Membro del Comitato Scientifico di kodami
Istruttore cinofilo CZ

Capita spesso, soprattutto con i cuccioli, che i cani mordano i piedi e le caviglie dei familiari – e non solo – quando camminano vicino a loro. Come mai lo fanno? Cosa significa? Cosa possiamo fare per evitarlo?

Perché un cane (adulto) morde i piedi?

Il fatto che un cane possa essere interessato e spinto alla sovreccitazione di fronte a qualcosa che si muove non è un fatto raro. Questa caratteristica è stata anche “premiata” dalla selezione artificiale plasmando le basi comportamentali di alcune tra le più diffuse e conosciute razze canine, come per esempio i cani da conduzione del gregge, o quelli da difesa personale, giusto per utilizzare delle categorie zootecniche.

Tra queste razze vi sono, per citarne alcune, il Pastore Tedesco, il Border Collie, il Pastore Belga Malinois, e via dicendo. Tali propensioni alle volte possono essere molto raffinate, soprattutto se pensiamo al lavoro che i cani da conduzione svolgono, per esempio nel far muove un gregge o una mandria riottosa. In tal caso i cani tendono a mordere i garretti del bestiame spronandolo ad avanzare. E' qualcosa di ancestrale, serve anche nell’attività venatoria, quando i cani cacciano una preda più grande di loro, come per esempio un puledro o un vitello. Vi sono degli individui del branco particolarmente abili nel ferire le potenziali prede proprio in quel modo, magari tentando di rompere i tendini degli arti posteriori e impedirgli così di fuggire. Questa attitudine, ben dosata nel cane da conduzione, diviene un comportamento utile all’uomo non già per ferire gli armenti – che sono il vero valore per il pastore – ma nello spingere gli individui che rimangono indietro, o che, per esempio, si rifiutano di entrare in un recinto. Ora, non è che il cane ci confonde con vacche e pecore, sia chiaro, ma è facile che quell’atteggiamento possa essere rivolto a noi, soprattutto quando parliamo di soggetti dove questi comportamenti sono molto presenti, e che lo possano fare per svariati motivi.

Perché un cucciolo morde piedi e caviglie?

Tutti i comportamenti del cane, ma anche degli esseri umani a ben vedere, necessitano di un certo periodo di allenamento per essere espressi al meglio. Il gioco è uno dei modi migliori per sviluppare le proprie abilità in un contesto di sicurezza e appagamento. Ecco che così i predatori giocano tra di loro a predare, allenandosi in qualcosa che gli sarà poi utile nella vita, mentre le prede giocano a fuggire per le stesse ragioni. Però non dobbiamo focalizzarci esclusivamente sull’utilità di un comportamento, in effetti anche noi giochiamo per il piacere di farlo, per esempio a carte, e nel contempo sviluppiamo la memoria, anche se non sempre ne siamo consci e non è lo scopo principale per cui lo facciamo.

Il gioco è fonte di appagamento mentre ci rende destri nelle nostre caratteristiche peculiari, è anche un allenamento che ci rinforza, aumenta la nostra resistenza, e consente un miglior sviluppo sia fisico che cognitivo. Il mordere i garretti del bestiame non fa eccezione. Quindi è facile che un cane, e non solo cucciolo, provi appagamento nel fare questo “gioco”, verso il quale la natura di predatore tallonatore e la selezione artificiale lo ha orientato. E quale miglior occasione per il nostro cane di provare ad allenarsi con le nostre gambe, che gli sfrecciano davanti, non avendo a disposizione altri compagni di gioco ne, ovviamente, pecore o vitelli? Certo è che il gioco è bello fin tanto che è condiviso il piacere di farlo, e ci sono dei giochi che forse sarebbe meglio non incentivare, anche involontariamente.

Quanto detto ci chiarisce maggiormente perché il nostro cucciolo di Border Collie, per fare un esempio, sia propenso a inseguirci le gambe tutto eccitato, e a sferrarci dei morsi al tallone – o peggio al tendine d’Achille – quando gli “sfrecciamo” davanti. A questo punto sarebbe meglio evitare di sollecitarlo ulteriormente gridando o strattonandolo, tutte cose che lo indurrebbero a credere che stiamo al suo gioco in veste di “prede” fittizie.

