Alaskan Malamute

L’Alaskan Malamute è un cane primitivo di tipo Spitz di taglia grande che, come molte razze nordiche mantiene un aspetto simile a quello di un lupo e un comportamento che ha origini antiche. Ma a differenza dei Siberian Husky, con cui viene talvolta confuso, il Malamute ha dimensioni superiori e una struttura molto solida e potente.

Questa razza non svolgeva compiti per cui era chiamata a muoversi rapidamente, come facevano i “cugini siberiani” ma ad avere la costanza e la forza per poter resistere a lungo anche durante le intemperie del circolo polare Artico. Il Malamute infatti, viveva insieme ai nomadi, trasportando i loro averi, cacciando gli orsi polari e proteggendo gli ambienti in cui gli umani si insediavano momentaneamente.

Vivere con lui significa conoscerne ed accettarne la particolare storia che ancora oggi è evidente non solo per via del suo folto mantello, ma anche per la sua personalità: un cane fedele, leale e attento. Con il naso, gli occhi e le orecchie sarà sempre pronto a proteggere e difendere il suo gruppo e le sue risorse. Affinché lui si fidi di voi però, dovrà essere certo che la vostra presenza rappresenti un valore aggiunto e insieme non correrete rischi. Se gli dimostrerete che le difficoltà le affronterete l’uno al fianco dell’altro, come nelle spedizioni dell’800 a cui questi cani hanno sempre partecipato, il vostro futuro sarà un’avventura senza limiti.

Origine

Stati Uniti

Standard

Standard N° 243/ 09.06.1999

Gruppo 5 Cani di tipo Spitz e di tipo primitivo.

Sezione 1 Cani nordici da slitta.

Aspetto (dettagli peso e altezza)

L’Alaskan Malamute è un cane di taglia grande che può raggiungere i 40 kg. Per quanto riguarda l’altezza invece, i maschi tendono ad essere leggermente più grandi delle femmine, raggiungendo i 60 – 63 centimetri, mentre le femmine non superano i 58 – 60 e raramente i 35 kg di peso.

Il pelo è di lunghezza media, ma è fitto e dotato di un sottopelo denso dall’aspetto lanoso, in grado di proteggerlo dalle temperature più estreme.

Motivazioni

Affiliativa, comunicativa, perlustrativa, predatoria, cinestesica, territoriale, sociale (manifestata soprattutto verso altri cani nordici) e collaborativa (rivolta agli umani di riferimento e ai propri simili, se ritenuti all’altezza).

Amante di

L’inverno, gli ampi spazi da perlustrare, le corse e le avventure. La sua vita è una spedizione nella tundra. Ama la compagnia del pet mate, con cui si diverte a diventare un burlone, salvo poi riprendere la dignità e diventare agilmente un serissimo guardiano in caso di necessità.

Alimentazione, cura e mantenimento

L’Alaskan Malamute è un cane selezionato per poter sopravvivere in condizioni estreme non solo dal punto di vista climatico, ma anche per resistenza fisica e prestanza. Proprio per questo motivo, tende ad essere un cane robusto e non particolarmente schizzinoso dal punto di vista alimentare. Come molti cani di grande mole, anche lui però rischia di incorrere in patologie come la displasia dell’anca e del gomito.

Non si tratta di un animale adatto ai climi più torridi, per questo motivo sarà importante assicurargli una vita che escluda passeggiate estive sotto il sole delle ore centrali della giornata e soprattutto, evitare di rasare il pelo, il quale ha un’importante funzione di termoregolazione non solo per il freddo, ma anche per il caldo. Bisogna quindi evitare di adottare un cane di questa razza se si vive in luoghi eccessivamente caldi, perché non fanno assolutamente per lui.

Origine e storia

Alaskan Malamute

In Alaska, lo stato più settentrionale degli Stati Uniti, le temperature non faticano a raggiungere i 30 gradi sotto lo zero. Proprio qui, tra i ghiacci al limite del circolo polare artico, gli Inuit nomadi della tribù Mahlemiut utilizzavano i cani per il trasporto dei propri averi. Per svolgere questo compito, i cani dovevano ovviamente essere affidabili e sufficientemente adattabili alle situazioni estreme, come le lunghe battute di caccia all’orso polare o la resistenza alla fame, nei momenti in cui le risorse alimentari erano ridotte.

