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Etologa

Insieme all’accoppiamento, il corteggiamento fa parte di quella fase del comportamento sessuale che, usando una metafora etologica alimentare, si definisce “consumatoria”. È la fase dell’azione, insomma, quella che segue la fase “appetitiva”, in cui il maschio e la femmina ricercano individui di sesso opposto, sotto la spinta ormonale e dei feromoni. Quando due animali si corteggiano, si esibiscono in cerimoniali simbolici specie-specifici, in cui ogni azione dell’uno costituisce lo stimolo per la risposta dell’altro. Corteggiarsi è molto importante, perché permette, tra le altre cose, di verificare lo stato sessuale dell’individuo oggetto di interesse, di superare la zona intima, di stimolare la secrezione di ormoni sessuali e velocizzare i mutamenti fisiologici necessari affinché sia possibile l’accoppiamento.

La “danza del pinguino” degli svassi maggiori

Lo svasso maggiore (Podiceps cristatus) è un uccello dal becco lungo e il corpo snello che non è difficile scorgere negli specchi d’acqua un po’ ovunque. Tra tutti gli uccelli selvatici, è forse quello con la parata di corteggiamento più coreografica, al punto di meritarsi l’appellativo di “danza del pinguino”. Il maschio e la femmina rimangono uno di fronte all’altra, in piedi sull’acqua, e pinneggiano rapi­damente per poter mantenere tale posizione. Muovono la testa da un lato all’altro sollevando le penne rosse della cresta e del collare sollevate. Nel becco tengono saldamente fili d’erba, utili per la costruzione del nido, che i due partner si offrono reciprocamente come dono nuziale. Si tratta di una sequenza in cui gli svassi incorporano elementi del comportamento di co­struzione del nido, che in quel momento ritualizzano nel contesto sessuale.

La spirale della morte delle aquile di mare testabianca

Le esibizioni di corteggiamento si sono evolute anche attraverso ritualizzazioni del comportamento aggressivo. L’esempio forse più spettacolare è quello delle aquile di mare testabianca (Haliaeetus leucocephalus) ame­ricane, che, corteggiandosi, compiono una vera e propria “spirale della morte”. Le due aquile calve si librano nel cielo ad alta quota, si afferrano con gli artigli e poi si lasciano cadere rotean­do a spirale, per staccarsi, infine, appena prima di toccare il suolo. Acrobazie specie-specifiche che inglobano i moduli di af­ferramento tipici delle fasi finali della predazione ma anche degli incontri agonistici tra conspecifici.

Il paso doble dei cavallucci marini

Quando un maschio e una fem­mina di cavalluccio marino (Hippocampus sp.) si incontrano danno vita ad un rituale di corteggia­mento che può durare anche diverse ore. Entrambi illuminano i pro­pri colori e poi iniziano a ballare, intrecciando le code e nuotando in cerchio. A un certo punto, la femmina, attraverso una piccola apertura, inserisce prontamente il proprio ovopositore in una tasca incubatrice situata sul basso ventre del maschio, alla base della coda e in pochi secondi vi trasferisce tutte le uova. Da quel momento in poi, il papà si trova a doversi occupare di tutto: feconda le uova col suo sperma, poi nutre e custodisce gli em­brioni, proteggendoli e mantenendoli ben ossigenati, e, infine, li partorisce.

La danza a zig-zag del pesce spinarello

Lo spinarello (Gasterosteus aculeatus) è un piccolo pesce di fiume molto caro agli etologi. Nel periodo degli amori, il maschio si tinge il ventre e la gola di rosso e, cementando materiali vegetali acquatici con muco, costruisce il nido. Quando questo è pronto, inizia a corteggiare le femmine di passaggio e, per convincerne una ad entrare a deporre le uova, si esibisce in una curiosa danza a zig-zag, una ma­zurka veloce in tre tempi: uno zig verso la femmina, una frenata, e uno zag verso il nido. Poi si sdraia su un lato, davanti alla all’ingresso, mostrando il fianco rosso brillante. Quando, finalmente, riesce a far colpo su una spinarella, la invita a casa e fe­conda le uova.

Bibliografia

Pirrone F. Un'etologa in famiglia: Genitori, figli e parenti scomodi nel regno animale. Edizioni Unicopli, 2020, pp. 159.

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