Dove sono gli animali nei programmi politici del candidati? Alcuni li si vede a occhio nudo, girano sul Pianeta delle promesse elettorali al fianco degli uomini o in rare occasioni e per fortuna anche a debita distanza, a tutela della loro vita in natura e non in stretta dipendenza da noi. Tanti invece non si scorgono nemmeno con il cannocchiale: quasi non esistono per la maggior parte di coloro che agognano per governare il nostro Paese. Infine ce ne sono certi che si fa fatica pure a riconoscerli: o perché semplicemente ridotti a cibo o anche solo perché riprodotti male nel simbolo di un partito.

All'alba di una nuova tornata elettorale abbiamo analizzato i programmi dei partiti che rappresentano i principali candidati a governare l'Italia, cercando quante volte e in che modo – tra le tante o poche parole scritte in cui si dovrebbe racchiudere il senso del loro progetto politico – hanno considerato l'esistenza degli altri esseri viventi.

Un'analisi certosina, nella quale abbiamo scovato se le parole "animali" e "biodiversità" sono citate nei programmi insieme agli argomenti caldi di questa chiamata alle urne e in fondo di ogni elezione: istruzione, fisco, sicurezza, diritti civili, donne, ambiente, energia, lavoro, salute, infrastrutture, digitale, immigrazione e giustizia. Lo abbiamo fatto, però, non per classificare semplici termini ma per leggerli con attenzione e trovare i concetti che, necessariamente, dovrebbero poi essere trasformati in concrete realtà.

La redazione di Kodami è dunque entrata nella "giungla delle elezioni", cercando se qualcuno ha voluto davvero affrontare i grandi argomenti che in tema animale dovrebbero essere appannaggio di chi ci governa. Dal sostegno economico alle famiglie che hanno animali in casa e che ancora subiscono l'onta di vederli considerati come beni di lusso, passando per la commercializzazione di individui e appunto non cose, la gestione del randagismo e dei canili pubblici e fino alle questioni che riguardano le specie selvatiche come la caccia e il bracconaggio che sebbene illegale ancora esiste nel Belpaese e senza dimenticare la sperimentazione animale, la pesca e gli allevamenti intensivi.

Abbiamo così scoperto che in tanti si appendono da una liana all'altra ma pochi sono capaci di vivere non con i piedi in aria ma ben radicati alla terra, in compagnia e soprattutto nel rispetto di altri esseri che vivono nel Belpaese e che hanno lo stesso diritto naturale di homo sapiens di abitarvi.

La politica del dire – e la prevista poca affluenza alle urne, simbolo della disillusione degli italiani, sembra già confermarcelo anche questa volta – difficilmente si trasforma in quella del fare già solo rispetto a tutti i grandi temi sociali, economici e culturali che abbiamo messo sotto la lente di ingrandimento. Purtroppo poi quando si tratta di relazione tra animali umani e non a maggior ragione le aspettative sono ridotte al lumicino rispetto anche alle sole promesse dei politici.

Ma lo scopo di Kodami nell'aver svolto questa analisi è stato quello di voler fornire gli strumenti almeno a quei quattro italiani su dieci che vivono con un animale domestico (ultimi dati del Rapporto Eurispes) e che così, se vorranno, avranno la possibilità di andare alle urne informati davvero prima di mettere la x su un simbolo o su un nome. Stiamo parlando, del resto, di quasi il 50% della popolazione, rappresentativa anche di un numero sempre più grande di persone che in generale sono attente al benessere degli animali a prescindere se vivono in casa con noi o liberi in natura come era emerso anche dall'indagine di Kodami dedicata ai pet mate. 

Riuscire a condividere con i nostri lettori con quanta più chiarezza possibile, ovvero in base a un lavoro di analisi dei dati e dei testi, se e come parlano di animali e biodiversità Partito Democratico, Lega, Fratelli d'Italia, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi – Sinistra, Impegno civico, Forza Italia, Azione – Italia Viva e Più Europa e gli altri partiti ci ha mostrato una realtà frastagliata con rari esempi positivi da mettere in evidenza.

Sorprende tanto il vuoto del partito di centro sinistra principale, il Pd condotto alle urne da Enrico Letta che fa riferimento alla questione animale in modo superficiale, con un vago indirizzo al voler "tutelare i diritti degli animali, rafforzare le sanzioni per il contrasto ai maltrattamenti e potenziare la diffusione delle strutture di accoglienza" senza alcuna proposta concreta in un programma di 37 pagine. Si rimane poi senza nemmeno le parole adatte per un commento costruttivo nel ritrovare una "traccia" di animali che però sono ormai morti tra le parole del programma, ovvero di quelli che sono finiti o finiranno in qualche piatto nel passaggio in cui si parla della filiera alimentare sul tema delle etichettature e della provenienza del cibo.