Il prezzo da pagare per chi non era in grado di sopravvivere a queste condizioni era la morte e quindi è proprio attraverso una vera e propria selezione naturale che si sono delineati i tratti morfologici e caratteriali di questi grandi cani nordici, adatti a una moltitudine di situazioni e dotati inoltre di una grande sensibilità sensoriale, perché bisognava proteggere le risorse ed evitare i rischi di incursioni da parte di altri animali.

Alla fine dell’Ottocento, in Alaska arrivarono gli europei che, interessati a questi grandi cani da trasporto (e non solo), li utilizzarono per trainare l’oro del Klondike. In questo periodo, i Malamute vennero spesso incrociati anche con San Bernardo e Terranova con risultati non sempre eccezionali dal punto di vista estetico. In ogni caso, i cani risultanti da questi incroci divennero protagonisti di numerose spedizioni nei luoghi più remoti del mondo.

Uno dei viaggi più leggendari è stato quello condotto da Sir Ernest Shackleton, il quale racconta l’ambiziosa spedizione della nave Endurance che partì dall’Inghilterra nel 1914, mentre in Europa scoppiava la prima Guerra Mondiale. L’obiettivo era quello di attraversare l’Antartide a scopo esplorativo e scientifico. Insieme a lui e all’equipaggio viaggiavano 69 cani, fedeli compagni di lavoro, che avevano l’importante ruolo di trasportare i materiali e i viveri necessari per il viaggio. Mille peripezie complicarono la famosa spedizione nei territori più meridionali del pianeta: alcuni cani morirono di freddo, altri invece di fame o addirittura di fatica. Gli uomini, stremati dalle dure e severe condizioni di vita, nonostante l’infinito rispetto che nutrivano nei loro confronti della solidità e della forza dei loro cani, prima di tornare in viaggio verso la Georgia del Sud, impossibilitati a portarli con loro, furono costretti ad ucciderli, per evitare che morissero di fame nel gelo del pack pack.

I marinai sopravvissuti ai lunghi mesi di sofferenze, bloccati in ambienti tutt’altro che ospitali, si promisero (o almeno così si legge nei libri che narrano le spedizioni), che al ritorno avrebbero trattato per sempre i loro cani con il rispetto che meritavano, perché avevano sempre fatto il possibile per proteggere e tutelare l’intero gruppo di uomini e cani che tentavano di spingersi oltre i mondi conosciuti.

Nonostante gli incroci avvenuti per scopi legati al lavoro che svolgevano, grazie al lavoro dell’allevatrice Eva Brunelle Seeley,  a partire dagli anni 20 del 900 gli Alaskan Malamute vennero recuperati e, con un importante lavoro di selezione, divennero la razza che conosciamo oggi.

Motivazioni (desideri e bisogni)

Il Malamute è un cane talmente legato alla sua storia genetica che gli ha permesso di sopravvivere di fronte agli ambienti impervi ed è difficile perdere di vista quelle che ancora oggi sono le sue necessità. A svelarle infatti è sia il suo aspetto esteriore che la sua spiccata personalità, di cui ogni spigolo ed ogni dettaglio è legato a qualche richiesta che noi umani gli abbiamo fatto in passato.

Hanno la necessità di trovare le situazioni per esprimere la loro motivazione perlustrativa e cinestesica in ambienti sufficientemente grandi da poter sentire il profumo dell’avventura (come accadeva ai loro antenati in compagnia di Shakleton) e saranno quindi ottimi compagni per le vostre vacanze invernali in una baita sopra ai 2000 metri di quota.

La loro forte motivazione affiliativa potrebbe renderli insofferenti ai lunghi momenti di solitudine, disagio questo che potrebbero esprimere con lunghi e acuti ululati (uno degli strumenti appresi in Alaska per avvisare dei pericoli e utilizzati ancora oggi, anche se decisamente meno apprezzati dagli umani moderni).

La comunicazione degli Alaskan Malamute è fatta di piccoli dettagli, minuscoli spostamenti di orecchie e cambi di espressione che potrebbero risultare invisibili agli umani meno esperti e anche ai cani meno attenti, i quali potrebbero fraintendere il loro nordico minimalismo, generando così malintesi e magari anche litigi. Tanta pazienza e molto tempo trascorso insieme al vostro cane vi aiuteranno a notare, comprendere e anticipare quanto cerca di esprimere e anche questa capacità sarà un ingrediente che renderà più profonda la vostra relazione.