Qui entra in campo anche un altro aspetto, sul quale però non mi dilungherò, che è l’acquisizione degli autocontrolli da parte del cucciolo, soprattutto quello che ha a che fare con «l’inibizione del morso». Non mi dilungo troppo perché questo concerne soprattutto il lavoro svolto dalla madre e dai fratellini di cucciolata nei primi mesi di vita. Dirò solo che per quanto buono sia stato il lavoro della madre sta ora a noi portarlo avanti insegnando al cucciolo sia come dosare la sua forza che nel riconoscere quelli che prendono il nome di "segnali d’arresto", che altro non sono che dei segni convenzionali che indicano che una certa azione deve terminare. È un po’ come nella lotta libera, quando qualcuno, messo alle strette, batte il palmo sul tappeto per interrompere l’azione dell’altro. In questo caso dovremo comunicare al cucciolo che questo gioco non ci piace e proporre un’alternativa migliore, come per esempio orientando il suo bisogno di mordicchiare su un giocattolo appropriato. Ma attenzione: non attendiamo che il cucciolo ci morda per proporre poi un’alternativa valida, altrimenti il cane comprenderà che per farci giocare il segnale di avvio a noi comprensibile è proprio quello, ossia il morderci le caviglie. In sostanza significa agire d’anticipo disincentivando il riproporsi di quel comportamento.

Più significati di questo comportamento

Il mordere le caviglie può essere anche messo in atto da un individuo adolescente o adulto, magari per tentare di impedire ad un membro della famiglia di andarsene e lasciarlo solo, per esempio. In questo caso il cane tenterà di mordere trattenendo magari la stoffa dei pantaloni, o della gonna dei propri compagni umani. Alle volte invece il morso alle caviglie è un atto intimidatorio, e questo di solito avviene quando il cane lo fa con un estraneo con l’intenzione di allontanarlo. Qui, generalmente, il morso non è trattenuto, è la classica “pinzata”, molto simile a quella utilizzata con gli armenti. Può essere anche una tecnica adottata da un cane che, intimorito da un estraneo, gli si avvicini da dietro, quatto quatto, e gli sferri una “pinzata” per poi ritrarsi rapidamente al sicuro. Ho visto cani che, intimoriti dalla presenza di un estraneo nel loro “territorio”, che poteva essere per fare un esempio, l’aia di una cascina, aggiravano il malcapitato senza nemmeno guardarlo, apparentemente disinteressati a lui, per poi avvicinarsi da dietro, bassi sulle zampe, per “punirlo” e indurlo ad allontanarsi, dando un chiaro segnale di non essere persona gradita…

Cosa fare quando il nostro cane ci morde i piedi?

Per concludere si prenda in considerazione che per noi è "normale" giocare con i nostri cani, soprattutto quando cuccioli, anche usando le mani e alle volte i piedi. Non ci sarebbe nulla di male in ciò, purché si presti attenzione a come lo si fa e a che idea si stia dando al nostro compagno. Cerchiamo di evitare di portarlo a livelli troppo alti di eccitazione (arousal) che lo indurrebbero a perdere il controllo, per esempio del morso, cosa che, fin tanto si tratta di un cucciolo (con quella boccuccia piena di spilli) non è certo un dramma, ma in poche settimane lui non sarà più un cucciolo, entrerà nell'adolescenza, età nella quale è meglio abbia già acquisito una certa capacità di autocontrollo.

Facciamogli capire che quando stringe troppo ci fa del male, e che ciò porta all'interruzione repentina del gioco. I cani comprendono molto presto le conseguenze delle loro azioni e sanno molto bene adeguare il loro comportamento. È quindi consigliabile interrompere la loro azione "predatoria" nei confronti di parti del nostro corpo, suggerendo di orientare il proprio interesse su giocattoli più adeguati. Il mio consiglio, soprattutto a persone inesperte quando si ha a che fare con individui con caratteristiche predatorie molto spiccate, è di evitare per tanto – fin da subito – di stuzzicare il cucciolo con svolazzi di mani davanti al muso per farlo giocare. Quando il cucciolo dovesse agguantare i nostri piedi fermiamoci, attendiamo qualche secondo finché si renda conto che non stiamo giocando con lui, la nostra espressione dovrebbe indicare "disappunto", che lui forse non comprenderà subito, ci vuole un poco di pazienza, ma dopo un paio di volte gli sarà chiaro quello che pensiamo di tutto ciò, e appena si sarà calmato offriamo un alternativa, magari qualcosa da masticare che dia piacere.

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