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19 Maggio 2022
8:48

Cani da ferma: le razze e le loro caratteristiche

I cani da ferma si chiamano così perché, durante la caccia, non inseguono la preda, ma si fermano e la segnalano ai propri umani. Le 31 razze di cani da ferma continentali e le cinque razze britanniche costituiscono il Gruppo 7 della classificazione ENCI.

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I cani da ferma sono una categoria di cani da caccia che formano il gruppo 7 della classificazioni ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana). Si chiamano così perché, durante le attività venatorie, il loro ruolo non è quello di inseguire la preda bensì quello di fermarsi e segnalarla agli umani di riferimento assumendo la caratteristica postura con una zampa sollevata, tipica dei Pointer, delle diverse tipologie di Setter e delle numerose razze di bracchi.

Questa categoria di cani si suddivide in due ulteriori sottocategorie che ne definiscono l'origine geografica. La prima e più numerosa è quella dei cani da ferma continentali, a cui appartengono, tra gli altri, i Weimaraner, gli Spinoni, l'Epagneul Breton e il Bracco Ungherese, anche detto Vizla. Alla seconda sottocategoria, ovvero quella dei cani da ferma britannici, invece, appartengono le tre razze di Setter, la variante bianco rossa del Setter Irlandese e il Pointer.

Purtroppo, dai grandi talenti che vengono riconosciuti a questi cani in ambito venatorio, derivano anche molte storie di maltrattamenti e abbandoni. Ancora oggi, soprattutto nelle zone più rurali del nostro continente,  è possibile incontrare le numerose gabbie che contengono cani da ferma costretti a vite indegne, fatte solo di reclusione, solitudine e attività di caccia durante la stagione venatoria.

Nei canili italiani, infatti, non è raro trovare in particolare Setter Inglesi e Pointer che non vengono quasi mai reclamati, dopo essere stati trovati vaganti sul territorio e, per giunta, spesso sprovvisti di microchip. Talvolta vengono abbandonati se considerati troppo anziani per lavorare e, in alcuni casi, vengono addirittura lasciati liberi quando sono ancora cuccioli, se non danno l'impressione di avere le carte in regola per svolgere il proprio ruolo affianco al cacciatore.

Eppure si tratta di cani dalle meravigliose doti relazionali, in grado di regalare emozioni profonde a chi dedica loro le dovute attenzioni e sa arrivare al loro cuore, così sensibile e fragile. Si tratta infatti di cani che vivono le emozioni in maniera particolarmente intensa e, quando soffrono, lo fanno in silenzio, spesso senza farsi notare e senza disturbare gli altri cani del box, con cui difficilmente vivono screzi, perché si tratta anche di cani socievoli, abituati a collaborare con il proprio gruppo.

Proprio per questi motivi, negli ultimi decenni sono sempre di più le associazioni che si occupano di dare una seconda opportunità ai cani appartenenti alle più diffuse razze di cani da ferma nel nostro paese. Prima di adottarli presso un allevamento, quindi, è anche possibile rivolgersi alle cosiddette associazioni rescue, che cercano adozioni per i cani che hanno avuto la sfortuna di condurre un'esistenza di questo tipo.

Le caratteristiche dei cani da ferma

Queste razze sono state selezionate dopo l'avvento delle armi da fuoco e, in genere, sono specializzate nella caccia ai fagiani, alle pernici, alle starne e, più in generale, alla cosiddetta caccia da piuma. Uno dei primi cani appartenenti a questa categoria è il Bracco Italiano, dal quale derivano anche i Bracchi Francesi e, in seguito, tutti i Bracchi europei.

A parte alcune eccezioni, i cani appartenenti al gruppo 7 sono tutti di taglia medio grande e hanno una corporatura solida e muscolosa, adatta alle lunghe ore di lavoro insieme ai cacciatori. Sono dotati di un ottimo fiuto, grazie al quale riescono a scovare le prede e, infatti, hanno quasi tutti anche orecchie piegate verso il basso, in grado di formare una sorta di cono, all'interno del quale viene catturata l'aria quando il tartufo è puntato saldamente al suolo nel tentativo di individuare gli odori. Grazie a questa caratteristica, i cani da ferma sono in grado di recepire maggiormente le piste olfattive degli animali selvatici.

Una volta individuata la preda, il cane da ferma si immobilizza con una delle zampe anteriori sollevate. In questo momento è estremamente elettrizzato per il suo ritrovamento e, infatti, potrebbe anche tremare o fremere. In passato, la postura utilizzata dai cani da ferma era differente da quella che conosciamo oggi e vedeva il cane sedersi sulle zampe posteriori. Proprio da questa posizione, che in inglese è chiamata to sit, deriva il nome dei Setter.

I cani da ferma sono detti anche cani da punta. Dal verbo inglese to point deriva, infatti, il nome della razza Pointer.

Hanno un'ottima motivazione predatoria, ma sono sviluppate anche quella cinestesica e di ricerca. Il loro compito, inoltre, richiedeva di una buona dose di collaborazione, che ancora oggi mantengono nelle relazioni con i propri umani di riferimento, insieme ai quali creano una relazione estremamente profonda e solida, data anche da un'importante motivazione affiliativa.

