Nel lungo cammino dell'evoluzione gli animali hanno sviluppato diverse strategie riproduttive, e quindi differenti modalità di dare origine alla prole. Tra queste quella più antica e ampiamente distribuita nei vari gruppi animali è l'oviparia. Le specie considerate ovipare sono quelle in cui lo sviluppo embrionale avviene al di fuori del corpo della madre, o per un periodo molto breve all'interno. Gli animali ovipari quindi non partoriscono un piccolo già formato, come facciamo noi, ma depongono un uovo o più uova protette generalmente da un involucro protettivo, quello che si chiama comunemente guscio. L'embrione quindi, durante il suo sviluppo, non riceve le sostanze nutritive direttamente dalla madre, ma si nutre di quelle presenti all'interno dell'uovo, più precisamente nel tuorlo, modalità che viene definita lecitotrofia. Rispetto alla quantità di sostanze presenti la vita embrionale sarà più o meno lunga.

Detta così la definizione può sembrare essere abbastanza semplice, ma bisogna considerare che questa classificazione è stata fatta dall'uomo e, essendo artificiale, non riesce a seguire le infinite sfaccettature della natura. Infatti il biologo Thierry Lodé ha recentemente suggerito di dividere gli animali ovipari in due diverse modalità, prendendo in considerazione anche il tipo di fecondazione. Secondo questa classificazione da una parte vi sono gli ovipari in senso stretto, dove la fecondazione avviene all'interno del corpo della madre e generalmente vi è un'alta quantità di sostanze nutritive nel tuorlo. Dall'altra vi sono i cosiddetti ovulipari in cui la fecondazione della cellula uovo avviene nell'ambiente esterno, come accade per molti pesci, molluschi e artropodi e rappresenta la strategia più antica.

Dopo la deposizione si succede generalmente un periodo di incubazione, in cui le uova devono essere sottoposte a certe temperature per far sì che l'embrione si sviluppi. Le uova possono essere quindi covate, come fanno la maggior parte degli uccelli sedendosi sopra, o messe sotto terra come fanno soprattutto i rettili. Quando avviene la schiusa i genitori si distinguono principalmente in due tipi: quelli che si prendono cura dei piccoli, come fanno gli uccelli, e quelli che invece sono più hippy e lasciano che i figli se la cavino da soli, come fanno la maggior parte dei rettili, anfibi, pesci e invertebrati.

Elenco di uccelli ovipari

Tutti gli uccelli sono ovipari e possono deporre uno o più uova contemporaneamente. Generalmente covano direttamente le uova, cosa che può essere fatta da uno solo dei due partner o da entrambi, a differenza degli anfibi e dei rettili che utilizzano spesso altre strategie. Prima della deposizione gli uccelli devono trovare un ambiente adatto dove deporre le uova, che può essere un nido appositamente costruito o un altro tipo di superficie. Il posto prescelto deve però garantire, per quanto possibile, la sopravvivenza della prole e essere quindi al riparo da intemperie e dai predatori. Dopo la schiusa i piccoli degli uccelli, che vengono chiamati pulli, sono spesso dipendenti dalle cure dei genitori che devono nutrirli finché non saranno pronti a spiccare il volo. Per stimolare i genitori a cibarli, i pulli hanno evoluto delle particolari colorazioni all'interno e al lato del becco che servono proprio per dire ai genitori "è qui che devi farmi mangiare, non dimenticarlo!". Le uova infine possono avere le forme e i colori più disparati rispetto alla specie.

Kiwi (Apteryx sp.)

