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26 Luglio 2023
16:35

L’urbanizzazione fa prosperare le specie invasive: il caso della vedova marrone e bianca

Le specie invasive rappresentano un serio problema per la salute degli ecosistemi e degli organismi che li abitano. Un nuovo studio incentrato su due specie invasive di ragni evidenzia come gli ambienti antropizzati permettano loro di evitare la predazione e il parassitismo consentendogli di sopravvivere e diffondersi indisturbati.

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In natura, oltre alle specie autoctone, vi sono anche quelle aliene invasive. No: non sono organismi provenienti dallo spazio o da altri pianeti, ma si tratta di specie trasportate dall'uomo in modo volontario o accidentale al di fuori del loro areale d'origine che si insediano con successo nell'area in cui vengono introdotte, diffondendosi rapidamente e causando gravi danni alle specie e agli ecosistemi originari di quel luogo.

Di queste specie fanno parte due ragni: la vedova marrone (Latrodectus geometricus) e la vedova bianca (Latrodectus pallidus), entrambe parassitate da una vespa che attacca le loro uova. Un team di ricercatori ha ora condotto uno studio approfondito per analizzare come la densità di popolazione dei ragni e il tipo di habitat in cui vivono influiscano sulla loro probabilità di essere parassitati e i risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Oecologia.

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Latrodectus geometricus

Si tratta di due specie viventi in ambienti differenti, motivo per il quale aveva senso confrontare in che modo il parassitismo si verifica in entrambi le specie. La vedova marrone  vive nei pressi delle abitazioni umane: infatti è possibile trovarla sotto le grondaie, nelle recinzioni di legno e tra le sporgenze dei muri di mattoni. La vedova bianca, invece, è una specie originaria di Israele in grado di vivere in una grande varietà di diverse condizioni ambientali. Tuttavia, è considerata piuttosto rara e si trova spesso in zone in cui le popolazioni di altri ragni sono molto più numerose rispetto alla sua.

Per analizzare la variazione nella densità delle popolazione dei ragni e quella della vespa parassita, i ricercatori hanno effettuato rilevamenti per un intero anno. Hanno misurato attentamente la densità delle due specie e i tassi di parassitismo associati ad esse in 16 siti. I risultati hanno rivelato che le vedove marroni sono in grado di prosperare anche a densità molto elevate, arrivando talvolta a posizionare le loro tele a soli 10 cm l'una dall'altra. Nonostante ciò, i tassi di parassitismo si sono rivelati sorprendentemente bassi (0-5%). Al contrario, le popolazioni di vedova bianca con un elevato numero di individui sono state fortemente colpite dal parassitismo (fino al 55%).

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Latrodectus geometricus maschio

«I nostri risultati suggeriscono che l'habitat gioca un ruolo chiave nel cambiamento delle interazioni con predatori e parassiti, e in particolare che le specie urbane possono beneficiare di una minore abbondanza di predatori nel loro habitat», affermano i ricercatori. Per essere certi che la loro ipotesi fosse corretta, hanno osservato come variava il tasso di parassitismo di entrambe le specie tra habitat naturali e dominati dall'uomo. In questo caso i risultati sono stati ancora più sbalorditivi: negli ambienti urbanizzati non si è verificato nessun caso di parassitismo per entrambe le specie, rispetto al 30% verificatosi nel loro habitat naturale. Inoltre, sono state ritrovate prove di una maggiore predazione delle uova di vedova bianca rispetto a quelle di vedova marrone, in particolare nell'habitat naturale. Questi risultati combinati suggeriscono che gli habitat dominati dall'uomo hanno una minore abbondanza di predatori e parassiti, situazione ideale per la prosperità delle specie invasive che popolano questi ambienti, come la vedova marrone.

E' chiaro, quindi, che la supposizione del team degli studiosi è corretta: l'habitat influisce moltissimo sulla salute degli organismi che lo popolano. Gli ambienti urbanizzati, in particolare, rappresentano un'oasi di felicità per moltissime specie che qui trovano riparo, calore, alta disponibilità di cibo e soprattutto poca presenza di predatori. L'importanza di tali scoperte va oltre il singolo contesto delle due specie di ragni prese in esame, poiché offre un'importante prospettiva su quelle che sono le implicazioni dell'urbanizzazione e della modificazione degli ambienti naturali sull'equilibrio delle interazioni tra le specie e sull'espansione delle specie invasive. Tali risultati possono aiutare a orientare le strategie di gestione e conservazione degli habitat per proteggere la biodiversità e mitigare l'impatto delle specie invasive sugli ecosistemi.

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Alessia Mircoli
Dottoressa Magistrale in Biodiversità e Gestione degli Ecosistemi
Sono laureata in Biodiversità e Gestione degli Ecosistemi e la divulgazione scientifica è la mia passione. Durante il mio percorso ho scoperto il mondo del giornalismo scientifico e ho capito che è la mia strada. Sono estremamente affascinata dalla natura e da tutto ciò che ne fa parte, credo nell’importanza di diffondere un’informazione corretta sugli animali e l’ambiente.
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