10 Giugno 2022
11:12

I canidi (Canidae)

I canidi sono una famiglia di mammiferi carnivori diffusi in tutti i continenti ad eccezione dell'Antartide. Ne fanno parte 36 specie, tra cui i lupi, i cani le volpi e altri animali meno noti nel nostro paese.

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Una coppia licaoni

I canidi sono una famiglia di mammiferi carnivori di medie dimensioni, caratterizzati da un muso piuttosto allungato, una coda di media lunghezza e quattro zampe con 5 dita sugli arti anteriori e 4 su quelli posteriori. Sono dotati di artigli, i quali, però, non sono retrattili. Hanno olfatto e udito molto sviluppato e sono estremamente resistenti dal punto di vista fisico.

Si tratta di un gruppo formato da 12 generi che comprendono, secondo quanto riportato in uno studio americano del 2014, in totale 36 specie, tra le quali le più note in Italia sono il lupo (Canis lupus), lo sciacallo dorato (Canis aureus), il coyote, la volpe (Vulpes vulpes) e, ovviamente, il cane domestico (Canis lupus familiaris).

Caniformi, canidi e Canis

I Canidi sono una delle 9 famiglie che appartengono al sottordine dei Caniformi, di cui fanno parte, tra le altre, anche gli Anficionidae, gli Hemicyoninae e gli Enacliarctidae, oggi estinti. Un tempo si pensava che gli Ienidi appartenessero a questa categoria, ma i test genetici hanno mostrato che appartengono invece ai Feliformi.

Tra le famiglie più note del sottordine dei Caniformi, oltre ai Canidi, vi sono i Mephitidae (a cui appartengono le moffette e i tassi) e gli Ursidae, a cui appartiene la specie Ursus arctos (ovvero l'orso bruno), ma anche il panda gigante (Ailuropoda melanoleuca). La famiglia dei Canidi è a sua volta suddivisa in 12 generi, ma i più noti sono due, ovvero Canis e Vulpes.

Origini ed evoluzione

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Un esemplare di lupo grigio

La famiglia dei Canidi era originariamente endemica nel Nord America, dove alcuni reperti fossili indicano una presenza diffusa durante l'epoca del Tardo Eocene (circa 35 milioni di anni fa) e nel Miocene superiore (circa 10 milioni di anni fa). I primi fossili che dimostrano la presenza di canidi in Europa sono stati individuati in Spagna e risalgono, invece, al Tardo Miocene.

Più in generale, i mammiferi carnivori iniziarono ad evolversi circa 50 milioni di anni fa, durante il Paleocene. Dieci milioni di anni dopo, nel territorio dell'odierno Texas, apparse il primo canide, chiamato Prohesperocyon wilsoni, il quale mostrava arti lunghi e dita più compatte dei suoi antenati. Queste particolari caratteristiche evolutive furono i fattori che permisero ai canidi di essere sempre più adatti alla corsa negli spazi aperti. Nelle ere successive, si suddivisero in specie sempre più abili nella caccia di piccoli erbivori nordamericani e si suppone che, tra i 30 e i 28 milioni di anni fa, esistessero ben 25 specie diverse di animali appartenenti a questa famiglia.

Come sono fatti i canidi

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Un fennec, la volpe del deserto

Ciò che caratterizza maggiormente i canidi sono il muso allungato e gli arti relativamente lunghi, dotati di 5 dita, anteriormente, e di 4 dita posteriormente. Ciascun dito termina con un artiglio non retrattile. Molte specie appartenenti a questa famiglia presentano ghiandole odorose, poste alla base della coda, che favoriscono la comunicazione intraspecifica, ovvero con gli altri individui appartenenti alla stessa specie.

Questi mammiferi hanno dimensioni medie, che vanno dai circa 20 centimetri di altezza del fennec (Vulpes zerda), agli oltre 100 chili del Mastiff, una razza di cane selezionata dall'essere umano.

La maggior parte delle specie di canidi è dotata di una dentatura formata da 42 denti, con incisivi non particolarmente sviluppati e grandi canini, che servono per uccidere le prede. I molari formano ampie superfici unite che permettono di schiacciare anche le ossa più consistenti. L'olfatto di queste specie è tra i più sviluppati nell'intero ordine dei carnivori.

