A cura di Laura Arena
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Veterinaria esperta in benessere animale

La sterilizzazione del cane di famiglia è un argomento molto complesso nell’ambito della medicina veterinaria di base e sempre più dibattuto tra i pet mate e tra chi, in diversa misura, lavora coni cani.

Nello specifico tratteremo la sterilizzazione della cagna che prevede una chirurgia di routine le cui relazioni con l’insorgenza o la protezione da malattie o altri problemi di salute e il comportamento animale sono costantemente riviste e aggiornate nell’ambito scientifico.

Ma, partendo dagli albori, cosa vuol dire sterilizzazione?

Cos'è la sterilizzazione chirurgica nel cane femmina?

Con il termine sterilizzazione si intende la procedura chirurgica che, tramite l’asportazione delle sole ovaie o di ovaie e utero, ha lo scopo di impedire la riproduzione. I termini tecnici che i pet mate che ci leggono potrebbero ascoltare dai veterinari dei propri compagni animali sono rispettivamente ovariectomia e ovario-isterectomia. In assenza di necessità specifiche, come nel caso di patologie uterine, si svolge (ed è consigliata) solo l’ovariectomia.

Ma in che modi possono avvenire queste procedure chirurgiche? L’intervento di asportazione delle ovaie può avvenire in due modi: in laparotomia o in laparoscopia, mentre l’asportazione di ovaie e utero avviene in laparotomia.

La laparotomia prevede l’incisione di cute e muscoli dell’addome a livello della linea alba (al centro della pancia del cane per intenderci), l’apertura della cavità addominale ed il successivo isolamento ed asportazione degli organi interessati.

La laparoscopia è invece una chirurgia mini-invasiva; due piccole incisioni vengono fatte ai lati dell’addome, all’incirca in corrispondenza dell’ovaio dello stesso lato. La laparoscopia permette quindi di evitare una apertura più invasiva dell’addome e minimizzare la manipolazione degli organi interni e del legamento che sostiene l’ovario, riducendone quindi le infiammazioni, e consente di ridurre i tempi di recupero post-operatori dell’animale ed evitare la gestione della ferita chirurgica, anche tramite l’utilizzo di quegli strumenti infernali come il collare Elisabetta o le tutine protettive.

Abbiamo quindi descritto in breve il perché la laparoscopia è preferibile alla laparotomia, ma perché e quando orientarsi verso la sterilizzazione del proprio cane? Quali sono i suoi vantaggi e i suoi svantaggi?

In risposta a questa domanda esistono numerosi luoghi comuni e numerose affermazioni scientifiche che, con l’avanzare della ricerca, sono state riviste. C’è anche da dire, però, che non esiste sempre una risposta univoca e che le valutazioni vanno fatte sul singolo individuo.

I pro e contro della sterilizzazione del cane femmina

Una delle motivazioni principali per cui un compagno umano sceglie la sterilizzazione per la propria cagnolina è l’eliminazione del rischio di gravidanze indesiderate. Queste sono la principale causa dell’abbandono di animali o causano profonde difficoltà generate dalla necessità di sistemare i cuccioli. Queste cucciolate vanno inoltre a sottrarre la possibilità per le migliaia di cani di canile di essere adottati.

Nell’ambito familiare, e da un punto di vista prettamente umano, la sterilizzazione elimina il disagio delle perdite ematiche durante il periodo del calore e, in alcune circostanze ambientali, il raduno di cani maschi attorno a casa, tentativi di intrusione o tentativi di fuga, almeno due volte all’anno.

Da un punto di vista medico, il vantaggio della sterilizzazione è l’eliminazione assoluta di tutte le patologie a carico dell’apparato riproduttore, come ad esempio i tumori e cisti ovariche, iperplasia e prolasso vaginale, o le infezioni dell’utero come la piometra. Vi è inoltre protezione dai i problemi ormono-dipendenti come la pseudogravidanza, o gravidanza isterica.

La sterilizzazione ha anche degli svantaggi. Può generare incontinenza urinaria che può manifestarsi pochi mesi dopo l’intervento o comparire a distanza di tempo, di solito entro i 3 anni dalla chirurgia. Sono maggiormente colpite le cagne sopra i 20 kg di peso e in sovrappeso, ed alcune razze come Boxer, Dobermann, Rottweiler. Ad ogni modo la sterilizzazione dopo il primo calore ne dimezza il rischio di insorgenza.

Negli ultimi anni la comunità scientifica ha incentrato molti studi sulla relazione tra la sterilizzazione e l’insorgenza di neoplasie in genere. Abbiamo visto che questa procedura può ridurre il rischio di alcune neoplasie mammarie, e annullare il rischio di neoplasie uterine e ovariche, ma può aumentare il rischio di insorgenza di altre, come ad esempio il linfoma.

