A cura di Maria Mayer
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Veterinaria esperta in nutrizione del cane e del gatto

Il cane è un animale carnivoro, ma modificato e parzialmente adattato alla digestione degli amidi. Per questo, la definizione scientifica attuale è di carnivoro opportunista. Questo significa che la maggior parte dei cani riesce a digerire la pasta, fonte di amido.

Perché i cani possono mangiare la pasta?

Il cane moderno (C. lupus familiaris) è considerato una sottospecie del lupo (C.lupus), dal quale discende geneticamente. Una delle maggiori differenze rispetto al suo antenato però, riguarda proprio la capacità di digerire gli amidi, data dalla presenza di geni codificanti per amilasi. Le amilasi sono enzimi digestivi che, prodotti dal pancreas del cane, si occupano appunto di scindere la molecola di amido a livello intestinale, in modo che essa possa essere assorbita e utilizzata.

Non tutte le razze di cani hanno amilasi, per cui attenzione: il vostro cane potrebbe essere “intollerante” alla pasta. Fra le razze che non hanno (in genere) questi geni per le amilasi ci sono Akita, Shiba, Cani Lupo Cecoslovacco, Samoiedo e Barboncino.

A parte queste razze, o alcuni specifici soggetti, il cane però possiede questi geni per le amilasi. La pasta, essendo ricca di amido, una volta ingerita, arriva nell’intestino, dove viene scissa in molecole di zuccheri più semplice, assorbita e quindi utilizzata nel metabolismo.

Quindi, anche se per motivi legati a tante mode, molte persone ritengono che il cane non possa mangiare la pasta, questo è falso. Nonostante ciò, è possibile che il singolo cane abbia una salute migliore se non mangia pasta, dato che esistono sempre alcune sensibilità individuali.

Inoltre, la pasta contiene glutine, una proteina altamente infiammatoria per l’intestino dei mammiferi. Per questo, alcuni cani potrebbero non tollerare la pasta e in generale, anche quando si fa alimentazione fresca, sarebbe importante variare e non dare pasta tutti i giorni, anche a cani che la digeriscono bene.

Ultimo, ma non ultimo, esistono delle forme di celiachia nel cane, dove è quindi presente una risposta immunitaria verso il glutine. Le due razze maggiormente predisposte sono il Border Terrier e il Setter Irlandese. Anche se casi di enteropatia da glutine sono dimostrati solo in queste due razze al momento, non si può escludere che anche altri singoli cani ne soffrano, motivo per cui è possibile richiedere il dosaggio degli anticorpi anti-gliadina, come si fa in umana.

Leggende metropolitane sulla pasta ai cani 

Se vogliamo dare la pasta al cane, dobbiamo ovviamente cuocerla dato che cruda risulta del tutto indigeribile. Riguardo la cottura della pasta, circola nel mondo cinofilo una delle leggende metropolitane più dure a morire, ovvero che debba essere data scotta e sciacquata sotto l’acqua per “togliere l’amido”. Niente di più falso! Vediamo allora come cucinare la pasta per il cane e perché.

Per spiegare come mai è importante non scuocere la pasta per cani, vi devo brevemente spiegare la struttura molecolare dell’amido, che è il maggior componente della pasta. L’amido è una molecola molto complessa, composta da una catena di tante molecole di glucosio, unite tra loro come una collana e poi avvoltolate ed attorcigliate. Gli enzimi amilasi che abbiamo nominato prima hanno come obiettivo quello di staccare le singole molecole di glucosio da questa lunga catena. Un po’ come quando ci si rompe la collana e tutte le perline ci scivolano via. Le perline sono la parte che l’organismo del cane riesce ad assorbire. Tutto quello che rimane invece troppo complesso, rappresenta uno scarto, attraversa l’intestino e arriva a formare le feci del nostro cane.

Questa collana, è formata da un filamento centrale, ai quali si agganciano, come dei pendenti, delle catene laterali. Quando la molecola è cruda, questi pendenti sono strettamente uniti alla catena centrale e per questo risultano impossibili da attaccare da parte degli enzimi amilasi. Ora, come mai tutto questo preambolo? Vi spiego: il fatto interessante è che la cottura apre la molecola di amido, staccando le catene laterali da quella centrale, facilitando così l’attacco degli enzimi. Ma, solo fino ad un certo punto!

