I mammiferi marini sono una delle prove più lampanti di quanto sia bizzarra e imprevedibile l'evoluzione biologica. Cetacei, sirenidi, pinnipedi e altri mammiferi partendo da antenati terrestri hanno sviluppato una serie di adattamenti eccezionali che li ha resi perfetti per il ritorno alla vita in mare. Corpi idrodinamici, arti trasformati in pinne, code modificate per la propulsione in acqua e cospicui strati di grasso o folto pelo per permettere un'efficiente termoregolazione. Come i mammiferi terrestri, però, continuano ad aver bisogno di respirare aria, partorire i cuccioli e allattarli. Scopriamo quindi chi sono, come sono fatti e come vivono i mammiferi marini.

La vita è nata negli oceani, ed è lì che ha prosperato e continua ancora oggi a prosperare in tutto il suo splendore. Nel corso del tempo, però, è capitato più volte che alcuni coraggiosi pionieri abbiano dato vita a vere e proprie rivoluzioni biologiche che li hanno portati a sganciarsi dalla vita in mare e a partire alla conquista delle terre emerse. È quello che hanno fatto i tetrapodi circa 365 milioni di fa quando, partendo da qualcosa di molto simile a un pesce dotato di pinne carnose, sono usciti dall'acqua dando il via a quella meravigliosa radiazione adattativa che oggi chiamiamo anfibi, rettili, uccelli e mammiferi. Veniamo tutti da lì, uomo compreso, ma alcuni mammiferi, non contenti del tragitto segnato dai nostri fondatori, hanno deciso di sterzare bruscamente per compiere una temeraria inversione a U e fare ritorno in mare.

Chi sono i mammiferi marini

All'interno della classe Mammalia sono numerose le specie e i gruppi che si sono adattati in maniera indipendente alla vita acquatica e che oggi dipendono interamente dagli ecosistemi marini. La maggior parte delle specie appartengono a tre grossi gruppi:

  • Cetacei, che include balene, capodogli, delfini e orche;
  • Sirenidi, che raggruppa i lamantini e i dugonghi;
  • Carnivori, gruppo molto vasto che include anche i pinnipedi (foche, otarie e trichechi) e altre specie marine;

Cetacei

Un’orca (Orcinus orca) riemerge dall’acqua per guardare fuori dalla superficie. Questo comportamento è chiamato "spyhopping"
in foto: Un’orca (Orcinus orca) riemerge dall’acqua per guardare fuori dalla superficie. Questo comportamento è chiamato "spyhopping"

I cetacei sono tra i mammiferi che meglio si sono adattati al ritorno in mare. Hanno sviluppato, per esempio, un forma del corpo snella e idrodinamica molto simile a quella dei pesci. Questo processo biologico viene chiamato convergenza evolutiva e porta gruppi diversi tra loro (come pesci e mammiferi), ma che vivono nello stesso ambiente e sono sottoposti alle stesse pressioni evolutive, a sviluppare strutture e caratteri molto simili. Gli arti anteriori si sono così trasformati in pinne, quelli posteriori si sono completamente persi e la coda è diventata piatta e larga, formata da due lobi che, come una pagaia, muovendosi su giù permette a questi grossi animali di muoversi all'interno dell'acqua. La quasi totalità dei cetacei è dotata inoltre di una pinna dorsale simile a quella di squali e altri pesci, ha perso completamente i peli e non ha orecchie esterne.

Essendo mammiferi, e quindi dotati di polmoni, anche i cetacei devono periodicamente riemergere per respirare aria. A tal proposito sono equipaggiati con comode narici poste sulla parte superiore del capo da far emergere quando nuotano in superficie. Questo incredibile adattamento alla vita acquatica prende il nome di sfiatatoio.

Sono animali incredibilmente intelligenti e dalle spiccate capacità cognitive. Possono vivere in gruppi complessi, si tramandano conoscenze per via culturale e possiedono dialetti e usanze locali. Il principale strumento di comunicazione dei cetacei è composto da suoni.

Balene e delfini sono animali quasi completamente carnivori e possono rimanere sott'acqua senza respirare per periodi incredibilmente lunghi. Il record appartiene al capodoglio (Physeter macrocephalus), che è in grado di restare immerso e trattenere il fiato fino a 140 minuti.

Si conoscono circa 85 specie di cetacei, che possono essere suddivisi in due grossi gruppi: i misticeti e gli odontoceti.

Misticeti

Una megattera (Megaptera novaeangliae) balza fuori dall’acqua. Questo spettacolare comportamento è chiamato "breaching"
in foto: Una megattera (Megaptera novaeangliae) balza fuori dall’acqua. Questo spettacolare comportamento è chiamato "breaching"

I misticeti sono i cetacei privi di denti, che sono stati sostituite da strutture simili a una spazzola chiamati fanoni. I fanoni consentono di filtrare l'acqua per raccogliere i minuscoli organismi di cui si nutrono questi mammiferi: soprattutto krill e zooplancton.

