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scheda razza
11 Giugno 2022
15:00

Il Levriero Irlandese, leale e coraggioso gigante gentile

  • Origine: Irlanda
  • Standard: gruppo 10 Levrieri Sezione 2 levrieri a pelo duro
  • Taglia: gigante
  • Altezza: 72 cm. per le femmine, 80 cm. per i maschi
  • Peso: 46 Kg per le femmine, 60 Kg per i maschi
  • Pelo: può essere di color grigio, tigrato, rosso, nero, bianco o fulvo
  • Vita media: 6-10 anni
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Il Levriero Irlandese, o Irish Wolfhound, è un cane da caccia di origine irlandese che, nel XIX secolo, rischiò di scomparire per sempre. Fu il capitano scozzese George Augustus Graham a dedicarsi al recupero della razza, restituendogli la notorietà in patria e a livello internazionale. Si tratta di un cane di taglia gigante, con un corpo solido che può superare anche gli 80 centimetri di altezza e i 50 chilogrammi e con il caratteristico muso allungato del Levrieri.

socialità

  • Rapporto con la famiglia umana3
  • Rapporto con altri umani2
  • Rapporto con altri cani3
  • Rapporto con altri animali in casa0

attività

  • Attività fisica3
  • Giocosità2
  • Ricerca3
  • Riporto0
  • Guardia1

adattabilità

  • Vita in città1
  • Adatto come primo cane0
  • Adattabilità ai viaggi1
  • Tolleranza alle temperature calde3
  • Tolleranza alle temperature fredde3

cure e salute

  • Cura del pelo1
  • Predisposizione alle malattie1
  • Attenzione all'alimentazione1

motivazioni

  • Epimeletica2
  • Affiliativa3
  • Comunicativa3
  • Et epimeletica1
  • Somestesica1
  • Sociale3
  • Protettiva3
  • Territoriale0
  • Possessiva0
  • Competitiva0
  • Perlustrativa3
  • Predatoria3
  • Sillegica0
  • Esplorativa3
  • Di ricerca3
  • Cinestesica3
  • Collaborativa0
Che cosa sono le motivazioni?Scopri tutti i desideri e i bisogni dei cani

In passato venivano utilizzati per la caccia agli orsi, ai cinghiali, ai cervi e soprattutto ai lupi e, infatti, ancora oggi sono cani molto coraggiosi e ostinati. In Italia non esistono molti allevamenti di questa razza e, infatti, non è facile incontrare un Irish Wolfhound per strada.

Chi vive con questi cani sa che sono grandi amanti del tempo trascorso in famiglia, soprattutto se hanno l’opportunità di correre nell’erba alta e nella natura selvaggia che gli ricorda le loro antiche origini. Non è certo un cane adatto a tutti: il Levriero Irlandese desidera un umano a cui destinare la sua totale fedeltà e con cui trascorrere molto tempo all’aria aperta, galoppando e perlustrando i prati e i boschi, per poi scaldarsi alla sera in salotto, mentre il fuoco del camino scoppietta e fuori dalla finestra soffia il vento delle brughiere.

Origine

Irlanda

Standard

N° 160/ 02.04.2001

Gruppo 10 Levrieri

Sezione 2 levrieri a pelo duro

Aspetto

Il Levriero irlandese è un cane di taglia gigante che può superare gli 80 centimetri di altezza e i 60 chilogrammi di peso, ma le femmine sono più piccole e, generalmente, non superano i 72 cm e i 46 chili. Il suo mantello è di lunghezza media ed è particolarmente duro e ruvido.

Ha un aspetto molto solido e il muso allungato tipico dei Levrieri.

Alimentazione, cura e mantenimento

Come tutti i cani di taglia grande, il Levriero irlandese può essere soggetto a torsioni gastriche e displasie dell’anca e del gomito. Potrebbe inoltre soffrire di Sindrome di Wobbler, che causa problemi di deambulazione.

