Che rumore fa una specie quando si estingue? Apparentemente nessuno, visti i numeri drammatici che hanno raggiunto oggi i livelli di estinzione. Per essere un po' più precisi, in realtà, la scomparsa di specie animali e vegetali un suono lo produce e come: si tratta di un grido d'allarme che però in pochi riescono evidentemente a sentire.

Chi quell'urlo lo ascolta e cerca di amplificarlo ogni giorno ha stimato che attualmente la velocità con cui la biodiversità sta sparendo è di almeno 100 o addirittura 1000 volte superiore al normale. Una normalità che – bisogna ricordarlo – l'estinzione l'ha prevista e come, ma di certo non con questa portata. L'estinzione è infatti un processo naturale fondamentale che ricopre un ruolo chiave nel grande gioco dell'evoluzione della vita sulla Terra.

Il 99% di tutte specie mai esistite si è già estinto

Attraverso l'evoluzione le specie viventi si differenziano le une dalle altre, si moltiplicano, prosperano e poi quando qualcosa nell'ambiente intorno a loro cambia e non sono più adatte per sopravvivere si estinguono, lasciando il posto vuoto – la nicchia ecologica – a qualcun altro. L'estinzione è quindi sempre esistita e sempre esisterà e considerando la lunghissima storia della vita sulla Terra (oltre 4 miliardi di anni) è ragionevole pensare che il 99,9% di tutte le specie vissute sul nostro Pianeta si è già estinta.

Qualcuno ha persino provato a stimare quanti organismi diversi sono vissuti (e poi estinti) sulla Terra fino a oggi, un numero impossibile da calcolare che potrebbe però essere compreso tra i 5 e i 50 miliardi di specie differenti. Cifre impressionanti se paragonate alle circa 8-10 milioni di specie animali e vegetali attualmente stimate sulla Terra e di cui appena 1,9 circa è stata formalmente descritta dalla scienza.

L'estinzione è il destino naturale di ogni specie vivente

L'estinzione è quindi il destino naturale di tutte le specie viventi e prima o poi toccherà a tutti, Homo sapiens compreso. Ogni specie nasce quindi con una data di scadenza che mediamente si aggira tra i 5 e i 10 milioni di anni di vita. Questi numeri cambiano molto in base ai gruppi tassonomici presi in considerazione, al livello di specializzazione e all'ampiezza del loro areale.

La durata media della vita evolutiva di un mammifero come noi è per esempio di circa 1 o 2 milioni di anni, mentre per gli invertebrati – soprattutto quelli marini – l'aspettativa è sensibilmente più lunga, fino a 11 milioni di anni. Una specie si estingue – intuitivamente – quando l'ultimo individuo che la rappresenta muore, tuttavia esiste anche un tipo di estinzione "programmata", quella funzionale, che viene affibbiata a un organismo la cui popolazione è talmente esigua da non potersi ormai più riprendere. È forse questa l'estinzione più triste di tutte, quella che ormai non puoi più evitare.

Perché le specie si estinguono

Il motivo per cui un animale o un pianta scompare per sempre è essenzialmente uno solo: quando non è più adatto all'ambiente in cui vive. Questo avviene per esempio quando l'habitat muta drasticamente (una foresta che diventa una prateria o un lago che evapora), quando scompaiono per qualche ragione le risorse da cui dipende (una preda o uno sito di nidificazione) oppure quando perde la competizione (per esempio per il cibo o altre risorse) con altre specie più performanti.

Ogni specie vivente occupa infatti un ruolo nel mondo e nell'ambiente ben preciso (la nicchia ecologica), tuttavia non esistono purtroppo un posto per tutti e le nicchie sono limitate. Pertanto quando due o più specie entrano in competizione per la stessa nicchia ecologica (per esempio quella di predatore al vertice o di erbivoro pascolatore) prima o poi questa finirà per essere occupata da un solo vincitore, che essendo più adatto per quel ruolo "butta fuori" gli altri, tradotto: estinzione.

