Intervista a Giuseppe Conte
Leader del Movimento 5 Stelle

Il Movimento Cinque Stelle nel programma presentato per le elezioni politiche del 25 settembre 2022 ha dato spazio a temi ritenuti urgenti come la protezione della fauna selvatica e il sostegno alle famiglie che ospitano animali domestici. Come emerge dalla nostra analisi dedicata alla "Giungla delle elezioni", le proposte fondamentali vanno dalla chiaramente espressa contrarietà alla caccia fino a quella di istituire un cashback veterinario.

Giuseppe Conte, ex premier e leader del partito, spiega a Kodami i punti fondamentali e le azioni programmatiche in merito al tema degli animali e della biodiversità.

Presidente Conte, cosa prevede il programma del Movimento Cinque Stelle sui temi degli animali e della biodiversità?

E' un programma molto avanzato in materia di tutela degli animali e sicuramente dedica un'attenzione importante agli animali. Da quando è nato, il Movimento Cinque Stelle ha sempre prestato grande attenzione a questo tema. E vorrei ricordare anche che solo grazie al Movimento, la tutela dell'ambiente, la biodiversità ma anche la tutela degli animali adesso sono un principio costituzionale. Inserire questi temi in Costituzione significa che lo Stato e tutte le sue articolazioni devono rispettarne il dettato e così tutto il radiante delle articolazioni dell'ordinamento giuridico. Noi vogliamo assolutamente, tra l'altro, prendere atto di una realtà: il nostro Paese è secondo in Europa per presenza di animali domestici e le istituzioni ne devono tener conto. Dobbiamo anche agevolare ovviamente i rapporti tra uomini e animali nelle nostre case e penso sia più corretto parlare non tanto di animali d'affezione ma proprio di animali familiari. Fondamentale è punire più severamente ogni forma di violenza secondo quanto previsto dalla nostra proposta "proteggi animali". E importantissimo è riformare anche il tradizionale approccio al randagismo: strutture come gli attuali canili e gattili devono sparire in favore di oasi rifugio. Vogliamo anche ridurre l'Iva per le spese veterinarie e proponiamo un progetto veramente rivoluzionario in generale sulle spese sanitarie in cui abbiamo tenuto conto di quelle veterinarie specificamente.

Quest'ultima è la vostra proposta di un "cashback veterniario". In cosa consiste?

Sì, un cashback fiscale che si paga con moneta elettronica dal veterinario e anche in farmacia: anziché avere scontrini che poi uno deve portare per la riduzione in detrazione d consegnare al commercialista in dichiarazione dei redditi, ecco che puoi avere direttamente il credito in conto corrente dopo qualche ora per i costi che le persone sostengono a tutela del proprio compagno animale.

Quattro italiani su dieci vivono con un animale domestico. Parliamo di quasi il 50% della popolazione. Ma un cane o un gatto per lo Stato sono considerati come beni di lusso e risulta difficile poi spingere le persone ad adottare dai canili quando non c'è alcun sostegno. Cosa ne pensa?

È davvero fuori luogo. Dobbiamo assolutamente superare la logica dell'attuale randagismo per interventi più strutturati. Questi temi sono stati anche affrontati più organicamente nella nostra proposta di legge "Proteggi animali". L'abbiamo presentata alla Camera e al Senato già nelle due precedenti legislature ma le altre forze politiche non ci hanno seguito. Noi riteniamo che gli animali siano esseri senzienti che sono dotati di una loro dignità, come ciascun essere vivente al mondo. E quindi non bisogna solo incidere sulla normativa per rafforzare tutele e agevolazioni ma serve anche un cambio di paradigma. Insomma, dobbiamo operare una rivoluzione sul piano culturale. Ciò richiede tempo e educazione perché io credo che avere un un buon rapporto con gli animali e avere una società che rispetta gli animali vuol dire vivere in un Paese che sul piano dell'evoluzione culturale ha fatto grandi passi avanti e noi siamo assolutamente concentrati in questa direzione.

Nel vostro programma, oltre ad avere un'attenzione particolare sugli animali familiari, siete tra i pochi che in maniera molto esplicita si dicono contrari alla caccia

Sì, riteniamo assolutamente che la caccia vada abolita. Abbiamo preso una posizione forte perché sull'attività venatoria si concentrano interessi, potentati economici e finanziari molto consistenti. Un vero e proprio grumo di interessi che è difficile da scardinare. Andiamo avanti su questo con grande determinazione, anche coraggiosamente. Abbiamo scelto questa strada e dobbiamo fare dei passi avanti in questa direzione anche se non è un obiettivo comune che si raggiunge dall'oggi al domani. Ciò che è certo, però, è che la strada non è di estendere, come vorrebbero i cacciatori e le lobby collegate, le possibilità di cacciare ma anzi di restringerla progressivamente per contrastare una pratica che oggi non ha molto senso. La caccia di fatto non risponde più a esigenze vitali dell'uomo come è stato in un ormai lontano passato. Diciamolo: è evidentemente un'attività che risponde a delle esigenze di "divertimento" e questo non lo possiamo accettare. E lo stesso, chiaramente, vale per il bracconaggio: dobbiamo contrastarlo in modo efficace in tutti i modi.