Dal versante opposto Forza Italia ha quasi dimenticato la grande passione di Silvio Berlusconi non solo per gli animali domestici ma anche nell'aver saputo renderli protagonisti della sua comunicazione politica dal Barboncino Dudù in poi. Nel programma esteso dei forzisti emergono poche parole ma soprattutto pochi concetti e promesse vecchie, anche se purtroppo ancora necessarie ma appunto già fatte da tempo. Slogan più che altro che si riducono nelle solite affermazioni come: "Sostegno all’adozione degli animali in canili e gattili, inasprimenti di pena per coloro che maltrattano e abbandonano gli animali". Frasi che da sempre tali sono rimaste e che si ritrovano anche in altri programmi senza essere legate però ad argomenti esaustivi su come si intende procedere concretamente. Cosa che invece il partito di Berlusconi fa quando gli animali invece servono a noi umani per stare bene ed ecco che allora emerge la volontà pure di fare "promozione della pet therapy a supporto delle persone con fragilità". Forza Italia è anche però l'unico soggetto politico insieme a Più Europa che si è ricordato dell'approccio "One Health" «che connetta la salute degli esseri umani, quella degli animali e la salubrità dell’ambiente».

La leader di Fratelli d'Italia il 28 agosto è stata protagonista di un video di partito in cui si dice «pronta a difendere i nostri animali» e giusto per non essere originali anche lei abusa della famosa frase di Ghandi “La civiltà di un #popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”. Giorgia Meloni nel suo video messaggio ricalca pienamente quanto contiene il programma del suo partito relativamente al rapporto con gli animali. Un programma in cui la leva portante, però, è una netta distinzione tra specie considerate d'affezione e da reddito. Fratelli d'Italia sugli animali domestici non si discosta dall'accordo quadro della coalizione di centrodestra ma, a differenza dei berlusconiani, almeno qualcosa su cosa intende fare la aggiunge: «inasprire le pene per i reati contro gli animali; campagne di formazione e informazione sul loro rispetto; fermare la tratta illegale dei cuccioli provenienti dall’Est Europa; riconoscimento del ruolo sociale e terapeutico degli animali d’affezione». Per i selvatici un'altra citazione, questa volta del filosofo spagnolo José Ortega y Gasset, chiarisce senza dubbio la prospettiva antropocentrica attraverso cui Fratelli d'Italia guarda al mondo animale e all'ecosistema nel suo complesso.

Bisogna finire nelle braccia di Matteo Salvini, che in piena campagna elettorale è andato in visita anche al canile Recano di Napoli, per trovare il programma più articolato relativamente agli animali. La Lega ne fa decisamente uno dei punti principali su cui spende addirittura un intero capitolo dedicato alla "tutela del benessere degli animali". Ma anche gli animali, va da sé, per il Carroccio non sono tutti uguali. La grande attenzione del partito di Salvini è rivolta infatti principalmente a quelli d'affezione, con grandi promesse di inasprimento delle pene per chi li maltratta, li commercia illegalmente e un'attenzione forte al supporto economico per le famiglie che hanno un animale in casa. La fauna selvatica viene citata e considerata invece solo nella prospettiva della filiera agricola e agroalimentare e relativamente ai danni causati dalla proliferazione e nulla si dice sulla caccia, la sperimentazione animale e altri temi in cui il partito non ha brillato per posizioni animaliste, si pensi solo alla raffica di emendamenti perché non entrasse in Costituzione il termine "esseri senzienti" rivolto agli animali in generale. Colpisce, però e bisogna dirlo, che la Lega è l'unico partito che analizza e fa proposte per la gestione del fenomeno del randagismo.

Per trovare una concezione non del tutto antropocentrica, come nei programmi che fino ad ora abbiamo citato, bisogna guardare a sinistra. Alleanza Verdi – Sinistra, infatti, è il soggetto politico rappresentato principalmente da Angelo Bonelli, Eleonora Evi e da Nicola Fratoianni che si è speso molto rispetto alle altre forze politiche su argomenti che vanno dalla fauna selvatica agli animali domestici ma con una attenzione al linguaggio che tiene conto degli animali in quanto appunto soggetti a sé e non solo in funzione degli esseri umani.

I verdi e la sinistra in Italia scrivono chiaramente e sono gli unici a farlo che è ora di: «far sì che gli animali domestici e quelli selvatici non siano più considerati oggetti ma esseri senzienti come indicato nell'art. 9 della Costituzione da poco modificato» e non manca la volontà di istituire un Garante nazionale dei diritti degli animali ma anche di «un Dipartimento presso la Presidenza del Consiglio che unifichi le competenze sugli animali ora divise tra i Ministeri della Salute, della Transizione Ecologica, delle Politiche Agricole, della Cultura». E' presente anche un passaggio corposo sulla sperimentazione animale con un capitoletto nel cui titolo si dice chiaramente che intendono sviluppare politiche rivolte al «superamento» di queste pratiche.

Menzione d'onore meritano infine Movimento 5 Stelle e Più Europa. Il partito dell'ex premier Conte ha presentato un programma conciso ma è pregno di proposte e osservazioni sul mondo animale, esprimendo chiaramente la contrarietà a caccia, bracconaggio e violenze. Dal punto di vista del supporto a chi convive con un cane o un gatto, il M5S propone un "cashback veterinario".

