Membro del Comitato Scientifico di kodami
Istruttore cinofilo CZ

«Mi scusi, il suo è maschio?». Quante volte abbiamo sentito questa domanda, strillata da un capo all’altro della strada, mentre due proprietari si fronteggiano con i loro beniamini al guinzaglio, quasi sempre in tensione. Ci sono differenze nel vivere con un cane maschio o con un cane femmina? Ci sono convinzioni errate o pericolose generalizzazioni sulle quali è opportuno soffermarsi?

Difficile generalizzare tra maschi e femmine

Nella mia vita non c’è mai stato un periodo nel quale non abbia vissuto con almeno un cane. Ho condiviso la mia casa sia con cani maschi che con cani femmine e quello che ho compreso è che non si possono classificare i generi incasellandoli in stereotipi: i maschi sono così, le femmine sono cosà! Si tratta di individui sempre unici e irripetibili, forgiati dalla relazione che intrecciano con noi e l’ambiente, senza naturalmente dimenticare la genetica, che però ha un peso relativo su quello che l’individuo sarà, su come si svilupperà. E non esiste un cane uguale ad un altro, quello che possiamo dire è che ci possono essere delle similitudini, delle somiglianze di genere, spesso molto superficiali, che si ha la tendenza ad amplificare.

Statisticamente però possiamo fare delle considerazioni, perché in effetti, delle differenze ci sono, e senza troppo entrare nelle dinamiche delle diverse fisiologie di genere, il compagno umano di un cane maschio vivrà più di frequente certe situazioni, quello di un cane femmina altre.

Situazioni tipo in cui spesso ci troviamo tutti

Anche i cani, come noi, attraversano differenti periodi della vita che portano con sé cambiamenti radicali causati dal comparto ormonale. Il periodo forse più turbolento, da un punto di vista caratteriale, è l’adolescenza. Forse vi ricordate il periodo dei vostri 16, 17 e 18 anni, o forse se lo ricordano meglio i vostri genitori. Diciamo che in quella fase accadono parecchi stravolgimenti che spiazzano soprattutto coloro che vivono con un cane maschio. Il periodo critico che va dall’anno ai due, con le dovute eccezione – che spesso dipendono anche dalla razza di appartenenza del cane – può trasformare il nostro cane da un amichevole giocherellone a un bullo irruente e attaccabrighe. Evitare questo radicale cambiamento non è cosa facile, soprattutto se il nostro cane non vive in una comunità di altri cani con i quali ha frequentazioni assidue. Non parlo del vedersi ogni tanto all’area cani, intendo frequentazioni giornaliere nelle quali si possono diluire i cambiamenti d’umore e i picchi di assertività adolescenziali. Ecco, questo genere di problemi li hanno soprattutto i proprietari di cani maschi, ma ciò significa forse che i cani di genere femminile non possano avere problemi del genere? No. Ho conosciuto molte femmine intolleranti nei confronti di altre femmine, e altre che non facevano distinzioni di genere: gli stavano tutti sulle scatole.

Le femmine sono più docili?

Si ha la tendenza a considerare i cani femmina più docili, più accondiscendenti, più materne rispetto ai cani maschi. Alle volte questa generalizzazione si è dimostrata addirittura fatale. Il fatto di essere femmina non rende di per sé l’individuo più materno, alle volte nemmeno con i propri cuccioli. Ho assistito alle amorevoli cure di cani maschi nei confronti di cuccioli, addirittura a goffi tentativi di allattarli, mentre, dall’altra parte, a madri totalmente disinteressate ai loro piccoli, se non persino aggressive con loro. Ho visto madri alle quali doveva essere fatta indossare la museruola prima di farle entrare nella stanza dei cuccioli per l’allattamento.

Quello che posso dire è che, se c’è una qualche differenza, almeno dal punto di vista statistico, le femmine tendono a ficcarsi meno nei guai, diciamo che cercano meno lo scontro con altri cani e ometto volutamente qui tutto quello che andrebbe detto in merito alla socializzazione intraspecifica, cosa che sarebbe comunque di grande rilevanza. “Non se la vanno a cercare", possiamo dire: se possono evitano lo scontro ma, se messe alle strette allora le cose possono cambiare in un nonnulla anche per loro.

