Legge bilancio animali

Con 355 voti favorevoli e 45 contrari la Camera ha ufficialmente approvato Legge di bilancio. Un dibattito acceso e la necessità di porre la questione di fiducia sulla Manovra. Così si chiude politicamente il 2021, con la querelle della prima Legge di Bilancio varata durante il governo Draghi. Nonostante la seconda maggioranza più larga della storia, il dibattito parlamentare che oggi ha portato alla definitiva approvazione della Legge di Bilancio ha causato la rottura dei difficili equilibri di questa XVII legislatura.

I colpi di scena – in negativo – però non hanno riguardato solo gli umani, ma anche gli animali, e non sono poche le delusioni incontrate dalle famiglie di cani e gatti. Un po' meglio è andata alla fauna selvatica, destinataria di un provvedimento storico e molto atteso.

A tirare le somme è la senatrice e capogruppo di Leu, Loredana De Petris, prima firmataria del divieto di allevamento degli animali da pelliccia, la vera grande vittoria di questa Manovra: «In materia di ambiente e tutela degli animali abbiamo inserito numerose disposizioni molto significative. Molto deve ancora essere fatto».

Ma cosa è stato realizzato e cosa ancora manca in questa Legge di Bilancio?

Animali domestici: poca attenzione per le famiglie

Degli oltre oltre 32 miliardi che il Parlamento ha stanziato per il 2022 solo 23 milioni sono destinati agli animali, tra domestici e selvatici. Non ha trovato posto la riduzione dell'Iva per la salute e il benessere animale proposta dalla forzista Michela Vittoria Brambilla. Il provvedimento chiedeva di collocare le prestazioni veterinarie e la cessione degli alimenti per animali da compagnia nello scaglione d'imposta agevolata al 10%. Escluso un altro provvedimento dello stesso tenore formulato dalla deputata Arianna Spessotto del Gruppo Misto.

La richiesta di ridurre l'Iva al 22%, prevista per i beni di lusso, per i beni essenziali per gli animali d'affezione è forse la richiesta più pressante arrivata dalle famiglie italiane. Ma anche per quest'anno l'appuntamento è rimandato alla prossima Legge di Bilancio.

Tuttavia sono altri i provvedimenti in favore degli animali che hanno trovato posto in Manovra. 10 milioni di euro sono stati destinati al fenomeno del randagismo. Le risorse sono così suddivise: 2 milioni per la prevenzione nel Fondo istituito dalla legge quadro 281/1991 e 8 milioni in favore dei rifugi per animali nei comuni in stato di pre-dissesto o dissesto finanziario, come previsto dalla legge 178/2020.

Nonostante le perplessità, i membri dell'Intergruppo parlamentare per il benessere degli animali, guidati da Brambilla, si dicono soddisfatti: «Mai risorse così abbondanti sono state stanziate in una legge di Bilancio per la tutela degli animali».

I provvedimenti per la fauna selvatica

Lo abbiamo visto già con la vicenda dei mufloni "alieni" dell'Isola del Giglio: le specie alloctone sono sempre più nel mirino dello Stato. Per questo con la Legge di Bilancio 2022 viene istituito, nello stato di previsione del ministero della Transizione ecologica, un apposito Fondo per il controllo delle specie esotiche invasive, con dotazione finanziaria pari a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024.

Il Fondo prevede azioni sia di contenimento che di eradicazione delle specie giudicate fortemente negative per la biodiversità degli ecosistemi autoctoni. Questo strumento potrebbe rivelarsi utile al fine di limitare l'esplosione demografica di quelle specie che, complice il cambiamento climatico e l'importazione illegale, stanno strappando nicchie ecologiche alle specie italiane ed europee.

Tuttavia non sono pochi i pericoli che un simile Fondo può celare, dato che tra le azioni messe in atto da Parchi e riserve naturali è sempre più presente il selecontrollo, cioè la caccia selettiva, nei confronti delle specie giudicate esotiche.

Ma non ci sono solo notizie negative per i selvatici: in Manovra è previsto anche un nuovo finanziamento in favore del Fondo per il recupero della fauna selvatica che nel 2022 riceverà risorse pari a 4,5 milioni di euro. A beneficiarne saranno soprattutto i Cras.

Inoltre, viene istituito, nello stato di previsione del ministero della Salute, un Fondo con una dotazione di 500.000 euro per il 2022 per l'introduzione del vaccino veterinario immuno contraccettivo GonaCon per la sterilizzazione dei cinghiali. Nell'odg proposto dal deputato Pd Andrea Frailis il Governo si impegna a prevedere che il ministro Roberto Speranza riferisca in Parlamento sull'utilizzo del GonaCon e sui risultati ottenuti rispetto al contenimento delle specie dannose di fauna selvatica al fine di valutarne il rapporto costi-benefici.

Questa novità potrebbe andare a beneficio degli ungulati come alternativa all'abbattimento massivo messo in atto da numerosi Enti locali e Parchi naturali nell'ultimo anno.

Ma è lo stop agli allevamenti di animali da pelliccia la vittoria degli animalisti in Parlamento. Visoni, volpi, cincillà: nessuno di questi potrà più essere allevato, catturato, commercializzato allo scopo di ricavarne pellicce. Tutti gli allevamenti, dovranno essere dismessi entro giugno 2022 e per questo è stato creato un fondo di 3 milioni di euro allo scopo di indennizzare gli allevatori.

È stato approvato alla Camera anche un ordine del giorno del deputato tarantino Giovanni Vianello (Alt) che impegna il Governo a valutare l'istituzione nel Golfo di Taranto di un'Area Marina Protetta statale denominata "Santuario dei Cetacei del Golfo di Taranto" finalizzata alla tutela dei delfini e dei cetacei. «Un primo passo importante – commenta Vianello – per la tutela dei nostri delfini e delle nostre balene che nuotano nel Golfo di Taranto». Essendo un odg per cui non c'è ancora nulla di definitivo ma è un argomento che dovrà essere affrontato dal Parlamento nel 2022.

Ci sono poi altri provvedimenti in Legge di Bilancio che pur riguardando gli animali non vanno a loro beneficio. Il più importante in termini di risorse riguarda la filiera delle carni bianche che grazie all'interesse della Lega ha ottenuto una somma non inferiore a 30 milioni di euro per l'anno 2022. A beneficiarne saranno gli imprenditori delle carni derivanti da polli, tacchini, conigli domestici, lepri e altri animali vivi destinati all'alimentazione umana, nonché uova di volatili in guscio.