Vivono soprattutto nelle acque fredde, ma sono in grado di compiere spostamenti e migrazioni straordinarie. La balena grigia (Eschrichtius robustus) compie la migrazione più lunga mai registrata per un mammifero, spostandosi per 23.000 chilometri dal Mare di Okhotsk, tra Russia e Giappone, alla penisola di Baja, in California.

Appartengono ai misticeti balene e balenottere, compreso l'animale più grosso del Pianeta: la balenottera azzurra (Balaenoptera musculus), che può raggiungere i 30 metri di lunghezza e pesare oltre 150 tonnellate.

Odontoceti

Il tursiope (Tursiops truncatus) è uno dei delfini più comuni e conosciuti
in foto: Il tursiope (Tursiops truncatus) è uno dei delfini più comuni e conosciuti

Gli odontoceti sono invece i cetacei provvisti di denti veri e propri. Sono predatori straordinari e incredibilmente agili. Predano soprattutto pesci, calamari, polpi ma anche altri mammiferi o cetacei, come fanno le orche (Orcinus orca), tra i predatori sociali più incredibili del pianeta.

Sono più piccoli delle balene, e alcune specie possono vivere in gruppi sociali incredibilmente complessi e numerosi. Soprattutto i delfini, che possono formare gruppi fino a 1000 individui. Vivono nei mari di tutto il mondo e alcune specie, i delfini di fiume, hanno colonizzato persino le acque dolci.

Gli odontoceti sono dotati di un sofisticato sistema per rilevare gli oggetti in mare chiamato ecolocalizzazione. Proprio come un sonar di un sottomarino riescono a emettere suoni che rimbalzando nell'ambiente sono in grado di restituire forma, dimensione e caratteristiche degli oggetti circostanti, comprese le prede.

Fanno parte degli odontoceti delfini, focene, zifi, orche e il capodoglio.

Sirenidi

Un lamantino (Trichechus manatus) nuota placido nelle calme e basse acque costiere del golfo del Messico
in foto: Un lamantino (Trichechus manatus) nuota placido nelle calme e basse acque costiere del golfo del Messico

I sirenidi sono un piccolo gruppo di simpatici e curiosi mammiferi acquatici erbivori. Sono chiamati anche vacche di mare, e fanno parte di questo gruppo i lamantini e il dugongo. Come i cetacei sono dotati di un corpo idrodinamico, di una coda piatta formata da due lobi e di arti anteriori trasformati in pinne. Sono animali lenti e placidi, che brucano alghe e vegetazione sui fondali calmi di paludi, estuari, fiumi e aree marine costiere poco profonde.

Se ne conoscono quattro specie, una delle quali esclusivamente adattata all'ambiente fluviale:

  • Il lamantino dei Caraibi (Trichechus manatus), diffuso nelle acque costiere del golfo del Messico, del Venezuele e Brasile;
  • Il lamantino delle amazzoni (T. inunguis), la specie più piccola e presente solo nelle acque dolci interne del bacino amazzonico;
  • Il lamantino africano (T. senegalensis), che vive nei fiume tropicali e nelle acque costiere poco profonde dell'Africa occidentale;
  • Il dugongo (Dugong dugon), che ha un'ampia distribuzione che comprende le coste dell'Indo-pacifico;

Tutti i sirenidi sono considerati dall'IUCN in pericolo di estinzione e vengono classificati nella categoria Vulnerabile della Lista Rossa a causa soprattutto della distribuzione e della frammentazione degli habitat e dello sviluppo costiero.

Carnivori

I maschi di elefante marino (Mirounga leonina) possono ingaggiare combattimenti anche molto violenti per il controllo del territorio e dell’harem
in foto: I maschi di elefante marino (Mirounga leonina) possono ingaggiare combattimenti anche molto violenti per il controllo del territorio e dell’harem

Anche nel vasto ordine dei carnivori ci sono specie molto diverse tra loro che si sono adattate alla perfezione alla vita marina. Tra tutti, quello più specializzato è senza dubbio il gruppo dei pinnipedi, un raggruppamento variegato che comprende foche, otarie e trichechi. A differenza di cetacei e sirenidi non hanno completamente abbandonato la terra ferma, e possiamo considerarli mammiferi semiacquatici, dotati di quattro arti trasformati in natatoie adatte sia a nuotare che a camminare.

Si nutrono soprattutto di pesci, molluschi e crostacei e vivono soprattutto nelle zone costiere, che risalgono nel periodo riproduttivo. Il loro rapporto con la terra ferma, infatti, è legato soprattutto alla riproduzione. I pinnipedi, infatti, vivono in gruppi molto numerosi e si radunano in grosse colonie su spiagge, rocce e isole, dove partoriscono tutti insieme i loro piccoli.

Conosciamo 34 specie di pinnipedi divisi in tre famiglie.

Otaridi

Un leone marino di Steller (Eumetopias jubatus) maschio controlla da una roccia il suo harem di femmine
in foto: Un leone marino di Steller (Eumetopias jubatus) maschio controlla da una roccia il suo harem di femmine

Fanno parte di questa famiglia 15 specie comunemente note come otarie o leoni marini. La differenza principale che permette di distinguere le foche dalle otarie sta nel fatto che queste ultime possiedono padiglioni auricolari esterni. Inoltre, a differenza delle foche, tendono a essere più terresti.