Le estinzioni di massa

Di norma le estinzioni avvengono in maniera lenta e graduale, ma di tanto in tanto può capitare che improvvisamente, e in un arco temporale relativamente breve su scala geologica, scompaiano un gran numero di specie viventi tutte insieme a causa di eventi catastrofici su scala globale. Questi eventi eccezionali vengono chiamati estinzioni di massa e coinvolgono almeno il 75% degli esseri viventi che in quel momento abitano il Pianeta.

È accaduto almeno cinque volte nella storia della vita sulla Terra. La più catastrofica è stata quella del Permiano, circa 250 milioni di anni fa, quando si sono estinte oltre il 90% delle specie marine conosciute e la vita ha rischiato di essere spazzata via per sempre. L'ultima e più famosa tra tutte, invece, è l'estinzione del Cretacico, circa 66 milioni di fa, che ha visto sparire quasi tutti dinosauri a eccezione degli uccelli per colpa dell'impatto di un meteorite con la Terra.

L'estinzione "accelera" la diversità

L'estinzione da un punto di vista ecologico non è di per sé una cosa negativa – a meno che non sia la tua specie a estinguersi – perché lascia il campo libero a nuove forme di vita. Quasi sempre infatti un'estinzione di massa è seguita da una rapida ed esplosiva radiazione adattativa, e cioè una velocissima evoluzione e diversificazione di nuove specie a partire dai pochi sopravvissuti.

È infatti grazie a quel meteorite e a infinite altre contingenze fortunate se noi oggi siamo qui. La scomparsa della maggior parte dei dinosauri ha difatti lasciando il campo libero a noi mammiferi, nuovi dominatori del Pianeta, almeno fino a oggi.

La sesta estinzione di massa

Negli ultimi secoli infatti sempre più specie si stanno estinguendo, e in tempi rapidissimi. Tutti gli esperti concordano infatti che siamo ormai nel pieno della sesta estinzione di massa. Non si tratta però di evento causato dall'impatto di un meteorite o da un'improvvisa glaciazione, la catastrofe che in questo sta facendo letteralmente sparire centinaia di specie ogni anno ha un nome e un cognome: Homo sapiens. Fin dall'invenzione dell'agricoltura l'impatto delle attività umane sulla biodiversità è stato purtroppo incredibilmente forte e invasivo.

La velocità con cui le specie viventi si stanno estinguendo ha raggiunto numeri impressionanti, ben al di sopra dei normali tassi di estinzione, e sembra che la situazione sia addirittura accelerata negli ultimi 50 anni.

Oggi le specie si estinguono fino a 100 o 1000 volte più velocemente di quando l'uomo non c'era. Secondo l'IUCN solamente a partire dal 1500 si stima che si siano estinte almeno 900 specie diverse, tra cui 85 mammiferi, 159 uccelli, 35 anfibi, e 80 pesci. Stime certamente al ribasso che potrebbero peggiorare sempre più nell'immediato futuro. Distruzione degli habitat, specie invasive, inquinamento, cambiamenti climatici e sovrasfruttamento sono alcune delle principale cause di perdita di biodiversità riconducibili direttamente all'uomo.

Animali estinti a causa dell'uomo

Per colpa delle attività umane abbiamo già perso innumerevoli e irripetibili pezzettini di biodiversità. Queste specie ormai scomparse per sempre dovrebbero essere un monito per tutta l'umanità, che ha bisogno di invertire quanto prima la rotta per evitare di compromettere irrimediabilmente gli ecosistemi e il nostro futuro. Vediamo quindi un po' più da vicino quali sono alcune delle specie simbolo estinte proprio per colpa dell'uomo.

Il dodo

Simbolo indiscusso delle estinzioni causate dall'uomo, il dodo (Raphus cucullatus) era un uccello non in grado di volare endemico delle isole Mauritius. Specie aliene, deforestazione e persecuzione diretta lo hanno portato rapidamente all'estinzione. L'ultimo avvistamento accertato di un esemplare in vita risale al 1662, appena 64 anni dopo la sua prima scoperta avvenuta nel 1598.