Motivazioni

Cinestesica, perlustrativa, protettiva, esplorativa, predatoria, affiliativa, comunicativa e di ricerca, sociale.

Amante di

Galoppare nella natura selvaggia e poi tornare dai propri umani con cui condividere momenti di coccole e relax. Scoprire posti nuovi e proteggere le sue persone preferite dai nemici.

Origini e storia

La storia del Levriero Irlandese si perde nei secoli, fino a confondersi con la leggenda. Questa razza, infatti, ha origini molto antiche ed è quindi molto difficile risalire alla sua nascita. Grazie ad alcuni scritti, però, è stato possibile stabilire che esistesse già nel 273 a.C., ma il racconto di un sopravvissuto del saccheggio di Delfi, in Grecia, del 600 a.C, fa pensare a tempi ancora più antichi, perché riporta la descrizione di un cane enorme, molto simile al Levriero Irlandese, in grado di sacrificarsi per difendere i propri umani.

Il Levriero Irlandese, in ogni caso, era certamente già noto all’epoca del Console Romano Quinto Aurelio, che nel 391 d.C. ne possedeva sette, e nei suoi racconti sottolineava che «Tutta Roma li guardava con meraviglia». Nonostante l’ammirazione, però, questi grandi e coraggiosi cani furono poi portati a combattere e morire per il divertimento della folla nel Circo Massimo.

Quando i Celti furono respinti fino alla Bretagna, nella Francia occidentale, gli antenati dei Levrieri irlandesi, chiamati allora “giganti gentili” si ritirarono con loro, diventando doni ambiti per gli imperatori, la nobiltà e i re, che li decoravano con collari fatti di pietre preziose e metalli pregiati.

Il motivo di questa venerazione era dato dal fatto che i Levrieri irlandesi erano cani estremamente leali, eleganti e protettivi, in grado di cacciare con coraggio e ostinazione anche nei climi più ostili e seguendo le indicazioni degli umani con dedizione.

La prima testimonianza dell’arrivo del Levriero Irlandese nell’isola che è oggi considerata la sua patria, risale al V secolo, quando venne scritta la saga di Niall, il più noto capolavoro della letteratura islandese del Medioevo. In un passaggio dell’opera, infatti, vengono descritti questi enormi cani, considerati anche guerrieri senza paura. «Ti darò un cane che ho preso in Irlanda, ha arti enormi e abbaierà ai tuoi nemici, ma mai ai tuoi amici. Vedrà dalla faccia di ciascuno se è malato o ben disposto verso di te. Sarà disposto a dare la vita per te».

Si narra che nel XIII secolo, Llewelin, principe del Galles del Nord, uccise il suo Levriero Irlandese perché era convinto che avesse aggredito suo figlio ancora in fasce, per poi doversi ricredere, scoprendo che lo aveva protetto e nascosto dai lupi.  A partire da quel momento, secondo la leggenda, il principe Llewelin non sorrise mai più, perché distrutto dal rimorso e dalla vergogna di non essersi fidato del suo cane.

Nel XVII secolo i Levrieri Irlandesi divennero nuovamente popolari anche al di fuori dalla Gran Bretagna e dall’Irlanda e in questo periodo molti individui vennero esportati, rischiando però l’estinzione della razza nei territori d’origine. Per questo motivo, nel 1652 venne emanata una direttiva che ne vietava il trasporto e l’esportazione.

Fu il capitano scozzese George Augustus Graham che verso la metà dell’Ottocento raccolse gli esemplari rimasti e per ben 23 anni si impegnò per ottenere la pubblicazione del primo standard di razza. In questo periodo i Levrieri Irlandesi vennero incrociati con i Borzoi, gli Alani e i Deerhound. Al giorno d’oggi in Irlanda questa razza viene quasi venerata e appare come simbolo, tra le altre cose, sulle ceramiche, sui Whisky e sui francobolli nazionali.

