7 Settembre 2021
8:57

Specie esotiche invasive in Italia: chi sono e qual è il loro impatto sugli ecosistemi

Le specie esotiche invasive sono specie di animali, ma anche vegetali, funghi e microrganismi, originari di una determinata regione geografica che, una volta introdotti in un nuovo territorio, mantengono popolazioni in grado di sopravvivere e riprodursi allo stato selvatico. Queste popolazioni di animali, definite “alloctone o aliene”, possono generare delle vere e proprie invasioni biologiche, che possono essere una minaccia per le specie locali, definite “autoctone”.

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Membro del comitato scientifico di Kodami
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Le specie esotiche invasive sono specie di animali, ma anche vegetali, funghi e microrganismi, originari di una determinata regione geografica e che, una volta introdotti in un nuovo territorio, mantengono popolazioni in grado di sopravvivere e riprodursi allo stato selvatico.

Queste popolazioni di animali, definite “alloctone o aliene”, possono generare delle vere e proprie invasioni biologiche che possono essere una minaccia per le specie locali, definite “autoctone”.

Ad oggi, le invasioni biologiche, insieme alla distruzione degli habitat e allo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali da parte dell’uomo, ai cambiamenti climatici e all'inquinamento, sono considerate tra le principali cause della perdita della biodiversità.

L’introduzione delle specie alloctone e il loro potenziale invasivo

Le specie animali alloctone possono essere introdotte in un determinato Paese in forma volontaria, come animali allevati a fini produttivi, animali domestici o da compagnia, o essere introdotte involontariamente attraverso scambi commerciali o rotte turistiche.

Non tutte le specie alloctone sono necessariamente invasive, ma lo diventano nel momento in cui entrano in competizione con le specie autoctone o possono generare loro dei problemi di salute tramite la trasmissione di nuove malattie infettive.

In questi casi, spesso, le specie locali soccombono in questa competizione o diminuiscono drasticamente nel loro habitat naturale.

Quali sono le specie aliene in Italia?

In Europa abbiamo assistito negli anni a gravi fenomeni di invasioni biologiche da parte di alcune specie invasive, volontariamente o involontariamente introdotte dall’uomo. A livello di UE esiste un elenco delle specie esotiche invasive di interesse unionale.

L’elenco contiene però solo specie che risultano aliene sul territorio dell’Unione europea, non sono quindi incluse specie che sono esotiche solo per uno o alcuni stati membri. È previsto che si possano adottare anche liste di specie esotiche invasive rilevanti per il territorio nazionale, ma al momento in Italia non è ancora stato istituito un elenco nazionale.

Tra le specie aliene invasive volontariamente introdotte in Italia, possiamo annoverare lo scoiattolo grigio americano, la tartaruga palustre dalle guance rosse e la nutria.

A queste si sommati alcuni animali, specialmente insetti, involontariamente introdotti, spesso responsabili di veri e propri disastri ambientali o di trasmissione di malattie infettive all’uomo.

La carrellata che vi presentiamo ci aiuta ancora una volta a comprendere come e quanto l’intervento umano sia deleterio o addirittura distruttivo per gli ecosistemi e pericoloso per la salute umana, animale e vegetale. Il commercio irresponsabile, ma anche gli abbandoni di animali, ne sono i principali responsabili.

Lo scoiattolo grigio, una minaccia dall’America

Lo scoiattolo grigio, ovunque arrivi, è ad esempio sempre responsabile della scomparsa dello scoiattolo europeo (marrone). Questi animali sono stati introdotti dall’America nel nostro Paese come animali da compagnia ma, a seguito di abbandoni irresponsabili, sono stati in grado di riprodursi costituendo delle popolazioni stabili. Questi animali sono più resistenti degli scoiattoli locali ed hanno generato una forte competizione nei territori che con loro condividono, specialmente per l’alimentazione. Inoltre, sono stati portatori di malattie infettive che i nostri scoiattoli non sono stati immunologicamente in grado di combattere. Lo scoiattolo grigio è inoltre una minaccia per alcuni alberi e per alcune coltivazioni, come quelle dei noccioli.

