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11 Maggio 2023
14:57

Quanti tipi di bracchi esistono?

I Bracchi sono cani da caccia appartenenti al gruppo dei cani da ferma. Questa categoria comprende 12 razze, tutte di origine europea.

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Membro del comitato scientifico di Kodami
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I bracchi sono cani da caccia che appartengono alla categoria dei cani da ferma. Il termine “braccare”, infatti, è sinonimo di cercare ovunque ed inseguire, proprio come fanno molti cani che, fin dall’antichità, sono stati selezionati dall’uomo per farsi aiutare nelle attività venatorie.

Seguendo questa definizione, quindi, con il termine “bracco” si potrebbero definire tutti i cani da caccia ma la cinofilia moderna ha suddiviso ulteriormente i tipi di cani predisposti per questa attività.

Per l’Ente Nazionale Cinofilia Italiana (ENCI) e per la Federazione Cinofila Internazionale (FCI) sono bracchi solo i cani appartenenti a un sottoinsieme dei cani da ferma, chiamati così perché, durante la caccia, si fermano e segnalano la preda ai propri umani con un'inconfondibile postura: muscoli tesi in avanti, sguardo fisso e zampa anteriore alzata.

Vi è poi un ulteriore gruppo di cani dall’aspetto simile a quello dei bracchi, sebbene siano appartenenti ad altre categorie. Queste razze (e incroci di razze) vengono definiti braccoidi e a caratterizzarli sono alcuni aspetti morfologici (ovvero le orecchie pendenti, la forma del muso rettangolare). Ai braccoidi appartengono razze come i Beagle (pur essendo un Segugio), ma anche i Labrador e i Golden Retriever (che appartengono entrambi alla categoria dei cani da riporto).

Ciò avviene perché la catalogazione delle razze di FCI ed ENCI si basa unicamente sull’utilizzo del cane da un punto di vista zootecnico e non tiene conto, invece, delle similitudini morfologiche tra cani che svolgono compiti diversi.

Le caratteristiche dei bracchi

Proprio per le attività per cui sono stati selezionati, i bracchi amano perlustrare, cercare, collaborare con i loro umani e sono anche dotati di una motivazione predatoria piuttosto spiccata che li porta a rilevare anche il minimo movimento della preda. Il loro compito, inoltre, richiede ottime doti collaborative perché lavorano in libertà, spesso, e a stretto contatto con altri cani. Questo aspetto del loro carattere rimane ancora oggi prevalente e i bracchi, infatti, generalmente non sviluppano rapporti conflittuali con i propri simili.

Se gli umani con cui vivono basano la relazione con il cane sul rispetto e sulla fiducia, i bracchi sono cani capaci di dimostrare la profondità della loro motivazione affiliativa, ma se vengono maltrattati o dimenticati in un box fino all'apertura della stagione della caccia si chiudono in se stessi e spengono completamente la  naturale energia che muove il loro corpo e la loro mente. Quando la fiducia è tradita, i bracchi sono profondamente tristi, perché vivono emozioni intense e desiderano condividerle con un umano che sia una vera guida, affidabile e coerente.

Purtroppo, però, come accade a molti cani da caccia, anche i bracchi vengono spesso sfruttati e considerati alla stregua di strumenti di lavoro senza sentimenti, emozioni, bisogni e diritti. Per questo motivo, quando si prende in considerazione di adottare un cane di questo tipo, si può valutare l'opportunità di adottare dai canili della propria zona o attraverso le associazioni rescue specializzate in cani da caccia, che si occupano di trovare una nuova vita per i cani vittime di maltrattamenti o abbandoni.

Tipi di Bracchi

Vediamo quali sono i cani che appartengono a questa "categoria", lasciandoci guidare dalle definizioni degli standard ufficiali, che ne riconoscono 12 razze, tutte provenienti dall'Europa continentale.

Bracco d'Ariège

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Wikimedia Commons

Il Bracco d’Ariège è di taglia medio grande, ha un aspetto vigoroso e robusto, il mantello corto, bianco e macchiettato di arancio chiaro o marrone. Ha una corporatura elegante che, secondo gli esperti, deriva dagli incroci effettuati dall'uomo nel XIX secolo per dargli un aspetto più leggero e vivace. Questa razza rischiò a lungo l'estinzione ma, nel 1990, alcuni appassionati decisero di dedicarsi alla sua sopravvivenza.

Ariège si trova nella Francia meridionale e il Bracco originario di questa zona somiglia, infatti, ad alcune altre razze di Cani da ferma dell'Europa meridionale.

Origine: Francia

Taglia: 60/67 centimetri – 23/30 chili

Bracco d'Auvergne

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Wikimedia commons

Si tratta di una razza molta antica, presente da secoli nella regione della Francia a metà strada tra Lione e Tolosa, nominata Cantal. Secondo gli esperti, per selezionare questo cane sarebbero intervenuti addirittura i Cavalieri di Malta. A caratterizzarlo sono il sua passo elastico e la solidità delle zampe, che gli permettono di correre per un'intera giornata anche sui terreni più impervi.