I kiwi sono un genere di uccelli di origini Neozelandesi che comprende cinque specie diverse. Nonostante siano uccelli, sono inadatti al volo in quanto le ali sono così piccole che è difficile anche vederle. I kiwi sono conosciuti non solo per il loro aspetto buffo e simpatico ma anche per un'altra caratteristica: producono l'uovo più grande in rapporto alle dimensioni del corpo. La femmina infatti, che è più o meno delle stesse dimensioni di una gallina, depone un uovo che può arrivare ad essere il 30% del proprio corpo, circa sei volte quello di una gallina, un po' difficile anche da immaginare. Per poterlo sostenere ha bisogno quindi di moltissime sostanze nutritive e di mangiare tre volte in più rispetto alla normalità nel periodo di maturazione dell'uovo, che dura circa 30 giorni. Dopodiché l'uovo viene covato dai 60 ai 90 giorni, e l'incubazione avviene ad opera del maschio ad eccezione di due specie, Apteryx haastii e Apteryx rowi, in cui i due genitori si alternano. Dato l'alto stress fisiologico della femmina, viene prodotto un solo uovo per stagione riproduttiva, che va da marzo a giugno.

Megapodio delle Molucche (Eulipoa wallacei)

Il megapodio delle Molucche è una specie appartenente alla famiglia Megapodiidae endemica, come suggerisce il nome, delle isole Molucche, un arcipelago di isole indonesiane. Questa specie presenta una modalità molto particolare di deposizione e incubazione delle uova, che lo differenzia dalla maggior parte degli uccelli. Il megapodio infatti non cova le uova, ma le depone di notte e le sotterra in dei territori comuni, generalmente sabbiosi o privi di vegetazione, e caratterizzati da un'alta irradiazione solare. È stato suggerito inoltre che il comportamento che assume durante la deposizione delle uova, così come anche le caratteristiche del sito di nidificazione, può variare e venire influenzato dai cicli lunari.

Pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri)

Il pinguino imperatore vive in uno dei posti più inospitali della terra: l'Antartide. Qui le temperature sono davvero molto basse e possono arrivare addirittura a meno 65 gradi centigradi. Per permettere lo sviluppo dell'embrione l'uovo non può essere deposto sul terreno congelato, e quindi questa specie ha evoluto una particolare forma di incubazione. La femmina quando depone l'uovo lo posiziona sulle zampe e lo porta al maschio. Il momento del passaggio dell'uovo è davvero molto critico: se questo infatti cade e si rompe, l'embrione va perduto e bisogna aspettare la prossima stagione riproduttiva per deporne un atro. Se al contrario il trasferimento dell'uovo ha successo, è il maschio a prendersene cura e lo cova tenendolo sotto la piega della pelle, dove si stima che la temperatura possa arrivare fino ai 35 gradi centigradi, per ben 63 giorni consecutivi circa. La mamma in questo periodo torna invece in mare per riaccumulare le sostanze nutritive perse per lo sforzo della riproduzione, e, quando torna dopo circa due mesi, nutrirà il piccolo rigurgitando quello che ha nello stomaco. A questo punto i ruoli si invertono e il maschio torna in mare per riaccumulare le sostanze nutritive perse durante i mesi di incubazione. Per ogni stagione riproduttiva che avviene verso maggio-giugno, viene deposto un solo uovo, che è uno dei più piccoli del mondo degli uccelli, infatti costituisce solo circa il 2,3% del peso del corpo della madre.

Esempi di rettili ovipari

La maggior parte di rettili sono anch'essi ovipari ma a differenza degli uccelli, generalmente non covano direttamente le uova, ma trovano altre soluzioni per proteggerle come scavare delle buche sotterranee o costruire dei nidi. Per questo motivo per i rettili trovare un ambiente in cui la temperatura è abbastanza stabile è ancora più importante. Infatti i comportamenti di deposizione e costruzione dei nidi possono essere molto diversi nelle differenti specie e variano dal rilasciare semplicemente le uova in un ambiente adatto, alla costruzione di nidi molto complessi. Le uova sono generalmente amniotiche e dotate di un guscio a volte resistente che ne garantisce, per quanto possibile, la sopravvivenza, altre invece più soffice ma coriaceo. I metodi di incubazione delle uova possono essere diversi, e le cure parentali dopo la schiusa sono spesso assenti.

