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Etologa

Lo sciacallo dorato (Canis aureus) è un mammifero di taglia media della famiglia dei canidi, diffuso dall'Europa centro meridionale fino alla penisola araba, al Sud-Est asiatico e in Africa. In Italia è presente sull'arco alpino, ma la sua diffusione sta raggiungendo la pianura. Da qualche mese, infatti, è arrivata la notizia che il primo sciacallo dorato ha attraversato il Po nella zona di Parma, aprendo quindi nuovi scenari per la sua diffusione in Italia centrale. Il termine "sciacallo" deriva dal persiano shaghal e dal turco Çakal. Il nome "dorato" rivela il colore del mantello, il quale varia stagionalmente dal giallo leggermente cremoso al fulvo. Sul treno posteriore, il colore è spesso marrone scuro con peli bianchi.

Sebbene assomigli al lupo (da cui differisce per il tono fulvo del mantello estivo, per la coda più corta e per le dimensioni inferiori), un maschio di sciacallo dorato può arrivare al massimo a 12-15 kg, mentre una femmina delle sottospecie più diffuse raramente supera i 10 kg. Alcune sottospecie, invece, possono superare questo peso e raggiungere addirittura i 20 kg. Lo sciacallo dorato è più grande di una volpe, ma il muso a punta e le orecchie potrebbero ricordala. Con la volpe condivide inoltre la coda ricoperta di folto pelo e talvolta anche l'habitat. Ciò può portarli a competere per la scelta delle prede: entrambi infatti sono predatori opportunisti.

Evoluzione della specie e sottospecie

In Italia è diffusa la maggiore sottospecie vivente: Canis aureus moreoticus. Esistono però numerose sottospecie, ancora difficili da identificare e da descrivere, proprio a causa della dimensione dell'areale. Al pari di altre, la popolazione africana è più simile al lupo e, per questo motivo, in anni recenti è stata classificata come specie a sé stante (Canis anthus). Questo fenomeno dimostra chiaramente il lungo percorso di evoluzione condiviso delle due specie. Sull'Himalaya è diffuso lo sciacallo indiano (C. a. indicus), mentre in Israele e Siria è stato identificato lo sciacallo della Siria (C. a. syriacus) riconoscibile dalle altre sottospecie unicamente per il colore marrone delle orecchie. In Thailandia, invece, vive lo sciacallo siamese (C. a. cruesemanni), il più piccolo.

Il comportamento dello sciacallo dorato

Il verso dello sciacallo dorato è piuttosto caratteristico e si differenzia in base alle situazioni. Si tratta di un animale che, come il lupo e il cane, ulula e lo fa soprattutto in situazioni di pericolo o in prossimità di rumori antropici, che possano ricordare il richiamo dei simili. Mentre gli adulti ululano in posizione eretta, i cuccioli e gli individui subordinati ululano da seduti. La frequenza dell'ululato aumenta durante la stagione degli accoppiamenti che, con una considerevole differenze in base alla latitudine dell'habitat, avviene durante i mesi primaverili. In Italia, scelgono generalmente il mese di febbraio, mentre in territori come l'Himalaya o l'India settentrionale, si riproducono durante tutte le stagioni temperate.

Le nascite avvengono due mesi dopo l'accoppiamento (approssimativamente 63-65 giorni). L'allattamento dei piccoli prosegue per un periodo che varia in base alla zona e alla sottospecie. I cani cominciano a nutrirsi di carne prima della fine del primo mese di vita e talvolta vengono nutriti con cibo rigurgitato alla madre. Al termine dello svezzamento, i piccoli vengono allontanati dalla madre, ma alcuni individui restano con i genitori per allevare la cucciolata successiva. In questo caso il loro comportamento sessuale è soppresso. Gli sciacalli dorati si muovono in maniera solitaria, ma possono anche spostarsi in famiglia (fino a 7 esemplari).

L'espansione dell'areale non è determinata solamente dalla dispersione dei maschi; anche le femmine, infatti, possono allontanarsi dal luogo di nascita. Secondo quanto riportato in uno studio condotto dal Museo Friulano di Storia Naturale, questi fenomeni dipendono soprattutto dalla disponibilità di risorse e dalla condizione dell'habitat di partenza.

