I crostacei sono un grande e diversificato raggruppamento di artropodi che va dai famosi granchi, gamberi e gamberetti, ai meno conosciuti balani e canocchie. Il gruppo dei crostacei è un subphylum sotto il clade Mandibulata, ovvero fanno parte di un enorme raggruppamento di animali che in comune hanno la caratteristica anatomica di possedere le mandibole.

Di specie di crostacei ce ne sono moltissime, ben 67.000, e variano molto per dimensioni: da Stygotantulus Stockiun minuscolo animale che raggiunge la piccolissima dimensione di a 0,1 millimetri, al granchio ragno giapponese (Macrocheira kaempferi) che può arrivare fino a 3,8 metri di lunghezza per 20 chili di peso. La caratteristica tipica dei crostacei, e di quasi tutti gli altri artropodi, è la presenza di un esoscheletro duro che mutano ciclicamente per crescere. La principale differenza con gli altri artropodi è il fatto che ogni arto e appendice è biramosa, ovvero divisa in due estremità.

Caratteristiche dei crostacei

La maggior parte dei crostacei sono animali acquatici liberi e solo alcuni di loro hanno vita terrestre come i famosi porcellini di Sant'Antonio, i piccoli crostacei che spesso vediamo anche in luoghi particolarmente umidi della casa o nei giardini. Sono diffusi principalmente nelle zone costiere dell'Europa e sono stati introdotti anche in Nord America. Altri crostacei li vediamo spesso sulle chiglie delle navi o attaccati sul ventre di grandi cetacei: sono i così detti balani, organismi distribuiti praticamente in tutto il mondo, ancorati al substrato e, nel corso dell'evoluzione, hanno perso quasi completamente qualsiasi apparenza con i membri dello stesso subphylum.

In ogni caso, eccezioni a parte, il corpo di un crostaceo è composto da segmenti raggruppati in tre regioni ben evidenti: la testa, il torace e l'addome. A volte, come nel caso dei granchi, i primi due segmenti possono formare un cefalotorace, una fusione delle due parti corporee, e alla fine dell'addome, alcuni, possiedono una coda terminale chiamata telson, come nel caso di aragoste e astici.

Ai lati e sulla testa di ogni crostaceo è spesso possibile vedere delle appendici: antenne per percepire l'ambiente circostante, arti per camminare e chele per afferrare le prede e difendersi. Il numero varia molto da specie a specie e la loro caratteristica principale è la "biramosità", ovvero la parte finale si divide in due parti donando al crostaceo l'apparenza di possedere il doppio di arti e antenne.

Riproduzione e respirazione dei crostacei

Per quanto riguarda l'accoppiamento anche questo varia molto da specie a specie. Per quanto riguarda i granchi, la copulazione avviene in uno specifico periodo, quello della muta. Il granchio, infatti, durante questa fase, dispone di un esoscheletro più molle, e quindi più facile da gestire durante l'accoppiamento.

Molti crostacei si accoppiano sulla terra ferma stagionalmente e ritornano in mare per rilasciare le uova. Altri, come il porcellino di Sant'Antonio, depongono le uova lontane dall'acqua, ma in condizioni di alta umidità. Ci sono dei crostacei dell'ordine dei decapodi, in fine, che trattengono le uova fino a un attimo prima della schiusa per proteggerle il più possibile dai predatori.

Curioso è il tipo di respirazione a seconda della specie: quelle più piccole non necessitano di grandi organi respiratori e posseggono una respirazione cutanea, dove l'ossigeno permea attraverso il sottile tegumento che li riveste. Nei crostacei più grandi, invece, sono presenti le branchie, organi specializzati per la respirazione in acqua presenti anche in pesci e alcuni anfibi. Queste sono estroflessioni cutanee riccamente vascolarizzate dove lo spessore della pelle molto sottile permette lo scambio gassoso con l'ambiente esterno.