Come tutti i Levrieri, sono grandi corridori e il loro destino nei tempi moderni, quindi, ha anche un aspetto amaro, ovvero quello legato all’utilizzo nelle corse. Sebbene alcuni allevatori li considerino troppo pesanti per partecipare alle discipline di coursing e racing, altri appassionati di queste attività scelgono proprio questa razza.

Purtroppo si tratta di occupazioni pericolose per gli animali che, in molti casi, vengono fatti allenare e correre con ritmi estenuanti, finendo per soffrire di lesioni muscolari e fratture. Proprio per questo motivo, sono nate negli anni alcune associazioni di rescue, che si occupano di prelevare gli Irish Wolfhound vittime di maltrattamenti, e trovare famiglie adatte all’adozione.

Se siete interessati ad accogliere uno di questi cani nella vostra famiglia, quindi, potete prendere in considerazione questa soluzione.

Per via delle sue grandi dimensioni e per la sua tendenza ad abbaiare molto, il Levriero Irlandese viene anche adottato come cane da guardia, ma è bene ricordare che questo enorme cane da caccia, ama trascorrere il suo tempo in compagnia degli umani e, se lasciato da solo in giardino, potrebbe soffrire la solitudine fino a chiudersi in sé stesso, allontanando chiunque voglia avvicinarsi.

Motivazioni (desideri e bisogni)

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Il Levriero Irlandese è prima di tutto un cane da caccia e questo si riflette inevitabilmente sui suoi desideri e sulle sue necessità. Ama correre, perlustrare gli ambienti naturali e anche rincorrere gli animali selvatici. Per vivere con lui, quindi, bisogna prestare particolare attenzione quando si scelgono gli ambienti in cui sganciare il guinzaglio per permettergli di muoversi liberamente.

Se non vi sentite ancora sicuri del suo comportamento in libertà, nel primo periodo potete utilizzare una lunghina, ovvero un guinzaglio molto lungo che permette al vostro cane di perlustrare l’ambiente che lo circonda senza sentirsi troppo costretto. Ricordatevi, però, che si tratta di un cane estremamente potente e sarà quindi indispensabile prestare attenzione a non subire strattoni improvvisi.

Rispetto ad altri Levrieri, gli Irish Wolfhound si approcciano all’ambiente che li circonda con un’attitudine più sicura e meno timorosa, ma preferiscono comunque il tempo trascorso in compagnia di pochi e affidabili umani, piuttosto che in mezzo alle folle di sconosciuti.

Sono molto affiliativi e sentono il desiderio di prendere parte attivamente alla vita del proprio gruppo, mostrando sempre la capacità di riconoscere le emozioni delle persone con cui convivono, dimostrando grande empatia nei loro confronti. Se avete trascorso una giornata particolarmente difficile, il vostro Levriero irlandese se ne accorge immediatamente e, durante la passeggiata serale, probabilmente cercherà di allontanare da voi le persone che non gradite.

Quando desidera comunicare qualcosa a chi lo circonda, questo grande cane sa essere molto chiaro ed utilizza le posture del suo corpo proprio per far sapere a persone e cani se ciò che sta accadendo è di suo gradimento o meno. Non stupitevi quindi, se il vostro Levriero irlandese si siede davanti a voi al parco perché, a modo suo, sta dicendo all’universo che vi circonda che nessuno deve osare farvi del male.

Sempre per via della sua ottima motivazione comunicativa, questo grande cane da caccia utilizza l’abbaio più frequentemente rispetto a quasi tutti gli altri Levrieri, che generalmente sono invece molto silenziosi.

Un altro talento dell’Irish Wolfhound, favorito anch’esso dalle sue doti comunicative, è proprio quello di essere un cane dotato di grandi abilità sociali. Sa essere estremamente comprensivo, paziente e accomodante con i suoi simili, nonostante l’aspetto potrebbe intimidire soprattutto i più piccoli.

