Validato da Elena Garoni
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Medico Veterinario comportamentalista
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Prurito, dolore, fastidio, ma anche stress, noia e ansia. Sono queste le principali motivazioni per cui un cane si morde le zampe ripetutamente: un comportamento che può avere quindi basi cliniche o basi psicologiche.

In linea generale questo comportamento non implica necessariamente che vi sia un problema. L’osservazione e il monitoraggio, però, sono fondamentali per stabilire se è un comportamento occasionale, se si ripete con frequenza o se viene messo in atto in caso di bisogno. Elementi utili anche al veterinario per fare una diagnosi nel caso in cui ve ne sia necessità. La prima cosa da fare è quindi verificare le condizioni di salute del cane, e poi eventualmente rivolgersi a un esperto. Vediamo dunque quali sono le principali motivazioni per cui un cane si morde le zampe.

Prurito

Può succedere che il cane si morda le zampe perché sente prurito. Può essere un problema di irritazione o di infestazione di parassiti, che lo spinge a leccarsi e a mordersi, grattandosi, per alleviare il prurito. Grattarsi, d’altronde, nei cani come negli umani dà un’immediata sensazione di sollievo e benessere perché stimola la produzione delle endorfine: la cosa fondamentale è che non diventi compulsivo.

Pulizia o presenza di corpi estranei tra le dita

Il cane potrebbe mordersi le zampe anche per una questione di pulizia, proprio come fanno i gatti. Nel tentativo di liberarsi di fango o terra, per esempio, o ancora perché le zampe sono secche o perché ha qualche corpo estraneo tra le dita, che sia un sassolino, una spiga o altro, che è rimasto incastrato e che gli provoca fastidio o addirittura dolore.

Dolore

Il cane potrebbe appunto anche sentire dolore e mordersi le zampe per lenirlo. Pensiamo a problemi articolari, dolori reumatici o ancora patologie legate alla parte neurologica, dunque più profonde rispetto alla parte cutanea, che necessitano però di diagnosi adeguate per individuare la vera origine del problema. Un indicatore del dolore potrebbe però essere zoppia o difficoltà a camminare, reticenza ad appoggiare il peso su una zampa, e ovviamente il lamento.

Noia, ansia e stress

Escluse questioni puramente di salute, è necessario esplorare le questioni comportamentali: noia, che in casi estremi e in mancanza di cambiamenti nella sua vita quotidiana può degenerare in stress e poi in ansia. Un cane che non fa, per esempio, abbastanza attività può cercare di trovare sollievo stimolandosi a livello di cute sino a provocarsi delle vere e proprie ferite, lesioni anche molto profonde che potrebbero arrivare anche alla parte muscolare. Grattare un prurito, come detto, stimola la produzione di endorfine, e in casi di noia, ansia o stress mordere le zampe dà una sorta di benessere.

Cosa fare se il cane si mordicchia le zampe continuamente

La prima cosa da fare è sicuramente osservarlo con attenzione e assicurarsi che la cute non abbia danni, non sia ferita e non sia irritata. In questi casi il veterinario può consigliare la cura adeguata, che può comportare l’uso di creme, lozioni o farmaci e anche la fasciatura o il collare elisabettiano per il periodo necessario alla guarigione.

Nel caso in cui non siano state individuate cause cliniche bisogna invece fare molta attenzione allo stato delle zampe, e verificare se dopo lunghe assenze da casa il cane ha per esempio le parti distali delle zampe umide di saliva, perché significa che ha passato del tempo a leccarsi e mordersi. La cura non è in questo caso medica, ed è un errore sgridare o punire il cane ogni volta che si morde, ma consultare un professionista – un veterinario clinico o comportamentale – perché il comportamento può avere un’origine profonda ed essere la spia di un malessere radicato, che va accolto e curato con interventi di diverso grado, in primis la modificazione della vita del cane.

Ci sono poi comportamenti indotti dall’umano: il cane potrebbe mordersi le zampe perché si accorge che la persona così gli presta attenzione, andando a controllare, ma si tratta di comportamenti che si auto limitano, perché una volta ottenuta l’attenzione dell’umano cessano. Anche in questo caso, un consulto con il veterinario è utile per evitare che questa abitudine degeneri.

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