Al termine giungla la nostra mente associa quasi in maniera istantanea immagini di fitte foreste impenetrabili, abitate da animali misteriosi ed esotici. E in un certo senso tutto questo è vero ma non è facile, in realtà, definire in maniera univoca e chiara l'ecosistema a cui si fa riferimento questa parola tanto comune ed evocativa. Il termine giungla trae origine dalla parola sanscrita jaṅgala, che significa in realtà deserto, ma non nel senso comune di luogo arido, privo di vegetazione e apparentemente completamente opposto all'immagine rigogliosa delle foreste. Se proviamo a dare un significato più elastico del termine, l'origine etimologica fa riferimento in realtà più al concetto di terra abbandonata e non coltivata che a deserto arido in senso stretto. Da qui il collegamento alla vegetazione fitta e intricata, immagine della giungla per eccellenza, inizia a diventare più sensato. Ma andiamo con ordine, e scopriamo quali sono e come vivono gli animali della giungla.

Che cos'è una giungla

«Questa è la legge della giungla, antica e vera quanto il cielo». Da Il secondo libro della giungla di Joseph Rudyard Kipling

In senso stretto la vera giungla è proprio quella resa celebre dal grande scrittore inglese Joseph Rudyard Kipling, e cioè la foresta tropicale decidua diffusa nel subcontinente indiano e nelle aree interne dell'Indocina: ecosistemi caratterizzati da una prevalenza di alberi caducifoglie e da un'alternanza di stagioni secche e periodi piovosi molto lunghi, dovuti tipicamente ai monsoni. Tutte queste caratteristiche ambientali, e il predominio di alberi che perdono le foglie con chiome non troppo fitte, permettono al sottobosco di crescere in maniera rigogliosa e intricata, creando quell'intreccio di rami, liane e arbusti che rendono le vere giungle impenetrabili.

Col tempo però il termine giungla è stato esteso a moltissimi altri habitat forestali di tutto il mondo, tra cui le foreste pluviali o quelle sub-tropicali. A differenza delle vere giungle però, questi ecosistemi sono spesso privi del caratteristico sottobosco fitto e intricato, poiché sono formati prevalentemente da specie arboree sempreverdi che non permettono alla luce di arrivare al terreno. Inoltre, soprattutto le foreste pluviali, sono continuamente bagnate dalla pioggia e non hanno quella stagionalità tipica delle vere giungle. Tuttavia questo utilizzo generico della parola giungla per qualsivoglia ecosistema fittamente alberato sta via via scomparendo e anche nel linguaggio comune ormai si tende a differenziare le varie foreste del mondo, facendo ritornare le giungle al loro luogo d'origine, l‘Asia meridionale.

Gli animali della giungla

Gli animali della giungla spesso portano con sé quell'alone di mistero e quell'esotismo immaginifico difficilmente eguagliabile da altre faune, proprio perché vivono in ambienti inaccessibili e difficili da esplorare. Nella giungla gli animali sono elusivi e difficili da vedere, ma potrebbero essere proprio lì a due passi, a fissarvi coi loro occhi nascosti nel fitto e intricato groviglio verde. È proprio grazie a questo potere evocativo che le storie di Kipling o Salgari hanno reso tanto popolare la giungla nella cultura popolare di tutto il mondo. Proviamo quindi a vedere un po' più da vicino alcune tra le specie animali più carismatiche e affascinanti della giungla asiatica.

La tigre

Grazie a Shere Khan e a Il Libro della Giungla la tigre (Panthera tigris) è diventata il simbolo indiscusso della giungla più selvaggia. Nascoste nel fitto della foresta questi eccezionali predatori utilizzano proprio la tecnica dell'agguato per catturare di sorpresa le loro prede, uomo compreso. Contadini e lavoratori indiani per provare a ridurre il numero di attacchi hanno iniziato a indossare maschere dal volto umano sul retro della testa. Le tigri attaccano quasi sempre alle spalle e se si riesce a fargli credere di essere osservate frontalmente spesso desistono. Un trucco semplice ma che sembra spesso funzionare.

Il gatto della giungla

Nel folto delle giungle asiatiche vivono una gran varietà di altri felini schivi e misteriosi e tra questi c'è anche il gatto della giungla (Felis chaus). Questo piccolo e agile felino è abbastanza adattabile a una gran varietà di habitat ma preferisce solitamente ambienti molto umidi, per questo è chiamato anche gatto delle paludi o dei canneti. Come molti altri gatti selvatici caccia soprattuto uccelli e piccoli mammiferi. Li cattura avvicinandosi di soppiatto nascosto tra la vegetazione, per poi sorprenderli e catturarli con uno scatto fulmineo o un agile balzo.

Il cuon

Il cuon o dhole (Cuon alpinus) è un canide dal pelo fulvo dalle abitudini sociali molto spiccate. Vive in clan piuttosto numerosi e utilizza la forza del gruppo per cacciare ungulati e prede spesso più grandi di lui. Vive prevalentemente in alta quota e in habitat più aperti, ma le popolazioni indiane e dell'Indocina si sono perfettamente adattate alla vita nella giungla, dove entrano spesso in competizione con tigri e leopardi. Nella cultura indiana non godono di una buona reputazione e sono spesso raffigurati come animali aggressivi o negativi. Nella lingua hindi sono infatti chiamati anche "diavoli rossi" o "diavoli della giungla".

