbull, o Pitbull Terrier, e l'Amstaff o American Staffordshire Terrier. Quest'ultimo infatti è un diretto discendente del Pitbull Terrier e proprio da questa parentela deriva tutta la loro somiglianza. Nonostante l'ampia diffusione nel nostro Paese in realtà il Pitbull non è ad oggi riconosciuto dalla Federazione Cinologica Internazionale (FCI) e l'ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) come una vera e propria razza. Per questo motivo non ha uno standard definito, non ci sono allevatori riconosciuti e non ha pedigree. Ma quali sono le caratteristiche che distinguono Pitbull e Amstaff?

Storia e origini comuni di Pitbull e Amstaff

Per conoscere la storia della nascita della razza Pitbull bisogna risalire all'Inghilterra del 1600. Proprio qui infatti, in particolare nelle isole britanniche, era pratica usuale far svolgere dei combattimenti tra animali, soprattutto di tori e cani, chiamati "bull baiting". All'inizio a combattere erano i mastini, che grazie alla loro potenza fisica, riuscivano a resistere ai tori. D'altro canto però mancavano di una spiccata agilità: proprio per questo motivo gli inglesi cominciarono ad incrociare i mastini con i terrier cacciatori di ratti, cani diffusi soprattutto nella popolazione contadina. Da questi incroci nacquero i primi cosiddetti Half and Half, ossia metà e metà, che riuscivano grazie alla loro spiccata velocità a sfuggire agevolmente ai tori. Non ci volle molto però che dai combattimenti con i tori si passò a quelli tra cani, fino a che, nel 1835, la Gran Bretagna dichiarò ufficialmente illegale questa pratica barbara.

Ma purtroppo questo non ne segnò la fine: i combattimenti continuarono in maniera clandestina nelle arene ("pit" in inglese) sino ad arrivare negli Stati Uniti d'America, dove la razza si diffuse rapidamente. È qui infatti che continuò la selezione del Pitbull: intorno al 1845 alcuni allevatori incrociarono gli Half and Half con i Bull terrier irlandesi, dando vita a nuovi individui, che maggiormente si adattavano a stare a fianco dell'uomo. Da questo momento negli Stati Uniti cominciò la selezione della razza American Pitbull che fu ufficialmente riconosciuta nel 1898 dal UKC (United Kennel Club) e successivamente anche dal ADBA (American Dog Breeder Association) con due standard diversi. In Europa invece non c'è una descrizione precisa per il Pitbull, motivo per cui è soggetto a una fortissima variabilità. L'AKC (American Kennel Club), ente per la tutela delle razze americano, invece fece diversamente: non volle riconoscere la razza Pitbull, ma selezionò da questi gli individui con le caratteristiche più docili e meno reattive dando vita all'Amstaff, di cui ne descrisse lo standard.

La storia dell'Amstaff è quindi indissolubilmente legata a quella dei Pitbull: è più recente e deriva direttamente dalla selezione degli individui più miti e piccoli di Pitbull. L'AKC inoltre, contraria ai combattimenti, nel descrivere lo standard dell'Amstaff, decise di togliere il nome “pit” dalla razza per evitare il riferimento al triste passato relativo alle lotte nelle arene o nelle fosse. La razza è stata ufficialmente riconosciuta nel 1936, e ad oggi è ampiamente diffusa sia nelle famiglie sia che nella pet therapy.

Differenze fisiche tra Pitbull e Amstaff

Non è facile fare una descrizione generale per il Pitbull in quanto non è una razza riconosciuta in Europa e non presenta uno standard definito. Negli Stati Uniti invece, l'American Pitbull terrier è riconosciuto da due grandi associazioni (UKC, ADBA) che hanno stilato due standard diversi. Secondo l'UKC (United Kennel Club) è un cane di taglia media, con corpo forte e massiccio, e muscoli in evidenza. È riconoscibile dal fatto che il corpo è un po' più lungo che alto, con la gamba anteriore lunga quanto la metà dell'altezza al garrese. La coda è corta, più sottile alla punta, le orecchie sono portate alte e di medie o piccole dimensioni e il corpo non è mai troppo muscoloso, ma più asciutto, longilineo e slanciato rispetto all'Amstaff. Tutti i colori sono ammessi per il pelo, tranne il merle. Gli occhi possono essere di diversi colori, tranne che blu. Il peso varia tra i 17/28 kg per il maschio e 15/26 kg per le femmine. L'altezza invece varia dai 45 cm al garrese fino ai 54 per i maschi, mentre per le femmine da 40 cm fino ai 51 cm. L'ADBA invece predilige uno standard per il Pitbull con fisico più asciutto e da combattente.

L'Amstaff è generalmente più muscoloso e tozzo rispetto al Pitbull, nonostante mantenga una grande agilità. È un cane di taglia media, robusto, dal corpo compatto e dotato di una testa grande. Il muso è generalmente squadrato e possiede mascelle potenti. Le orecchie sono portate alte, il pelo è corto e sono ammesse tutte le variazioni di colore. Gli occhi sono sempre scuri e rotondi e i maschi arrivano generalmente ad un'altezza di 46-48 cm mentre le femmine 43-46 cm.

La maggiore differenza è quindi nelle proporzioni: l'Amstaff è più compatto, generalmente anche più pesante, con zampe e ossa più robusti mentre il Pitbull è più longilineo e leggero. L'Amstaff inoltre ha una postura più dritta, a causa del metacarpo meno flessibile e rigido, e il tartufo può essere solo nero, mentre nel Pitbull può assumere qualsiasi colore. La testa è molto simile nelle due razze, ma l'Amstaff presenta il masseteri, ossia uno dei muscoli masticatori, più profondo, una base cranica più ampia e una canna nasale più corta rispetto alla dimensione. Questi caratteri non sono sempre facilmente distinguibili e infatti le razze a volte risultano identiche, soprattutto secondo lo standard UKC.