Elenco delle principali specie di crostacei

L'importanza ecologica di questi animali è estremamente sottovalutata. Sono predatori e prede di numerosi animali e quindi elementi fondamentali della rete alimentare. Le loro caratteristiche ecologiche li rendono un raggruppamento animale estremamente adattabile a diverse condizioni ambientali, non a caso sono presenti sul nostro Pianeta da circa 500 milioni di anni, con il fossile più antico che prende il nome di Rehbachiella kinnekullensis, un crostaceo risalente al Cambriano.

La loro presenza in tutto il mondo è la vera testimonianza di quanto siano riusciti ad adattarsi magnificamente alle diverse condizioni ambientali degli habitat della Terra e di seguito mostriamo esempi di quanto radicalmente diverse possono essere le specie.

Potamon fluviatile

Pensando a un crostaceo è normale immaginare immediatamente un granchio. In Italia ne abbiamo diversi endemici, proprio come il Potamon fluviatile, detto anche comunemente granchio d'acqua dolce. È una specie molto comune in Italia e presenta le classiche caratteristiche di tutti i granchi: il segmento della testa fuso con quello del torace e gli occhi, sostenuti da un peduncolo, possono essere ritratti nelle cavità orbitali.

L'addome è incurvato ventralmente e nelle femmine presenta una tasca addominale per l'incubazione delle uova e il trasporto dei piccoli. Nei maschi adulti di granchio d'acqua dolce e di molte altre specie si registra una spiccata eterochelia, ovvero una differenza nelle dimensioni delle chele. La più grande viene spesso utilizzata per impressionare i contendenti durante i confronti per l'accoppiamento che raramente prevedono uno scontro fisico.

Pandalus borealis

Pandalus borealis, foto di Totti via Wikimedia Commons
in foto: Pandalus borealis, foto di Totti via Wikimedia Commons

Un altro animale che comunemente viene in mente parlando di crostacei è il gamberetto. Di questo animale ne esistono numerose specie fra cui Pandalus borealis, comunemente noto come gamberetto boreale o gambero rosa.

Vive in acque fredde nell'Atlantico del nord fino a toccare le coste della Groenlandia, con temperatura tra 0 e 9 gradi. Può essere arrivare a profondità sorprendenti, fino a 400 metri fra le caratteristiche principale di questo e molti altri crostacei c'è l'ermafroditismo: i gamberetti nascono maschi e dopo un anno i due testicoli diventano ovaie e finiscono la vita come femmine.

Homarus gammarus

Homarus gammarus, foto di Chaos via Wikimedia Commons
in foto: Homarus gammarus, foto di Chaos via Wikimedia Commons

È giunto il momento di sfatare un luogo comune: quelli che comunemente in televisione, al cinema e nell'immaginario collettivo in generale, in realtà, sono astici. Un esempio è Homarus gammarus, crostaceo di colore bluastro che è possibile trovare dai mari della Norvegia fino al Marocco.

Il luogo comune deriva principalmente dalle chele: mentre quelli che generalmente chiamiamo gamberi non hanno le chele e somigliano molto a una versione più grande del Pandalus borealis citato precedentemente, gli astici possiedono due paglia di grandi chele che li rendono inconfondibili.

Eriocheir sinensis

Questo animale è noto anche come granchio cinese o granchio peloso di Shanghai, ed è una specie fossoria, ovvero tende a scavare nidi e nascondigli sotto la sabbia o qualunque substrato morbido.

È un ottimo esempio di come i crostacei si siano adattati anche alla vita in acqua dolce, anche se questo animale può tranquillamente vivere anche in mare. Infatti, quando deve accoppiarsi si spinge in mare o in acque salmastre mentre spende il resto della vita in fiumi o laghi.

Data questa sua grande adattabilità è una specie invasiva estremamente dannosa per gli ecosistemi nei quali è stata introdotta, spesso involontariamente, dall'uomo. Oggi è presente anche in Europa, soprattutto in Portogallo.