Ha un mantello corto, non troppo fino e duro, dall'aspetto brillante di colore nero, con pezzature bianche. La testa, generalmente, è nera con una linea bianca sul muso che si estende verso il cranio.

Origine: Francia

Taglia: 53/63 centimetri – 22/28 chili

Bracco del Bourbonnais

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Wikimedia commons

Il Bracco del Bourbonnais, leggermente più piccolo delle due razze precedenti, era famoso un tempo con il nome "cane da quaglia", perché specializzato nella caccia di questi volatili. Ha un aspetto piuttosto rustico, caratterizzato da un mantello fitto, corto e fine che può essere di colore marrone o fulvo con pezzature fitte e particolari chiamate "moschettature".

Questa razza in particolare ha subito una selezione fortemente interessata alle qualità estetiche e ciò ha spinto ad un eccesso di consanguineità tra i soggetti. Per questo motivo, dal 1963 al 1973 non vi fu alcuna iscrizione di Bracchi del Bourbonnais al registro delle razze in Francia. A partire dagli anni Settanta, però, un gruppo di allevatori si incaricò di far ripartire la razza, che oggi viene selezionata in maniera più prudente ed efficace.

Origine: Francia

Taglia: 48/57 centimetri – 16/25 chili

Bracco di Burgos

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© La Asociacion Española del Perro Perdiguero de Burgos ( AEPPB )

Il Bracco di Burgos è anche noto con il nome spagnolo Perdiguero de Burgos. È originario della Spagna settentrionale e, più nello specifico, della Comunità Autonoma della Castilla. La più antica immagine che ritrae un cane simile a questo Bracco è il "Ritratto in abito da caccia del principe Carlo", realizzato da Rafael Mengs nel 1765.

Ha un aspetto davvero inconfondibile, perché il busto è particolarmente solido e compatto. A differenza di altre razze, il Bracco di Burgos viene ancora oggi utilizzato in molte discipline diverse della caccia, dalla punta al riporto. Sebbene sia stato selezionato per le attività venatorie destinate alla piccola selvaggina, ha il coraggio e l'ostinazione tipici dei cani che accompagnano l'uomo nella caccia alle specie di grandi dimensioni.

Origine: Spagna

Taglia: 56/67 centimetri – 20/30 chili (questa razza presenta un evidente dimorfismo sessuale. I maschi hanno il corpo più spesso, mentre le femmine sono di taglia variabile e, in generale, hanno linee più leggere).

Bracco Francese tipo Gascogne

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Il Bracco Francese di tipo Gascogne è originario del Sud Ovest della Francia e dei Pirenei Centrali, dove per secoli è stato selezionato dai cacciatori del posto. La sua storia è stata a lungo legata con quella di un'altra razza simile, ovvero il Bracco Francese tipo Pirenei.

Ha un mantello fitto e fine sulla testa e sulle orecchie. È di colore marrone e bianco, con moschettature e focature sopra gli occhi, sulle labbra e sugli arti. Questa razza, in particolare, è spesso vittima del taglio della coda. Una pratica estremamente dolorosa che, fortunatamente, in Italia è oggi vietata.

Origine: Francia

Taglia: 56/67 centimetri – 25/32 chili.

Bracco Francese tipo Pirenei

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©Enci

L'origine di questa razza risale al XVII secolo e (secondo alcuni) è quindi nato prima ancora del Pointer Inglese, considerato uno degli antenati di molti cani da ferma. Rispetto a molti altri bracchi il tipo Pirenei è più piccolo ed è stato infatti selezionato per essere veloce nel galoppo nelle zone scoscese. La sua zona d'origine è il Sud Ovest della Francia, dove veniva utilizzato anche dai nobili. Rispetto al Bracco di tipo Gascogne, è meno pacato e, nello standard ufficiale viene definito un cane "nevrile".

Il mantello è simile a quello del Bracco Gascogne, ma è più fine e corto.

Origine: Francia

Taglia: 48/52 centimetri – 17/25 chili

Bracco Italiano

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©Enci

Il Bracco Italiano è un cane dalle origini molto antiche, che ha un passato nobile determinato dalla convivenza, durante il Rinascimento, con le famiglie regnanti. Ha un comportamento riservato ma sicuro, elegante e consapevole delle proprie capacità. Ancora oggi, infatti, è considerato un simbolo di stile e ricchezza, oltre che un ottimo cacciatore.

È stato selezionato per essere resistente e capace di affrontare anche gli ambienti meno ospitali, per questo motivo ha una corporatura particolarmente solida, con arti muscolosi e asciutti. A caratterizzare il suo aspetto è anche la pelle, che è particolarmente elastica. Il mantello è corto, fitto e più raso sulla testa, sulle orecchie e sulla parte anteriore degli arti e può essere di colore bianco e arancio, bianco e ambra o bianco e marrone, con macchie più o meno grandi.

