Il Polo Nord è il punto più settentrionale dell'emisfero e comprende il Circolo Polare Artico, composto dall'estremo nord dell'America settentrionale, la Groenlandia, parte dell'Europa settentrionale, dell'Asia e l'Oceano Artico. È un luogo dove le condizioni atmosferiche sono davvero molto rigide e non permettono quindi la presenza di molte specie viventi: si trova infatti proprio nel mezzo dell'Oceano Artico, le cui acque sono costantemente coperte da ghiaccio marino mobile. Le temperature si aggirano intorno ai -50 fino ai -13 gradi centigradi d'inverno, salendo intorno al punto di congelamento verso l'estate. A causa del riscaldamento globale però lo spessore del ghiaccio sta diminuendo e si stima che in pochi decenni l'Oceano Artico sarà sgombro di ghiaccio, il che avrà un effetto a sua volta sul riscaldamento globale, in quanto una minor radiazione solare riflessa può portare a importanti conseguenze sul clima e sulla nascita dei cicloni. Nonostante le condizioni estreme, la fauna artica si è ben adattata a questo ambiente. Ma chi sono gli animali che vivono al Polo Nord? E come resistono al freddo?

Gli adattamenti degli animali che vivono al Polo Nord

Gli animali hanno evoluto una serie di adattamenti per poter sopravvivere in questi posti così inospitali per la vita. Tra questi, una strategia è quella di avere una folta pelliccia che ricopre l'animale e che funge da isolante termico. La pelliccia spesso cambia anche colore rispetto alla stagione, adattandosi così all'ambiente circostante. Molte specie presentano invece un manto di color bianco latte, proprio per mimetizzarsi con il ghiaccio e la neve, e non essere quindi visibili dai predatori. D'altro canto, permette loro anche di attaccare le prede senza essere notati. Infine, uno strato spesso di grasso sottocutaneo è utile a molti animali per isolarsi dal freddo, ma anche per essere forniti delle riserve necessarie per andare in letargo e risvegliarsi quando il clima sarà un po' più favorevole.

Gli animali del Polo Nord

Dagli uccelli ai mammiferi terrestri e marini, ecco alcune delle specie che vivono al Polo Nord:

Orso polare (Ursus maritimus)

L'orso polare vive al Circolo Polare Artico e passa così tanto tempo sui ghiacciai marini, da cui dipende per il cibo, che nonostante possieda arti adattati alla terraferma è considerato un mammifero marino. Si ciba soprattutto di foche, principalmente Pusa hispida e Erignathus barbatus, che sente attraverso l'olfatto e preda direttamente dall'alto del ghiacciaio. La sua folta pelliccia, che svolge la funzione di isolante termico, non è bianca ma è in realtà costituita da peli trasparenti che riflettono la luce solare. È classificato dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature) come "vulnerabile" a causa del cambiamento climatico, che sta portando allo scioglimento dei ghiacciai, l'inquinamento, l'estrazione di petrolio e gas. Per di più presenta un bassissimo tasso riproduttivo che non aiuta di certo la conservazione della specie.

Foca dagli anelli (Pusa hispida)

La foca dagli anelli è una specie che vive nelle regioni artiche e sub-artiche e il nome deriva dal motivo del mantello, che presenta macchie scure circondate da anelli grigio chiaro. Si ciba principalmente del pesce Arctogadus glacialis e crostacei planctonici. È classificata dalla IUCN come specie "a minor preoccupazione" in quanto si contano circa tre milioni di esemplari. Alcune sottospecie però sono presenti in numeri molto più ridotti, come ad esempio la Pusa hispida ladogensis , che è valutata separatamente come vulnerabile e la sottospecie P. h. saimensis valutata invece come in pericolo. Le principali minacce a cui va incontro sono la presenza di contaminanti in acqua, come gli inquinanti organici persistenti (POP), la pesca con le reti, il turismo e il riscaldamento globale che causa perdite dell'habitat ghiacciato stabile, necessario per l'allevamento della prole.

