video suggerito
video suggerito
30 Dicembre 2020
18:00

Parvovirosi canina: cause, sintomi, cura e prevenzione

La parvovirosi è una delle malattie più gravi e contagiose del cane. Si diffonde molto rapidamente attraverso il contatto con feci, saliva, urina e vomito e può portare velocemente alla morte dell’animale.

167 condivisioni
Professore universitario di Fisiopatologia veterinaria
Articolo a cura del Prof. Giuseppe Borzacchiello
Medico Veterinario e Professore universitario, esperto di patologia animale
Immagine

La parvovirosi canina è una grave patologia intestinale e/o del cuore, causata dal parvovirus canino di tipo 2 (CPV-2), uno dei più importanti patogeni dei cani. È estremamente contagiosa, infatti si riscontra con maggiore frequenza nei rifugi, negozi di animali e negli allevamenti. La malattia è caratterizzata da un rapido decorso clinico che può portare alla morte dei soggetti 2-3 giorni dopo la comparsa della sintomatologia.

La parvovirosi può colpire cani di qualsiasi età, ma è più frequente e grave nei cuccioli tra le 6 settimane e i 6 mesi. Tutte le razze sono suscettibili alla malattia, sebbene gli incroci siano meno sensibili dei cani di razza pura. Rottweiler, Springer spaniel, Pitbull e Pastore tedesco sono le razze che più frequentemente possono ammalarsi di parvovirosi.

Cause della parvovirosi nel cane

La fonte principale d’infezione è costituita dagli animali ammalati che eliminano il virus sia con le feci che, in presenza di viremia, con la saliva, urine e vomito. Esiste anche la possibilità che animali che hanno superato la malattia, dunque senza più sintomi, eliminano il virus nell’ambiente esterno. La via di contaminazione più frequente è oro-fecale attraverso il contatto con le feci di cani infetti o superfici contaminate. Il CPV ha un’elevata capacità di resistere nell’ambiente esterno e non si può escludere una possibile via di infezione rappresentata da animali di altre specie, insetti o personale addetto ai canili.

Sintomi della parvovirosi canina

Immagine

Gli organi bersaglio del CPV-2 sono principalmente l’intestino, i tessuti linfoidi, il midollo osseo e il cuore.  Il periodo di incubazione dura dai 3 ai 7 giorni, poi si manifestano i segni della malattia che è caratterizzata da due forme cliniche, quella enterica e/o quella miocardica.  La prima, più frequente, è caratterizzata da vomito, diarrea emorragica, depressione, perdita di appetito, febbre e disidratazione che può portare a morte l’animale.

L’infiammazione del cuore (miocardite) può essere osservata indipendentemente dalla forma enterica oppure essere conseguente a questa.  La mortalità è molto alta ed il decesso è rapido preceduto da segni di difficoltà respiratorie. La forma miocardica insorge più frequentemente nei cuccioli in età perinatale e si accompagna anche a congestione epatica, ascite e tachicardia.

L'infezione da parvovirus canino è anche caratterizzata da una riduzione dei globuli bianchi (linfopenia) per l’interessamento del midollo osseo e degli organi linfoidi.

Trattamento della parvovirosi canina

Non esiste una cura specifica per la parvovirosi. È importante una diagnosi tempestiva da parte del veterinario, che deciderà eventuali terapie, come la fluidoterapia per limitare la disidratazione.

L’importanza della vaccinazione

La vaccinazione dei cuccioli previene l’insorgenza della malattia. I vaccini contro CPV sono sicuri e conferiscono un'immunità protettiva che consente di controllare efficacemente l’insorgenza della malattia. Tuttavia, il virus è ancora ampiamente distribuito in natura, per cui se i cuccioli non sono vaccinati o se la vaccinazione viene effettuata quando i cuccioli hanno ancora gli anticorpi protettivi materni gli animali non risultano protetti rischiando facilmente di ammalarsi.

Infine, questo virus, come tutti i virus, è soggetto a mutazioni. Varianti mutate di CPV (CPV-2 b, c), presenti anche in Italia, possono dar luogo ad infezione singole o associate al virus naive difficilmente distinguibili clinicamente.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
Avatar utente
Giuseppe Borzacchiello
Professore universitario di Fisiopatologia veterinaria
Sono professore universitario di ruolo presso il Dipartimento di Medicina veterinaria e Produzioni animali dell’Università degli studi di Napoli Federico II e titolare della cattedra di Fisiopatologia degli animali domestici. Ho insegnato in diverse Università italiane, corsi di perfezionamento e master universitari. Appassionato di animali e di cani in particolare, mi occupo da oltre vent’anni di ricerca scientifica nel campo della patologia spontanea degli animali domestici e di tematiche inerenti l’oncologia comparata.
Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views