Intervista a Sandra Milo
Attrice e conduttrice televisiva
Sandra Milo e Chicco
in foto: Sandra Milo e Chicco

«Gli animali sono come noi, hanno la loro vita e i loro amori. Tutte le specie che vivono su questa terra: umani, animali e anche vegetali meritano rispetto», a parlare è Sandra Milo che in un'intervista a Kodami racconta il suo rapporto speciale con i tanti animali della sua vita. Milo è tra le protagoniste del cinema italiano di sempre: tra le interpreti, insieme a Marcello Mastroianni, del film di Federico Fellini "8½", vincitore di un premio Oscar come "miglior film straniero" nel 1964. Ed è proprio con l'avvio della sua carriera cinematografica che si stringe il suo rapporto con i cani.

Le foto del suo arrivo a Cinecittà la mostrano spesso in compagnia di un barboncino

Ho sempre avuto animali, fin da quando sono venuta a Roma da Milano per provare a entrare nel mondo del cinema. Partii con il mio cagnolino, Fortunello, un barboncino nero che viveva con me in albergo e mi seguiva dappertutto. Non ero la sola, a Cinecittà ero in buona compagnia: anche a Marcello Mastroianni e a sua moglie Flora Carabella piacevano gli animali, e avevano diversi cani. Lo stesso Federico Fellini amava in modo particolare i gatti, ricordo che ne accolse uno cieco al quale proprio per questa sua caratteristica diede il nome di Tiresia, celebre indovino della mitologia greca.

Sandra Milo intervista Kodami
in foto: Sandra Milo e Fortunello

Adesso anche lei vive con un gatto

Sì, si chiama Chicco: è nero e grazie al suo bel pelo lucido somiglia a una pantera. Mangia un po' tanto, ma si sa a volte l'amore porta all'eccesso. In ogni caso abbiamo a cuore la sua salute anche psicologica per questo cerchiamo di esporlo il meno possibile allo stress delle telecamere. Prima avevamo anche un altro gatto, il Certosino Lillo. Sia Lillo che Chicco sono arrivati quando con la mia famiglia vivevamo fuori Roma, in una casa con un ampio giardino; lì i loro genitori li hanno abbandonati e noi li abbiamo accolti.

Oggi ci siamo spostati in un appartamento in città, ma prima c'era un'intera colonia felina che viveva nel nostro giardino. Erano 25 individui e li abbiamo sempre mantenuti e anche sterilizzati con il supporto di un'associazione convenzionata con il Comune. Quando in seguito ci siamo trasferiti in città li abbiamo segnalati a un'altra colonia. Oggi con noi c'è solo Chicco, ma quando lo spazio lo consentiva abbiamo avuto anche sei Pastori maremmani, diversi Shih Tzu, tortore, pappagalli e anche una pecora.

Come, una pecora in giardino?

Sì! Volevano ammazzarla perché aveva una malattia, noi l'abbiamo presa e accudita per anni fino a quando non è morta per cause naturali. La vita ha valore in tutte le sue forme, una cosa che spesso dimentichiamo e che gli animali ci aiutano a ricordare. Anche per educare i miei figli a questi valori ho sempre vissuto con animali. Inoltre, i bambini hanno un rapporto speciale con gli animali: ne sono attratti e meravigliati. Io credo che in qualche modo esista una comunicazione privilegiata tra loro.

Sono tante le battaglie alle quali ha aderito in favore degli animali, una delle più recenti riguarda gli allevamenti di cani e gatti a scopo alimentare in alcuni paesi dell'Asia

Sì, purtroppo i cani in alcuni paesi asiatici vengono allevati a scopo alimentare, per questo ho aderito alla petizione internazionale della Humane Society International che chiede al governo sudcoreano la chiusura definitiva di queste strutture.

Cosa dice a chi parla di "controsenso" paragonando l'alimentazione di carne canina al consumo di animali come ovini e bovini che in Occidente è accettato e difeso come tratto distintivo della nostra identità gastronomica?

Personalmente già da tempo non mangio carne né pesce. Quello dell'allevamento degli animali "da reddito" anche in Occidente resta per motivi culturali una questione molto dibattuta, in cui si rischia di cadere spesso in contraddizione. Tuttavia penso che da qualche parte si debba pur partire per affrontare questo problema e non mi sembra sbagliato iniziare tutelando proprio cani e gatti, animali che hanno con l'uomo un rapporto speciale da sempre. Poi che si debba intervenire anche su come gestiamo il rapporto con le altre specie è certo, pensiamo alla pesca con l'amo: è una sofferenza estrema per l'animale. Oltre ai pesci, anche in Europa ci sono esempi molto crudeli di gestione degli animali anche d'affezione.