La pulsione sessuale nel cane maschio

Arriviamo ad uno dei tasti dolenti, che crea, non di rado, problemi ai proprietari, ossia quando una femmina rilascia odori indicando di essere pronta per l’accoppiamento, feromoni che hanno la funzione di attrarre partner sessuali. Il famigerato calore. Nelle femmine di Canis lupus familiaris questo avviene due volte l’anno, più o meno, non sempre in modo regolare. Ecco che chi vive con un cane maschio passerà un periodo alquanto complicato. Infatti il suo cane, che ha ricevuto il messaggio da una femmina del circondario, diverrà irrequieto, inappetente, più irritabile e meno propenso all’interazione amichevole con i cani del suo genere.

Il problema è che non tutte le femmine vanno in calore nello stesso periodo, e se, per caso, in un raggio di due o tre chilometri dalla nostra abitazione, vivono tre o quattro femmine che hanno il periodo del calore non sincronizzato, il nostro maschio potrebbe passarsela alquanto male per la maggior parte dell’anno. Infatti i feromoni sono fatti apposta per essere volatili ed essere recepiti anche a lunghe distanze. Non solo, sarà facile vedere il nostro cane maschio esplorare spasmodicamente tutte le marcature degli altri cani del quartiere e soffermarsi – irremovibile – sull’urina di quelle femmine in calore che hanno lasciato intensi odori a disposizione dei giovanotti della zona. C’è poco da fare. meglio saperlo ed evitare al nostro cane maschio situazioni che rendano tutto più complicato da gestire. Consideriamo che si tratta di un periodo di forte stress e il suo comportamento ne risentirà in modo più o meno evidente. In questi periodi di scombussolamento ormonale si rischia anche di passare qualche notte agitata. La pulsione sessuale, per quanto concerne i nostri cani, è un assillo difficile da gestire.

Il calore del cane femmina

Il periodo del calore della femmina naturalmente genera una serie di problematiche anche per i proprietari delle femmine. In questo periodo non sarà facile fare una bella passeggiata in serenità, infatti la nostra beniamina attrarrà le attenzioni di tutti i cani e potrebbe anche risultare particolarmente irritabile nei confronti delle amiche. Ci sarà anche il momento delle perdite ematiche, solitamente della durata di pochi giorni, ma ci sono femmine che hanno perdite piuttosto copiose.

Subito dopo la fase del calore, alcune femmine possono avere problemi come le “false gravidanze”, o “gravidanze isteriche”. In sostanza il cane si comporta come se ci fosse stato concepimento, sia da un punto di vista fisiologico – ingrossamento del ventre, produzione di latte, inappetenza, nausea, e via dicendo – che da un punto di vista comportamentale – ansia, irritabilità, irrequietezza. Il tutto può durare un paio di settimane e può avere delle conseguenze come la “mastite”, ossia un’infiammazione delle mammelle  che si gonfiano e producono latte anche se non ci sono cuccioli in arrivo o da allattare – questa infiammazione può avvenire anche nelle femmine in lattazione, non sempre causa infezioni.

Ho visto femmine in questa situazione divenire particolarmente irritabili e alcune maniacalmente impegnate a radunare oggetti di vario genere – come per esempio giocattoli, ma anche ciabatte e telecomandi della tv – nella loro cuccia, come se fossero dei piccoli da tener uniti e protetti. Naturalmente è consigliabile interpellare il proprio medico veterinario per scongiurare problemi soprattutto se questa situazione dovesse perdurare a lungo.

C’è comunque da dire che questo comportamento è abbastanza frequente, seppur con livelli di intensità differente, ed è etologicamente previsto. Infatti i cani sono animali gregari e le false gravidanze consentono al gruppo di garantire la sopravvivenza dei piccoli della famiglia, anche qualora la madre non fosse in grado di allattare i suoi piccoli, ecco che le altre femmine della famiglia (branco) possono fare da balie. Succedeva anche a noi, al tempo dei nostri nonni: molte persone sono sopravvissute grazie al fatto di essere state allattate dalle balie del paese.

Maschio o femmina, poco importa!

Che il vostro compagno canino sia un maschio o una femmina, in realtà, poco importa. Non c’è un meglio e un peggio. Forse dovremmo abbandonare un po’ quella mole di stereotipi che applichiamo anche a noi stessi, sollevarci dai pregiudizi, e goderci di più l’avventura con il nostro cane affianco. Sarà comunque un viaggio unico e irripetibile, che ci darà l’opportunità di fare mille scoperte se saremo in grado di restare aperti all’esperienza. Qualcuno ha detto: “La mente è come un paracadute. Funziona quando è aperta!”

I misteri della menopausa e l’importanza delle nonne nel regno animale

Perché accudiamo gli animali?