L'elefante indiano

A differenza del cugino africano di savana, l'elefante indiano (Elephas maximus) preferisce ambienti fittamente alberati e umidi, anche se si adatta bene a una gran varietà di altri habitat. Questi mega-erbivori sono più piccoli e mansueti di quelli africani, hanno zanne più piccole o spesso assenti ma nonostante ciò sono comunque seriamente minacciati di estinzione a causa del bracconaggio e della perdita dell'habitat. La riduzione della giungla, infatti, non fa che aumentare la competizione per lo spazio con l'uomo accentuandone i conflitti e rendendo sempre più difficile la convivenza.

Il rinoceronte di Sumatra

Un tempo era ampiamente diffuso in tutta l'Indocina e in buona parte dell'arcipelago indonesiano. Oggi il rinoceronte di Sumatra (Dicerorhinus sumatrensis), il più piccolo tra le 5 specie di rinoceronte rimaste al mondo, sopravvive con poche decine di esemplari solamente sulle isole di Sumatra e del Borneo. Gli ultimi due esemplari che sopravvivevano nelle giungle malesi sono morti nel 2019. Sono animali schivi e solitari che amano sguazzare nelle pozze di acqua. Rotolarsi assiduamente nel fango li aiuta a regolare la temperatura corporea e a tenere lontani fastidiosi ectoparassiti come zecche, mosche o altri insetti.

Gli entelli

Gli entelli, chiamati anche langur, sono un gruppo di agili scimmie appartenenti al genere Semnopithecus. Attualmente sono riconosciute almeno otto specie differenti, tutte distribuite nel subcontinente indiano. Sono primati incredibilmente adattabili, capaci di vivere in una gran varietà di habitat. Dalle giungle alle foreste pluviali, dalla costa alla montagna, passando per zone le aride e addirittura quelle urbane. Molte popolazioni di entelli, infatti, hanno colonizzato insediamenti umani, villaggi e persino grandi metropoli come Jodhpur, che conta circa un milione di abitanti.

L'uccello sarto

Nelle giungle tropicali asiatiche vivono una grandissima varietà di uccelli di tutte le forme e colori. Tra questi uno di quelli più curiosi e carismatici è sicuramente l'uccello sarto (Orthotomus sutorius). Questi piccoli insettivori hanno un modo davvero unico per costruire il loro nido: utilizzando becco, ragnatele e fibre vegetali cuciono per i bordi due grosse foglie larghe in modo formare una coppa profonda, proprio come farebbe un sarto con ago e filo. Una volta creato il cono con le foglie vi allestiscono all'interno un classico nido da uccello fatto di ramoscelli, lanuggine e altro materiale vegetale.

Il bucero bicorne

Il bucero bicorne (Buceros bicornis) vive nelle giungle e nelle foreste pluviali dell'Asia meridionale. Abita le fitte volte di alberi, dove si nutre soprattutto di frutta, semi ma anche piccoli vertebrati come roditori, rettili e altri uccelli. Come altre specie di bucero è seriamente minacciato di estinzione, sia per la perdita di habitat, che necessità di grossi alberi maturi con cavità in cui nidificare, che per il bracconaggio. Viene spesso ucciso perché confuso con il ricercatissimo bucero dall'elmo (Rhinoplax vigil), una delle specie più minacciate al mondo per il cosiddetto "avorio di bucero", derivato dal suo elmo.

Il gallo bankiva

Sapevate che i galli e le galline che razzolano nei nostri giardini vengono proprio dalla giungla? I nostri polli (Gallus gallus domesticus), infatti, non sono altro che la forma domestica del gallo bankiva della giungla (Gallus gallus), ancora diffuso allo stato selvatico in buona parte dell'Asia meridionale. Domesticati all'incirca 8mila anni fa uno studio recente ha confermato che la selezione da parte dell'uomo è partita proprio da questo gallo (in particolare dalla sottospecie spadiceus), ma che nel tempo ci sono stati diversi incroci e ibridazioni sia con le sottospecie che con altre specie vere e proprie di galli selvatici, come il gallo di Lafayette (Gallus lafayettii), quello di Sonnerat (Gallus sonneratii) e quello di Giava (Gallus varius).

Il pitone delle rocce indiano

Reso celebre dal saggio e intelligente Kaa de Il Libro della Giungla, il pitone delle rocce (Python molurus) è uno dei tanti serpenti che popolano l'India. Può raggiungere i tre metri di lunghezza e si adatta con facilità a una gran varietà di habitat, da quelli più aperti e aridi, come le praterie, a quelli densamente alberati come le vere giungle. Inoltre questi rettili hanno una particolare predilezione per l'acqua, sono ottimi nuotatori e si immergono con regolarità in fiumi, paludi e tra le mangrovie dei boschetti umidi.