Membro del Comitato Scientifico di kodami
Istruttore cinofilo CZ

I cani sono tra gli animali che possiamo comprendere meglio, le loro espressioni e comportamenti possono indicare moltissime cose, possono essere segni di comunicazione esplicita, ossia quando intende indicarci qualcosa, darci un'informazione, ma anche rappresentare stati emotivi e pensieri impliciti, lasciandoci intuire – grazie all'esperienza e alla conoscenza del cane in questione – cosa gli frulli nella testa. Però non è sempre facile riconoscere le espressioni dei cani perché, di fatto, sono molto differenti da noi soprattutto da un punto di vista morfologico, e non c'è nulla di più articolato del volto umano per quanto concerne la possibilità di espressione. Ma proprio questo fatto, la nostra grande possibilità di muovere i muscoli facciali, ci rende bravi a cogliere le sfumature dietro le espressioni dei cani, anche se molto spesso è  questa nostra facoltà a trarci in inganno perché – come detto – il cane è una specie diversa dalla nostra. Ma c'è un fatto da tener presente che rende tutto ciò più semplice. Un fatto che porta in sé migliaia di anni di convivenza cane–uomo. A quanto pare i cani hanno sviluppato una particolare mobilità dei muscoli facciali proprio per rendersi più intellegibili da parte nostra. Insomma, mi pare una cosa notevole il fatto che una specie animale plasmi il suo DNA per favorirci nella sua comprensione. In sostanza, mi viene da dire, che il cane ci abbia incarnati, e non certo solo per quanto riguarda le espressioni facciali.

Muovere le orecchie

I vari muscoli del cranio del cane rendono quindi il suo volto particolarmente espressivo ai nostri occhi. Prima di continuare però vorrei chiarire che le varie deformazioni dovute alle razze d'appartenenza del cane possono variare moltissimo quanto segue. Pensiamo solamente alla mobilità delle orecchie di un Pastore Tedesco – erette, orientabili, eccetera – rispetto a quelle di un Bloodhound – con attaccatura bassa, pendenti e abnormi. Eppure, nonostante tutte le differenze che ci possono essere, essi riescono a farsi intendere con sufficiente chiarezza. Va altresì tenuto presente che ogni elemento che correda una data espressione, preso singolarmente e fuori contesto, non è definibile. In sostanza, se ci chiediamo perché talvolta il cane abbassi le orecchie senza tener presente il contesto e gli altri elementi espressivi, come per esempio la postura generale del corpo, l'inclinazione della testa, il movimento delle labbra, la posizione della coda, eccetera, potremmo commettere gravi errori interpretativi. Ma proviamo a generalizzare senza scendere troppo nel dettaglio.

Perché il cane abbassa le orecchie?

Come detto le orecchie dei cani sono particolarmente articolate, soprattutto se le paragoniamo alle nostre, praticamente immobili. La loro mobilità favorisce la percezione uditiva consentendo di orientare i padiglioni auricolari per dirigerli con maggior accuratezza verso le fonti sonore che li colpiscono e che catturano l'interesse del nostro cane. Questa mobilità però entra in gioco anche nelle espressioni dei suoi stati emotivi come, per esempio, quando il cane presta particolare attenzione verso qualcosa di specifico le orecchi si alzano, si irrigidiscono, e si proiettano in avanti. Possiamo dire che in quel caso il cane provi "interesse", ma non è sempre così, come detto va considerato il contesto. Alle volte quell'atteggiamento indica assertività e può essere preludio di un attacco violento. E questo vale per ogni elemento comunicativo. Quindi, quando il cane abbassa le orecchie, che cosa significa? Proviamo, in prima battuta, a paragonare il movimento delle orecchie del cane come fosse quello delle spalle di un essere umano. Quando qualcosa ci sconforta, ci delude, ci fa sentire affranti diciamo cose come: «Se dici questo mi fai cadere le braccia!» per indicare metaforicamente quello che accade nella realtà, ovvero un rilascio della tensione muscolare delle spalle, che ci fa pendere le braccia lungo il corpo, inerti, molli. Ecco che alle volte al cane accade la stessa cosa, e di fronte ad una certa situazione loro direbbero: «Quando accade questo mi cadono le orecchie!». Altre volte invece le cose sono molto diverse, e le orecchie che si abbassano esprimono accoglienza e affetto, quando per esempio rientriamo a casa e il cane viene a salutarci educatamente, dice che è felice di rivederci e si aspetta un contatto fisico con noi (tutto ciò quando il livello di eccitazione del cane non è fuori scala, in tal caso la comunicazione non verbale è tutt'altra cosa).

Epimelesi ed et-epimelesi

Come detto più volte il cane è un animale sociale costretto, ossia fa parte di una specie che necessita della convivenza con altri individui, di sentirsi parte di un gruppo familiare, i cui legami sono intrecciati sulle corde dell'affetto reciproco. Tra le varie motivazioni proprie della specie vi sono anche quella epimeletica (il piacere di prendersi cura dell'altro) e quella et-epimeletica (il piacere di suscitare nell'altro la voglio di prendersi cura di noi). Le orecchie abbassate del cane sono spesso uno degli elementi delle espressioni di queste due motivazioni, soprattutto quando il cane si fa "accogliente" per indurci a fargli delle coccole: abbassa le orecchie e fa "gli occhi del cucciolo", con quell'espressione tipica che a tutti noi è capitato di vedere, la quale risulta essere irresistibile facendo leva sulla nostra pulsione epimeletica. Quindi, in questo caso, rappresenta una richiesta di contatto affettivo che per molti cani è qualcosa di rassicurante, appagante, riappacificante… ma non per tutti.

Arrendevolezza

Sulla stessa direttrice delle motivazioni viste sopra, quando il cane si sente minacciato da noi, quando lo rimproveriamo per qualcosa, soprattutto se non capisce il motivo del nostro atteggiamento assertivo nei suoi confronti, è facile che le orecchie gli "colino" aderenti alla testa, per farsi piccolo piccolo. Quell'espressione mostra un disagio, timore di essere aggredito, è il tentativo di evitare qualcosa che in noi lo spaventa. È il suo tentativo di cambiare il nostro stato d'animo e acquietarci suscitando in noi il desiderio di "prenderci cura" di lui invece che aggredirlo, ossia sta facendo ancora leva sulla nostra motivazione epimeletica… Mica scemo! Il più delle volte ha successo. Ma non si legga tutto ciò vestito di malizia e astuzia, qui si tratta di scambi emozionali tra noi e i nostri cani. Qui si tratta della declinazione di migliaia di anni nei quali noi e loro ci siamo vicendevolmente plasmati nella comunicazione attraverso la relazione.

Certamente ci possono essere mille altri motivi e contesti nei quali un cane possa abbassare le orecchie, come detto sopra il linguaggio del corpo del cane è ricco di sfumature, micro movimenti, molti dei quali ancora ci sono sconosciuti. Sarebbe interessante arricchire la nostra conoscenza collettiva condividendo anche cose molto particolari, magari atteggiamenti che abbiamo visto fare solo al nostro cane in situazioni specifiche. E allora, il tuo compagno canino, quando abbassa le orecchie?