Aspetto fisico

Nello standard di razza viene sottolineato che, pur essendo un cane dall’aspetto molto solido, è importante che lo scheletro non sia mai troppo pesante. Ciò nonostante un maschio adulto può superare gli 85 centimetri (le femmine sono più piccole e generalmente non superano i 72 cm). Il peso si aggira tra i 55 e i 60 chilogrammi per i maschi e i 40,5 e i 46 per le femmine.

Ha la testa lunga, con la forma appuntita tipica dei Levrieri, orecchie piccole e rosa che ricordano quelle dei Greyhound e occhi scuri e molto espressivi. Il suo corpo è lungo e ha una groppa molto ampia e il torace profondo. Le zampe sono muscolose, lunghe e forti e la coda è lunga, leggermente ricurva e ricoperta di folto pelo.

Ha il pelo ruvido e duro sul corpo, sugli arti e sulla testa. Inoltre è particolarmente irto sopra gli occhi e sulla barba. Può essere di color grigio, tigrato, rosso, nero, bianco o fulvo. La lunghezza del mantello è media e, secondo lo standard di razza, non esistono varianti a pelo corto o raso.

Cura e salute

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Questa razza, come molti cani di grande taglia, è particolarmente predisposta alla torsione gastrica e alla displasia del gomito e dell’anca.

Potrebbe soffrire, inoltre, di Sindrome di Wobbler, anche detta Spondilomielopatia Cervicale Caudale, ovvero una patologia causata dalla compressione delle vertebre cervicali, che causa un’andatura scomposta e potenziali deficit di percezione del proprio corpo.

Come tutti i cani giganti, anche loro hanno un'aspettativa di vita più bassa della media e spesso, purtroppo, non superano gli otto anni di età.

Per condurre una vita in linea con le sue necessità etologiche, l’Irish Wolfhound ha bisogno di trascorrere molto tempo all’aria aperta in ambienti naturali. Per questo motivo è bene dotarsi di un antiparassitario adeguato alle zone in cui si vive.

Cosa fare con un Levriero Irlandese

Ha bisogno di passeggiare in ambienti spaziosi e poco trafficati. Saper individuare questi luoghi nei pressi di casa vostra, significa permettergli di correre con le sue ampie falcate mentre voi lo guardate tranquilli. Sapere che nelle zone che scegliete non passano molte persone vi permette, inoltre, di vivere questi momenti con più serenità, perché non rischia di spaventare qualcuno per via delle sue grandi dimensioni.

Insieme a lui potete fare anche trekking in montagna o in collina, perché è un cane che ama scoprire posti nuovi e, generalmente, non ha preoccupazioni legate all’ambiente. Rispetto ad altri Levrieri, apprezza di più il contatto fisico, quindi non stupitevi se vi chiede di fargli spazio sul divano o sul letto e se ama lasciarsi coccolare il testone mentre guardate la tv.

Insieme a lui potete anche organizzare qualche attività di ricerca olfattiva, facendogli trovare un osso, oppure qualche croccantino. Se ne avete l’occasione, potete giocare anche a nascondino, perché il Levriero irlandese, grazie alla sua motivazione di ricerca abbinata a quella affiliativa, sarà davvero felice di ritrovarvi.

Relazione e contesto ideale

Questo grande cane desidera vivere con una famiglia attiva, a cui piaccia trascorrere il proprio tempo libero nella natura e fuori dai contesti urbani. Per fare in modo che sia davvero felice, bisogna assicurargli sufficiente movimento e offrirgli una quotidianità che non preveda troppo tempo trascorso da solo, perché potrebbe risentirne.

Ciò non significa che non sia in grado di aspettare i propri umani a casa con serenità, ma piuttosto che, quando possibile, desidera accompagnarli nelle loro routine, soprattutto se non prevedono la presenza di molte persone.

Se ci si sente adatti a questo tipo di vita, bisogna anche valutare che vivere con un cane da caccia di queste dimensioni rappresenta una grande responsabilità, perché bisogna imparare a conoscere gli ambienti in cui poterlo liberare senza rischiare che rincorra gli animali selvatici. Inoltre, non sottovalutate che potrebbe essere particolarmente impegnativa anche la conduzione al guinzaglio.