Habitat e dove vive lo sciacallo dorato

In origine era presente in molte zone dell’Arabia, India e in Medio Oriente, si è poi espanso fino alla Turchia ed è arrivato in Europa dove ha iniziato la rapida diffusione, aiutato dai cambiamenti climatici e dalla presenza di habitat ideali. I suoi ambienti favoriti sono quelli ricchi di corsi d'acqua, che segue nei lunghi spostamenti, e le zone umide temperate. In Italia non supera i 1600 metri di altitudine. La varietà della sua dieta gli permette di allontanarsi dalle zone boschive isolate per cercare i vegetali delle coltivazioni che predilige, soprattutto in estate. Rispetto al lupo, lo sciacallo dorato si muove più facilmente in ambienti coltivati. In caso di coabitazione con il lupo, lo sciacallo dorato generalmente perde l'accesso alle zone boschive più isolate e, di conseguenza, tende a colonizzare le zone umide circostanti, le zone lagunari, la macchia mediterranea, ma anche i frutteti e gli agro ecosistemi con una presenza antropica più forte di quella tollerata dal lupo, pur restando, come quest'ultimo, timido ed elusivo con gli esseri umani.

Alimentazione dello lo sciacallo dorato

Lo sciacallo dorato è un predatore opportunista considerato onnivoro. Mangia piccoli mammiferi, uccelli terricoli (e le loro uova), resti abbandonati di prede di altri animali, insetti, invertebrati e altre parti di vegetali. Ha una particolare attitudine alla necrofagia, come riportato in uno studio volto a definire l'attuale stato di conservazione dell'animale in Italia. Negli stomaci esaminati in Italia dominano i resti di specie provenienti dalla macellazione domestica, come pollame o anatidi, ma anche di cinghiali, caprioli, e scarti zootecnici (mangime per polli). L'attività predatoria attiva, ovvero sulle prede vive, raramente lo porta a catturare animali superiori ai 2 kg di peso. Durante l'estate, si nutre anche di ortaggi che raccoglie nelle coltivazioni.

Competitori e predatori

Pur non potendo considerare il lupo come un suo vero e proprio nemico, possiamo sostenere che, generalmente, i due non vivono in simpatria (condividere la stessa area e venire in contatto), sebbene non esistano ancora studi riguardo alla relazione tra le due specie. Entrambe, se possibile, si evitano, anche se scegliendo habitat molto simili. Talvolta il lupo può considerarsi un predatore dello sciacallo. Ciò detto, uno studio condotto dall‘Institute of Ecology of the Carpathians NAS Ukraine nel 2018 dimostra che nelle aree montane dei Carpazi ucraini i due animali condividono l'ambiente.

Sulle Alpi, lo sciacallo dorato è spesso vittima di investimenti stradali e questo perché, a differenza del lupo, transita più spesso in zone comuni a quelle dell'uomo, talvolta anche con la speranza di predare gli animali che, prima di lui, e senza successo, hanno cercato di attraversare la strada.

Lo sciacallo dorato e l'uomo

La grande adattabilità di questo canide e la naturale tendenza all'espansione dell'areale permettono allo sciacallo dorato di non avere veri e propri problemi di conservazione a livello mondiale. IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) lo considera, infatti, una specie a scarso rischio di estinzione. Non viene utilizzato per scopi commerciali e, quindi, gli unici problemi sono relativi agli investimenti stradali, al bracconaggio e all'accidentale abbattimento durante la caccia alla volpe. In Europa, invece, è una specie particolarmente protetta e viene quindi elencata in appendice V della direttiva Habitat.

Un fattore interessante riguardo alla diffusione dello sciacallo dorato negli ultimi 40 anni in Europa riguarda l'ampliamento dell'areale avvenuto proprio laddove il lupo ha rischiato di scomparire, a causa della persecuzione dell'uomo, nello stesso periodo. Una possibile spoegazione è che l'habitat lasciato libero dal lupo venga occupato dallo sciacallo dorato.

Il termine sciacallo viene utilizzato in italiano anche per descrivere una persona che approfitta delle sventure altrui, o che saccheggia luoghi privati, in generale può significare "avido, approfittatore", e questo deriva molto probabilmente dall'abitudine di questo canide a predare carcasse e prede avanzate da altri animali.

Lo sciacallo dorato è pericoloso?

Lo sciacallo dorato non rappresenta in alcun modo un rischio per l'uomo, e questo soprattutto perché si tratta di un animale che cerca di evitare l'incontro diretto con gli esseri umani. Anche per quanto riguarda gli allevamenti, le preferenze alimentari lo portano a scegliere prede di più piccole dimensioni o già morte. Per questa ragione, lo sciacallo dorato non rappresenta una problema importante per gli allevamenti, nei quali fa incursione solo se incontra pollame o altri piccoli animali, di cui nutrirsi senza faticare troppo.