Tartaruga marina (Caretta caretta)

La tartaruga marina Caretta caretta è ampiamente distribuita in tutto il mondo ma rappresenta l'unica tartaruga marina a nidificare sulle coste italiane. Nel mediterraneo le femmine di questa specie depongono le uova tra maggio e agosto. La deposizione, che comprende in media un centinaio di uova, avviene sulla spiaggia dove la femmina scava e sotterra le uova lasciandole poi al loro destino. L'incubazione non è quindi fatta attivamente dalla madre, ma è dovuta alla temperatura della sabbia che permette lo sviluppo embrionale e dura dai 40 ai 65 giorni circa. La cosa interessante è che il sesso dei piccoli dipende proprio dalla temperatura dell'ambiente circostante: se questa è al di sopra dei circa 29 gradi i nuovi nati saranno femmine, al contrario saranno maschi. Le cure parentali in questa specie sono praticamente inesistenti e quando i piccoli fuoriescono dalle uova, che si schiudono contemporaneamente, si dirigono automaticamente verso il mare, e solo alcuni riusciranno a raggiungerlo e cominciare la loro vita marina.

Iguana verde (Iguana iguana)

L'iguana è un rettile che vive in Centro-Sud America dal Messico sino al sud-est del Brasile. Le femmine di questa specie depongono le uova circa 65 giorni dopo la riproduzione e le nascondono per bene. Infatti scavano una buca con gli arti sia posteriori che anteriori, a una profondità che può variare dai 45 cm fino a più di un metro. Quando finiscono di scavare sotterrano le uova con del terreno morbido e poi vanno via, facendo visita successivamente alle uova senza però custodirle. Se i siti di nidificazione sono limitati le femmine possono anche condividere la stessa buca. Le cure parentali dopo la schiusa non sono presenti in questa specie e quando i piccoli nascono, dopo circa al massimo 120 giorni, se la devono cavare da soli.

Esempi di anfibi ovipari

Molti anfibi sono ovipari, ma a differenza dei rettili le uova sono sprovviste di un guscio protettivo solido ma sono ricoperte da una sostanza gelatinosa. Le uova vengono deposte in acqua singolarmente o in cordoni, dato il legame ancora forte di questi animali con l'ambiente acquatico. Anche in questo caso le strategie di incubazione possono essere varie e particolari e i neo-nati possono fuoriuscire sotto forma di larva o di animale già metamorfosato, ossia con le sembianze dell'adulto.

Rospo del Suriname (Pipa pipa)

Il rospo del Suriname è endemico del Sud America settentrionale e dell'isola di Trinidad. La cosa più interessante di questa specie, che l'ha resa anche piuttosto conosciuta, è il particolare comportamento riproduttivo e di incubazione delle uova: quando è il momento giusto, il maschio si aggrappa alla schiena della femmina, la quale comincia a rilasciare le uova non ancora fecondate. Man mano che vengono liberate il maschio le feconda e, mentre lo fa, le "attacca" alla schiena della femmina. Dopo solo qualche ora dall'adesione le uova sprofondano nella pelle della madre e, man mano che lo sviluppo embrionale avanza, la pelle crescerà sempre di più intorno alle uova, che si troveranno inglobate in delle sorte di tasche o cisti, finché, dopo circa 3-4 mesi, non si schiuderanno e nasceranno i piccoli già metamorfosati. Incredibile, vero?

Rana Freccia (Phyllobates terribilis)

È un anfibio che vive nelle foreste delle Ande colombiane. E' una specie molto conosciuta per il colore particolarmente vivace che sta proprio ad indicare a chi vuole mangiarla "attenzione, sono tossica!". Questa rana infatti presenta sulla pelle un alcaloide velenoso, e sembra essere una delle specie più tossiche del mondo animale. La femmina produce meno uova rispetto ad altre specie di rane, circa venti, ma la frequenza di riproduzione è alta, quasi una volta al mese se le condizioni sono favorevoli. La fecondazione è esterna e i neo-nati fuoriescono dall'uovo sotto forma di larve.

