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28 Agosto 2021
9:11

Perché il cane “ruba” scarpe e pantofole?

I cani sembrano avere un'attrazione irresistibile per le pantofole e le calzature. Per loro sono oggetti meravigliosi che dicono tantissimo su di noi e possono persino aiutarlo a ridurre lo stress e ad affrontare la solitudine. Ma cosa possiamo fare per fornirgli delle alternative per evitare che ne distruggano un paio al giorno?

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Membro del comitato scientifico di Kodami
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L'eterna lotta tra cane e uomo sul possesso delle pantofole. Ah, che questione spinosa! Per quale motivo i cani "rubano" le nostre scarpe e pantofole?

Cosa ci trovino di tanto attraente i cani nelle pantofole e nelle scarpe degli umani è tema di annosi dibattiti. Mi immagino nell'antica Roma, il patrizio mollemente sdraiato sul triclinio che impreca non trovando più uno dei suoi sandali e, proprio sotto di lui, un cucciolone beatamente addormentato con il muso infilato tra i lacci della calzatura… Chissà se, come allora e oggi, questa cosa è iniziata appena l'uomo si è inventato le calzature, cosa avvenuta circa 15.000 anni fa (così ci dicono alcune rappresentazioni). I cani allora vivevano già all'interno dei nuclei famigliari umani, da almeno 20.000 anni.

Un oggetto splendente!

Agli occhi dei nostri beniamini, ma forse ancor di più ai loro sensibili tartufi, le nostre scarpe e ciabatte devo apparire come oggetti meravigliosi. Infatti emanano "aromi" che parlano di noi, sono dei gaiser odorosi che stuzzicano continuamente la loro attenzione. Nel sudore dei nostri piedi c'è un po' di tutto – ammetto di non essere però un esperto di questi effluvi – il nostro stato d'animo, la nostra essenza come individui, insomma, ci siamo noi, la nostra manifestazione evanescente, al loro olfatto vivida più che mai. Ecco che un oggetto del genere, con cotanta presenza, non può che essere qualcosa di veramente importante per i nostro affezionati. Per loro infilarci dentro il muso e respirare a pieni polmoni risulta essere inebriante, e anche calmante. Soprattutto quando sono lasciati soli, o si sentono un po' a disagio. In molti casi le nostre ciabatte hanno funzione anti-stress.

Dai, pare fatta apposta!

Quindi le nostre ciabatte spiccano nel mondo olfattivo del nostro cane, ma non basta. Ci sono molti altri fattori che le rendono attraenti dal suo punto di vista. Pensiamo a quanto siano comode… da tenere in bocca. Pare che abbiano la forma migliore per questo scopo: facilmente trasportabili, morbide al punto giusto, con quel pizzico di rigidità della suola che le rende ancor più appetitose. Insomma, dai, come biasimarli, sembrano proprio fatte apposta per questo, no? In più, quello che presto sperimentano i cani di famiglia, è che se vogliono attrarre la nostra attenzione non c'è nulla di più facile che presentarsi davanti a noi con una ciabatta in bocca: «Ehi! Guarda un po' che bellezza ho qui! Mi dai retta adesso?» sembrano dire tutti scodinzolanti, con la bocca ben serrata, pronti al tira-e-molla che presto avverrà nel tanto rinomato "gioco" della contesa della ciabatta.

Un oggetto multifunzione

Quindi le nostre ciabatte sono oggetti meravigliosi, sempre a disposizione, inebrianti, che possono sia donare relax che essere utilizzati come gioco e catalizzatore dell'attenzione di noi umani, spesso distratti. Possono anche essere degli ottimi oggetti per lenire il prurito delle gengive nei primi mesi di vita domestica del cucciolo, possono consolarlo quando lasciato solo, insomma, fargli compagnia con l'illusione della nostra presenza seppur effimera. Bisogna proprio dire che non esiste un oggetto simile, che possa tenere il confronto, con tutte queste preziose caratteristiche. Certo, la cosa ci può dare fastidio assai. per esempio quando ci svegliamo la mattina e ancora tra le lunghe braccia di Orfeo scendiamo dal letto infilando i piedi nudi in una bavosa pantofola. Oppure quando ci alziamo dal divano, dopo esserci rilassati con un bel libro o una serie tv, e passiamo un'ora a ricercare la pantofola smarrita, che chissà dove l'ha portata il cane.

Se abbiamo anche il giardino la ricerca potrebbe essere alquanto lunga… E quando ogni settimana dobbiamo andare a ricomprare un nuovo paio di ciabatte, che ormai ci siamo abituati a scegliere tra quelle infime, magari non proprio comodissime, certo non di quelle costose in pelle (e comunque sarebbe meglio che la pelle degli animali restasse sopra i loro legittimi proprietari) soprattutto quando in casa zampetta un cucciolo con in bocca una vera propria punzonatrice multipla. Ecco che allora ci si attiva per dargli delle alternative, qualcos'altro da masticare, ma come vi dicevamo, per lo più il rimedio è di breve durata perché non esiste al mondo oggetto che abbia in sé cotante bellezze, una su tutte il nostro aroma, ma anche il nostro interesse.

Alternative?

I palliativi (giochi e oggetti per cani ad uopo) possono attirare l'attenzione perché hanno una, forse due caratteristiche specifiche, che però alla lunga perdono di interesse. Quindi, in sostanza, se vogliamo evitare che il nostro cane si dedichi continuamente alle nostre ciabatte possiamo fare alcune cose: 1. limitare la disponibilità, ossia, quando non le indossiamo riponiamole al sicuro, ogni nostra dimenticanza pagherà un caro prezzo; 2. fornire alternative da masticare, soprattutto ai cuccioli e cuccioloni, ci sono "masticativi" fatti a proposito che possono fornire una valida alternativa – almeno momentanea, come detto prima; 3. prestare maggior attenzione ai bisogni di interazione del nostro cane, in fondo quando noi siamo fuori casa lui è solo, e quando rientriamo un poco di attenzione gli va pur dedicata, no?; 4. magari orientare il gioco su oggetti appropriati, dedicati a questo specifico scopo e, anch'essi ammantati di valore sociale (quantomeno fingete di interessarvi a questi oggetti, non si dice quanto lo siete nei confronti delle vostre ciabatte, ma almeno un poco), e anche qui sul mercato chi più ne ha più ne metta.

Teniamo ben presente, e lo ribadiamo ancora una volta, ci sono oggetti che hanno un grande valore sociale per il nostro compagno a quattro zampe e siamo noi a dichiararlo, con il nostro comportamento e certe cose sono quasi inevitabili. Ah, un'ultima cosa: naturalmente ometto di dire che punire il cane, o rimproverarlo, non ottiene altro che un cambio di oggetto target se le condizioni generali non cambiano e non vengono fornite alternative valide. Quindi, prima di inveire con contro il nostro cane proviamo ad usare un po' di astuzia e comprensione… non fanno mai male!

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Luca Spennacchio
Istruttore cinofilo CZ
Ho iniziato come volontario in un canile all’età di 13 anni. Ho studiato i principi dell’approccio cognitivo zooantropologico nel 2002; sono docente presso diverse scuole di formazione e master universitari. Sono autore di diversi saggi.
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