A cura di Maria Mayer
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Veterinaria esperta in nutrizione del cane e del gatto

I gatti sono sicuramente uno degli animali domestici più diffusi in Italia e la pasta è senza dubbio l’alimento più comune sulle tavole degli italiani. Cosa ne discende da queste due affermazioni? Che ci saranno sicuramente molte persone che si chiedono se il loro gatto può mangiare la pasta presente sulle nostre tavole. Una risposta rapida a questa domanda non ce l’ho purtroppo, pena cadere in banalizzazioni eccessive, vediamo quindi quale è il rapporto fra gatto e pasta.

La pasta fa male al gatto?

Partiamo da questa certezza: la pasta non è tossica per il gatto. Il gatto domestico infatti pur essendo un carnivoro stretto sviluppa in genere una discreta capacità di digestione degli amidi. Quello che intendo, è che l’amido, principale zucchero complesso di cui è composta la pasta, può effettivamente essere digerito e assimilato, almeno in parte, dal gatto. E se vi sembra un’aberrazione, sappiate che posso essere in parte d’accordo con voi, ma purtroppo anche tutti gli alimenti secchi per gatti sono composti da circa un 40% di amido!

Abbiamo chiarito quindi che la pasta non è tossica per il gatto, ma questo non vuol dire che gli faccia bene. La pasta infatti ha due grandi punti a sfavore per l’alimentazione del gatto:

  • apporta molta energia, ma poche proteine. La pasta è composta principalmente da zuccheri. La quota proteica presente nella pasta è piccola e comunque difficilmente utilizzabile dal gatto (glutine). Il nostro gatto quindi quando mangia pasta ingerirà moltissime calorie e pochissime proteine. Il fatto molto interessante, è che è dimostrato che un gatto sceglie di quanti e quali alimenti cibarsi, in base soprattutto al suo fabbisogno di proteine. Non trovandone quindi nella pasta, il nostro gatto potrebbe trovarla gradevole, ma non avrebbe nessun freno di stop. Questo potrebbe portarlo nel tempo a ingrassare considerevolmente;
  • stimola il picco insulinico, danneggiando la salute del gatto. Quando un gatto mangia della pasta, nel suo sangue arriva una grande quantità di zuccheri tutti assieme. L’organismo del gatto a quel punto risponderà al picco di zuccheri, producendo una grande quantità di insulina, l’ormone destinato a ridurre gli zuccheri nel sangue. Il picco di zuccheri però e il conseguente picco insulinico hanno degli effetti dannosi sul organismo del gatto, carnivoro stretto. È dimostrato infatti che una quantità di zuccheri alta nel sangue porta l’organismo verso una patologia molto grave e sempre più comune del gatto: il diabete mellito!

Quanta pasta si può dare al gatto?

Poca! Come abbiamo visto sopra infatti, la pasta pur non essendo considerata un alimento velenoso per il gatto, è assolutamente dannosa nel lungo periodo. Questo è specialmente vero se il gatto mangia abitualmente alimento secco (crocchette), che contiene grandi quantità di amido a cui quella della pasta si andrebbe a sommare.

Il gatto può però mangiare uno o due spaghetti da tavola con noi, sporadicamente! Ovviamente la pasta deve essere cucinata senza nessuno degli alimenti tossici per gatti: ad esempio, non va assolutamente data una pasta condita con sugo alle cipolle.

Se quindi vogliamo allungare il famoso spaghetto da tavola al nostro gatto, dobbiamo essere coscienti che è un animale molto piccolo di taglia rispetto a noi e che è un carnivoro stretto. Diamone quindi piccolissime quantità (uno spaghetto o massimo 2 a settimana per un gatto) e sempre solamente come extra.

Come dare la pasta al gatto?

La pasta non deve costituire un pasto abituale per il gatto, ma neanche un premietto abituale. Non deve essere integrata alla sua alimentazione. Ma se proprio volete darla, seguite questi semplici accorgimenti:

  • date al vostro gatto pasta non scotta: fra i falsi miti anche quello della cottura della pasta, di cui abbiamo già parlato per il cane. In realtà, la pasta scotta è assolutamente meno digeribile di quella cotta “giusta” diciamo. Non al dente, come piace a noi italiani, ma giusta;
  • aggiungete poco sale: non è vero neanche che il sale fa male ai reni del gatto, non ci sono assolutamente dati scientifici in questo senso. Se mettete troppo sale però quello che potrebbe succedere è che il vostro gatto si disidrati molto e questo non fa bene al suo organismo;
  • evitate alimenti tossici nei condimenti: no quindi a tutti i sughi e le salse cucinati con aglio e cipolla. Meglio evitare anche pomodoro crudo, che potrebbe dare vomito. Sì invece, a meno che il vostro gatto non abbia problemi di salute, ai grassi. Olio e, soprattutto, burro, sono in genere di facile digestione per il gatto, così come qualsiasi tipo di carne o pesce. E se il vostro gatto va pazzo di pasta e ne vuole mangiare di più delle piccolissime quantità che vi ho suggerito, mi raccomando, non cedete! Pensate al rischio di diabete, che per lui/lei che è un carnivoro stretto è davvero dietro l’angolo. Piuttosto, possiamo gratificarlo/a con snack a base di fonti proteiche e grassi, sani e gustosi e adatti alla specie.

Alimentazione del gatto: da dove iniziamo?

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