Cymothoa exigua

Un pidocchio della lingua fuori dal suo ospite, foto di Marco Vinci via Wikimedia Commons
in foto: Un pidocchio della lingua fuori dal suo ospite, foto di Marco Vinci via Wikimedia Commons

Non manca fra i crostacei il fenomeno del parassitismo. Questa specie è nota anche come "pidocchio della lingua" ed è un ectoparassita dei pesci ossei. L'adulto misura mediamente dai 3 ai 4 centimetri di lunghezza e a un primo sguardo è difficilmente riconoscibile come crostaceo.

Il suo nome lo deve al suo peculiare ciclo biologico: una volta giunti nelle branchie il maschio più grosso cambia sesso e diventa una femmina. A questo punto i maschi fecondano la femmina che poi arriva nella cavità orale e si attacca alla lingua dove si nutrirà del sangue dell'ospite.

In questo modo la lingua, prosciugata e ormai morta, si staccherà e il crostaceo potrà prendere il posto di questo organo attaccandosi alla base cartilaginea nella bocca del pesce. Così facendo il pesce potrà ancora nutrirsi perché il parassita svolgerà il ruolo funzionale della lingua e solo una volta rilasciate le larve, questa potrà staccarsi dal pesce che morirà di lì a breve.

Armadillidium vulgare

Molti avranno visto almeno una volta questo animale, soprattutto perché è facile trovarlo anche in casa. È conosciuto con numerosi nomi fra cui porcellino di terra o porcellino di Sant'Antonio. 

Questo animale è un ottimo esempio di crostaceo completamente adattato a vivere sulla terra ferma. È presente in molte zone costiere dell'Europa e per sopravvivere  necessita di umidità, in quanto il suo tegumento non gli consente di preservarla efficacemente. Per tale motivo si muovono soprattutto di notte e si muovo soprattutto per la ricerca di un partner o per il cibo. Si nutre soprattutto di vegetali ed animali morti ed è, dunque, una parte fondamentale degli ecosistemi in quanto partecipa attivamente al "riciclo" delle sostanze organiche.

Euphausiacea

L'ordine Euphausiacea accoglie al suo interno la maggior parte delle specie che generalmente vengono definite krill, il termine norvegese che indica piccoli crostacei che generalmente fanno parte della dieta di molti grandi filtratori dei mari.

Vivono in tutti gli oceani del mondo, con particolare concentrazione nelle acque fredde e polari e sono importanti organismi che compongono il così detto zooplancton. Gli occhi di questi animali sono compositi come in molti invertebrati e alcune specie possono adattarsi a differenti condizioni di luce attraverso l'uso di pigmenti protettivi.

Balanus

Un ulteriore esempio di quanto i crostacei siano estremamente diversi nelle forme: i balani. Questi animali vengono chiamati anche "denti di cane" e fanno parte di un super-ordine di crostacei sessili, ovvero non fissi al substrato e non in grado di muoversi.

Si trovano spesso sulle chiglie delle navi e sul corpo di grandi animali marini e non assomigliano neanche lontanamente a un crostaceo, sebbene facciano parte proprio di questo subphylum. Il corpo all'interno del duro guscio e rivolto con le zampe verso l'esterno con le quali è in grado di far arrivare una piccola corrente d'acqua alla bocca per filtrare i microrganismi.

Odontodactylus scyllarus

Questo animale è fra i più straordinari organismi del regno animale. La canocchia pavone possiede due fra i più incredibili adattamenti sensoriali e predatori del regno animale e i suoi colori sono stupefacenti. Innanzitutto i suoi occhi sono particolarmente studiati dai ricercatori: hanno la capacità di vedere la luce polarizzata circolarmente e questo ha portato a studi per determinare se i meccanismi con cui i loro occhi operano possono essere replicati per l'uso nella lettura di CD e dispositivi ottici di memorizzazione di informazioni analoghe.

Inoltre il primo paio di zampe a forma di chela ripiegata sono in grado di colpire velocemente una preda e stordirla tramite un fenomeno naturale chiamato "supercavitazione". L'arto colpisce talmente tanto velocemente che l'animale riesce a creare una bolla di gas all'interno dell'acqua che successivamente, viaggiando ad altissima velocità, esplode fragorosamente sulla preda.