1 Gennaio 2023
10:36

Nel 2022 gli animali sono entrati in Costituzione. L’augurio è che nel 2023 dalle parole si passi ai fatti

Nel 2023 sta a noi tutti tenere la guardia alta, ora più che mai durante una pandemia che non si è affatto conclusa e una guerra in Europa che continua a provocare morte, distruzione e costanti minacce. Sarebbe bello certo augurarci solo serenità e pace, dirci un "buon anno!" credendo davvero che così sarà. Invece dobbiamo essere come le sentinelle nei branchi di lupi per proteggerci l'un l'altro, mettere in atto un lavoro di squadra basato sulla collaborazione come fanno i tessitori del deserto e anche operare insieme come fanno i delfini che preferiscono essere altruisti piuttosto che egoisti nell'anno che verrà.

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«La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali». Il 9 marzo del 2022 è una data storica per il nostro Paese e non solo per chi ama e rispetta gli animali: è il giorno in cui entra in vigore la modifica dell'articolo 9 della Costituzione e per la prima volta in assoluto viene cambiato il testo di un articolo contenuto nei primi 12 della Carta in cui sono espressi i valori supremi che rappresentano la nostra società civile.

Dalla sua entrata in vigore il 1º gennaio 1948 e senza dover passare attraverso un referendum costituzionale l'Italia così ha scelto di cambiare il suo volto e lo ha fatto per gli animali e l'ambiente. La svolta è epocale e il 2022 non può non essere ricordato come l'anno in cui le istanze di un intero Pianeta abitato da esseri viventi di tante specie diverse per la prima volta diventano parte integrante del pilastro sul quale si basa la nostra democrazia.

Formalmente è un atto importante, concretamente gli effetti sulla tutela degli animali sono stati pochi e, soprattutto, il testo che è stato licenziato e accettato da tutti i partiti è il frutto di diverse rielaborazioni dovute a posizioni diverse e alla contrarietà da parte di un certo schieramento, Lega in primis che ha combattuto a suon di ben 246 mila emendamenti per non far entrare nel dettato costituzionale la definizione di animali più importante, ovvero considerarli per quello che sono: esseri senzienti.

Del resto quanto siamo ancora lontani da un calare nella realtà quanto oggi la Costituzione ci dice che sia un valore fondamentale da rispettare nel nostro Paese è ciò che è accaduto in questo inizio di legislatura con la Finanziaria licenziata dal governo Meloni in cui la caccia è stata sdoganata anche in aree in cui prima era vietata e l'assenza completa di supporto anche alle famiglie che vivono con animali domestici. Durante la campagna elettorale su Kodami abbiamo analizzato i programmi politici dei diversi partiti e intervistato gli esponenti di ben sette schieramenti e lì dove i rappresentanti di Lega e Fratelli d'Italia hanno ribadito anche a noi che la loro posizione nei confronti della fauna selvatica non sarebbe cambiata, quindi con una certa coerenza avevano confermato che non avrebbero agito in alcun modo per una tutela a prescindere dalla vicinanza affettiva degli esseri umani agli animali, stride tantissimo il non aver mantenuto la promessa più volte ribadita ai nostri microfoni di dedicarsi con attenzione alla relazione tra persone e domestici (vedi intervista a Rizzetto di FdI e Maturi della Lega).

Il futuro che ci aspetta, e non solo nel nostro Paese, dunque non è dei più rosei per chi ha a cuore la vita sul Pianeta in generale e non è una questione di essere animalisti, visto che poi sembra sempre che si riduca a un banalizzare questo termine e non a comprendere che la convivenza sana e rispettosa delle vite che abitano il mondo vuol dire anche e soprattutto la salvaguardia della nostra specie nell'ottica di quella che viene definita One Health, ovvero un'unica salute che riguarda ogni singolo essere vivente e deve mirare appunto alla salvaguardia e non certo a uccisioni indiscriminate, allevamenti intensivi, non vite in gabbie, deforestazioni e continue invasioni umane in territori in cui la Natura sa ancora, per fortuna, fare il suo corso senza il nostro intervento.

Nel 2023 sta a noi tutti tenere la guardia alta, ora più che mai durante una pandemia che non si è affatto conclusa e una guerra in Europa che continua a provocare morte, distruzione e costanti minacce. Sarebbe bello certo augurarci solo serenità e pace, dirci un "buon anno!" credendo davvero che così sarà. Ma invece dobbiamo essere come le sentinelle nei branchi di lupi per proteggerci l'un l'altro, mettere in atto un lavoro di squadra basato sulla collaborazione come fanno i tessitori del deserto e anche operare insieme come i delfini che preferiscono essere altruisti piuttosto che egoisti nell'anno che verrà.

Se quindi non possiamo ancora camminare nel mondo con le braccia aperte perché la strada è lastricata di "bombe" sganciate da chi ancora non ha a cuore l'interesse generale, iniziamo almeno a condividere l'idea che un mondo diverso è possibile e che il nostro futuro, non solo durante un altro anno che ci aspetta, passa necessariamente attraverso la conoscenza e la diffusione di un messaggio univoco: non possiamo stare bene noi se non stanno bene gli altri esseri viventi. 

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Diana Letizia
Direttrice editoriale
Giornalista professionista e scrittrice. Laureata in Giurisprudenza, specializzata in Etologia canina al dipartimento di Biologia dell’Università Federico II di Napoli e riabilitatrice e istruttrice cinofila con approccio Cognitivo-Zooantropologico (master conseguito al dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Parma). Sono nata a Napoli nel 1974 e ho incontrato Frisk nel 2015. Grazie a lui, un meticcio siciliano, cresciuto a Genova e napoletano d’adozione ho iniziato a guardare il mondo anche attraverso l’osservazione delle altre specie. Kodami è il luogo in cui ho trovato il mio ecosistema: giornalismo e etologia nel segno di un’informazione ad alta qualità di contenuti.
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