In compenso si può stare certi di avere al proprio fianco una sorta di fedele alleato che non avrà bisogno delle vostre attenzioni per tutto il tempo, ma gli basta uno sguardo per sapere come state davvero, nel profondo del vostro animo.

Alla sera, questo grande cane dall’aspetto così sicuro ed elegante, ama trovare spazio tra i suoi umani, sonnecchiando tranquillo e fiducioso di avere sempre a disposizione un’altra avventura.

Una giornata con un Levriero Irlandese

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Quando suona la sveglia, trovate il vostro Levriero Irlandese steso sul fianco del letto ad attendervi. Vi alzate e preparate la colazione, poi vi vestite in fretta per avere più tempo possibile da trascorrere con lui nel bosco dietro casa.

Il vostro Levriero Irlandese, vi aspetta con il muso già proteso verso il cancello che segna il confine del vostro giardino. Per arrivare al boschetto, dovete attraversare un prato dove ci sono molte lepri, quindi gli mettete momentaneamente la lunghina, prestando attenzione ad avvistarle prima che lo faccia lui.

Quando finalmente arrivate nei pressi del fiume, dove sapete che non potrà allontanarsi troppo, lo liberate e lo guardate annusare l’erba intorno a sé, mentre passeggia a qualche decina di metri da voi. Continuate la passeggiata così, attenti a richiamarlo a voi nel caso arrivino persone che potrebbero spaventarsi. Poi tornate verso casa, gli preparate da mangiare e andate al lavoro.

Quando tornate, vi accoglie scodinzolando allegramente e, per prima cosa, aprite la porta che si affaccia sul giardino, spostandovi nel parco insieme a lui. Fate merenda mentre lui annusa ogni angolo del suo prato e poi torna da voi ad appoggiare la sua enorme testa sulle vostre gambe.

Vi scambiate uno sguardo mentre gli grattate il collo e poi tornate dentro a prendere le chiavi della macchina per andare, insieme al vostro cane, verso il paesino che dista pochi chilometri da casa vostra.

Una volta arrivati, lo fate scendere dalla macchina e le persone che vi riconoscono vi regalano un sorriso. Il Levriero irlandese se ne accorge e risponde con una scodinzolata ai passanti, ma restando sempre al vostro fianco. Attraversate le poche vie del centro e arrivate ad un grande parco quasi completamente recintato che, in questa stagione, non viene sfruttato da nessuno.

Insieme al vostro cane trascorrete un po’ di tempo nell’erba, facendo catturare la vostra attenzione dai dettagli dell’ambiente e accorgendovi, ancora una volta, che il suo sguardo segue la stessa direzione del vostro, quasi prevedendo le vostre intenzioni.

Tornate verso casa e gli preparate la cena. Questa sera avrete qualche ospite che il vostro cane conosce bene e avete la certezza che apprezza la loro presenza. Chi viene in visita a casa vostra sa bene che preferite ricevere una chiamata piuttosto che sentire il suono del campanello. Questa strategia, infatti, vi permette di scendere, insieme al vostro Levriero irlandese prima del loro arrivo e accoglierli entrando insieme dalla porta.

Grazie a questo trucchetto, i vostri amici non si spaventano nel trovarselo davanti all’uscio, ma lo incontrano all’aperto, dove incute meno soggezione. Quando gli ospiti se ne vanno, è ormai tardi e il vostro cane non sente la necessità di andare a salutarli, ma si limita ad alzare la testa e guardarli dal suo cuscinone sul pavimento del soggiorno, dove ha trascorso tutta la serata talvolta osservandovi e talvolta sonnecchiando.

Prima di andare a letto, lo chiamate per qualche istante di coccole sul divano e poi vi spostate insieme verso la camera, dove lui torna a sdraiarsi per lungo sul fianco del letto.

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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