A cura di Laura Arena
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Veterinaria esperta in benessere animale

Sono sempre più numerose le notizie relative all’abbandono di gatti adulti e di cucciolate o di gatti randagi in un cattivo stato di salute. La sterilizzazione dei gatti randagi è un obbligo di legge ed è la chiave nella gestione della crescita demografica della popolazione felina e permette di mantenere un quanto più alto stato di salute e di benessere degli animali.

L’ordinamento giuridico italiano, tramite la Legge quadro 281 del 1991 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo definisce i gatti randagi “animali liberi”, che devono essere organizzati sul territorio in gruppi, definiti colonie feline. Anche un solo individuo può costituire una colonia. I gatti liberi di colonia devono quindi, per obbligo di legge, essere tutti sterilizzati.

È bene ricordare che la 281/91, in quanto legge quadro, lascia alle Regioni il compito di determinare i dettagli della disciplina. Pertanto, le disposizioni anche in materia di colonie feline, sono diverse a seconda della Regione considerata.

Chi deve sterilizzare i gatti randagi?

La gestione della popolazione di gatti liberi e quindi delle colonie, avviene in primis tramite le sterilizzazioni e spetta alle autorità competenti. Le sterilizzazioni vengono effettuate dai Servizi Veterinari pubblici, ovvero dai veterinari delle Aziende Sanitarie Locali (ASL). Spesso i Comuni, per la sterilizzazione dei cani randagi e dei gatti liberi, possono stipulare delle convenzioni con cliniche o ambulatori veterinari privati.

I gatti da sterilizzare vengono catturati dal territorio e condotti negli ambulatori. Mentre per i cani esistono dei veri e propri servizi di cattura, spesso gestiti dalle stesse ASL o da imprese contrattate dal Comune, lo stesso non vale sempre anche per i gatti. In alcune circostanza, gli stessi servizi offrono catture anche per i felini, ma non sempre. Nel mondo felino, un ruolo importante ce l’ha il volontariato, essendo particolarmente attivo nella cattura dei gatti da condurre poi negli ambulatori per la sterilizzazione.

Nel momento della sterilizzazione, i gatti devono anche essere identificati mediante microchip e per essere riconoscibili anche macroscopicamente tutti i gatti di colonia sono identificati anche tramite il taglio, non superiore ai 7 mm, della punta del padiglione auricolare. A tal riguardo, specifiche indicazioni sono fornite dal Ministero della Salute. Dopo l’intervento chirurgico i gatti devono essere rilasciati nel preciso luogo della cattura o presso il gruppo al quale appartengono.

Ricordiamo che è vietato per legge rimuovere o spostare i gatti liberi dal territorio se non per motivi prettamente di salute dell’individuo o nel caso di incompatibilità con la vita in libertà. Quindi, una volta catturato e sterilizzato, l’animale deve tornare sul territorio di provenienza. Una volta sterilizzato, è fatto assoluto divieto per un cittadino di portare il gatto a casa o “trasformarlo” in un animale di famiglia.

Sterilizzazione e registrazione delle colonie feline

Una volta sterilizzato almeno un gatto o un gruppo di gatti randagi la colonia felina viene quindi registrata. La registrazione della colonia avviene, a seconda dell’organizzazione territoriale, o presso i Servizi Veterinari delle ASL o presso gli sportelli comunali riservati ai diritti degli animali.

Un cittadino può denunciare la presenza di gatti liberi alle autorità per il riconoscimento della colonia e le stesse autorità, una volta effettuati i controlli per valutare le condizioni di idoneità, possono riconoscere la colonia felina.

Alla colonia felina viene attribuito un referente e tutti gli animali che la costituiscono vengono quindi obbligatoriamente sterilizzati. Se invece si alimenta un gruppo di gatti cui non riconosciamo lo status di animali liberi ma si ritiene siano “di proprietà” o, peggio ancora, stiamo chiedendo di sterilizzare il nostro compagno felino presso l’ASL e a spese dei fondi pubblici, stiamo facendo una falsa attestazione e potremmo incorrere in una denuncia.

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