Origine: Italia

Taglia: 58/68 centimetri – 30/40 chili

Bracco Portoghese

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©Enci

Il Bracco Portoghese, anche detto Pointer Portoghese, è presente in Portogallo almeno dal XII secolo. Nel XIV secolo era già conosciuto in tutto il paese con il nome più generale di “ Cane da ferma”, veniva allevato nei canili reali e dalla nobiltà per essere usato anche nella falconeria. Solo più tardi divenne piuttosto comune anche tra i comuni cittadini.

È un cane di taglia media, con il pelo corto,  duro e denso, che ricopre tutto il corpo in maniera uniforme, fatta eccezione della zona delle ascelle, dell’inguine e dei genitali, dove è più rado e soffice. Generalmente è di colore giallo nelle sue varie sfumature. Può avere anche macchie bianche sulla testa, sul collo, sul torace e sui garretti. Anche lui, come altri cani di questa categoria è spesso ancora vittima della crudele pratica del taglio della coda.

Origine: Portogallo

Taglia: 52/50 centimetri – 16/27 chili

Bracco Saint Germain

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Wikimedia Commons

Il Bracco Saint Germain è un discendente degli incroci tra il Pointer e alcune razze di Bracchi francesi. Questa razza venne creata intorno al 1830 nei canili reali di Compiègne e, in seguito, a Saint Germain en Laye. Era molto noto fino all'inizio del XX secolo ed era molto numeroso anche nelle prime esposizioni canine dell'epoca. Il club della razza Bracco Saint Germain risale addirittura al 1913

Il mantello è fulvo e bianco e le zampe, solide e muscolose, permettono un galoppo elastico e regolare, selezionato appositamente dai cacciatori che si muovevano nelle ampie pianure del Nord.

Origine: Francia

Taglia: 54/62 centimetri – 25/30 chili

Bracco Slovacco a pelo duro

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Wikimedia commons

Il Bracco Slovacco a pelo duro, il cui nome originale è Slovensky Hrubosrsty Stavac, è stato selezionato negli anni Cinquanta dello scorso secolo e, ad oggi, è ancora poco diffuso al della Slovacchia. La storia di questo Bracco è piuttosto complessa e su molti punti gli esperti ono sono concordi. Ciò che è certo, però, è che nel 1950 o nel 1951, un allevatore dell'allora Cecoslovacchia, di nome Ladislav Greznarik, trovò in una sua cucciolata di Cane da ferma Boemo a pelo ruvido (Cesky Fousek), il quale è solitamente è  marrone o marrone/rossobruno. In questo caso, invece,  aveva il tipico colore grigio del Weimaraner. Il cucciolo venne chiamato Bobi e venne fatto accoppiare con Monika, una Weimaraner importata dall'Austria e da questi due soggetti nacquero i primi Bracchi Slovacchi. La consanguineità, però, inizialmente causò molti problemi di salute a questa razza. Negli anni successivi gli allevatori di Bracchi slovacchi chiesero al Club della razza Weimaraner di riconoscere questo nuovo cane come una varietà, ma non gli venne concesso.

Grazie a questo rifiuto, gli allevatori cominciarono ad incrociare i primi individui con i Drahthaar, con i Pudelpointer e, probabilmente, anche con i Kurzhaar, badando finalmente anche agli aspetti legati al comportamento e alla salute del cane e non solo al suo aspetto. Il mantello è unico nel suo genere, grigio come quello dei Weimaraner, ma ruvido come quello dell'Irish Wolfhound.

Origine: Slovacchia

Taglia: 57/68 centimetri – 25/28 chili

Bracco Ungherese a pelo corto (Vizla)

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Wikimedia commons

Questa razza, nota in Italia con il nome Vizla, deriva dai cani da caccia dei Carpazi e furono le tribù di nomadi a portarla in Ungheria. Figura nei documenti e nelle opere d'arte fin dal XIV secolo e la sua importanza per la caccia è aumentata fino al Settecento. L’allevamento controllato, però, è iniziato solo nel 1920 e la razza è stata riconosciuta dalla FCI nel 1936.

È di taglia media e ha un aspetto elegante in particolar modo per il suo colore particolare tendente al giallo e chiamato semmelgelb. Dopo il Bracco Italiano, è la razza di questa categoria più diffusa in Italia e viene adottato spesso proprio sulla base della sua bellezza, ma è importante ricorda che l'adozione di un cane, in particolar modo per quanto riguarda i cani da caccia, non può basarsi solo sull'aspetto.

Origine: Ungheria

Taglia: 54/64 centimetri – 18/29 chili

Bracco Ungherese a pelo duro/forte (Vizla)

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Wikimedia commons

Si tratta, di fatto, di una variante del Vizla, ma Enci e Fci la considerano una razza a parte. Come il cugino a pelo corto, ha un ottimo fiuto ed è instancabile.

Il suo mantello, ovvero la caratteristica che lo distingue dal Bracco Ungherese a pelo corto, viene definito di tipo "fil di ferro": è forte, fitto e opaco. Ha una lunghezza di circa 2/3 centimetri e può essere di diverse gradazioni di giallo/frumento. Le orecchie hanno, però, una tonalità più scura rispetto al Vizla a pelo corto.

Origine: Ungheria

Taglia: 54/64 centimetri – 16/25 chili

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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