Esempi di invertebrati e pesci ovipari

I pesci e gli invertebrati sono per la maggior parte ovipari e la fecondazione è generalmente esterna. La femmina quindi rilascia generalmente la cellula uovo nella colonna d'acqua o nell'ambiente esterno, e viene poi fecondata dal maschio. Le cure parentali sono spesso inesistenti e le uova vengono raramente incubate dai genitori, con qualche eccezione. Esistono infatti alcune specie di pesci che le conservano nella bocca aspettando la schiusa.

Trota comune (Salmo trutta)

È un pesce che vive sia nelle acque dolci che marine. La riproduzione avviene generalmente nel periodo invernale e le uova non ancora fecondate, vengono deposte in piccole buche scavate sui fondi ghiaiosi o sabbiosi. Dopo la fertilizzazione da parte del maschio, vengono sotterrate.

Zanzara comune (Culex pipiens)

La zanzara comune è un insetto che sicuramente tutti conoscono per le punture che danno un prurito fastidioso. Il sangue serve a questa specie proprio per avere il nutrimento sufficiente per deporre e nutrire le uova. Queste vengono poi deposte in gran numero, circa 200, in acque stagnanti e galleggiano attaccate le une alle altre sulla superficie dell'acqua. Dopo la schiusa i neo-nati fuoriescono sotto forma di larva, e dopo aver superato vari stadi di sviluppo, sfarfallano sotto forma di individui adulti.

Esempi di mammiferi ovipari

I mammiferi ovipari comprendono solo l'ornitorinco e la famiglia delle echidne, appartenenti entrambi all'ordine dei monotremi.

Ornitorinco (Ornithorhynchus anatinus)

È una specie semi-acquatica endemica australiana. La riproduzione dell'ornitorinco avviene generalmente tra Giugno e Ottobre e le uova, generalmente da una a tre, si sviluppano prima nell'utero per circa 28 giorni, dopodiché avviene la deposizione e le uova vengono poste in delle buche profonde. L'incubazione dura circa dieci giorni e quando i piccoli nascono vengono allattati dalla madre non dalle tipiche mammelle, ma da dei pori presenti nella pelle.

Echidna istrice (Tachyglossus aculeatus)

L'echidna istrice è una specie endemica dell'Australia con la particolarità, come l'ornitorinco, di deporre uova. La femmina generalmente produce un solo uovo che depone in una tasca cutanea dove avviene l'incubazione. Il piccolo nasce dopo circa 10 giorni e rimane nella tasca per ancora un mese circa dove si nutre del latte prodotto all'interno da degli orifizi. Tutte e quattro le specie viventi della famiglia delle echidne (Tachyglossidae) sono ovipare.

Differenza tra ovipari, ovovipari e vivipari

L'oviparia non è l'unica modalità riproduttiva presente nel mondo animale, ma se ne possono individuare almeno altre due: la viviparia e l'ovoviviparia. Gli animali vivipari, che comprendono diversi gruppi animali tra cui tutti i mammiferi tranne quelli sopracitati, sono quelli in cui l'embrione si sviluppa all'interno del corpo materno e le sostanze nutritive derivano direttamente da questo, modalità definita matrotrofia. L'ovoviviparia invece, comune a alcuni rettili e pesci, è una via di mezzo tra le altre due modalità. Infatti in questo caso lo sviluppo embrionale avviene all'interno del corpo della madre, ma le sostanze nutritive non derivano direttamente da questa ma sono presenti nell'uovo. Lo sviluppo embrionale all'interno del corpo della madre presenta alcuni vantaggi: in questo modo la futura prole è più protetta perché meno esposta ai predatori e a possibili patogeni esterni. D'altra parte la gestazione richiede anche dei rischi per la femmina, che necessita di più nutrimento e può dare alla luce solo un numero limitato di piccoli.

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