Focidi

La foca leopardo (Hydrurga leptonyx) è uno dei predatori più spietati dei mari che circondano l’Antartide
in foto: La foca leopardo (Hydrurga leptonyx) è uno dei predatori più spietati dei mari che circondano l’Antartide

Le foche vere e proprie non hanno orecchie visibili e sono diffuse soprattutto nelle acque fredde dei mari ghiacciati. Se ne conoscono 18 specie, che passano gran parte del tempo in acqua e ritornano sulla terra ferma soprattutto per riposare e dare alla luce i piccoli. Anche nel Mediterraneo è presente una specie di foca, la rara e minacciata foca monaca (Monachus monachus).

Odobenidi

Un gruppo di trichechi (Odobenus rosmarus) riposa su una spiaggia
in foto: Un gruppo di trichechi (Odobenus rosmarus) riposa su una spiaggia

L'ultima famiglia a far parte dei pinnipedi è rappresentata oggi da una sola specie: il tricheco (Odobenus rosmarus). Diffuso nel Mar Glaciale Artico questo grosso pinnipede gregario è caratterizzato da due grosse zanne, presenti in entrambi i sessi, e da vistosi baffi formati da dure setole. Mangia molluschi bivalvi e passa gran parte del suo tempo disteso sulla banchisa.

Altri carnivori marini

Una lontra di mare (Enhydra lutris) nuota sul dorso
in foto: Una lontra di mare (Enhydra lutris) nuota sul dorso

I pinnipedi non sono gli unici carnivori ad aver scelto la vita marina. Ci sono altre tre sorprendenti specie che si sono adattate alla vita acquatica pur non avendo pinne e code specializzate. Sono due lontre e un orso:

  • La lontra di mare (Enhydra lutris);
  • La lontra marina (Lontra felina);
  • L'orso polare (Ursus maritimus);

La lontra di mare vive lungo le coste dell'Oceano pacifico settentrionale. Vive nelle foreste di kelp, dove mangia soprattutto ricci di mare e crostacei, che è in grado di aprire con destrezza utilizzando sassi e rocce. La sua caratteristica principale è la foltissima pelliccia che gli permette un isolamento termico perfetto. In passato è stata a un passo dall'estinzione a causa della caccia diretta ma grazie a mirati progetti di conservazione oggi, seppure minacciata, è in netta ripresa.

La lontra marina, invece, vive lungo le coste pacifiche del Sud America. È una delle lontre più rare e meno conosciute, sono difficilissime da avvistare e si pensa mangino soprattutto granchi e altri crostacei. Purtroppo è considerata a serio rischio di estinzione e la IUCN la classifica come In pericolo nella sua Lista Rossa.

Mamma orso polare (Ursus maritimus) guida i suoi cuccioli tra le lastre di ghiaccio artiche
in foto: Mamma orso polare (Ursus maritimus) guida i suoi cuccioli tra le lastre di ghiaccio artiche

L'orso polare è l'unica specie di orso completamente carnivoro ed è il mammifero predatore più grosso del Pianeta. Vive intorno al circolo polare artico dove caccia soprattutto foche, trichechi. A causa della perdita di habitat causata dai cambiamenti climatici, l'orso polare è classificato come specie Vulnerabile.

Mammiferi marini inaspettati

Il pipistrello pescatore messicano (Myotis vivesi) si ciba quasi esclusivamente di pesci e crostacei che pesca in mare e può essere considerato un vero e proprio mammifero marino
in foto: Il pipistrello pescatore messicano (Myotis vivesi) si ciba quasi esclusivamente di pesci e crostacei che pesca in mare e può essere considerato un vero e proprio mammifero marino

Molte altre specie di mammiferi comunemente considerate terrestri o d'acqua dolce sono in grado di adattarsi agevolmente alla vita marina. C'è una specie, però, che difficilmente riuscireste a considerare come un vero e proprio mammifero marino ed è, inaspettatamente, un pipistrello.

Il pipistrello pescatore messicano (Myotis vivesi), una specie di chirottero che vive nel golfo della California dove cattura pesci e crostacei marini rastrellando con le zampe posteriori incredibilmente grandi il pelo dell'acqua. Quando non sono a caccia riposano tra gli anfratti delle rocce e delle falesie a picco sul mare. Purtroppo, a causa del suo areale molto ristretto e all'arrivo di specie aliene (come ratti e gatti) portate dall'uomo, anche questo mammifero è considerato Vulnerabile.

I mammiferi marini, ritornando alle origini, hanno dato avita ad alcune delle forme, degli adattamenti e dei colori più spettacolari della storia della vita sulla Terra. Sono la prova definitiva che nell'evoluzione mai nulla precluso e tutte le infinite strade, anche a ritroso, sono una possibilità guidata dalla contingenza e dalla selezione naturale.