Più Europa di Emma Bonino non è da meno. Il partito ha un'idea precisa sulla soggettività degli animali non umani che si racchiude nel passaggio in cui scrivono: «crediamo che tutti gli esseri viventi abbiano diritto al rispetto delle proprie caratteristiche etologiche e alla tutela dell’integrità psicofisica: per questo riteniamo indispensabile che siano garantite agli animali condizioni di vita rispettose, anche seguendo modalità di custodia che limitino il più possibile la sofferenza e la paura». Nel programma di Più Europa viene esplicitamente sovvertito il principio per cui in virtù di un vantaggio economico, l'animale possa essere abbattuto e non viene operata distinzione tra animali d'affezione e da reddito. Anzi, sono proprio questi ultimi i destinatari della prima promessa elettorale attraverso la limitazione del trasporto di animali vivi, tema più volte affrontato in sede europea e mai all'interno del Parlamento italiano. E' presente infine un passaggio corposo dedicato alla sperimentazione animale con un capitolo nel cui titolo si dice chiaramente che intendono sviluppare politiche rivolte al «superamento» di queste pratiche.

In questo excursus dei programmi, (analizzati singolarmente li potete trovare nei link a seguire, anche con link alle interviste agli esponenti), all'ultimo posto della "classifica" della politica che guarda al mondo animale e che si presenta alle urne per le elezioni del 25 settembre 2022 ci sono ex aequo Iv-Azione e Impegno civico.

Gli animali sono assenti nel programma presentato dalla neonata coalizione nata dal connubio elettorale di Azione e Italia Viva. Sull'interesse di Renzi e Calenda relativamente agli altri esseri viventi c'è davvero poco da dire: gli animali proprio non ci sono nella visione del mondo che verrà per coloro che voteranno i candidati della lista dell'ex premier, semplicemente.

Sul nuovo soggetto politico creato dal fuoriuscito dal Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio si arriva infine a un paradosso che racchiude tutto ciò che a chi rispetta gli animali fa mettere le mani nei capelli. La scelta di un'ape nel simbolo (disegnata in modo errato, oltretutto) e una lunga premessa sull'importanza di questo insetto per richiamare «in prima istanza l’amore per l’ambiente e l’ecosistema, ma anche la coscienza dei rischi del “climate change”» non trova poi grande spazio nel programma. Unica proposta che emerge è la promessa di istituire un Garante Nazionale dei Diritti e del Benessere Animale.

Cari lettori, vorrei così chiudere questo editoriale come se fosse l'inizio di una lettera aperta e foriera dei vostri pareri e commenti e non la conclusione di un soliloquio. Perché ciò che è evidente è che il libro del nostro futuro in relazione con gli altri esseri viventi deve essere ancora scritto e a voi rivolgo un appello invece che alle forze politiche: nessuna rivoluzione può nascere dall'alto, lo insegna proprio la nostra Storia evolutiva dal punto di vista culturale. Sta nelle nostre mani, anzi nelle nostre menti più che nei cuori alzare il tiro delle nostre richieste e trasformarle in azioni per far sì davvero che quella X diventi non un segno sull'ennesima scheda che ci si para davanti ma l'alba di un cammino comune sul ponte della convivenza tra noi e gli altri esseri viventi.

Cari lettori, a tutti noi spetta l'onore e l'onere di cambiare in meglio le vite che abitano il mondo e fare dell'attivismo non una parola vacua di significato la cui colpa è solo dell'establishment ma un fronte comune sul quale ergersi insieme, lontani dalle ideologie, vicini e uniti per raggiungere uno scopo comune.

____________________

Le analisi dei programmi:
Impegno Civico
Azione – Italia Viva
Partito Democratico
Movimento Cinque Stelle
Alleanza Verdi – Sinistra
Forza Italia
Fratelli d'Italia
Più Europa
Lega
Da Unione Popolare a Italexit, gli animali nei programmi dei partiti minori o fuori dalle coalizioni nelle elezioni politiche 2022

_______________

Le video interviste agli esponenti dei partiti:

Giuseppe Conte, Movimento 5 Stelle
Patrizia Prestipino, Partito Democratico

Walter Rizzetto, Fratelli D'Italia
Eleonora Evi, Alleanza Verdi – Sinistra
Manuela Zambrano, Più Europa
Filippo Maturi, Lega
Rita Dalla Chiesa, Forza Italia

_______________

Si ringrazia Slow News che ha creato un documento condiviso in cui è stata data la possibilità a chi ne abbia fatto richiesta di avere un accesso semplificato ai documenti relativi alle elezioni politiche del 2022 (statuti, programmi politici, etc.). Grazie al loro lavoro abbiamo cercato le parole corrispondenti ai temi più importanti all'interno dei programmi, come si può vedere dalla tabella a segurie, per metterle in confronto con i termini di nostro interesse su Kodami: "animali/e" e "biodiversità".