Amano perlustrare gli ambienti naturali e tendono, quindi, a prendere le distanze quando vengono lasciati in libertà durante le passeggiate. Oltre all'olfatto e al ottimo senso dell'orientamento però, hanno anche un profondo desiderio di tornare dai propri umani, ed è proprio questo fattore a riportarli, generalmente, nel luogo da cui sono partiti.

I cani da ferma continentali

Le razze di origine continentale sono 31 e provengono soprattutto dalla Francia e dalla Germania, ma alcune sono anche di origine italiana, spagnola, olandese, danese, oppure dell'Est Europa.

  • Bracco d'Ariege
  • Bracco d'Auvergne
  • Bracco del Bourbonnais
  • Bracco di Burgos
  • Bracco Francese tipo Gascogne
  • Bracco Francese dei Pirenei
  • Bracco Italiano
  • Bracco Portoghese
  • Bracco Saint Germain
  • Bracco Slovacco a Pelo Duro
  • Bracco Ungherese a Pelo Corto
  • Bracco Ungherese a Pelo Duro
  • Cane da Ferma Boemo a Pelo Ruvido
  • Cane da Ferma Tedesco a Pelo Corto
  • Cane da Ferma Tedesco a Pelo Duro
  • Cane da Ferma Tedesco a Pelo Lungo
  • Cane da Ferma Tedesco a Pelo Ruvido
  • Epagneul Blue de Picardie
  • Epagneul Breton
  • Epagneul Pont- Audemer
  • Epagneul Francais
  • Epagneul Olandese di Drent
  • Epagneul Picard
  • Gammel Dansk Honsenhund
  • Gande Muensterlander
  • Griffone a pelo duro (Korthals)
  • Piccolo Muensterlander
  • Pudel Pointer
  • Spinone Italiano
  • Stabyhound
  • Weimaraner

I cani da ferma britannici

Le razze appartenenti a questa sotto categoria sono molto meno numerose rispetto a quelle di origine continentale e comprendono solo cinque cani di origine inglese o irlandese.

Pointer inglese

Le origini del Pointer Inglese sono molto antiche e, secondo alcuni esperti, si tratterebbe del discendente diretto del Bracco Italiano. Secondo altri, invece, sarebbe legato all'antico Braque Français, uno dei primi cani da ferma francesi. Il Pointer fu incrociato in Inghilterra con il Bloodhound, il Foxhound e diverse razze Levrieri. Secondo alcuni appassionati della razza, alle origini potrebbe essere stato incrociato anche con il Bull Terrier. Al giorno d'oggi, questa razza è estremamente apprezzata per via della sua ferma da manuale, ed è considerato inglese al 100%.

Si tratta di un cane di taglia grande, che può arrivare a pesare 40 chili e 75 centimetri di altezza.

Setter Gordon

Il nome del Setter Gordon deriva da quello dei duchi di Richmond – Gordon di Scozia, ai quali viene attribuita la creazione della razza. Questo cane è anche chiamato Setter Scozzese oppure Black and Tans Setter. Si tratta di una razza nata nel diciannovesimo secolo, probabilmente dall'incrocio tra un Setter Inglese e uno dei più famosi cani da pastore britannici: il Border Collie. Il Setter Gordon è riconoscibile per il suo lungo mantello nero focato ed è, inoltre, il più grande tra i Setter. Può raggiungere, infatti, i 30 chilogrammi di peso e i 65 centimetri di altezza. La sua personalità è più pacata rispetto a quella di altri cani da caccia, ma quando è nel bosco diventa a tutti gli effetti un cane attivo, che ama cercare gli odori e correre libero nei prati.

Setter Inglese

Si tratta di una delle razze più diffuse nel nostro paese. Indubbiamente è tra le più amate dai cacciatori, ma il Setter Inglese trova facilmente spazio anche sui divani di molte famiglie italiane, che lo scelgono per la sua meravigliosa motivazione affiliativa.

Ha bisogno di fare davvero tanto movimento e di uscire di casa anche libero dal guinzaglio, ma se ha la fortuna di vivere con una famiglia in grado di appagare queste sue necessità, una volta tornato tra le mura domestiche mostra davvero la miglior parte di sé, regalando una compagnia molto empatica e un'infinità lealtà. Rispetto alle due razze precedenti, il Setter Inglese è più piccolo e generalmente non supera i 60 centimetri e i 30 chili di peso. Si riconosce per il suo mantello lungo e ondulato, che può essere di colore bianco e nero tendente al blu, bianco e arancio, bianco e marrone, oppure tricolore.

Setter Irlandese Rosso e Bianco/Rosso

Queste due razze di cani sono completamente identiche, se non per i differenti colori del loro elegante mantello. Mentre la versione rossa mogano è piuttosto diffusa in tutto il nostro continente, quello Bianco e rosso è noto solo in Irlanda, ovvero il paese di origine di entrambi. Contrariamente a quanto si potrebbe credere, il Setter Irlandese Bianco e Rosso è la versione più antica tra le due, ma durante i secoli ha rischiato più volte di estinguersi. Questi cani sono molto vivaci e socievoli nei confronti dei propri simili e degli umani, con cui cooperano da tempi remoti: si dice che i Setter Irlandesi accompagnassero i cacciatori ancora prima dell'avvento delle armi da fuoco.

Dal punto di vista delle dimensioni, questo grande cane dal manto lucido, è paragonabile al Setter Gordon, in quanto può raggiungere i  65 cm ed un peso medi di 32 chilogrammi.

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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