Le caratteristiche del Pitbull in Europa, una razza non riconosciuta

Il Pitbull in Europa non è considerato una razza e quindi presenta una variabilità morfologica molto elevata. Seguendo lo standard americano, il Pitbull dovrebbe essere più longilineo, slanciato e alto rispetto all'Amstaff, ma nel nostro Paese le riproduzioni non sono controllate secondo un preciso standard e gli individui possono quindi variare molto nelle caratteristiche. È infatti molto usuale vedere per strada Pitbull giganteschi, grossi e muscolosi rispetto agli americani: questo avviene perché in Italia vengono richiesti animali con queste caratteristiche, dovuti ad incroci con altri cani, tra cui potrebbero esserci anche progenitori Amstaff.

Non essendoci un pedigree, è impossibile risalire all'albero genealogico dell'animale e sapere effettivamente qual è la genetica e le motivazioni del cane  che vive con noi. Spesso infatti le cucciolate sono casalinghe e si fanno riprodurre individui con le caratteristiche richieste, ma, a meno che non si faccia un'analisi del DNA, è impossibile sapere quanto Amstaff ci sia nel Pitbull che state adottando.

Le differenze caratteriali di Pitbull e Amstaff

Per l'Europa vale un discorso simile riguardo il carattere dei Pitbull: data l'enorme variabilità e l'impossibilità di risalire ai progenitori è impossibile dare delle nozioni precise. Gli Amstaff di solito sono meno reattivi e un po' più socievoli ma non è detto che sia sempre così perché dipende dall'orientamento degli allevatori e dai progenitori. Si possono però delineare delle motivazioni generali per ognuna delle due razze.

Il Pitbull è sia un "guerriero" pronto a scattare in qualsiasi momento che un ottimo compagno di coccole. In lui infatti c'è sia la potenza del mastino, da cui deriva, sia la determinazione del terrier. Dai terrier ha ereditato una forte motivazione predatoria e cinestesica, ossia una gran voglia di movimento e di inseguimento. Infatti una delle attività a cui non ci dirà mai di no è quella fisica: se volete portarlo con voi a correre o a fare una passeggiata, lui sarà sicuramente un ottimo compagno e si divertirà come un matto. È anche molto possessivo, competitivo e protettivo: tra i giochi che preferisce infatti c'è sicuramente il tira e molla, e non abbiate dubbi che cercherà di vincere in tutti i modi. Cercate sempre di contestualizzare questo gioco, provando a non accentuare troppo la componente competitiva e evitando un'innalzamento eccessivo dell'arousal e una perdita totale di controllo. Infine il Pitbull è anche un cane molto sensibile: ha un'alta motivazione affiliativa e collaborativa, gli piace molto stare con il suo referente umano e lo troverete spesso accoccolato sul divano vicino a voi quando rientrate in casa.

L'Amstaff ha un carattere molto simile al Pitbull: anche in lui infatti ha un'alta motivazione cinestetica, competitiva, possessiva e predatoria, che lo rendono un un cane dalle mille potenzialità, pieno di energie e sempre in movimento. Al contempo però ha anche una spiccata motivazione epimeletica, ossia la voglia di prendersi cura dell'altro, e affiliativa, che lo rendono un tenero cucciolo con cui condividere momenti di relax e affetto. Sono infatti tra i cani di famiglia più amati per il loro cuore d'oro e l'animo docile. D'altro canto generalmente non preferiscono interagire con altri cani o animali, a causa della bassa motivazione sociale. Bisogna considerare inoltre che non sono cani “semplici”, e questa loro natura li rende spesso vittime di incomprensioni e malagestione da parte degli adottanti, incapaci di comprendere le caratteristiche di questi cani. Proprio per questo motivo è necessario adottarlo consapevolmente, in quanto deve essere compreso e inserito in una relazione equilibrata, facendosi aiutare anche da un educatore esperto.

Pitbull, Amstaff o incroci di terrier di tipo bull: l'importante è sempre una scelta consapevole

Ma quanto è importante, poi, alla fine, chiedersi quali siano gli standard di una razza solo da un punto di vista estetico? Adottare un cane solo per le sue caratteristiche fisiche porta spesso a un gran numero di abbandoni soprattutto di questa tipologia di razze perché l'adottante, non essendosi informato sulle caratteristiche comportamentali del cane, non è pronto ad affrontare l'impegno e la responsabilità che richiede vivere con un terrier di tipo bull e mix di questo tipo.

Il numero di questa tipologia di cani che finiscono nei canili è infatti in continua e costante crescita tanto da rappresentare il 30% del totale degli animali costretti a vivere una vita che di certo non può essere definita tale. Questa situazione rappresenta una vera e propria emergenza da Sud a Nord del Paese e il canile è decisamente il posto peggiore per loro: un luogo in cui si trovano soli, in spazi spesso sovraffollati, sottoposti a continua sollecitazione e in cui la loro condizione psicologica può solo peggiorare.

Ovviamente la colpa non è certo di questi cani: noi umani li abbiamo selezionati in passato per combattere, fondendo molossi e terrier affinché diventassero dei piccoli e compatti gladiatori. Per giunta e fondamentale da sapere è che tutto ciò non vuol dire che non siano cani che non possono vivere in famiglia: sono molto legati agli esseri umani e sono tenerissimi nel rapporto con le persone che amano. Ma bisogna che siano adottati da qualcuno che lo faccia consapevolmente, che voglia impegnarsi a conoscerli e a costruire una relazione sana facendosi anche, eventualmente, aiutare da un educatore cinofilo.

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