Struttura della molecola di amido, formata da un filamento centrale, chiamato amilosio, e da molte catene laterali, denominate amilopectina.
in foto: Struttura della molecola di amido, formata da un filamento centrale, chiamato amilosio, e da molte catene laterali, denominate amilopectina.

Quando cuocete troppo la pasta infatti la molecola comincia a richiudersi, finendo per essere più indigeribile persino dell’amido crudo. Si parla in questo caso di amido resistente. Questa forma di amido, non viene assorbita e utilizzata dal cane, ma può essere fermentata dai batteri intestinali, in alcuni casi (se poca) con esiti positivi per il cane. Se però l’amido resistente è troppo, come capita ad esempio se gli date un intero piatto di pasta scotta e sciacquata sotto l’acqua, la fermentazione sarà tantissima e il vostro cane non avrà quasi energia da quello che gli avete dato. Interessante, no?

Ultimo punto da chiarire, la questione di sciacquarla sotto l’acqua fredda per “togliere l’amido”. Ma assolutamente no! Non dovete farlo, la pasta deve essere fatta freddare lentamente, o meglio ancora data calda appena fatta, come noi italiani sappiamo bene. Questo perché lo shock termico del passare da acqua calda a fredda per sciacquarla, in effetti accelera la chiusura della molecola di amido, rendendola indigeribile. Inoltre, noi non vogliamo lavare via le molecole di amido in sospensione nell’acqua né in generale quelle che si dovessero staccare con queste operazioni. Al contrario: stiamo dando la pasta al nostro cane proprio per dargli amido!

Spero di avervi convinto: è difficile smontare questa leggenda metropolitana, che non so bene da dove arriva, ma purtroppo viene ripetuta anche da molti colleghi medici veterinari non molto esperti in nutrizione animale.

Come dare la pasta al cane e quanta darne

Ma se non deve essere scotta e sciacquata sotto l’acqua, come dobbiamo dare la pasta al cane? Semplice: come la cuciniamo per noi, o appena un filo più cotta. Il miglior metodo di cottura della pasta quindi, anche per il cane, è quello italiano: buttiamo la pasta in acqua calda, meglio se con un pizzico piccolo di sale. Rispetto al tempo di cottura, l’ideale è non scuocere la pasta, ma neanche cucinarla al dente, come piace molto a noi italiani. Cuociamo la pasta per il nostro cane “giusta” diciamo, il tempo di cottura indicato in confezione insomma.

Una volta cotta, anche qui noi italiani lo sappiamo meglio di tutti, la pasta è più buona, ma anche più digeribile se mangiata subito. A quanti di voi capita che la pasta fredda, quella che ci portiamo al mare per intenderci e che magari sosta una notte in frigo, risulti più pesante? Ecco, i nostri cani funzionano, sotto questo punto di vista, esattamente come noi.

Una volta chiarito come cucinarla, vediamo quanto darne e come. Normalmente, se date pasta al vostro cane, si vede che state seguendo per lui o per lei una dieta casalinga.  In questo caso, assieme alla pasta sicuramente il medico veterinario che ve l’ha formulato ha inserito anche carne, verdure e altri ingredienti. Ovviamente seguire una dieta completa e ben stilata è il miglior modo di dare la pasta al cane. 

La pasta può essere considerata un extra per il cane? Insomma, mica tanto, bisogna un po’ valutare. La pasta infatti è molto ricca di calorie e è facile far ingrassare il vostro cane se diamo la pasta come extra. Dobbiamo quindi darne piccole quantità, piccolissime, se vogliamo darla fuori pasto.

Un errore certamente da evitare è quello di aggiungere pasta alle crocchette già bilanciate del vostro cane. Evitate di farlo, dato che così facendo state aggiungendo molte calorie alla sua dieta, senza però arricchirla di nutrienti essenziali.

La pasta può essere pericolosa per il cane?

In linea generale no, la pasta non è pericolosa per il cane. Se ne mangia molta, sicuramente però potrebbe avere vomito e/o diarrea. In questo caso vi consiglio di andare dal vostro medico veterinario.

Rivolgervi rapidamente ad una clinica veterinaria è invece indicato nel caso a mangiare la pasta sia il vostro cane diabetico oppure se la pasta era condita con un sugo dove erano presenti cipolle, che come sappiamo sono tossiche per i cani.

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