Sebbene il cane domestico appartenga a questa famiglia, la selezione umana delle razze ha dato vita a un'enorme diversità morfologica. Alcuni cani non rispondono più alle descrizione delle specie appartenenti alla famiglia dei Canidi. Un esempio particolarmente significativo è quello delle razze di cani brachicefali, i quali hanno il muso schiacciato e, anche per questo motivo, sono soggette a patologie come la sindrome brachicefalica (Brachycephalic Airway Obstruction Syndrome, o sindrome ostruttiva delle vie aeree superiori), che causa problemi respiratori gravi.

Abitudini, alimentazione e riproduzione dei canidi

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Un cuon o dhole, canide selvatico indiano

Esistono specie di canidi dalle abitudini diurne, altre sono crepuscolari oppure notturne. Ciò dipende soprattutto dall'ambiente in cui vivono e dalle loro scelte alimentari. Sono molto diversi anche dal punto di vista della socialità: possono essere solitari, vivere in coppie, oppure in famiglie o gruppi.

Generalmente si riproducono verso la fine dell'inverno, oppure in primavera, ma anche questo fattore dipende fortemente dalle temperature ambientali.

Le cucciolate, di solito, sono di 4/8 cuccioli, che nascono dopo una gestazione di circa 51/80 giorni, a seconda della specie. La volpe artica, tra le 36 appartenenti a questa famiglia, è quella che partorisce le cucciolate più numerose, con una media di 11 cuccioli. Per partorire, alcune specie scavano una tana nel terreno, mentre altre si nascondono nelle tane abbandonate da altri animali.

Dopo circa 2 settimane dalla nascita, i canidi aprono gli occhi. Raggiungono invece lo svezzamento e la maturità sessuale con tempistiche differenti in base alla dimensione della specie. Mentre i canidi più piccoli si riproducono dopo circa un anno, i più grandi, come ad esempio il lupo, devono attendere i due o addirittura 3 ani di età.

Dal punto di vista alimentare, i canidi hanno comportamenti estremamente variabili ed adattati all'ambiente in cui vivono. Molti di essi sono onnivori, alcuni si nutrono solo di invertebrati, di carogne, oppure cacciano attivamente le proprie prede. Alcune specie sono in grado di correre anche lunghe distanze per catturare la preda che, per essere uccisa viene spesso afferrata al collo e scossa violentemente.

Habitat e distribuzione

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Un crisocione, canide dalle lughe zampe diffuso in Sudamerica

La famiglia dei canidi si è adattata ai più vari ambienti del pianeta e, infatti, sono diffusi in tutti i continenti, eccezion fatta dell'Antartide. Alcune specie abitano le zone montane, altre invece si sono adattate alla vita nelle foreste tropicali, oppure temperate, nella savana, nella tundra e nei deserti.

Tra le 36 specie che fanno parte della famiglia dei canidi, solo tre sono arboricole, ovvero la volpe grigia (Lycalopex griseus), anche detta chilla, originaria del Cile e dell'Argentina, l'urocione delle Channel Islands (Urocyon littoralis), endemico dell'arcipelago californiano, e il cane procione (Nyctereutes procyonoides), una specie appartenente alla tribù dei volpini, dell'Asia orientale.

Alcune specie di canidi stanno dimostrando un'ottima abilità di adattamento all'ambiente urbano. Una su tutte è la volpe rossa, la cui diffusione a Londra è ormai un fatto noto e riportato in numerosi studi. Una ricerca, in particolare, è stata pubblicata nel 2008 su Mammals Rewiew ed ha analizzato le abitudini alimentari degli individui all'interno dell'ambiente antropizzato.

Molto interessante è anche il fatto che il dingo (Canis lupus dingo) sia l'unica specie di canide presente in Australia e, per questo motivo, si pensa che sia stato introdotto dall'uomo in epoca preistorica. Nessun canide, a parte il cane domestico, è presente invece in Nuova Zelanda.

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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