Volpe artica (Vulpes lagopus)

La volpe artica è una piccola volpe che vive nelle regioni artiche dell'emisfero settentrionale, conosciuta per il suo aspetto candido e affascinante. Presenta infatti una pelliccia bianca spessa e calda, con cui si mimetizza perfettamente con l'ambiente circostante in inverno, mentre in estate presenta del marrone lungo il dorso e grigio chiaro intorno all'addome. È un predatore che si ciba di diversi animali come lemming, arvicole, pesci, piccoli di foca dagli anelli e uccelli. Durante il periodo riproduttivo, queste volpi formano coppie monogame e allevano insieme i piccoli. È classificata come "a minor preoccupazione" dalla IUCN in quanto lo stato della popolazione è in buone condizioni anche grazie al declino dell'industria delle pellicce, per cui è stata perseguitata per anni.

Lupo artico (Canis lupus arctos)

Il lupo artico è una sottospecie di lupo grigio (Canis lupus) nativo delle delle Isole Queen Elizabeth in Canada. Presenta un bellissimo manto bianco ed è carnivoro, le cui prede preferite sono i buoi muschiati (Ovibos moschatus) e lepri artiche (Lepus arcticus). È classificato dalla IUCN come "a minor preoccupazione" in quanto la popolazione si è ripresa dopo un calo avvenuto alla fine degli anni '90, dovuto a condizioni meteorologiche sfavorevoli che si sono protratte per ben quattro anni. Dal 1930 inoltre, la sottospecie ha subìto alcune modifiche fisiche, come una riduzione delle dimensioni del cranio, dovuto probabilmente all'ibridazione con il cane (Canis lupus familiaris).

Narvalo (Monodon monoceros)

Il narvalo è un animale così affascinante che è spesso riportato in diverse fiabe per il suo aspetto misterioso e particolare.  La sua caratteristica principale è la presenza di una lunga zanna, che deriva dalla protrusione di un canino, che presentano solo i maschi di questa specie. Vive nelle acque artiche che circondano la Groenlandia, il Canada e la Russia e, oltre al beluga (Delphinapterus leucas), è l'unico rappresentante vivente della famiglia Monodontidae. È un predatore, che si ciba di pesce, e vive in gruppi composti da cinque-dieci, fino a un massimo di 20 individui d'inverno. Dal 2008 è classificato dalla IUCN come "a minor preoccupazione", in quanto le diverse sottopopolazioni hanno un'ampia distribuzione. Le principali minacce a cui va incontro sono la perdita del ghiaccio marino, le attività antropiche, l' inquinamento e le malattie. La specie viene inoltre tutt'ora cacciata da alcune comunità indigene di Canada e Groenlandia per l'avorio e il consumo umano.

Beluga (Delphinapterus leucas)

Il beluga è l'unico rappresentante del genere Delphinapterus e assume una colorazione totalmente bianca, o bianco-grigiastra, verso i sette-nove anni. Una caratteristica distintiva è la presenza di una protuberanza bulbosa posta nella parte anteriore della testa che contiene un organo deputato all'ecolocazione, ossia alla localizzazione degli oggetti tramite gli echi di ritorno dei suoni emessi, importante soprattutto per trovare buchi sotto il ghiaccio dove poter respirare. È una specie migratrice e socievole, che si riunisce in gruppi composti da una decina di esemplari, e vive nell'Oceano Artico e nei mari che circondano il Nord America, la Russia e la Groenlandia. È classificato dalla IUCN come "a minor preoccupazione" in quanto è ampiamente distribuito, e si stima che la popolazione sia superiore ai 200.000 individui. La sottopolazione di beluga che vive nella baia di Cook è però valutata in maniera separata come "in pericolo critico". Le minacce a cui va incontro la specie sono, come per il narvalo, la perdita del ghiaccio marino, le attività antropiche, l'inquinamento, le malattie, ma anche il cambiamento climatico e la caccia per il consumo umano.

