Trecastelli, Marche: le Forze dell’Ordine sequestrano in un allevamento oltre 850 cani di piccola taglia e scoprono che alcuni sono affetti da Brucellosi, una zoonosi trasmissibile anche all'uomo. La notizia diventa di dominio pubblico e crea discussione, anche perché è l'unico focolaio di questa malattia in tutta Europa.

Che cosa è la Brucellosi

La Brucellosi del cane è una malattia infettiva causata dal germe Brucella canis. Si riscontra più frequentemente nei canili e/o allevamenti. Può essere causa di infertilità, aborti ed infiammazione di organi dell’apparato riproduttore maschile. La diagnosi viene effettuata con test di laboratorio. Ai fini della prevenzione è importante far osservare un periodo di quarantena ai nuovi soggetti che entrano nei canili. La Brucellosi canina è una malattia trasmissibile all’uomo.

Brucellosi nel cane: sintomi e modalità di trasmissione

La Brucellosi del cane è una malattia infettiva diffusa in tutto il mondo che colpisce più frequentemente animali allevati in canili, allevamenti e “puppy mills”. I cani randagi spesso sono serbatoi del virus.
La via più frequente di trasmissione è quella sessuale (trasmissione per via venerea). Tuttavia, la brucella può infettare i cani attraverso la congiuntiva, il cavo orale e lesioni cutanee. Una volta che il germe è penetrato nell’organismo si localizza nei tessuti che producono ormoni sessuali e dunque nell’utero (femmine), testicoli, prostata ed epididimo (maschi). I feti possono infettarsi in utero o bevendo latte da madri infette. E’ anche possibile che si realizzi un’infezione attraverso oggetti e superfici contaminate.

Il segno clinico più rilevante è l’infertilità ed aborti tardivi (intorno ai 45-55 giorni di gestazione). Talvolta, i feti vengono espulsi ma sono poco vitali e presentano lesioni incompatibili con la vita. La cagna infetta può presentare scolo vulvare. I maschi presentano lesioni allo scroto che può apparire aumentato di volume e dolente. Oltre a questi segni clinici riferibili all’infezione dei tessuti degli organi genitali, gli animali possono soffrire di infiammazione agli occhi (uveiti) e al disco intervertebrale (discospondilite) e segni generici di stanchezza e apatia.

Brucellosi del cane: diagnosi e cura

La diagnosi di Brucellosi viene effettuata con esami di laboratorio che mirano a coltivare i germi in vitro o a svelarne la presenza mediante tecniche biomolecolari. E’ possibile anche effettuare dei test sul sangue (esame sierologico). Inoltre, in cani con segni clinici l’indagine ecografica dell’apparato riproduttore e della colonna vertebrale può indirizzare il clinico verso una diagnosi di brucellosi.

Una volta che la malattia è stata diagnosticata, il medico veterinario prescriverà una terapia appropriata a base prevalentemente di antibiotici. E’ importante isolare tutti i cani venuti in contatto con gli infetti per un periodo fino a 12 settimane e sottoporli a test diagnostici. Inoltre bisogna disinfettare le superfici, cucce, recinti e superfici con prodotti a base di ammoniaca.

Prevenzione della brucellosi canina

Ai fini della prevenzione è importante isolare in quarantena tutti i cani che vengono introdotti in un canile o allevamento e testarli. Infine, la pratica dell’inseminazione artificiale annulla il rischio di trasmissione se il seme risulta negativo alla presenza di brucella.
Si raccomanda generalmente di testare tutti gli animali presenti in canile o allevamento due volte l’anno al fine di prevenire la malattia.
La brucellosi canina può trasmettersi all’uomo e le categorie più a rischi sembrano essere donne incinte, pazienti immunodepressi e bambini. I sintomi della malattia non sono specifici per cui  non sempre viene diagnosticata con successo. La terapia antibiotica può essere risolutiva.

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