Studi condotti su razze specifiche, come i Golden Retrivier ci dicono come il rischio di sviluppare linfomi, mastocitomi ed emangiosarcomi della milza raddoppia nelle femmine sterilizzate rispetto alle femmine intere. Le stesse affermazioni non valgono però per altre razze, come Labrador e Pastori Tedeschi, con dati che ne confermano la tendenza, ma con percentuali molto diverse. L’osteosarcoma è un’altra neoplasia la cui incidenza viene favorita dalla sterilizzazione, soprattutto in alcune razze, come il Rottweiler.

La sterilizzazione può avere anche un effetto sulle malattie ortopediche come la rottura del legamento crociato o la displasia di anche e gomiti, specialmente in cani di razza e se la sterilizzazione è effettuata prima del primo calore. Un dato interessante è che gli stessi risultati non sono stati ottenuti su popolazioni di cani meticci.

Cosa dicono gli studi sulla sterilizzazione 

Mentre gli aspetti appena descritti sono indiscutibili, trattare altre tematiche non è poi così semplice. Vi sono dei vantaggi che sono stati storicamente presentati come tali e che studi scientifici hanno rivisitato. Il classico esempio è quello dell’effetto della sterilizzazione sullo sviluppo dei tumori mammari. Fino a qualche anno fa si sosteneva che la sterilizzazione abbattesse questo rischio del 99,5% se veniva effettuata prima del primo calore, del 92% se fatta tra il primo e il secondo calore, del 75% dopo il secondo e dello 0% se il cane veniva sterilizzato in età adulta.

Queste percentuali tanto specifiche sono ormai state superate. Entrano infatti in ballo tante variabili, tra cui la differenza tra tumori ormono-indotti e non. Ad esempio, la sterilizzazione ridurrebbe solo il rischio dei tumori indotti da estrogeni e progesterone, ovvero i benigni, ma solo alcuni dei maligni.

Nonostante il nesso causale tra sterilizzazione e annullamento del rischio di tumori mammari sia stato superato, è vero che una certa associazione esiste; le femmine non sterilizzate hanno una probabilità tra 3 e 7 volte più alta rispetto a quelle sterilizzate.

Anche l’effetto automatico della sterilizzazione sull’insorgenza dell’obesità è stato rivisitato. È vero che la sterilizzazione favorisce l’accumulo di tessuto adiposo ed in parte aumenta l’appetito, ma l’obesità non ne è una necessaria conseguenza. È molto importante che i pet mate stiano attenti ad un opportuno regime alimentare e un corretto razionamento del cibo, come anche all’attività fisica del cane.

Gli effetti della sterilizzazione su comportamento e longevità

Questo è un argomento che ultimamente interessa sempre più. Possiamo in primis confutare la semplicistica affermazione per cui dopo la sterilizzazione l’animale cambia carattere. Certamente la procedura elimina, o riduce, i comportamenti sessuali ma non cambia il carattere del cane.

Per quanto riguarda l’aggressività vi è però una certa relazione tra un aumento dell’aggressività nella cagna sterilizzata, specialmente se l’intervento avviene in giovanissima età e soprattutto se l’animale aveva già manifestato tendenze alla aggressività, che può essere esasperata.

Per questo motivo è importantissimo che la decisione se e quando effettuare la sterilizzazione venga valutata anche in presenza di un esperto del comportamento del cane. Specialmente nei casi di animali che abbiano manifestato disagi emotivi o reattività.

Entriamo in un tema caldo, l’effetto della sterilizzazione sulla longevità. Su questo il mondo accademico è concorde, gli animali sterilizzati vivono più a lungo rispetto agli animali interi. Per l’esattezza circa il 15% in più per i maschi e il 25% per le femmine. Uno studio pubblicato nel 2013 su una popolazione di 70 mila cani nell’arco di 20 anni, ha confermato che gli animali sterilizzati vivono più a lungo e che hanno un bassissimo rischio di morire per infezioni, traumi, malattie vascolari e degenerative.

Sterilizzare o no?

Da questo quadro complesso, in cui entrano in gioco protezione e predisposizione a problemi di salute, età, comportamento e razza dell’animale, traspare come la decisione se e quando fare la sterilizzazione non sia facile.

E quindi che fare? Il consiglio è di ponderare la decisione valutando la razza, la taglia, il comportamento, lo stile e l’ambiente di vita e, solo dopo, assieme al veterinario di fiducia e a un veterinario esperto in comportamento (specialmente in alcuni casi), prendere la decisione.

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