Abbiamo toccato la relazione uomo animale intesa come relazione all'interno delle mura domestiche e il rispetto della fauna selvatica. Ci sono altri grandi temi come la sperimentazione animale e il commercio illegale. Le chiedo qual è secondo lei il maggior problema da affrontare in Italia rispetto al tema dei diritti e del benessere degli animali?

C'è da rivoluzionare senz'altro un paradigma culturale in generale, anche se devo dire la verità stanno diventando sempre più eccezioni le ipotesi di maltrattamenti: si è diffuso sempre più un atteggiamento di tutela e nel sentire comune anche di di rispetto. Lo noto soprattutto tra i più giovani, c'è una percezione completamente diversa nelle nuove generazioni. I temi da lei citati ci stanno molto a cuore e dobbiamo assolutamente limitare e poi abolire progressivamente la caccia come dicevo  ma più in generale dobbiamo promuovere il principio di convivenza pacifica con la fauna selvatica, ad esempio rendendo prioritarie soluzioni alternative agli abbattimenti. Dobbiamo anche essere consapevoli che un futuro ambientalmente sostenibile è possibile solo spingendo per la riconversione dell'industria alimentare che oggi impatta il mondo in modo molto dannoso sul cambiamento climatico. Chiaramente  parliamo di riconversione dei processi produttivi e non dobbiamo nasconderci: non possono essere realizzati dall'oggi al domani ma sicuramente si inizia diffondendo la cultura di rispetto nei confronti degli animali.

Presidente, qual è la nostra più grande risorsa?

La enorme biodiversità che abbiamo in Italia è proprio la risorsa più importante. Siamo il paese al mondo in cui abbiamo questo grande asset che sono le specie vegetali e le specie animali. Abbiamo la fortuna di vivere in un Paese che ha una concentrazione di biodiversità invidiabile. Abbiamo dei primati in tanti settori da questo punto di vista ed è per questo che abbiamo voluto anche il principio della biodiversità in Costituzione, perché la tutela dell'ambiente e degli equilibri dell'ecosistema sono fondamentali. I nostri figli, i nostri nipoti hanno il diritto di poter godere della nostra biodiversità, della ricchezza della fauna e della flora così come noi l'abbiamo conosciuta progressivamente. Ora si sta riducendo ed è uno dei problemi dei cambiamenti climatici: le risorse naturali ovviamente sono sempre più limitate, la ricchezza della biodiversità viene compromessa. E da questo punto di vista dobbiamo preservarla. È un discorso che riguarda anche abbraccia in modo prioritario anche la tutela degli animali.

Presidente, qual è la promessa che sicuramente manterrà il suo partito?

Le confesso che "promessa" non è formula che mi piace. In campagna elettorale di promesse se ne sono fatte tante e se ne stanno facendo tante anche in questa tornata. Storicamente la classe politica le ha dispensate a destra e manca con grande facilità ed è la ragione per cui abbiamo un elevato astensionismo. I cittadini ormai hanno perso fiducia nelle forze politiche. Dunque io dico che per quanto riguarda la tutela degli animali si tratta di impegni che noi prendiamo e manterremo per cinque anni. Non garantiamo che riusciremo a raggiungere gli obiettivi perché dovremmo avere la stragrande maggioranza in Parlamento per esser certi al 100%. Però invito i suoi lettori a considerare che nella legislatura uscente, il Movimento 5 Stelle pur non avendo la totalità e la maggioranza assoluta in Parlamento, ha realizzato l'80% per 100 degli obiettivi che si era posto e io ancora non c'ero. Di questo dunque sono certo: se riceveremo una investitura di fiducia dei cittadini noi con le unghie e con i denti perseguiremo gli obiettivi di tutela degli animali. Non chiediamo un mandato in bianco e con queste idee ci presenteremo in Parlamento: ma questi temi dovranno essere al centro dell'agenda di Governo, altrimenti noi non ci saremo.

Grazie Presidente Conte, in bocca al lupo!

Abbiamo bisogno che viva: viva il lupo! Grande vita al lupo!