In passato accadeva che venissero lasciati da soli a guardia degli insediamenti momentanei delle tribù e non hanno dimenticato nemmeno questa mansione, che si traduce oggi in una motivazione territoriale che li rende ottimi guardiani ma, esattamente come vale per ogni razza, non significa che possano essere lasciati in giardino da soli: i cani sono animali sociali e necessitano di momenti condivisi con i propri compagni umani, quindi è importante che possano avere accesso anche ai caldi soggiorni, dove ameranno acciottolarsi sui tappeti nelle pose più ridicole, dimostrando quotidianamente che oltre ad amare il loro lavoro, sono anche dei meravigliosi buffoni a cui piace collaborare con noi umani e strapparci un sorriso.

Aspetto fisico

Si tratta di un cane di taglia grande e dall’aspetto particolarmente solido e resistente. Oltre al corpo, anche le zampe, i piedi e i polpastrelli sono robusti e spessi, in modo da potersi muovere senza pericoli o difficoltà anche nella neve alta. Questa razza inoltre, ha un andamento particolare che porta le zampe posteriori a sovrapporre le impronte lasciate da quelle anteriori, in modo da ridurre la fatica degli spostamenti nella neve.

Sebbene la maggior parte dei Malamute non superi i 40 kg, esiste una variante non riconosciuta dall’Enci, chiamata “Giant”, la quale è stata selezionata negli ultimi decenni e porta alcuni esemplari a raggiungere addirittura i 60 kg.

Il mantello è spesso e duro, composto anche da un fitto sottopelo lanoso. I colori variano dal grigio chiaro al nero, passando anche dal marrone, dal rosso scuro e in alcuni casi, soprattutto sulle zampe e sul ventre, dal bianco. La testa ha una forma che ricorda quella di un lupo, il muso è grande e ha potenti mascelle che, talvolta, assumono un’espressività che potrebbe ricordare il sorriso di un essere umano. Le orecchie, in linea con la sua capacità di sentire ogni minimo rumore, sono grandi e gli permettono di essere vigile e riconoscere ciò che potrebbe rappresentare un rischio. Gli occhi hanno una caratteristica forma a mandorla, non sono eccessivamente grandi e generalmente sono color ambra o marroni. Come tutti i cani appartenenti alla categoria degli Spitz, anche il Malamute tiene la forte coda in posizione alta, sia quando è fermo che quando è in movimento.

Cura e salute

Essendo un cane selezionato per poter resistere in situazioni anche molto estreme, questa razza gode di ottima salute e generalmente non presenta particolari problematiche legate a patologie particolarmente diffuse.

Nel momento della scelta del cane, sarà comunque indispensabile informarsi con anticipo e affidarsi ad allevatori esperti che abbiano a cuore la salute degli individui e della razza in generale.

Per quanto riguarda la cura del pelo, basteranno corpose e regolari spazzolate, soprattutto nel periodo della muta, per avere la certezza che il mantello sia in perfette condizioni. Non sarà necessaria la toelettatura, ma se proprio sentite la necessità di intervenire sul mantello del vostro Malamute, assicuratevi di rivolgervi a un professionista che tuteli il suo benessere, consapevole che il pelo è una protezione anche per il caldo ed è quindi indispensabile per tollerare (controvoglia) i mesi di luglio e agosto.

Relazione e contesto ideale

Alaskan Malamute

L’Alaskan Malamute è un cane che sente il desiderio e la necessità di accompagnarsi a persone di cui potersi fidare. Per lui le relazioni sono importanti, basate saldamente sul rispetto reciproco, la fiducia e la coerenza. Insomma, possiamo dire che gli piace sapere cosa potersi aspettare dai suoi umani di riferimento e, se potrà vivere relazioni di questo tipo, restituirà altrettanto rispetto e lealtà.

Questa razza, come abbiamo visto, ama muoversi e ha bisogno di spazio e tempo per poterlo fare, quindi desidera far parte di una famiglia attiva, con cui salire in macchina e spostarsi verso luoghi inesplorati. Meglio ancora se le gite proseguono anche da Novembre a Marzo (i mesi preferiti del Malamute), e i suoi umani si fidano di lui e gli permetteranno di stare libero dal guinzaglio.

