La cacca non è una sfera di cristallo. Non possiamo prevedere il futuro e non ci dà informazioni sui prossimi numeri da giocare con una schedina, ma comunque può dirci tanto sullo stato di salute degli animali che la producono, ma non solo. Un nuovo studio rileva che l'ecosistema microbico nel sistema digerente delle martore americane (Martes americana) che vivono in habitat naturali incontaminati è molto differente dal microbioma intestinale di quelle che vivono in aree fortemente colpite dall'attività umana, evidenziando come possiamo comprendere la nostra influenza sugli ecosistemi semplicemente osservando delle feci.

Il processo per trarre informazioni dalla cacca è sicuramente meno veloce di una previsione astrologica, ma probabilmente più soddisfacente. Bisogna esplorare le foreste di conifere tipiche del paesaggio di Alaska e Canada, spingendosi fino a sud attraverso le Montagne Rocciose. L'odore di pino inebria l'aria che ci rinvigorisce con la sua freschezza e con questa energia cerchiamo le tane delle martore, mustelidi schivi con un mantello brunastro lucente, una lunga coda folta ed un muso appuntito.

Sensazioni simili devono averle provate proprio i ricercatori della North Carolina State University che hanno approfittato dell'apparente ingrato compito di cercare le cacche di questi animali nei boschi, per poter vivere a stretto contatto con la natura. I risultati dello studio sono stati, poi, pubblicati sulla rivista Plos One.

Com'è composta la dieta di una martora

Il suo sguardo attento racconta molto sulla furbizia della martora nel cercare le fonti di cibo. Se avessimo potuto passeggiare in quelle foreste di conifere con i ricercatori avremmo avuto l'opportunità di vedere l'elegante mammifero utilizzare le grandi unghie e le possenti zampe per scalare gli alberi. Magari un guizzo rossastro dietro un ramo avrebbe rivelato la sua presenza, indizio sufficiente ai ricercatori per capire che lì nei paraggi potevano essere nascoste feci dell'animale.

La martora americana è un predatore opportunista che varia la sua dieta in base all'abbondanza locale e stagionale delle risorse. Il suo continuo movimento richiede un bell'apporto energetico, circa 80 calorie al giorno a riposo per l'esattezza. Per riuscire a raggiungere questo apporto calorico alla martora è necessario cacciare almeno 3 arvicole, piccoli mammiferi che compongono la maggior parte della dieta di questo animale.

In ogni caso alla carne la martora associa anche molte verdure, soprattutto in stagioni in cui la ricerca di prede richiede parecchia energia. Generalmente, la dieta è più varia in estate che in inverno per via della presenza di più frutta, vegetazione e insetti.

Come valutare l'impatto dell'uomo attraverso la cacca

Queste e molte altre informazioni è stato possibile ottenerle non soltanto osservando il comportamento degli animali in natura, ma soprattutto sapendo "leggere" la cacca e, in particolare, i resti del microbioma intestinale presenti su di essa.

Per lo studio, infatti, i ricercatori hanno raccolto le feci di 21 martore presenti in due diversi tipi di habitat: uno pressoché non toccato dall'uomo, e uno con una massiccia presenza umana. Una volta collezionati gli escrementi, gli scienziati li hanno portati in laboratorio per poter analizzare tutti i batteri che componevano la loro flora intestinale, realizzando la scoperta: le martore degli habitat incontaminati avevano una composizione microbica estremamente diversa da quella delle martore di habitat a forte impatto antropico.

Riuscire a discriminare una martora semplicemente osservando la sua cacca è già uno strumento estremamente importante per biologi e veterinari. Così, infatti, essi possono verificare lo stato di salute di questi animali in maniera semplice e veloce, senza disturbare minimamente l'animale che può continuare a vivere la sua vita in natura, ignara che da qualche parte degli zelanti scienziati stanno andando a caccia della sua cacca.

Lo studio, però, ci dice qualcosa di ancor più importante: grazie alle feci possiamo ottenere anche informazioni sullo stato degli ecosistemi che abitano le martore, donando allo studio degli escrementi una nuova importanza.

Dunque i ricercatori che dovranno monitorare il benessere degli ecosistemi, da ora in avanti dovranno stare molto attenti a dove mettono i piedi: per loro pestare una cacca potrebbe portare molta più fortuna che a una qualsiasi altra persona.