Balena della Groenlandia (Balaena mysticetus)

La balena della Groenlandia è l'unico membro vivente del genere Balaena ed è endemica delle acque artiche e subartiche. È famosa per la sua bocca davvero gigante, la più grande di qualsiasi altro animale, che occupa quasi un terzo della lunghezza del corpo. Ma non è l'unico asso che hanno nella manica: è anche tra i mammiferi più longevi, potendo vivere fino a più di 200 anni. La popolazione mondiale della balena della Groenlandia è classificata come "a minor preoccupazione" dalla IUCN, ma le diverse sottopopolazioni sono valutate diversamente, di cui tre "in pericolo ", una " vulnerabile " e una "a basso rischio, dipendente dalla conservazione". La principale minaccia è rappresentata dalla caccia, che ne provocò un forte calo della popolazione fino agli anni '30 in cui è stata vietata grazie a diverse convenzioni internazionali.

Zigolo delle nevi (Plectrophenax nivalis)

Lo zigolo delle nevi è un uccello che si riproduce nell'Artico circumpolare e rappresenta il passeriforme più settentrionale mai documentato. È una specie migratrice, che vive nella tundra artica, e presenta un comportamento monogamo. Il maschio infatti segue la femmina durante il periodo fertile e continua a portarle il cibo durante tutto il periodo di incubazione delle uova. È classificato dalla IUCN come "a minor preoccupazione" in quanto presenta un areale e una dimensione della popolazione estremamente ampia. Le principali minacce a cui va incontro la specie sono il pascolo intensivo, che distrugge gli habitat di foraggiamento dello zigolo, e i cambiamenti climatici. Questi infatti possono portare a primavere più calde, che inducono una riproduzione precoce della specie che non corrisponde al picco di presenza di cibo, causando quindi una minor sopravvivenza dei pulli. Inoltre, temperature più alte potrebbero far arrivare nuove specie nell'Artico che competono con lo zigolo delle nevi.

Sterna artica (Sterna paradisaea)

La sterna artica è una specie migratrice che si riproduce nelle regioni artiche e sub-artiche dell'Europa, dell'Asia e del Nord America. Il viaggio di andata e ritorno consta di circa 70.000-90.000 chilometri all'anno, conferendo a quest'uccello il primato per le le migrazioni più lunghe conosciute nel regno animale. Si nutre principalmente di pesci e invertebrati marini ed è una specie monogama, il cui corteggiamento è particolarmente elaborato. Questo consiste infatti nell'inseguimento del maschio da parte della femmina ad alta quota, seguito da dei doni in cibo, come il pesce, che il maschio offre alla femmina. Successivamente, una volta arrivati a terra, cominciano a pavoneggiarsi letteralmente, fino a che non si circondano l'un l'altro. La sterna artica è classificata dalla IUCN come "a minor preoccupazione" per l'areale ampio di cui dispone. La minaccia principale è rappresentata dal visone americano (Neovison vison) che attacca le colonie e preda i nidi. Inoltre, si stima che la sterna perderà circa il 20-50% del suo habitat per gli sbalzi di temperaturi dovuti alla grossa quantità di anidride carbonica. Infine, l'aumento della temperatura del mare potrebbe portare alla riduzione delle sue prede, diminuendo quindi le risorse alimentari disponibili per la specie.

Oca delle nevi (Anser caerulescens)

L'oca delle nevi è una specie nativa del Nord America, le cui penne e piume possono presentare una colorazione bianca o scura, che vira verso il grigio-blu. Si riproduce in Groenlandia, Canada, Alaska e all'estremità nord-orientale della Siberia. È una specie migratrice che passa l'inverno in territori più caldi, dalla Columbia Britannica al Messico. È una specie monogama, spesso per tutta la vita, e si ciba principalmente di vegetazione come radici, tuberi, foglie e erbe. È classificata dalla IUCN come "a minor preoccupazione" in quanto ha un areale e una dimensione della popolazione molto ampia. In Europa la specie è fortemente in crescita, nonostante la pressione venatoria, e una possibile minaccia in futuro è rappresentata dal cambiamento climatico.

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