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Etologa

Il tasso è un mammifero della famiglia dei mustelidi (come donnole, tassi, lontre, furetti, martore, visoni e ghiottoni). La specie viene talvolta chiamata tasso comune o europeo, in modo da evitare la confusione con altre specie quali il tasso americano, diffuso in altri continenti. La specie presenta più di 20 sottospecie, ma quella presente in Italia è la forma tipica: Meles meles. È caratterizzato da un corpo tozzo, di lunghezza pari a circa 60 centimetri. L’animale normalmente pesa tra i 10 e i 16 kg, anche se può arrivare fino a 20 kg. Il maschio e la femmina si distinguono per le dimensioni: la femmina è più piccola e ha il manto più chiaro. Il corpo è ricoperto di pelo scuro, ad esclusione del muso, in cui  si alternano strisce di pelo chiaro e scuro (tendente al nero), dalle orecchie fino alla punta del lungo naso. Il muso rende  riconoscibile il tasso grazie alla caratteristica mascherina bianco-nera, che si è stata probabilmente sviluppato con per una funzione aposematica (colorazione di avvertimento). Anche la coda è più chiara del resto del corpo ed è lunga circa 20 centimetri. Le zampe sono potenti e gli artigli robusti e adatti a scavare. Il tasso scava, infatti, complessi sistemi di gallerie lungo le scarpate e le ondulazioni del terreno, dotati di molteplici uscite. In questi luoghi trova rifugio e alleva i suoi piccoli.

In alternativa alla costruzione di tane, non di rado sceglie di abitare nelle tane scavate da altri animali del bosco, come la volpe o l’istrice. Le abitudini quotidiane del tasso sono generalmente notturne, mentre durante il giorno riposa all’interno della tana, che tiene molto pulita. Nella tana si rifugia anche durante l’inverno, sebbene non cada mai in un vero e proprio letargo. Il tasso vive circa 12/15 anni e raggiunge la maturità sessuale intorno ai 18-24 mesi. Dopo una gestazione di circa 8 mesi, vengono partoriti 4 o 5 piccoli che rimangono ciechi per addirittura 28-35 giorni, e rimangono con la madre per i primi 3-4 mesi.

È considerato un animale solitario, sebbene, in caso di abbondanza di risorse, scelga spesso di vivere in “clan” di 5 o 6 individui. La numerosità del gruppo non è l’unica dinamica che si modifica in base alla presenza di risorse. La tana può venire occupata costantemente oppure solo solo durante le stagioni in cui le risorse alimentari si trovano nei suoi paraggi, in questo caso vengono chiamati “rifugi stagionali”. Un comportamento che rende riconoscibile la presenza del tasso sul territorio è quello di scavare  piccole buche (diametro 10-15 cm, profondità 10-20 cm), dette “latrine”, intorno alle tane e sui confini territoriali. Al loro interno,  l’animale depone sopra le feci una sorta di gel, generato dalle ghiandole anali caratteristiche di tutti i mustelidi.

Il verso del tasso comprende diversi suoni, l'animale infatti ha versi molto diversi tra loro: tra cui soffi, ringhi e brontolii durante i combattimenti, ma può anche abbaiare in segno di sorpresa o eccitazione, mentre in caso di pericolo il verso assomiglia a brevi grida.

Segni particolari del tasso

Secondo un'antica convinzione popolare, esisterebbero due specie distinte di tasso: il “tasso – cane”, snello e magro, e il “tasso – maiale”, dal corpo più paffuto e le movenze più goffe. Ovviamente si tratta di una convinzione errata: è la stessa specie osservata in periodi diversi dell’anno. Durante il periodo primaverile il tasso appare più agile, in autunno invece, nutrendosi maggiormente per avere le riserve necessarie a superare l’inverno e diminuire la propria attività di caccia, risulta ovviamente più corpulento, apparendo all'occhio poco attento addirittura come una specie diversa.

Habitat e dove vive il tasso

Il tasso è diffuso in gran parte dell’Europa e dell’Asia. In Italia è presente ovunque, eccezion fatta per la Sardegna, la Sicilia e le isole minori. Generalmente vive in ambienti molto diversi tra loro, anche grazie alla sua adattabilità, ma predilige habitat forestali e ricchi di cespugli, in ambienti collinari e di pianura, non superando mai il limite degli alberi nei boschi montani. Preferisce terreni ricchi di humus, nei quali può trovare le sue prede.

Cosa mangia il tasso

Sebbene venga considerato un animale carnivoro, come accade per l’orso bruno, anche il tasso presenta una dieta alquanto varia. Non solo carne quindi (generalmente di uccelli rettili o molluschi), ma uova e vegetali quali il mais, la frutta, germogli, oppure radici compongono un'alimentazione varia che viene talvolta considerata onnivora.

Interazioni con l'essere umano

Uno studio pubblicato nel 2003, e promosso dalla Società Italiana di Scienze Naturali, ha dimostrato la preferenza da parte di questo animale delle zone a bassa presenza antropica. Lo studio ha inoltre raccolto  dati riguardanti 23 tane di tasso presenti nell’Oltrepò Pavese, registrando una tendenza, da parte del mustelide, di evitare gli ambienti poco protetti, come ad esempio i campi, i frutteti e i prati.

Il tasso non presenta rischi legati all’estinzione e viene infatti considerato stabile, abbondante e diffuso dall’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Nonostante questa valutazione da parte dell’IUCN, in Italia la morte dei tassi è spesso causata da collisioni con mezzi automobilistici. Per questo motivo l’animale è stato inserito nella lista di specie a cui si dedica il progetto “Life Strade” di Ispra, che ha l’obiettivo di ridurre il fenomeno delle collisioni tra traffico veicolare e fauna selvatica tramite l’attuazione di sistemi di prevenzione grazie all’utilizzo di dissuasori acustici in grado di allontanare gli animali.

Alcune province d’Italia, come quella di Modena, stanno attuando un piano di controllo della specie, che è annoverata, al pari delle nutrie, tra le cause dei collassi arginali. La provincia si occuperà, quindi, entro la fine del 2021, di catturare e traslocare altrove 15 individui di tasso Meles meles, riservandosi il diritto di aumentare la quantità tramite una richiesta al Ministero dell’ambiente, qualora lo ritenesse necessario.

La dimensione dell’animale e dei suoi artigli, ma anche la sua attitudine a difendere il proprio territorio, possono rappresentare un rischio per i cani lasciati liberi all’interno dei territori boschivi abitati da questo l’animale: il tasso, infatti, se infastidito è in grado di attaccare i cani che invadono il suo spazio o addirittura la sua tana.

Infine, secondo quando riportato sul sito di Kora, una fondazione che progetta e dirige vari progetti di ricerca sui predatori della Alpi e la convivenza con l’uomo, il forte legame con la tana (luogo che viene tramandato per generazioni), il basso tasso riproduttivo e la poca migrazione, potrebbero creare a questa specie grandi difficoltà nel compensare la perdita di molti individui.