La tartaruga dalle guance rosse, resistente predatrice

Anche lei di provenienza americana, la tartaruga dalle guance rosse è stata introdotta in Italia come animale da compagnia e con finalità ornamentali nei laghetti dei parchi urbani. La popolazione è aumentata negli anni in maniera esponenziale generando la drastica diminuzione della nostra testuggine palustre europea. Questa specie è inoltre responsabile di seri danni agli ecosistemi poiché predatore di invertebrati e delle loro larve, di anfibi, pesci e uccelli acquatici. Il problema più grande nel controllo della popolazione di questi animali è continuo abbandono di esemplari da parte di incoscienti detentori.

La nutria, potente roditore dall’America latina

La nutria venne introdotta in Italia per la produzione commerciale di pellicce. È una specie considerata tra le 100 peggiori specie alloctone invasive al mondo, e una delle 10 specie alloctone invasive con il maggiore impatto sugli ecosistemi. Questi animali generano inoltre gravi dissesti idrogeologici a causa delle loro attività come scavatori, minacciando inoltre la sicurezza delle infrastrutture umane. Danneggiano fortemente le colture in prossimità dei corsi d’acqua in cui vivono cibandosi di mais, barbabietole da zucchero e altri prodotti agricoli. Hanno inoltre un potenziale impatto sanitario essendo veicoli di malattie all’uomo come la leptospirosi e la salmonellosi.

La zanzara tigre e il punteruolo rosso, involontari viaggia-mondo

La zanzara tigre è arrivata dal sud-est asiatico in quasi tutto il mondo sfruttando i trasporti commerciali umani. Questo insetto risulta essere il vettore di circa 20 virus pericolosi per l’uomo, come i virus della febbre gialla e della chikungunya. L’emergente problema del cambiamento climatico ci mostra inoltre la triste realtà per cui questo insetto si diffonderà ancora nel Mediterraneo ma anche più a Nord.

Arrivato dall’Asia sud-orientale tramite commercio di piante infette, il punteruolo rosso è invece responsabile di seri danni alle coltivazioni di palme (anch’esse non autoctone in Italia a dire il vero). Alla distruzione delle piante si aggiunge il problema derivante dalla scarsa efficacia dei trattamenti e dal massivo utilizzo di prodotti chimici.

Le normative europee e italiane sulle specie esotiche invasive

I Paesi europei, tra cui l’Italia, operano attivamente per prevenire la diffusione delle specie esotiche invasive e per controllare o eradicare quelle specie che siano già presenti sul territorio. La finalità è quella di prevenire, ridurre al minimo e mitigare gli effetti negativi sulla biodiversità, sulla salute umana e sull’economia causati dall’introduzione e dalla diffusione di queste specie.

La normativa europea di riferimento è il Regolamento 1143/2014, recepito in Italia con il Decreto Legislativo 230/2017.

Gli interventi previsti dalle normative si basano sulla prevenzione, il rilevamento precoce e l’eradicazione rapida delle popolazioni di questi animali, o la loro gestione nel caso di specie già ampiamente diffuse.

Misure importanti, oltre al controllo demografico della loro popolazione, riguardano il controllo della loro detenzione, del loro allevamento e del loro commercio.

Denuncia di possesso delle specie esotiche invasive

Per quanto riguarda la detenzione, ad oggi, è ancora possibile detenere specie esotiche invasive come animali da compagnia, a condizione di fare denuncia di possesso dell’individuo e di custodirlo in modo che non sia possibile la sua fuga. Sono inoltre vietati il rilascio nell’ambiente naturale e la riproduzione.

La denuncia di possesso deve avvenire inviando un apposito modulo di denuncia al Ministero dell’Ambiente. Maggiori informazioni sono disponibili nella pagina ufficiale.

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Laura Arena
Veterinaria esperta in benessere animale
Sono un medico veterinario esperto in comportamento animale, mi occupo principalmente di gestione del randagismo e delle colonie feline, benessere animale e maltrattamento animale con approccio forense. Attualmente lavoro in Italia, Spagna e Serbia.
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