Il lipote

L’ultimo avvistamento di un lipote (Lipotes vexillifer) risale al 2007, dopodiché di lui non ci sono state più tracce. Il declino della popolazione di questo delfino di fiume, che negli anni 50 contava 6.000 individui, è dovuto principalmente alla caccia e all'industrializzazione del fiume Yangtze.

Il tilacino o tigre della Tasmania

Il tilacino o tigre della Tasmania (Thylacinus cynocephalus) era un predatore marsupiale diffuso un tempo soprattutto sull'omonima isola. Conosciuto da molti per i filmati che ritraggono Benjamin, l'ultimo esemplare morto in uno zoo nel 1936, si estinto a causa dell'uomo nel secolo scorso.

L'uro

L'uro (Bos primigenius) è stato uno dei più grossi bovini selvatici che un tempo vagavano per l'Europa e non solo. Portato all'estinzione dall'uomo a causa della caccia e della distruzione dell'habitat, è stato però domesticato almeno due volte ed è quindi l'antenato selvatico di tutti i bovini domestici attuali.

Il quagga

Il quagga (Equus quagga quagga) era la più meridionale tra tutte le zebre africane ed era un tempo molto comune tra le aride pianure sudafricane. Con l'arrivo dei coloni europei però, questa zebra dal mantello e dalla colorazione unica, iniziò a sparire rapidamente dalla circolazione, fino ad estinguersi completamente nella seconda metà dall'800.

Il mammut

Il mammut lanoso (Mammuthus primigenius) è uno degli animali più rappresentativi e iconici dell'ultima era glaciale. Vissuti per lungo tempo fianco a fianco con l'uomo sono scomparsi quasi tutti circa 10mila anni fa, proprio con la fine dell'era glaciale. Tuttavia alcune piccolissime popolazioni sono sopravvissute ancora per molto tempo ma sono scomparse a causa del mix letale di stravolgimenti ambientali e caccia da parte dell'uomo.

La tigre dai denti a sciabola

La tigre dai denti a sciabola (Smilodon sp.) è uno dei mammiferi estinti più conosciuti e affascinanti tra tutti. Con i loro giganteschi canini ricurvi erano predatori formidabili, in grado di abbattere animali molto più grossi di loro. Nonostante ciò lo smilodonte si estinse comunque alla fine dell'ultima era glaciale, molto probabilmente a causa di numerosi fattori, tra cui lo zampino dell'uomo.

Il picchio beccoavorio

Il picchio beccoavorio (Campephilus principalis) era una specie di picchio nordamericano dallo sgargiante piumaggio bianco nero e rosso e dal lungo becco bianco a forma di scalpello. È stato dichiarato estinto nel settembre 2021 a causa dell'uomo, poiché non si hanno sue notizie certe dal 1944.

Il ratto di Bramble Cay

Il piccolo ratto di Bramble Bay (Melomys rubicola) era originario di un isolotto corallino omonimo situato nello stretto di Torres, al largo della Papua Nuova Guinea. I ricercatori considerano questo animale estinto dal 2015 a causa dei cambiamenti climatici: l'innalzamento delle acque hanno portato ad una significativa riduzione della vegetazione sulla piccola isola, larga poco più di tre ettari. Questa estinzione è considerata la prima estinzione causata direttamente dai cambiamenti climatici di origine antropica.

Pesce spatola cinese

Il pesce spatola cinese (Psephurus gladius) è un pesce fluviale asiatico estintosi purtroppo nel 2020. Soprannominato poeticamente il "Panda gigante dei fiumi" per la sua rarità, era protetto dal 1983 ma ciò non ha impedito la sua scomparsa, causata principalmente dalla pesca intensiva e dalla costruzione di dighe, che ne hanno frammentato le popolazioni.