Affetto e conoscenza. In due parole il senso di una: nonni. Scrigni che custodiscono il ricordo degli eventi passati e pronti sempre a tramandare la loro conoscenza alle nuove generazioni. In un periodo come questo, nel bel mezzo di una pandemia da covid-19, la forza di queste importanti figure familiari cede il passo alla loro fragilità. E ancora una volta, per comprendere l'importanza che hanno non solo nel mondo umano ma anche in quello degli altri animali, ecco che una nuova ricerca dimostra che negli elefanti il ruolo dei maschi anziani è fondamentale e che, per motivi diversi, anche loro non se la passano troppo bene.

La scoperta: i nonni elefanti guidano i giovani

Uno studio recente pubblicato su Scientific Reports dimostra che i maschi anziani di un elefante africano (Lexodonta africana) hanno un ruolo di leadership nei confronti dei giovani, grazie alle loro esperienze e conoscenze, a differenza di quanto si pensava in passato.
La società degli elefanti è infatti di tipo matriarcale e per questo motivo si è sempre dato maggior rilievo alle femmine di questa specie. Le unità di base, infatti, sono composte dalle femmine che vivono insieme ai propri cuccioli, mentre i maschi sono meno gregari e, generalmente, dopo aver ricevuto le cure dalla propria madre, lasciano il gruppo natale e cominciano a viaggiare in solitaria. I ricercatori, arrivati in Botswana, hanno però notato che i giovani maschi erano soliti viaggiare maggiormente in gruppo e che a “capo” di questi gruppi c’erano proprio gli anziani, che possiamo definire come i “nonni” della comunità. Ma qual è precisamente la loro funzione?
I ricercatori suggeriscono che il loro ruolo non sia poi così distante da quello che hanno i nostri nonni con noi: gli anziani guidano il gruppo, perché hanno una maggiore esperienza dell’ambiente e dei rischi ad esso connessi e sono quindi i depositari di conoscenze davvero molto preziose, come ad esempio dove sono le sorgenti d’acqua e di cibo.

Gli elefanti maschi anziani sono a maggior rischio estinzione

Purtroppo questi pozzi di conoscenza sono anche quelli maggiormente minacciati perché, essendo di taglia più grande, sono quelli preferiti sia dai bracconieri per la carne e l'avorio ricavato dalle zanne, sia per l'attività legale di caccia al trofeo. A tal proposito il Botswana ha recentemente annunciato la decisione di ricominciare l'attività di caccia al trofeo e la CITES (Convention on International Trade of Endangered Species) ha rilasciato le quote di esportazione per le zanne da trofeo di 400 elefanti per il 2020. Alla luce delle nuove scoperte la scomparsa di questi elefanti anziani potrebbe avere dunque molte ripercussioni sull'intera società degli elefanti, compresi i giovani.