A cosa si riferisce?

Parlo delle corse di cani, ancora praticate in alcune comunità in Spagna e in Irlanda. Lì i cani sono usati per le corse o la caccia e poi abbandonati e uccisi quando non sono più utili. È il massimo del cinismo! Il rispetto della vita deve essere uguale per tutti, animali compresi. Inoltre, si tratta spesso di cani molto buoni e mansueti, perfettamente compatibili con la vita in famiglia, ma nonostante ciò sono destinati alla morte o al canile.

Un cane abbandonato che vive in un canile non può essere pienamente felice: anche nella migliore delle ipotesi – in cui ha un riparo confortevole, cibo e cure – gli viene a mancare ciò di cui ha più bisogno: una piena socialità e l'affetto di una famiglia. Soprattutto se ha conosciuto la compagnia dell'uomo questa situazione è molto infelice per lui. Per questo vorrei adottare un levriero spagnolo reduce dalle corse, e dargli quell'affetto che non ha mai conosciuto.

 

L'intenzione di adottare un cane con un simile passato è ammirevole, ma anche molto impegnativa considerato le sfide che porta con sé un individuo con un simile vissuto

A volte, in periodi difficili come questi, la gente si preoccupa solo dei propri guai perdendo sensibilità davanti agli altri. Ma più spesso di quanto pensiamo "gli altri" sono proprio gli animali. Possiamo però riconquistare la nostra umanità impegnandoci a favore di chi non ha voce: così facendo si amano di più anche gli esseri umani. Questo è il momento di tirare fuori la parte migliore che è in tutti noi, per ricordarci che siamo migliori di quanto le nostre azioni non ci facciano pensare. In questo senso, il rispetto delle altre forme di vita è un esercizio di compassione e consapevolezza, importante anche nei rapporti che stringiamo tra esseri umani.

Non solo levrieri spagnoli, lei si è spesa anche per aiutare i cani da combattimento

Sì, per i cani da combattimento la sorte è più o meno la stessa dei Galgo spagnoli, con tutto il bagaglio traumatico che si portano dietro. Allora è possibile adottarli a distanza per permettere loro di essere rieducati con l'aiuto di personale esperto. Animali senza colpa allontanati da tutti per colpa dell'uomo che ha instillato loro odio e l'attitudine alla lotta. È una pratica crudele farli combattere tra loro, e ancora di più che l'uomo possa divertirsi davanti a uno spettacolo di morte.

Inoltre, i cani vanno capiti nelle loro motivazioni, perché spesso derivano dalla selezione operata dall'uomo. L'ho visto con i miei Pastori maremmani, un rapporto non sempre facile.

Si riferisce a un caso particolare?

Sì, in famiglia abbiamo vissuto una situazione simile con Rupe, uno dei tanti Pastori maremmani che abbiamo avuto nel corso degli anni. Aveva un carattere molto forte e certo non era remissivo. In questo bisogna anche pensare alla funzione che nella nostra società hanno avuto: da sempre aiutanti dell'uomo con il compito di vegliare sul gregge per difenderlo dal lupo e dall'orso. Il nostro Rupe aveva un temperamento forte e con pazienza abbiamo provato a inserirlo nel sistema familiare. Non è stato semplice ma non abbiamo mai pensato di allontanarlo: un cane è per la vita, a prescindere dal suo carattere.

Però spessissimo sentiamo parlare di cani aggressivi e non adatti alla vita familiare…

Che sciocchezza! Umani e cani sono prima di tutto individui, e come tali sono tutti un po' buoni e un po' cattivi. Per colpa di questi pregiudizi tanti finiscono nei canili, soprattutto Pitbull, perché le persone li prendono in casa "per moda" ma poi non sono capaci di capirli e accettarli. Quando poi il cucciolo cresce, complice una cattiva educazione, i loro umani li abbandonano. Ma si può cacciare un membro della famiglia perché non ci piacciono le sue reazioni? No. La comprensione e il rispetto per la vita sono valori fondamentali e in questo il rapporto con gli animali ci aiuta a essere migliori.