A cura di Laura Arena
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Veterinaria esperta in benessere animale

La sensibilità della società verso gli animali e l’ambiente è ormai innegabilmente destinata alla crescita. Nonostante i casi di maltrattamento e abbandono di animali e le notizie di crimini contro la natura siano sempre attuali, la società si sta preparando al cambiamento.

I legislatori di tutto il mondo sono così chiamati a promulgare normative specifiche di protezione e benessere degli animali. Così è stato anche a Cuba, dove nell’aprile del 2022, è stato approvato il primo storico strumento normativo di Benessere Animale. Ma a causa di fattori sociali e religiosi, alcuni animali restano fuori dai livelli di protezione garantiti dalle normative. A Cuba infatti i combattimenti tra galli e i sacrifici religiosi non sono proibiti dal nuovo Decreto Legge.

Società e protezione animale

La protezione degli animali è un dovere morale della società civile e della politica, che si sta manifestando con sempre maggiori iniziative legislative.

Basti pensare che in Italia, un lungo dibattito e il dovuto iter d’approvazione, non privi di fatiche, hanno finalmente portato alla riforma degli articoli 9 e 41 del testo costituzionale che inserisce appunto gli animali e l’ambiente tra i principi fondamentali dello Stato italiano. Se da un lato la tutela degli animali nella Costituzione rappresenta un traguardo storico, è altrettanto vero che si tratta di un traguardo parziale. In Italia, ad esempio, si sta facendo una fatica incredibile a sbloccare il processo di aggiornamento e modifica della trentennale 281/’91 "Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo."

Facendo un salto dall'Italia alla Spagna, abbiamo invece visto il difficile iter per l’approvazione della prima “Legge di Protezione, Diritti e Benessere degli Animali”, costantemente minacciata non solo da assurde proposte d’emendamento ma anche da proposte di annullamento in toto.

Il riconoscimento dei diritti degli animali e la loro tutela si scontrano quindi con fattori sociali e culturali che ne prevaricano l’importanza e ne impediscono lo sviluppo. Come in Spagna i cacciatori mettono lo sgambetto alla nuova proposta di Legge, qualcosa di simile succede oltreoceano. A Cuba i culti religiosi associati alla “Santería afrocubana” e il folklore legato ai gallodromi hanno minato l’integrità della prima storica normativa di Benessere Animale del Paese.

Cuba e la prima normativa di Benessere Animale

Cuba è uno di quei Paesi dove la convivenza responsabile con animali sembra essere un miraggio, dove le strade sono sovraffollate di cani e gatti vaganti non sempre in buone condizioni, dove i combattimenti clandestini tra cani e tra galli sono all’ordine del giorno e dove per le strade si incontrano senza problemi cadaveri di giovani animali sacrificati per culti religiosi.

Sulla spinta dei movimenti animalisti e per la necessità di adattarsi agli altri Paesi, latini e non, che hanno una propria Legge in tema di tutela degli animali, il Consiglio di Stato di Cuba ha pubblicato nel Bollettino Ufficiale del 10 aprile del 2021 il nuovo Decreto Legge 31/2021 “di Benessere Animale”.

La nuova normativa è considerata un trionfo della società civile, dopo anni di mobilitazione degli attivisti della protezione degli animali che nel 2019 hanno rappresentato la prima protesta indipendente e di carattere non politico autorizzata in 60 anni di rivoluzione socialista.

Obiettivo del Decreto è disciplinare i principi, i doveri, le regole e le finalità riguardanti la cura, la salute e l'utilizzo degli animali, al fine di garantirne il benessere, con particolare attenzione al concetto di Salute Unica (One Health).

Il Decreto, non è specifico per gli animali da compagnia bensì vuole proteggere “mammiferi, uccelli, api, rettili, pesci, molluschi, crostacei e anfibi”. Esige quindi che le persone garantiscano agli stessi un adeguato stato di salute fisica e mentale durante la vita e la morte.

Il Decreto stipula le basi per:

  • il possesso responsabile degli animali da compagnia, sia familiari che detenuti per fini riproduttivi e commerciali;
  • la gestione del randagismo;
  • l’assistenza veterinaria e i servizi veterinari;
  • la commercializzazione di animali vivi;
  • il trasporto animale;
  • l’eutanasia degli animali.

Inoltre traccia le basi per la tutela del benessere degli animali utilizzati per:

  • la produzione di alimenti;
  • lavoro;
  • fini sportivi, di intrattenimento ed esibizioni;
  • la sperimentazione;
  • la formazione tecnica e professionale.

Il Decreto stabilisce inoltre la divisione di ruoli, compiti e responsabilità tra le distinte autorità competenti per ogni materia e introduce le contravvenzioni per le seguenti condotte in trasgressione al benessere animale:

  • il mancato rispetto di tutti gli obblighi introdotti (possesso responsabile, commercializzazione, trasporto ecc.);
  • il maltrattamento animale e l’uccisione di animali;
  • l’abbandono di animali;
  • le lotte tra animali (con eccezione ai casi autorizzati);
  • l’abbandono di cadaveri di animali per le vie pubbliche;
  • la circolazione con animali senza rispettare le norme igieniche e di sicurezza;
  • il mancato possesso delle autorizzazioni per l’utilizzo di animali per fini specifici.

Cosa c’è che ancora non va nel Decreto?

L’approvazione del Decreto costituisce un importante punto di partenza e un apriporta verso sempre maggiori livelli di protezione animale così come verso maggiori sentenze nei tribunali nei confronti di chi abbandona, maltratta e uccide animali.

La Legge però, ancora una volta si è dimostrata essere non uguale per tutti!

Nonostante l’introduzione del divieto del maltrattamento, resta non proibito l’utilizzo di animali negli spettacoli, in circhi, rodei e giardini zoologici. Ad esempio, controtendenza rispetto alle normative europee.

L’articolo 9 del Decreto, inoltre, proibisce le lotte tra animali di qualunque specie, con eccezione però dei combattimenti tra galli che siano autorizzati dalle autorità competenti e che si svolgano nei gallodromi registrati.

A Cuba sono infatti frequentissimi i combattimenti clandestino tra galli, che costituiscono anche un gran richiamo turistico. Testimonianze di cittadini ed associazioni animaliste riportano che per le vie delle città è molto frequente trovare cadaveri di galli scarti delle risse.

Tra i cadaveri abbandonati, però, oltre a quelli dei galli, ci sono spesso anche quelli di capre, capretti, agnelli, galline, colombi, e altri volatili, sacrificati per motivi religiosi.

A Cuba è infatti estremamente radicato il culto della “Santería afrocubana”, introdotto nel Paese nei tempi della schiavitù, ad oggi estremamente radicato, che prevede il sacrificio di animali come offerta agli spiriti.

Il nuovo Decreto infatti non proibisce queste pratiche, ma piuttosto sottolinea che "il sacrificio degli animali avviene in modo compassionevole e rapido, evitando il dolore e lo stress" e deve essere fatto con i metodi previsti dal Decreto stesso.

Insomma, se ormai la protezione degli animali sembra andare verso una unica direzione, ci scontriamo costantemente ed in ogni angolo del mondo con tradizioni, convinzioni, culture e interessi economici che ne minano e sporcano l’integrità nella sua formulazione legislativa e nella sua applicazione.