Alcune persone insieme ai Malamute svolgono anche attività sportive, come il canicross o lo sled dog, ovvero le corse in slitte trainate da cani, come veniva fatto secoli fa.

Bisogna però ricordare innanzitutto che i Malamute potrebbero essere definiti maratoneti e non centometristi, questo significa che sono più portati per esperienze lunghe piuttosto che per brevi tratti in cui gli venga chiesto di correre a perdifiato.

Inoltre, ogni individuo è unico e non tutti i cani, anche se appartengono a questa razza, amano svolgere gli stessi compiti: lasciatevi quindi stupire da loro e non pretendete di obbligarli a passare il tempo libero svolgendo sport di questo tipo, soprattutto se vi rendete conto che al vostro cane non fa piacere: l’amicizia è anche questo!

I Malamute, grazie alla grande passione che dimostrano per il proprio gruppo di appartenenza, possono vivere anche in compagnia di bambini, a patto che le relazioni con i più piccoli vengano sempre supervisionate dagli adulti e che vi sia rispetto reciproco.

Più difficile invece, potrebbe essere in alcuni casi la convivenza con i gatti che, senza la dovuta socializzazione, per gli individui con la motivazione predatoria più sviluppata, potrebbero essere visti come animali da rincorrere e acciuffare.

Una giornata con un Alaskan Malamute

Il vostro Malamute sta dormendo come sempre steso lungo sul tappeto sotto al divano, ma appena suonerà la sveglia, lo sentirete svegliarsi per correre in camera e balzare felice sul vostro letto. Lì sa che troverà voi e le solite coccole del mattino che in un men che non si dica si trasformeranno in una divertente lotta, al termine della quale sarete pronti per fare colazione mentre lui vi guarderà da sotto il tavolo, controllando i movimenti di tutti i componenti della famiglia.

Sa benissimo che tra poco arriverà il suo momento: la passeggiata del mattino insieme a voi. Purtroppo in un contesto che però non gli permetterà di muoversi libero dal guinzaglio perché le vie della città non sono abbastanza ampie e sicure per concedergli le corse che vorrebbe fare. Ma il Malamute accetta volentieri questo compromesso, perché ha visto che avete preparato lo zaino e quindi sa che oggi è uno di quei giorni della settimana in cui vi prenderete il tempo per uscire dagli ambienti urbani insieme a lui e raggiungere luoghi freschi e spaziosi dove permettergli di correre finché avrà la lingua lunga fuori dalla bocca e stampata sul muso un’espressione soddisfatta difficile da fraintendere.

Non avrete problemi a sganciarlo in un posto così perché quando era ancora un cucciolo, l’educatore cinofilo vi ha aiutato a lavorare sul richiamo, sapendo che l’odore di qualche animale proveniente dal bosco può interessarlo a tal punto da allontanarsi da voi.

Dopo una lunga corsa perlustrativa, lo vedrete inchinarsi con le zampe anteriori lunghe davanti al muso, avvicinarsi a voi e invitarvi a rincorrerlo, per poi tornare ad allontanarsi, magari addirittura con la neve fino al collo. Non servirà portare  particolari giochi o oggetti perché sapete che per lui la grande gioia sta proprio in questi momenti. E anche per voi è così: non c’è nulla di più bello di un Malamute che perde la sua serietà e la sua dignità (quella che mostra nelle passeggiate urbane del mattino) e diventa immediatamente un burlone che grazie al forte legame che vi unisce sa godere di ogni vostro sorriso.

Sta diventando buio e, insieme tornate alla macchina. Il vostro Malamute salterà nel bagagliaio e comincerà subito a dormire. Arrivati a casa, come sempre vi stupirete del fatto che il suo mantello sia già di nuovo asciutto e andrà da ogni componente della famiglia ad annusarlo e salutarlo, per verificare come sta il suo gruppo. Bambini e adulti gli regaleranno le solite coccole che apprezzerà e si accascerà senza alcuna delicatezza al suolo, chiedendo con la zampa e con lo sguardo un altro grattino.

La cena è pronta per tutti e dopo mangiato, lui tornerà ad acciottolarsi sul tappeto sotto al divano, con un orecchio sempre in allerta perché ovunque voi siate sarà pronto a proteggervi dall’arrivo degli orsi polari.